Ci sono viaggi che rimangono impressi non solo per i luoghi visitati, ma per le emozioni, i sapori e i ricordi che si intrecciano nel cuore. Allo stesso modo, esistono luoghi in cui il tempo sembra sospeso, cullato dalla brezza marina e avvolto dal profumo della macchia mediterranea. Questo articolo esplora la storia, i sapori e le tradizioni di Tolfa, una cittadina collinare nel Lazio, con un focus particolare sul suo legame con il mondo equestre e le delizie culinarie locali.
Un Viaggio Emozionale tra Natura e Sapori
Il risveglio è un abbraccio: il vento che scivola tra le dune, il profumo di ginepro e lentisco, la sabbia bianchissima che brilla sotto il sole, e l’acqua trasparente che muta continuamente colore, dal verde smeraldo all’azzurro più profondo. Camminare lungo quei chilometri di litorale è come muoversi dentro un quadro, un orizzonte che sembra non finire mai, dove il mare e il cielo si confondono.
Tolfa: Città del Cavallo e Città Slow
Tolfa, situata sui Monti della Tolfa, un insieme di rilievi collinari che si estendono dal basso Viterbese fino alla costa tirrenica, è un luogo ricco di storia e tradizioni. Nel 2021, Tolfa ha ottenuto il titolo di "Città del Cavallo", un riconoscimento del suo profondo legame con il mondo equestre. Questo legame è ulteriormente rafforzato dal fatto che nel 2013 Tolfa è diventata la prima e unica cittadina della Provincia di Roma e la terza nel Lazio a entrare a far parte della prestigiosa rete di Cittaslow International. Questo titolo sottolinea l'impegno di Tolfa nel preservare il suo patrimonio culturale, promuovere la sostenibilità e migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.
Il territorio dei comuni di Tolfa e Allumiere ne costituisce il nucleo centrale. Per questo gran parte del territorio dei Monti della Tolfa è stato identificato e designato come Zona a Protezione Speciale (ZPS) e proposta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ai sensi della Direttiva “Habitat” dalla Regione Lazio.
Il Torneo dei Butteri: Un'Eccellenza Equestre
Il Torneo dei Butteri è una competizione sportiva equestre che si svolge a Tolfa da oltre mezzo secolo. Nato come "figlio" della Giostra della Quintana di Foligno, il torneo è diventato un evento di grande importanza per la comunità locale, attirando partecipanti e spettatori da tutta la regione. Il torneo non solo promuove il mondo equestre, ma contribuisce anche a migliorare il tessuto economico e sociale del Comune di Tolfa, incoraggiando i giovani a riscoprire le tradizioni locali e a praticare sport equestri.
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Il Bando d’iscrizione per il 54° Torneo dei Butteri REGIONALE per tutte le squadre provenienti dalla Regione Lazio, scaduto l’8 agosto, ha portato grandissima partecipazione. La Competizione Sportiva Equestre tradizionale più attesa dell’anno sarà disputata da ben 18 squadre, con la presenza di 54 Cavalieri e 18 Riserve per un totale di 72 atleti, provenienti oltre che dal Comune di Tolfa anche dai comuni di Allumiere, Canale Monterano, Manziana, Bracciano, Civitavecchia, Vetralla, Soriano Nel Cimino, Marta e Viterbo.
Le Prove del Torneo
Il Torneo dei Butteri è composto da diverse prove che mettono alla prova le abilità dei cavalieri e la loro sintonia con il cavallo. Tra le prove più spettacolari troviamo:
- Il Gioco dell'Anello: Una prova di velocità e precisione in cui i cavalieri devono infilzare degli anelli con una lancia mentre galoppano a tutta velocità.
- Il Gioco del Cappello: Una staffetta in cui i cavalieri devono raccogliere un cappello da buttero da un piedistallo e riportarlo al punto di partenza.
- Il Gioco del Vitello: Una prova che mette in mostra la tecnica dei butteri nella gestione del bestiame, nel rispetto del benessere degli animali.
Il 15 agosto 2024, ad aprire la Competizione Sportiva Equestre alle ore 16.00 con lo speaker Massimo Morra, l’esibizione di coreografie del Gruppo Musici Sbandieratori di Tolfa, tutto composto da giovanissimi seguiti dalle insegnanti Maria Chiara Testa e Marika Marzola, aprirà la 54° edizione del Torneo dei Butteri REGIONALE.
La Natura Vulcanica e la Biodiversità dei Monti della Tolfa
La fase geologica che più ha interessato l'area di Tolfa è stata caratterizzata da un'attività vulcanica a carattere prevalentemente effusivo, con emissione di lave acide che fuoriuscivano lentamente infiltrandosi nelle rocce sovrastanti. Questo ha dato vita a un paesaggio aspro e impervio, contrastante con le dolci colline sedimentarie adiacenti. Bellissimo esempio è il domo sul quale sorge l’abitato di Tolfa. La natura vulcanica di questa terra appare evidente anche di fronte agli imponenti scavi minerari, ormai abbandonati. Minerali metallici, alunite e la pietra paesina sono alcuni tra i prodotti sfruttati sin dai tempi antichi.
La peculiare posizione geografica dei Monti della Tolfa ha dato origine a una grande varietà di ambienti e ha contribuito alla presenza di una vegetazione ricca e variegata. In primavera stupende fioriture colorano il sottobosco. Fiore all’occhiello della flora tolfetana sono le orchidee. Meta di bird-watchers europei, il territorio dei Monti della Tolfa costituisce inoltre una delle zone di maggior interesse ornitologico del Lazio.
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Il Bovino Maremmano e il Cavallo: Simboli di una Tradizione
Percorrendo le diverse strade che portano al paese, non passano di certo inosservati, disseminati qua e là, cavalli e bovini che da secoli pascolano liberamente allo stato brado. Il bovino maremmano deriva dall’Uro, originario dell’Asia centrale, che in queste zone ha assunto le caratteristiche della razza maremmana già dall’epoca proto villanoviana. Il bovino maremmano presenta una mole molto robusta, un mantello sui colori del grigio, lunghe corna, un corpo massiccio e un ampio torace. L’imponenza fisica del bovino maremmano si è sviluppata in seguito alla necessità di sopravvivere nell’impervio territorio tolfetano.
Come le vacche, anche i cavalli pascolano liberamente nelle radure dei Monti della Tolfa. Vacche e cavalli vivono da sempre un legame atavico con i butteri, simbolo di una radicata tradizione che si tenta ancora oggi di preservare.
Il Buttero: Custode di un'Antica Arte
Il buttero era l’uomo a cavallo della Maremma, che, provvisto di cosciali di pelle e stivali, montava in sella per prendersi cura del bestiame, per provvedere al loro sostentamento, alla merca (marchiatura a fuoco), ai controlli medici. La presenza dei butteri rifletteva le esigenze di un mondo contadino, nel quale uomo, animale e natura vivevano in un’armonica simbiosi. Oggi, anche se la figura del buttero è meno presente rispetto al passato, l’allevamento di bovini e cavalli è ancora un elemento cardine della cultura ed economia tolfetana.
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