Nel vasto mondo dei pomodori, alcune varietà spiccano per la loro eccellenza nella preparazione di conserve e salse. Questi pomodori, noti come pomodori da salsa, offrono caratteristiche uniche che li rendono particolarmente adatti a questo scopo. L'articolo esplorerà le caratteristiche del pomodoro tondo per salsa, fornendo informazioni dettagliate sulla sua coltivazione, le diverse varietà disponibili e i consigli utili per ottenere il massimo da questa versatile solanacea.
Caratteristiche Generali dei Pomodori da Salsa
I pomodori da salsa si distinguono per alcune caratteristiche specifiche che li rendono ideali per la preparazione di conserve e salse fatte in casa. Tra queste caratteristiche, spiccano:
- Polpa carnosa: I pomodori da salsa hanno una polpa densa e carnosa, con pochi semi e poca acqua, il che consente di ottenere una salsa più concentrata e saporita.
- Sapore intenso: Il sapore dei pomodori da salsa è generalmente più intenso e ricco rispetto ad altre varietà, il che conferisce alla salsa un gusto più autentico e deciso.
- Buccia sottile: La buccia dei pomodori da salsa è sottile e facile da rimuovere, il che facilita la preparazione della salsa.
- Forma adatta: Molti pomodori da salsa hanno una forma allungata o tonda, che li rende facili da tagliare e lavorare.
- Resistenza alle malattie: Alcune varietà di pomodori da salsa sono resistenti alle malattie più comuni, il che facilita la coltivazione e riduce la necessità di utilizzare pesticidi.
Varietà di Pomodoro Tondo per Salsa
Esistono diverse varietà di pomodoro tondo particolarmente adatte per la preparazione della salsa. Di seguito, alcune delle più apprezzate:
- San Marzano: Questa varietà è considerata un classico per la preparazione della salsa. I frutti sono lunghi e pieni, di un bellissimo color rosso brillante e di un ottimo sapore. La varietà San Marzano abbina la resistenza al marciume apicale ad una grandissima qualità del frutto. Molto produttivo e di grande qualità gustative e resiste molto bene al marciume. La raccolta prosegue fino alle prime gelate e si consiglia di raccoglierlo anche verde e farlo maturare in casa.
- Scatolone: Varietà tradizionale della Tuscia (Lazio), caratterizzata da un frutto allungato, vuoto all’interno (da cui il nome “scatolone”).
- Pomodoro Principe Borghese: Varietà di pomodoro antica molto rinomata, pianta poco soggetta alle malattie.
Coltivazione del Pomodoro Tondo per Salsa
La coltivazione del pomodoro tondo per salsa richiede alcune attenzioni specifiche per garantire un raccolto abbondante e di qualità. Ecco alcuni consigli utili:
- Esposizione: Il pomodoro necessita di esposizione in pieno sole per almeno 6-8 ore al giorno.
- Terreno: Il pomodoro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli di medio impasto, fertili e ben drenati. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. Nella preparazione del suolo è consigliata una lavorazione profonda (30-40 cm). Il terreno deve essere lavorato ad una profondità di almeno 30 cm. Concimare con letame maturo o concime organico pellettato (compost, ecc…): Dosaggio = 4-8 kg/mq. Il concime va incorporato bene nel corso della lavorazione profonda. Successivamente il terreno va affinato, perché troppo zolloso, ed eventualmente irrigato quanto basta prima di effettuare il trapianto.
- Clima: Il pomodoro ha temperature ideali di crescita tra 20-24°. Tra 18-27° sono le migliori condizioni per l’allegagione dei frutti, che è difficoltosa sotto i 10° e sopra 35° (specialmente per le varietà antiche e a bacche grosse). Con meno di 13° in fioritura, i frutti possono risultare deformi e con cicatrici. La temperatura ideale di accrescimento è compresa fra 18 e 24 °C, mentre oltre i 35 °C la produzione di fiori si interrompe. Sotto i 5°C la crescita è compromessa.
- Trapianto: Quasi tutti i pomodori vanno trapiantati a distanza di 40 cm sulla fila e 100 cm tra le file, creando nel terreno piccole buche e avendo cura di accostare bene la terra alla radice della pianta, fino al colletto, senza coprire il punto d’innesto, nel caso di piante innestate! Le varietà di pomodoro a crescita indeterminata vanno da subito legate ad un tutore, poco dopo il trapianto, mentre quelle a crescita determinata non necessitano di alcun tutore. Subito dopo il trapianto irrigare abbondantemente le piante per favorire l’accostamento della terra alla radice e quindi garantire un buon l’attecchimento. La messa a dimora va da marzo (con nylon) ad agosto. Il trapianto va effettuato nelle ore più fresche della giornata (mattina presto o tardo pomeriggio). Umettare bene la zolletta prima dell’impianto al suolo e irrigare leggermente il terreno per facilitare l’attecchimento. Interrare solo la zolletta.
