Pollo Fritto a Brescia: Recensioni, Polemiche e Prospettive Future

L'apertura di un nuovo fast food americano, Kentucky Fried Chicken (KFC), nel cuore di Brescia, precisamente in via X Giornate, a pochi passi da Piazza Vittoria, ha scatenato un acceso dibattito tra le forze politiche locali. Questa vicenda solleva interrogativi importanti sulla gestione del commercio nel centro storico, sulle normative vigenti e sull'impatto di tali attività sulla vivibilità e la sicurezza della zona.

L'Inaugurazione di KFC: Un Motivo di Discordia

L'annuncio dell'apertura di KFC ha immediatamente suscitato la reazione dell'opposizione, guidata da Fabio Rolfi, leader della coalizione di centrodestra. Rolfi ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze negative che l'attività potrebbe avere sull'area circostante, in particolare in termini di sicurezza e degrado urbano. Secondo Rolfi, l'insediamento di un fast food come KFC contrasta con gli obiettivi dichiarati dalla Loggia (l'amministrazione comunale) di tutelare il centro storico da attività commerciali considerate problematiche.

Rolfi ha inoltre sottolineato che, in precedenza, l'assessore al Commercio Andrea Poli aveva assicurato di aver inoltrato una diffida riguardo all'apertura di KFC. Tuttavia, nonostante queste rassicurazioni, il fast food si appresta ad aprire i battenti. Questo ha alimentato la sensazione di essere stati presi in giro, soprattutto alla luce delle promesse fatte durante la discussione sulla quarta variante al Piano di Governo del Territorio (PGT).

Le Promesse Non Mantenute e le Lacune Normative

Uno dei punti centrali della polemica riguarda le promesse fatte dalla Loggia in merito alla regolamentazione delle attività commerciali nel centro storico. Secondo Rolfi, l'amministrazione aveva promesso di vietare nel Distretto Urbano del Commercio (DUC) attività di asporto come kebabberie, friggitorie e pizza al taglio. L'apertura di KFC, nonostante sia classificato come ristorante con posti a sedere, viene vista come una contraddizione rispetto a questi impegni.

Rolfi ha evidenziato una lacuna nella normativa regionale, che a suo dire non fornisce strumenti sufficienti ai comuni per pianificare l'insediamento di nuove attività commerciali. La norma adottata dalla Loggia, che vieta solo le attività di asporto all'interno del DUC, viene considerata insufficiente e facilmente aggirabile. Rolfi ha fatto notare che basterebbe aggiungere qualche tavolino per trasformare un'attività di asporto in un ristorante, eludendo così il divieto.

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Il Dilemma dell'Asporto e le Difficoltà di Controllo

Un altro aspetto controverso riguarda la questione dell'asporto. La Loggia ha dichiarato di voler vietare il consumo di cibo acquistato da asporto al di fuori del locale, per evitare bivacchi e situazioni di degrado. Tuttavia, Rolfi ha espresso scetticismo sulla fattibilità di tale divieto, sottolineando la difficoltà di controllare efficacemente il comportamento dei clienti una volta usciti dal fast food. L'immagine di persone che consumano pollo fritto sulle scalinate di Piazza Vittoria è diventata un simbolo delle preoccupazioni sollevate dall'opposizione.

La Difesa dell'Amministrazione e il Rischio di Ricorsi

L'assessore al Commercio Andrea Poli ha difeso la decisione di non opporsi all'apertura di KFC, sostenendo che un eventuale divieto avrebbe comportato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) con scarse possibilità di successo. Secondo Poli, la Loggia avrebbe preferito evitare di intraprendere una battaglia legale che avrebbe potuto essere persa.

Tuttavia, Rolfi ha criticato questa posizione, sostenendo che la Loggia avrebbe dovuto rischiare e difendere con determinazione il centro storico dalle "multinazionali del cibo". Rolfi ha citato l'esempio della difesa del PGT 2016, in cui la Loggia, pur avendo perso un primo ricorso al TAR, alla fine ha ottenuto una vittoria alla Corte Costituzionale. Secondo Rolfi, la Loggia avrebbe potuto trasformare il caso KFC in un "caso scuola", spingendo anche la Regione a rivedere le proprie normative.

La Mancanza di Ristoranti Stellati e la Difficoltà delle Attività di Qualità

Un ulteriore punto sollevato da Rolfi riguarda la mancanza di ristoranti stellati nel centro di Brescia e le difficoltà che incontrano le attività di qualità. Rolfi ha suggerito che l'afflusso di fast food a basso costo potrebbe scoraggiare l'insediamento di ristoranti di livello superiore, contribuendo a impoverire l'offerta gastronomica della città.

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