Milano, con il suo ritmo vivace e le sue tradizioni radicate, offre un'esperienza unica per gli amanti della pasticceria. In questo articolo, esploreremo la storia e le curiosità di alcune delle più rinomate gallerie delle torte di Milano, luoghi dove l'arte dolciaria si fonde con la cultura e la tradizione.
Un Viaggio nella Pasticceria Milanese
Intraprendere un viaggio alla scoperta delle gallerie delle torte a Milano significa immergersi in un mondo di sapori, profumi e storie affascinanti. Ogni pasticceria ha la sua peculiarità, il suo stile unico e la sua tradizione, che si tramandano di generazione in generazione.
Bastianello: Un'Atmosfera Fiabesca dal 1950
Dal 1950, Bastianello, situato in via Borgogna 5, rappresenta un punto di riferimento per la pasticceria haut-de-gamme a Milano. Questo locale lussuoso e signorile è pervaso da un'atmosfera quasi fiabesca, dove il fascino aristocratico e lo splendore d'altri tempi creano un ambiente unico. Bastianello è pasticceria, caffetteria e bistrot, il luogo ideale per concedersi una pausa di dolcezza, un break all'ora di pranzo o un aperitivo defaticante a fine giornata, specialmente se gustato nel déhor.
All'ora dell'happy hour, la pasticceria storica si trasforma in un vivace luogo di ritrovo, offrendo eccellenza e qualità dalla mattina alla sera. In abbinamento a Spritz o bollicine, il servizio comprende olive speziate, polentine con salumi, torte salate e chips home-made. Famoso per il suo cappuccino cremoso accompagnato dalla brioche, Bastianello rende speciale anche il classico rituale del caffè, trasformando il semplice espresso macchiato nella variante signature del caffè "Etoile", con base di cioccolato fondente. Le creazioni al cioccolato sono le specialità del luogo, considerate delle vere e proprie "sculture" realizzabili su ordinazione. Imperdibile è il gelato, in particolare quello al gusto pistacchio, considerato uno dei migliori della città.
Pasticceria Castelnuovo: Tradizione e Ispirazione dal 1945
La Pasticceria Castelnuovo nasce nel 1945, quando Enrico Castelnuovo, dopo essere rientrato dalla prigionia, decide di riprendere in mano la propria vita e il proprio lavoro. Forte della sua formazione come apprendista pasticcere a Lecco nel 1927, sposa Maria Locatelli, sua collega di lavoro, e insieme aprono una pasticceria artigianale in via Mercato a Oggiono, in provincia di Como. Dopo circa 10 anni di attività, la giovane Pasticceria Castelnuovo si trasferisce a Milano in via Colonna 10 e, in seguito, grazie ai meritati successi, nella più spaziosa location di via Tulipani 18.
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Castelnuovo diviene rapidamente la pasticceria d'elezione del quartiere "Lorenteggio", ma la sua fama le permette sin da subito di elevarsi al di sopra del passaparola di quartiere per conquistare lo status di eccellenza milanese. Una curiosità legata a questa pasticceria è che Lucio Battisti era solito frequentare il locale, e il signor Enrico Castelnuovo lo accoglieva sempre con il sorriso e le parole “Tel chi el bala Linda, dulsa la vita”. Proprio il celebre cantautore italiano ha ispirato la creazione della torta “Fior di Pesco”, che, insieme alla “Torta Enrico” è ancora oggi una delle specialità storiche del locale.
Dal 1977 la gestione del locale è nelle mani di Francesco, figlio di Enrico, che decide di tramandare il know-how di famiglia nel campo dell’arte pasticcera mettendosi in società con la moglie Augusta Barenghi e l’amico Serafino Iudice al quale, poi, si è aggiunto il figlio Maurizio nel ruolo di pasticcere. Dal 2002 anche Niccolò Castelnuovo, figlio di Francesco, si unisce al team occupandosi di aspetti comunicativi e gestionali. Oltre ai grandi classici della pasticceria, come la Sacher Torte, la Millefoglie Dorata e la Saint Honoré, la Pasticceria Castelnuovo propone, coerentemente alle esigenze del milanese contemporaneo, una Linea Salute e una Cheesecake d’ispirazione internazionale. Il suggerimento da gourmet è quello di non perdersi le paste frolle: per il nostro assortimento domenicale, a voi la scelta tra pistacchio e lampone o crema al mango e frutto della passione.