- Irrigazione: Il pomodoro è in grado di sopravvivere con apporti idrici limitati, ma la carenza di acqua cronica dà luogo a piante stentate, con produzione molto inferiore rispetto al reale potenziale delle varietà. Di norma il pomodoro in primavera si irriga 2-3 volte a settimana: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del suolo, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. Tra un intervento e il successivo si lasci asciugare lo strato superficiale di terreno intorno alle piante, per evitare i ristagni. Nelle prime fasi dopo l’attecchimento, se il clima è fresco, ma non piove, saranno sufficienti 1-2 interventi settimanali. I quantitativi devono permettere all’acqua di penetrare in profondità, per garantire un’autonomia di alcuni giorni. Si bagnerà nuovamente quando il terreno sarà asciutto in superficie e le piante manifesteranno un leggero stress, assumendo una colorazione opaca. Dall’inizio della fioritura, le quantità aumenteranno e la massima necessità si raggiungerà quando più palchi saranno in fase di ingrossamento e le temperature elevate. In estate, è richiesta molta più acqua e interventi più frequenti, fino a 2-4 per settimana (fino a 4-6 litri al giorno con piante cariche di frutti, nei periodi più caldi e asciutti). In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per produrre al meglio e ridurre i rischi di marciume apicale. Quando più le bacche sono nelle fasi finali di maturazione, si ridurranno un po’ i volumi di annaffiatura, ma senza stressare le piante. Le varietà allungate e quelle più sensibili a marciume apicale, richiedono irrigazioni più frequenti rispetto alle altre, in prossimità della maturazione, quando sono presenti anche bacche in fase di ingrossamento. Apporti idrici troppo scarsi, possono determinare produzione di bacche di calibro modesto, caduta dei fiori e marciume apicale dei frutti. Irrigando pomodori in fase di maturazione con quantitativi eccessivi di acqua, dopo periodi di siccità, provoca facilmente spaccature dei frutti. Anche gli eccessi idrici possono creare problemi, come marciumi radicali, crescita eccessiva della vegetazione a discapito della produzione e maggiore sensibilità ai patogeni. Irrigare possibilmente al mattino in primavera, senza bagnare la vegetazione.
- Concimazione: Una nutrizione equilibrata e distribuita nel tempo, permette di ottenere la massima produzione dalla coltivazione del pomodoro. la concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica (se non la si è distribuita in autunno): letame maturo (o stallatico) e un fertilizzante NPK (es. la concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 1:3:1 fino alla fioritura, N:P:K 1:1:3 da ingrossamento a maturazione), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel. la concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse nelle prime fasi, a causa di stress ambientali o carenze. Ogni 7-10 giorni nutrire la pianta con concimi minerali equilibrati contenenti azoto, fosforo, potassio, ferro, magnesio, microelementi e calcio (quest’ultimo va apportato da solo) o con prodotti naturali stimolanti (sangue bovino, alghe, ecc.). Nella fase di ingrossamento e maturazione dei frutti preferire un rapporto con più alto titolo di potassio.
- Sostegni: Le varietà di pomodoro possono essere distinte in due grandi gruppi:Varietà a portamento “rampicante” (cioè ad accrescimento indeterminato) e varietà a portamento “nano” (cioè ad accrescimento determinato). Le piante appartenenti al primo gruppo hanno bisogno di sostegni, quindi durante l’accrescimento bisogna legarle bene ad intervalli regolari, per mantenerle perfettamente verticali, oppure far passare loro attorno una apposita funicella. Contrariamente le cultivar nane sono meno esigenti in fatto di sostegni oppure non ne necessitano affatto: le piante tenute a cespuglio posseggono fusti che ramificano naturalmente più numerosi e più flessibili. Esse non richiedono sostegni, ma quando i frutti si ingrossano il loro peso farà curvare il ramo fino a terra. Esistono diversi metodi per sostenere i pomodori a sviluppo indeterminato, capaci di crescere anche ben oltre 2 metri: dai sistemi tradizionali, con le classiche canne (o paletti, tondini di metallo, ecc), a quelli più moderni, con corde di nylon. Quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna, paletto ecc.) di 180-220 cm, tramite un legaccio. Le canne vanno piantate nel terreno per almeno 20-30 cm e fissate tra loro in alto con fil di ferro o spago, per rendere più stabile la struttura.
