Salame Sotto Cenere: Storia, Tradizione e Produzione

Il salame, un'eccellenza del patrimonio gastronomico italiano, affonda le sue radici in tradizioni antiche e sapienza artigianale. Questo insaccato crudo e stagionato, ottenuto da carne macinata e grasso, deve il suo nome all'operazione di salatura, fondamentale per la sua conservazione. In Italia, ogni regione ha sviluppato le proprie ricette e tecniche di preparazione, spesso arricchendole con spezie locali come aglio, pepe, finocchio o macis. Tra le varie tecniche di conservazione e aromatizzazione, spicca quella del salame sotto cenere, una pratica antica che conferisce al prodotto un sapore unico e particolare.

Origini e Tradizioni Antiche

La storia del salame in Italia è profondamente radicata nel territorio. Già gli Etruschi avevano sviluppato un sistema di allevamento suino strutturato, non solo per soddisfare il fabbisogno interno, ma anche per la vendita. A Forcello, in provincia di Mantova, scavi archeologici risalenti al V secolo a.C. hanno portato alla luce resti di suini privi degli arti inferiori, un chiaro indizio del loro utilizzo per la produzione di salumi.

In epoca romana, la X Legio aveva come simbolo sugli scudi il maiale selvatico, decantato da Plinio il Vecchio per la varietà di sapori che si potevano ricavare dalle sue carni. Documenti del 1700 parlano di "luganegat" di Morbegno e Bormio che si spostavano d'inverno dalle montagne per dedicarsi alla macellazione nella zona del ferrarese e del basso veneto. Alcuni documenti storici narrano che un salume simile al salame ferrarese veniva prodotto e conservato per un anno nella cenere nella zona di Morbegno.

La tradizione della macellazione dei maiali in Valtellina è antichissima, come testimonia una leggenda che racconta di Cristoforo Colombo che, appena sbarcato in America, incontrò abitanti di Grosio intenti a vendere maiali agli indiani.

La Macellazione del Maiale: Un Rito Antico

L'uccisione del maiale era un evento importante, una vera e propria festa che coinvolgeva tutta la famiglia. Si preparava la "conca del purcel", una lunga cassa di legno dove l'animale veniva adagiato e ricoperto di acqua bollente per facilitare la rimozione delle setole. Una volta pulito, il maiale veniva appeso a testa in giù e sezionato con cura. Le budella, pulite con acqua e aceto, venivano utilizzate come involucro per gli insaccati.

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Dalle carni migliori si ricavavano i salami, macinati a grana fine con il lardo più compatto e bianco. Con le carni della testa e un po' di cotenna si preparavano i salami di testa, mentre con la cotenna e carne di scarto si facevano i cotechini. Non mancavano le salsicce di sangue, i "bastardelli" (preparati con carne di suino, manzo o capra, drogate e impastate con vino), e la mortadella, con fegato, carne e lardo, spesso bagnata con vin brulè prima dell'insacco.

Il Salame Sotto Cenere: Una Tecnica di Conservazione Tradizionale

Il salame sotto cenere rappresenta un esempio di come, nella tradizione contadina, ogni elemento venisse sfruttato per garantire la conservazione della carne. Questa tecnica consiste nel ricoprire il salame, fatto con carne di maiale e spezie, con uno strato di cenere fine, ottenuta dalla combustione di legna non trattata.

La cenere, oltre a creare una sorta di crosta protettiva, conferisce al salame un sapore particolare, arricchendolo con note terrose e affumicate. Questo procedimento aiutava a proteggere il salume durante la stagionatura, permettendo al prodotto di maturare in modo uniforme, mantenendo una consistenza morbida e un sapore intenso.