Cova: Eleganza e Tradizione dal 1817
Fondata nel 1817 da Antonio Cova, un soldato di Napoleone, Cova è sinonimo di elegante connubio tra heritage made in Italy, eccellenza artigianale, passione per la pasticceria, gusto estetico e attenzione al dettaglio. Con oltre 200 anni di storia, dal 1994 Cova è un brand internazionale, portavoce di stile italiano nel mondo. Dal quadrilatero della moda, tra lo splendore delle vetrine di via Montenapoleone, Cova ha sviluppato la sensibilità cosmopolita e lo spirito d’innovazione che l’hanno portata fino a Hong Kong, poi in Giappone, in Cina, in Taiwan, a Monte Carlo e Dubai.
Classe, savoir-faire, storia e creatività hanno reso Cova celebre in Italia e all’estero, perpetuando al di là del tempo l’immagine che la caratterizza come luogo dove lusso ed esclusività abbracciano il calore dell’ospitalità e l’amore per la buona tavola. È suggestivo immaginarsi Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini incontrarsi qui, conquistati dalla medesima bellezza che, incurante dello scorrere del tempo, continua ad affascinarci tra arredi preziosi e specchi dorati, lampadari in cristallo e divani in velluto. Il senso del bello, oltre che nelle creazioni di pasticceria e nel design del locale, traspare anche nell’arte del packaging: ogni confezione è realizzata artigianalmente con la massima cura, perché forma e contenuto siano l’uno espressione dell’altra, in un duetto di crescente splendore che coinvolge tutti i sensi, rendendosi preludio di piacevolezza gustativa. Pasticceria e cioccolateria, Cova è anche caffè e ristorante dove lasciarsi viziare da una pausa pranzo très chic o da un aperitivo con calice di Covino, da sorseggiare all’antico bancone in mogano lucido e marmo italiano, accompagnandolo a croccanti mandorle tostate. All’ingresso, l’originale pavimento in mosaico accoglie gli ospiti in una dimensione unica dove il tempo sembra essersi fermato. Il panettone, disponibile tutto l’anno, è preparato secondo una ricetta segreta, custodita fin dall’inizio del XIX secolo e fedelmente tramandata fino a oggi. Se la parola d’ordine è eleganza senza tempo, vada per una scelta altrettanto timeless: il bignè, piccolo gioiello alla crema che impreziosirà il nostro vassoio con un tocco di lusso alla Montenapoleone.
Pasticceria Cucchi: Un'Icona Milanese dal 1936
Già nel 1936 Luigi Cucchi e la moglie Vittorina intrattenevano i milanesi con raffinate prelibatezze e buona musica. Nata come caffè concerto, la Pasticceria Cucchi, all’angolo tra corso Genova e piazza Resistenza Partigiana, negli anni della Milano d’epoca conquistava la crème de la crème cittadina al suono vivace di un’orchestrina spagnola abbinato a un originale mix di senso estetico, vocazione artistica e spirito gourmand. Oggi, nel cuore di una Milano d’avanguardia, sempre più aperta al mondo e affamata di tendenze, Cucchi abbraccia con stile la spinta all’innovazione conservando immutato il rispetto per le proprie radici storiche: il locale, oggi, è ancora in mano alla stessa famiglia, che, giunta alla terza generazione con le sorelle Laura e Vittoria, è portavoce di un impeccabile savoir-faire artigianale da più di 80 anni. Gli arredi sono ancora quelli del 1954, per un locale dall’appeal chic e sofisticato.
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Riconosciuto dal 2002 come Locale Storico d’Italia e dal 2015 come Bottega Storica della città di Milano, la Pasticceria Cucchi è, allo stesso tempo, una perla d’arte e uno scrigno di leccornie dall’atmosfera classica e allure contemporaneo. Oltre al panettone e alla colomba, tra le chicche da non perdere spiccano la crostata di lamponi ripieni, il Pan Meino, la Sachertorte e la Saint Honorè.
Marchesi: Eccellenza e Tradizione dal 1824
Con una storia che risale al 1824, Marchesi è sinonimo di top di gamma nel mondo della pasticceria e della cioccolateria. Situata in via Santa Maria alla Porta 11/a, in pieno centro, tra Cairoli e Cordusio, all’interno di un pregevole edificio Settecentesco che rende ancora più speciale il contesto. Già dai primi del Novecento, il proprietario Angelo Marchesi si immaginò il locale come un luogo di aggregazione, un punto d’incontro privilegiato e accogliente per l’élite milanese che andasse oltre gli schemi della pasticceria per trasformarsi in caffetteria e salotto adatto a ogni momento della giornata, dalla colazione all’ora dell’aperitivo.