- Pacciamatura: Tra le buone pratiche di gestione della pianta va ricordata la pacciamatura del terreno che consiste nella copertura con teli di polietilene nero o colorato a seconda delle tipologie presenti in commercio, o materiali organici naturali (paglia, corteccia di pino, ecc…). Se si usano teli di plastica, questa operazione va fatta prima del trapianto, utilizzando strisce larghe circa 1 metro, forate oppure no, o teli di copertura totale. Su questi poi vanno creati i fori e le buche nel terreno dove mettere a dimora le piantine. La pacciamatura del terreno con nylon “fumè” o verdi, è utile soprattutto nei trapianti precoci e nelle zone collinari, mentre in quelli estivi è meglio il nylon bianco, oppure la paglia. La pacciamatura permette di prevenire le infestazioni delle malerbe e di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi. Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia.
Vantaggi della Pacciamatura
Contenimento delle erbe infestanti
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Ridotto consumo di acqua per irrigare
Maggiore precocità di raccolta (grazie al fatto che il terreno riscalda di più)
Produzioni più abbondanti
Frutti puliti
Minore incidenza di malattie
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Sfemminellatura: Un’operazione fondamentale è la cosiddetta sfemminellatura, che consiste nello staccare i getti che si formano alle ascelle delle foglie (ossia dove le foglie si inseriscono sul fusto), in tal modo viene aumentata la produttività delle piante. Se siete un fumatore e le vostre dita sono sporche di tabacco lavatele bene prima di iniziare il lavoro oppure usate un coltello a serramanico. I pomodori sono molto sensibili al virus del tabacco e c’è pericolo che lo trasmettiate con le vostre dita. Mentre i pomodori nani non richiedono potature, in quelli “da palo”, bisogna togliere continuamente i germogli ascellari o “femminelle”, iniziando 2.-3 settimane dopo il trapianto. Si tratta dei germogli che crescono nel punto di inserzione delle foglie sul fusto della pianta. Nelle varietà da impalare (indeterminate), vanno asportarti settimanalmente, lasciando sviluppare solo l'apice della pianta, che così prenderà più forza. Questa operazione favorisce una produzione più equilibrata ed una migliore sanità di piante e bacche. L'operazione, detta di “castratura” (o scacchiatura) è molto semplice e si esegue strappando con le dita (o tagliando con le forbici) i germogli emessi dal fusto, alla lunghezza di 5-10 cm. Le femminelle torneranno a crescere, e andranno eliminate continuamente. Nei periodi di rapido accrescimento delle piante, si interverrà più volte alla settimana. Al momento del trapianto, è consigliabile lasciare crescere una o due femminelle, per un paio di settimane: la più forte, fungerà da cima "di scorta", qualora si arrestasse l’accrescimento dell'apice principale della pianta.
Diradamento delle foglie: È bene sfoltire le foglie che coprono i grappoli in zone costantemente in ombra. Lasciare invece le foglie che riparano le bacche dal sole del pomeriggio, per evitare le scottature. Dopo la raccolta dei primi grappoli di pomodori, eliminare progressivamente le foglie basali della pianta, fino a 50 cm di altezza.
Cimatura delle piante: Nelle varietà da palo, quando la cima della pianta supera l’altezza dei tutori (170-200 cm), si può tagliare, se non si desidera proseguire con la raccolta (o se la pianta è visibilmente indebolita e “a fine corsa”). Ciò favorirà un maggior ingrossamento delle bacche presenti.
Diradamento dei frutti: Per i pomodori da palo a bacche di dimensioni medie e grandi, qualora fossero presenti troppi frutti (es. 7-10 in varietà tonde, cuor di bue e costoluti), ridurne il numero offre il vantaggio di ottenere calibro maggiore, più uniforme e maggiore qualità. Tra i frutti presenti verranno sacrificati i più piccoli e quelli deformi o con cicatrici, tagliandoli con le forbici e lasciando gli altri.
Ombreggiamento: Le piante con frutti in maturazione, gradiscono un leggero ombreggiamento nelle ore centrali della giornata, a partire dalla fine del mese di giugno. Una rete ombreggiante al 30-40% (o anti grandine) favorirà una maturazione più uniforme dei pomodori, senza scottature, riparando anche dai rischi della grandine.
