Questo articolo esplora il ristorante Kizuna Sushi situato a Casalmaggiore, analizzando le recensioni dei clienti, le informazioni relative al trattamento dei dati personali e l'utilizzo dei cookie sul loro sito web, contestualizzando il tutto nel panorama italiano.
Kizuna: Un Ristorante Giapponese a Casalmaggiore
Se stai cercando un ristorante giapponese a Casalmaggiore, Kizuna potrebbe essere una valida opzione. Situato in Via Favagrossa, questo locale ha ricevuto diverse recensioni che possono aiutarti a valutare la sua offerta.
Recensioni e Punteggi
Su Cylex, Kizuna ha ottenuto un punteggio di 4 su 5 basato su 37 recensioni. Questo dato suggerisce che la maggior parte dei clienti ha avuto un'esperienza positiva. Se hai visitato Kizuna, puoi contribuire scrivendo una recensione e condividendo la tua esperienza con altri potenziali clienti.
Protezione dei Dati Personali: L'Informativa di W KIZUNA DI CHANG LIXIANG
W KIZUNA DI CHANG LIXIANG, con sede legale in V. Giovanni Favagrossa 24 - 26041 CASALMAGGIORE (CR), Partita IVA 01805190194 (in seguito, “Titolare”), in qualità di titolare del trattamento, informa i clienti sul trattamento dei dati personali, in conformità con l’art. 13 D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (in seguito, “Codice Privacy”) e dell’art. 13 Regolamento UE n.
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I dati potranno essere resi accessibili per le finalità specificate nell'informativa.
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Ove applicabili, si hanno altresì i diritti previsti dagli artt.
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Contesto Italiano: Informazioni Generali
Per contestualizzare ulteriormente, ecco alcune informazioni generali sull'Italia, che possono essere utili per comprendere meglio il contesto in cui si trova Casalmaggiore:
Confini
In forza del trattato di pace (10 febbraio 1947) l'Italia ha dovuto cedere alla Francia alcune zone lungo le Alpi Occidentali, e cioè una piccola area presso il Colle del Piccolo S. Bernardo col celebre Ospizio, la regione circostante al passo del Moncenisio, la cosiddetta Valle Stretta che si apre sotto il M. Tabor ad ovest di Bardonecchia, i territorî di testata dei fiumi Tinea e Vesubia, noti col nome di "territorî di caccia" e quelli dell'alta e media val Roja (comuni di Briga, Tenda e parte di Olivetta S. Michele), in tutto circa 710 kmq.
Più gravi sacrifizî ha dovuto fare l'Italia al confine orientale rinunziando a favore della Iugoslavia a tutta l'Istria, col Carso, a parte dell'alta e media valle dell'Isonzo e consentendo alla creazione del Territorio libero di Trieste.
Territorio e Popolazione
L'Istituto centrale di statistica ha tenuto una stima demografica al 31 dicembre 1947, alla quale data la popolazione italiana, entro i nuovi confini, risultava di 46.821.970 ab.
Agricoltura
Sull'area totale della Repubblica (301.020 kmq.), soltanto 23.446 kmq. Per quanto riguarda la pesca, il censimento del 1937 dava un totale di 34.548 navi impiegate per una stazza complessiva di 104.561 t. e 79.574 addetti (di cui 339 tra piroscafi, motonavi e motovelieri per una stazza di 21.680 t. e 2176 addetti).
Industria
Dal censimento industriale del 1937-39 risultavano 1.071.272 esercizî con 4.469.502 persone addette, tra imprenditori ed impiegati (27%) ed operai (73%). Per l'energia elettrica, la produzione, che era nel 1940 di circa 19,5 miliardi di kWh (di cui 17,9 di origine idroelettrica), è risultata di circa 17,5 nel 1946 (16,6 idroel.) ed è salita a oltre 20,5 nel 1947 (18,9 idroel.).
Trasporti
Circa i trasporti, sono ben noti i gravissimi danni arrecati dalla guerra alla rete delle comunicazioni ferroviarie e alla relativa attrezzatura; ma lo sforzo di ricostruzione è stato veramente poderoso. La rete delle ferrovie statali, che nel 1942 assommava a 17.028 km. (dei quali 5174 elettrificati), era stata alla fine del 1947 ripristinata su 15.791 km. (dei quali 4727 elettrificati).
Alla temporanea interruzione di molti importanti servizî ferroviarî si provvide in un primo tempo con servizî automobilistici; ora questi, nonostante il ripristino delle ferrovie, sono in gran parte sopravvissuti (oltre 87.000 km.).
Ordinamento Politico e Amministrativo
Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 ha dato all'Italia un regime repubblicano definitivamente codificato nella costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948. La costituzione sancisce la ripartizione del territorio della repubblica in regioni, provincie e comuni (art. 114); le regioni sono indicate nell'art. 131 e corrispondono a quelle elencate nel prospetto a p. 73; esse sono costituite in enti autonomi con proprî poteri e funzioni e possono emanare norme legislative, nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello stato, su una serie di materie specificate negli articoli 117-19 della costituzione.
La Nuova Costituzione
La costituzione, prevista ed auspicata dai due decr. legisl. luog. 25 giugno 1944, n. 151 e 16 marzo 1946, n. 98, preceduta dai complessi lavori del Ministero per la costituente, è stata predisposta dalla commissione per la costituzione, nominata il 19 luglio 1946 in seno alla costituente, formata da 75 deputati e presieduta dall'on. M. Ruini.
Lo stato italiano, qual'è delineato nella costituzione, è una repubblica democratica "fondata sul lavoro"; respinta la formula "repubblica dei lavoratori", reputata eccessivamente classista, si è voluto proclamare che l'organizzazione dello stato italiano intende poggiare sul lavoro di tutti, non solo sul lavoro manuale ma sul lavoro in ogni forma e manifestazione.
La repubblica italiana, pur continuando ad essere unitaria ("una ed indivisibile") come il precedente stato monarchico, si differenzia da questo, ch'era fortemente accentrato, perché, basandosi su una ampia autonomia locale, è divisa in regioni (v.
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