Oggi, quasi 200 anni dopo l’apertura, Marchesi è diretto dal nipote di Angelo, che porta il suo stesso nome, e guida l’attività con la medesima passione e attenzione al servizio. L’eccellenza e l’eleganza che hanno caratterizzato la Pasticceria Marchesi nel corso degli anni sono rimasti immutati e sono ancora in grado di esercitare lo stesso appeal dell’epoca su una clientela dal gusto sempre più cosmopolita e diversificato. Oltre alla sede principale in via Santa Maria alla Porta, Marchesi è presente nel centro di Milano in altre due location di pari elezione e prestigio: in via Monte Napoleone 9 e in Galleria Vittorio Emanuele II è possibile respirare la stessa atmosfera di fascino e magia, degustando i classici della tradizione e nuove proposte esclusive in ambienti di charme. Un’armonia di gusto e bellezza, racchiusa con classe all’interno di packaging appositamente studiati. Il panettone di Marchesi, disponibile tutto l’anno, è una specialità di fama indiscussa.
Sant'Ambroeus: Il Salotto Dolce di Milano dal 1936
Corso Matteotti 7, a pochi passi da Via Montenapoleone e da Piazza del Duomo, è l’indirizzo che ospita la Pasticceria Sant’Ambroeus dal 1936. Con una location e un nome così, era destino che diventasse simbolo della dolce vita milanese, tramandando il prezioso status per oltre ottant’anni. Fondato da Teresa Cattaneo, “il dolce salotto di Milano” (così lo racconta Maria Canella, storica del costume e della moda, nel suo libro dedicato al locale) ha saputo negli anni mantenersi fedele alla propria identità pur adattandosi alle esigenze di una clientela raffinata ed esigente, sempre attenta alle tendenze del momento.
Tra le boiserie alle pareti e i pavimenti in mosaico, si sono mossi personaggi di spicco dell’aristocrazia e della borghesia lombarda, oltre ad attori e celebrità del jet-set internazionale. Il bancone in marmo nero e le vetrine in verde sottobosco espongono con orgoglio le delizie artigianali che hanno fatto storia. I lampadari di Murano che illuminano la sala risalgono al 1936 e rivelano l’accoglienza e la bellezza classica di un luogo che, nel rispetto della propria autenticità, ha saputo adeguarsi al passo veloce di una città dinamica ed esuberante: così, da pasticceria e cioccolateria, Sant’Ambreous ha ampliato l’attività a caffetteria e ristorante, tentando la movida milanese con l’irresistibile profumo delle sue creazioni ad accomodarsi in veranda per una colazione informale o un aperitivo ad altezza guglie.
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Iginio Massari: Un Maestro Pasticcere di Fama Mondiale
Iginio Massari è uno dei migliori pasticcieri al mondo, un personaggio iconico dell'alta pasticceria italiana, nato a Brescia il 29 agosto 1942. Proprio nella "Leonessa d'Italia" troviamo il suo locale, Pasticceria Veneto, un tempio della gastronomia del Bel Paese.
Gli Inizi e la Formazione
Papà direttore di una mensa e madre cuoca, Iginio Massari è figlio d'arte e all'infanzia sono legati alcuni dei suoi ricordi più belli. Il ristorante della mamma aveva una gelateria sul retro e proprio lì il piccolo Iginio giocava da bambino: "Mi nascondevo ad ammirare colori, profumi, forme - ci dice il maestro dell'alta pasticceria - perché all'epoca non c'era tutta la tecnologia di oggi ed era tutto molto più artigianale". Massari racconta un aneddoto: "La mia passione è figlia di un incidente sul retro del locale: mettevamo delle bacinelle su tavolini alti dieci centimetri, con sopra un panno per non farci entrare le mosche. Preso dalla curiosità cercavo di sbirciare all'interno e un giorno ci sono caduto dentro ed è stato come per Obelix: lui è diventato l'uomo più forte al mondo, io sono diventato l'uomo più dolce al mondo".