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Protezione con Nylon: Nei trapianti precoci (da febbraio a fine marzo) la coltivazione sotto serra di nylon, offre alcuni vantaggi, come l’anticipo della raccolta, la disponibilità del prodotto per un periodo più prolungato, un più agevole controllo della peronospora. Con l’aumento delle temperature diurne, è necessario arieggiare i tunnel durante giorno e aprire i laterali in estate, per almeno 140 cm di altezza in estate.
Avversità: Le avversità che possono colpire i pomodori sono le seguenti: Peronospora, Oidio, Sclerotinia, Cladosporiosi, Afidi, Ragnetto rosso, Tripidi ed aleurodidi, Larve di lepidotteri. Per prevenire la Peronospora, nebulizzare prodotti a base di rame, ogni 15 giorni. (Poltiglia bordolese, idrossido, ecc.). Con temperature inferiori agli 8°, sostituire il rame con la Propoli. Nei periodi piovosi, utilizzare chitosano e farina di roccia (oppure prodotti sistemici preventivi per la Peronospora).
Malattie e Parassiti del Pomodoro
Peronospora: colpisce tutti gli organi della pianta, foglie e frutti. La comparsa dei primi sintomi si presenta nella pagina superiore delle foglie, sotto forma di macchie irregolari, decolorate e traslucide. Sul fusto, sui piccioli e sul rachide del grappolo la malattia si presenta sotto forma di macchie longitudinali scure più o meno estese. L’attacco sui frutti interessa soprattutto le bacche verdi, dove compaiono inizialmente delle macchie traslucide, che progressivamente si estendono, assumendo colorazioni tra il verde oliva e il bruno. I frutti colpiti difficilmente giungono a maturazione, cadono al suolo e marciscono. Le condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo della malattia sono:Elevata umidità (>90% Umidità Relativa);Bagnatura dei tessuti vegetali (foglie e fusto);Temperatura dell’aria superiore ai 10°C.Sono consigliabili trattamenti preventivi a base di prodotti rameici, che vanno utilizzati periodicamente durante tutto il ciclo colturale. Nei casi più gravi, è possibile intervenire con prodotti chimici stoppanti o curativi, ma è bene farsi consigliare da un tecnico o dal rivenditore di fiducia.
Oidio: Attacca soprattutto le foglie, sulla cui pagina superiore compaiono macchie giallastre a contorno sfumato, che poi seccano. Sulla pagina inferiore, in corrispondenza delle macchie, si nota una caratteristica muffetta bianca. In genere questo fungo colpisce la parte bassa della pianta, ovvero le foglie più vecchie e può comparire a qualsiasi stadio. Sono consigliabili trattamenti preventivi a base di zolfo in polvere o bagnabile, che vanno utilizzati periodicamente durante tutto il ciclo colturale. Anche i fiori possono essere colpiti, ma il danno è molto più grave quando l’attacco è a carico dei frutti, sui quali provoca marcescenza molle. Lo sviluppo del fungo è, come detto, favorito da elevati tenori d’umidità quindi è molto utile arieggiare l’ambiente di coltivazione ed intervenire repentinamente alla comparsa dei primi sintomi con prodotti rameici e zolfo. Nei casi più gravi, è possibile intervenire con prodotti chimici stoppanti o curativi, ma è bene farsi consigliare da un tecnico o dal rivenditore di fiducia.
Sclerotinia: Si tratta di una malattia di origine fungina che attacca prevalentemente il fusto, alla base, su cui si formano tacche leggermente depresse di colore bruno. I tessuti colpiti appaiono imbruniti, sfibrati e successivamente si ricoprono di una muffetta bianca. Per evitare l’insorgere della malattia bisogna evitare gli eccessi idrici, garantire una buona areazione all’apparato radicale ed evitare concimazioni azotate troppo spinte.
Cladosporiosi: malattia di origine fungina che colpisce soprattutto le foglie, provocando sulla pagine superiore delle macchie decolorate dove, in corrispondenza delle stesse, sulla pagina inferiore si sviluppa poi una muffa bruno-olivastra. La malattia insorge con elevata umidità dell’aria (>90%) ed elevata temperatura (10-28°C), favorita dalla bagnatura prolungata, soprattutto nelle prime ore del mattino.
Afidi: sono visibili soprattutto sulle parti più tenere (germogli) della pianta dove gli individui verdi o bruni formano cospicue colonie. I danni ascrivibili a tali insetti sono sia l’indebolimento della pianta per sottrazione di linfa, sia lo sviluppo di fumaggini come conseguenza della produzione di melata. E’ importante intervenire alla comparsa dei primi individui a causa della loro elevata prolificità (in condizioni ambientali a loro favorevoli riescono a compiere oltre 10 generazioni l’anno); impiegare prodotti specifici: pricipio attivo Imidacloprid.