Varianti Regionali

Non esiste un disciplinare specifico per il salame sotto cenere, ma diverse regioni italiane continuano a preservare questa tradizione, con varianti locali che rendono ogni salame unico:

  • Romagna: Il salame sotto la cenere è un prodotto conosciuto, dove la tecnica di stagionatura sfrutta il potere protettivo della cenere per garantire una maturazione lenta e uniforme, arricchendo il salume con un sapore deciso.
  • Toscana e Umbria: Anche in queste regioni si trovano salami stagionati sotto la cenere, anche se la tecnica non è sempre applicata a tutti i salumi.
  • Calabria: Alcune soppressate vengono ancora stagionate sotto la cenere, una pratica antica che deriva dalla tradizione contadina di conservare i salumi in modo naturale. La cenere aiuta a mantenere la soppressata morbida e profumata, arricchendone il gusto con leggere sfumature affumicate e un aroma intenso.
  • Mantova: Uno degli esempi più noti proviene dalla provincia di Mantova, in particolare dal comune di San Benedetto Po. Questo salame subisce una fase di cottura sulle braci, che lo distingue dalle comuni preparazioni stagionate. La cenere, in questo caso, non solo protegge il salame durante la sua preparazione, ma gli conferisce una crosta grigia e un sapore deciso.

Altre Tradizioni Europee

La pratica di stagionare i salumi sotto la cenere non è esclusiva dell'Italia. Anche in Francia si ritrova questa tradizione artigianale, con piccole produzioni di "saucisson cendré" o "saucisson sous la cendre", salami affinati e ricoperti con cenere di legno, che conferisce la tipica crosta grigio-scura e un delicato sentore affumicato. Fuori da Italia e Francia, l'impiego della cenere è attestato soprattutto per carni intere, come prosciutti o tagli bovini, nelle regioni tedesche e alpine, dove è conosciuto come "Aschereifung" (maturazione in cenere di legna).

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Il Salame Mantovano: Un Esempio di Eccellenza

Tra i tanti salami italiani, il salame mantovano merita una menzione speciale. Le sue origini risalgono all'epoca etrusca, ma è nel Medioevo e nel Rinascimento, con la signoria dei Gonzaga, che gli insaccati di suino diventano protagonisti delle tavole, sia contadine che nobiliari.

A differenza di altri salami, il salame mantovano viene realizzato con i tagli più nobili del maiale, tritati a grana grossa con una percentuale di grasso inferiore al 35%. L'impasto viene insaccato in budello naturale e legato a mano, con un'abbondante presenza di aglio fresco e pepe nero in grani interi o spezzati. La fetta di salame mantovano si distingue per la consistenza tenera e per il colore rosso vivace, alternato a lardelli bianchi e rosa.

DOP e IGP: Marchi di Qualità e Tradizione

DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) sono marchi che attestano l'alta qualità, la rigorosa selezione delle materie prime e i tradizionali processi di produzione dei prodotti enogastronomici dell'Unione Europea. Questi marchi proteggono le denominazioni di prodotti specifici, promuovendone le caratteristiche uniche legate all'origine geografica e alle competenze tradizionali.

Il Futuro del Salame Sotto Cenere

Oggi, il salame sotto cenere è considerato un prodotto artigianale di nicchia, custodito da pochi produttori che scelgono di mantenere vive queste tradizioni antiche, resistendo alla produzione industriale. In un mondo che punta sempre più alla velocità e alla standardizzazione, questi salami offrono una connessione con il passato, portando con sé un sapore che racconta la storia di una cultura gastronomica legata al territorio.

La Salama da Sugo Ferrarese: Un Caso Particolare

La salama da sugo, o salamina ferrarese, si distingue per la sua preparazione e il suo consumo. Questo insaccato, prodotto nella provincia di Ferrara, è preparato con carni tritate insaccate in vescica di suino e stagionato per un periodo che varia dai 6 ai 12 mesi. La sua particolarità risiede nella cottura: la salama da sugo viene cotta per diverse ore e servita calda, con il suo sugo abbondante e aromatico.

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Storia e Letteratura

La salama da sugo ha una storia antica e ricca di riferimenti letterari. Già nel 1700, lo storico ferrarese Antonio Frizzi forniva informazioni sulle origini e la storia di questo salume. Nel corso dei secoli, numerosi scrittori e gastronomi hanno celebrato la salama da sugo, descrivendone il sapore unico e la tradizione legata alla sua preparazione.

Produzione e Caratteristiche

La salama da sugo è un prodotto con caratteristiche merceologiche inconfondibili. Le carni tritate sono insaccate in vescica di suino, che ne garantisce una lunga stagionatura e una lenta cottura. Il suo sapore è fortemente aromatico e piccante, rendendola un prodotto di alto valore gastronomico.

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