L'impegno è stato tanto e giovanissimo si è ritrovato in un panificio al centro di Brescia prima di trasferirsi in Svizzera. Lo ha fatto con tutta la famiglia perché "i miei genitori cercavano una vita migliore per noi. L'avventura oltre confine l'ho fatta da emigrante a 14 anni, con mio fratello di 7 e mia sorella di 2. Gli svizzeri sono diversissimi da noi ed è stata una grande esperienza di vita a livello sociale e culturale. In Svizzera ho cominciato davvero ad amare l'Italia perché nulla come lavorare all'estero ti porta ad amare la tua nazione, con i pregi e i difetti. Ogni volta che tornavo a casa mi sembrava di essere come Don Chishiotte perché cercavo di combattere i tanti evidenti errori che mi si paravano davanti". In Svizzera il suo maestro era Claude Gerber, uno degli apripista dell'alta pasticceria e uno dei primi grandi maestri cioccolatieri.
L'Incidente e la Rinascita
Dopo quattro anni in Svizzera, Massari è tornato in Italia nel 1967. Dopo aver ritirato la moto dal meccanico, la sua vita è cambiata drasticamente a causa di un incidente tragico, in cui ha rischiato seriamente di perdere la vita: "Stavo procedendo lentamente perché avevo rifatto il motore alla moto, non potevo andar forte per i primi 2000 chilometri di collaudo. Ero sui 40 all'ora e sono stato investito da un'auto che non si è fermata allo stop. Nell'urto sono stato lanciato sull'altra corsia e un'auto, suo malgrado, mi è passata sopra. Sono piombato all'improvviso sulla corsia opposta ed è stato uno schianto orribile. Per 9 giorni sono stato più morto che vivo e mi hanno rubato 6 mesi di vita in cui pensavo di aver perso tutti i sogni, tutto il mio futuro. Tutto è bene ciò che finisce bene ma i segni ce l'ho ancora, infatti zoppico. Questa è la vita: parti con una tua idea e poi ti cade una tegola sulla testa ma te la devi cavare ugualmente".
Pasticceria Veneto e il Successo
Dopo qualche anno di consulenza, Massari ha deciso di fare il grande passo e insieme alla moglie Maria hanno aperto Pasticceria Veneto, un totem per tutti gli appassionati di dolci. In tre anni la Pasticceria Veneto si è imposta in città "e pian piano, attorno alla pasticceria, si è formata tutta la famiglia con la nascita di Debora e Nicola. Il laboratorio è cresciuto insieme a loro ed è stata un'avventura bellissima".
Il Riconoscimento Televisivo e i Premi
Oggi conosciamo Iginio Massari anche grazie alle tante ospitate televisive ma a differenza di tanti altri lui era già famoso da prima. Il primo concorso di pasticceria vinto dal maestro è datato 1964, da allora sono oltre 300 i premi e i riconoscimenti ricevuti in giro per il mondo.
Musei della Pasticceria in Italia
Oltre alle gallerie delle torte, l'Italia offre anche diversi musei dedicati all'arte dolciaria, dove è possibile scoprire la storia e le tradizioni della pasticceria italiana.
Museo del Culatello e del Masalén a Polesine Parmense (PR)
All’interno dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, si narra la storia di uno dei più pregiati prodotti emiliani con foto, mappe e touch screen. Si parte col racconto della Terra del Culatello e le tradizioni del maiale, si passa alla storia della famiglia Spigaroli (in principio mezzadri di Giuseppe Verdi, poi trasferiti sulle rive del Po e divenuti ristoratori), che ha realizzato il museo. Ecco poi i Masalén, i norcini che tramandavano l’arte della corretta macellazione del maiale. Si entra quindi nel mondo segreto del Culatello, salume prediletto da moltissimi personaggi famosi, da Giuseppe Verdi a Giovannino Guareschi al principe Carlo d’Inghilterra. E’ un museo “vivo”, che trasmette saperi e conoscenze, salvando dall’oblio la cultura agricola della Franciacorta. Ogni visitatore viene guidato nella visita da personale appositamente formato, che illustra gli oggetti esposti nelle varie sale, narra tradizioni, risponde a domande e curiosità. Di particolare interesse la Sala dell’Enologia. La visita si conclude in cantina, dove sono esposti pregiati pezzi, con l’illustrazione del ciclo di produzione del Franciacorta DOCG e degustazione di uno o più vini. Volendo, ci si può fermare nello spaccio per acquisti di vini e prodotti aziendali.