Ragnetto rosso: l’attacco si manifesta con punteggiature rugginose e scolorimenti sia sulle foglie che sui frutti; in caso di forti infestazioni si può assistere ad un rallentamento o addirittura ad un blocco della vegetazione. Alla comparsa dei sintomi utilizzare in miscela prodotti acaricidi specifici miscelando unovicida (principio attivo Lufenuron) con un adulticida (principio attivo Tebufenpirad), l’importante che lo spray raggiunga anche la pagina inferiore delle foglie.
Tripidi ed aleurodidi: sono dei piccolissimi insetti appartenenti all’ordine dei Rincoti, insetti dotati di apparato boccale pungente succhiatore, temuti sia per le punture d’alimentazione inflitte alle piante (in caso di attacchi pesanti si ha anche l’accartocciamento fogliare) ma soprattutto per la trasmissione di pericolosissimi virus in grado di alterare irreversibilmente la normale fisiologia vegetale.
Larve di lepidotteri: aggrediscono soprattutto le foglie ma non disdegnano né il fusto, né tanto meno i frutti, dove determinano rosure. Quando si vedono i primi individui allontanarli anche manualmente, se in numero ridotto, oppure con prodotti chimici specifici (principi attivi Spinosad, Deltametrina, piretroidi, Metaflumizone).
Raccolta: Il momento migliore per la raccolta, si può decidere considerando le varietà coltivate e i propri gusti personali, perché i frutti hanno caratteristiche diverse nei differenti stadi di maturazione. Le bacche, a inizio maturazione (quando sul fondo appaiono le prime tracce rosso-arancio), sono più sode e acidule e in pochi giorni raggiungono il sapore tipico della varietà matura. La polpa, può ammorbidirsi molto rapidamente, come nelle varietà antiche, o restare soda, anche a lungo. Le varietà a bacche morbide e poco conservabili, si raccolgono prima della completa maturità; nei periodi più caldi, converrà anticipare la raccolta appena i frutti iniziano a virare il colore al rosso, anticipando il decadimento della qualità. Nelle varietà con frutti dal debole attacco al peduncolo, la raccolta si opera staccandoli delicatamente con le mani. Per i pomodori da conserva coincide con la completa maturazione rossa dei frutti; per quelli per insalata con la colorazione verderosata. Dal trapianto occorrono circa 60-80 giorni per iniziare la raccolta. Ogni pianta produce in un ciclo colturale da 2 a 5 kg di frutti in pieno campo e da 4 a 8 kg in serra.
Utilizzo in Cucina
Il pomodoro tondo per salsa è un ingrediente versatile che si presta a molteplici utilizzi in cucina. Oltre alla preparazione della salsa, può essere utilizzato per:
- Conserve: I pomodori da salsa sono ideali per la preparazione di conserve come pelati, passata di pomodoro e pomodori secchi.
- Sughi: La polpa carnosa e il sapore intenso dei pomodori da salsa li rendono perfetti per la preparazione di sughi per la pasta, la pizza e altri piatti.
- Zuppe e minestre: I pomodori da salsa possono essere utilizzati per arricchire zuppe e minestre, conferendo un sapore più ricco e corposo.
- Contorni: I pomodori da salsa possono essere cotti al forno, grigliati o utilizzati per preparare contorni sfiziosi e saporiti.
Consigli Utili
- Scegliere la varietà giusta: Considerare il clima, lo spazio disponibile e le proprie preferenze di gusto per scegliere la varietà di pomodoro tondo per salsa più adatta alle proprie esigenze.
- Preparare il terreno adeguatamente: Lavorare il terreno in profondità e arricchirlo con sostanza organica per garantire una crescita sana e vigorosa delle piante.
- Irrigare regolarmente: Mantenere il terreno umido, ma non eccessivamente bagnato, per favorire lo sviluppo dei frutti.
- Concimare periodicamente: Fornire alle piante i nutrienti necessari per una crescita ottimale e una produzione abbondante.
- Proteggere le piante dalle malattie e dai parassiti: Monitorare regolarmente le piante e intervenire tempestivamente in caso di problemi.
- Raccogliere i pomodori al momento giusto: Raccogliere i pomodori quando sono completamente maturi per ottenere il massimo del sapore e della consistenza.