Museo della Pasticceria a Costabissara (VI)
Il Loison Museum di Costabissara porta alla scoperta, con un piacevole e curioso un percorso plurisensoriale, dell’antica tradizione pasticcera. Unico nel suo genere, è stato creato da Dario Loison, che in anni di ricerche in tutto il mondo ha collezionato migliaia di oggetti e documenti relativi all’arte bianca e alla pasta lievitata e ha poi deciso di esporli, per condividere il suo amore per la pasticceria con gli appassionati. Al museo si ammirano macchinari provenienti da un antico laboratorio di pasticceria: impastatrici, sfogliatrici, sbattitori meccanici, una curiosa macchina per incartare caramelle, utensili per la lavorazione delle materie prime e la decorazione di torte. Uno spazio particolare è riservato alla storia del panettone, che viene ripercorsa con documenti, cartoline, locandine, riviste e le antiche cappelliere porta panettone. Fra le curiosità, antichi vetri per aromi delle più celebri ditte farmaceutiche e una collezione di gettoni del pane, sostituti dei soldi che venivano prodotti solitamente da enti di assistenza, che in questo modo garantivano ai bisognosi una razione di pane: su di essi era indicato il quantitativo che spettava a ciascuno,1 kg, 1/2 kg di pane o 1 pagnotta intera. E per chi volesse saperne di più, è consultabile la Biblioteca del Gusto, ricca di oltre 2000 volumi antichi e moderni.
Gelato Museum Carpigiani ad Anzola Emilia (BO)
Il Carpigiani è l’unico museo al mondo dedicato al gelato artigianale. Tre le sezioni, dedicate all’evoluzione del gelato, alla storia della sua produzione e ai luoghi e modi con cui viene consumato. Grazie a un coinvolgente percorso interattivo, si scoprono la storia e le tecniche di produzione di questo golosissimo dolce, di cui gli italiani sono maestri. Un salto indietro nel tempo è la ricostruzione di una gelateria d’inizio ‘900 con gli strumenti e gli accessori utilizzati all’epoca per fare il gelato. Chi volesse imparare i segreti del gelato, può partecipare a uno dei molti laboratori abbinati alle visite, quali Gelato for Families, oppure Assaggia la storia del gelato, o ancora a degustazioni tematiche come Gelatology per assaporare il gelato in tutte le sue forme, dai sorbetti alle torte gelato passando per creme e sorbetti.
Museo del Cioccolato a Norma (LT)
Il percorso del cioccolato dall’America Latina, sua terra d’origine, sino all’Europa è un coinvolgente e interessante viaggio. In origine, il cioccolato era considerato dall’antica civiltà dei Maya “La bevanda degli Dei” ed è stato Cristoforo Colombo a portare, per primo, dei semi nel Vecchio Continente. Soltanto alla fine dell’800, però, il cioccolato è diventato un prodotto per tutti e non riservato solo a pochi. All’interno del museo di Norma si trova una prima parte dove viene appunto descritta la storia del cioccolato, mentre nella seconda vengono illustrate tutte le fasi di lavorazione dei semi della pianta (Theobroma cacao): dalla piantagione alla raccolta fino all’essicazione ed alla tostatura, tutti i passaggi sono descritti nei minimi particolari. In questo museo si possono trovare anche antiche stampe, vecchie confezioni, bilance e cioccolatiere provenienti da tutta Europa. Inoltre, è stata ricostruita un’antica fabbrica di cioccolato con i suoi macchinari originali, che permette di conoscere come un tempo veniva creato il cioccolato.
Museo dei Confetti Pelino a Sulmona (AQ)
All’interno dell’omonimo stabilimento produttivo, è stato allestito il Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera che raccoglie macchinari, antichi cimeli e rari oggetti sull’arte confettiera, tipica di questa zona. Come attestano alcuni documenti la produzione di questi dolci è presente a Sulmona già nel XV secolo. Alla stessa epoca risale anche la realizzazione di cestini, fiori e grappoli con i confetti. In questo museo sono esposti anche molti documenti come diplomi e brevetti. Nella mostra è ricostruito anche un laboratorio settecentesco con tutti gli strumenti utilizzati per la produzione di questi dolcetti come una tostatrice, una filettatrice, vasi per ingredienti, mortai e tanto altro ancora.
Museo della Liquirizia a Rossano Calabro (CS)
Perfino l’Enciclopedia Britannica ha riconosciuto che in questo angolo di Calabria si produce la migliore liquirizia del mondo. Il Museo della Liquirizia ne racconta storia e produzione nel palazzo quattrocentesco di proprietà della famiglia Amarelli, che già nel 1500 commercializzava le radici di questa pianta ed oggi è l’unica a continuare l’attività di produzione.