I falafel, noti in Egitto come "ta'ameya", sono molto più di un semplice street food; sono un simbolo della cultura e della gastronomia egiziana. Queste deliziose polpette a base di fave secche, a differenza delle varianti mediorientali preparate con i ceci, offrono un'esperienza gustativa unica, profondamente radicata nella storia e nelle tradizioni del paese.
Origini e Storia dei Falafel
Le origini dei falafel si perdono nella notte dei tempi. Alcuni storici ipotizzano che una preparazione simile fosse già conosciuta nell'antico Egitto, durante l'età faraonica. L'etimologia del termine "falafel" è incerta, con diverse teorie che lo fanno risalire all'arabo "fal?fil" (pepe), al copto "pha la phel" (di molti fagioli) o all'aramaico "filfl" (piccola cosa rotonda).
Indipendentemente dalle sue origini linguistiche, il falafel è diventato un elemento fondamentale della cucina mediorientale, con una forte presenza in paesi come Israele, dove è considerato un piatto nazionale. In Egitto, i falafel, o ta'ameya, mantengono la loro identità unica grazie all'uso delle fave e a un ingrediente segreto che conferisce loro un colore verde brillante e un sapore inconfondibile.
Il Segreto dei Falafel Egiziani: Il Korrat
Ciò che distingue i falafel egiziani dalle altre varianti è l'uso delle fave secche al posto dei ceci. Ma il vero segreto risiede in un ingrediente speciale: il korrat (Allium Ampeloprasum), una varietà di porro che cresce esclusivamente in Egitto. Le foglie fresche di korrat vengono tritate e aggiunte all'impasto, conferendo ai falafel il loro caratteristico colore verde e un sapore fresco e aromatico.
L'uso del korrat non è limitato ai falafel; in Egitto, questa verdura viene utilizzata in molti altri piatti, come insalate, zuppe e salse. In Occidente, siamo abituati a scartare le foglie del porro, ma in Egitto sono considerate una risorsa preziosa, ricca di vitamina C e di sapore.
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Ricetta Originale dei Falafel Egiziani
Preparare i falafel egiziani a casa richiede tempo e pazienza, ma il risultato finale vale sicuramente lo sforzo. Ecco una ricetta tradizionale, adattata da Mohamed Ibrahim, un egiziano residente a Milano:
Ingredienti:
- 600 g di fave secche
- 50 ml di acqua
- 30 g di farina 00
- 1 cipolla
- 1 spicchio di aglio
- 2 g di bicarbonato
- Pepe nero q.b.
- Prezzemolo q.b.
- Sale q.b.
- Cardamomo q.b.
- Korrat (se disponibile) o porri novelli
Preparazione:
- Ammollo delle fave: Metti le fave secche in una ciotola capiente e coprile con acqua fredda. Lasciale in ammollo per almeno 8 ore, o idealmente per tutta la notte.
- Cottura delle fave: Scola le fave ammollate e falle cuocere in acqua bollente per circa due ore, o finché non diventano tenere.
- Tritatura degli ingredienti: In un frullatore o mixer, trita le fave cotte insieme a cipolla, aglio, prezzemolo, cardamomo, sale, pepe e, se disponibile, le foglie di korrat (o porri novelli).
- Aggiunta degli ingredienti secchi: Aggiungi la farina e il bicarbonato sciolto in acqua al composto tritato. Frulla fino ad ottenere una consistenza granulosa ma non troppo liscia.
- Formazione delle polpette: Con le mani, forma delle piccole polpette tonde con il composto.
- Frittura: Scalda abbondante olio in una padella o friggitrice fino a raggiungere una temperatura di 180°C. Friggi i falafel fino a doratura, rigirandoli di tanto in tanto.
- Scolatura e servizio: Scola i falafel su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso. Salali leggermente e servili caldi.
Consigli aggiuntivi:
- Se non trovi il korrat, puoi utilizzare i porri novelli, assicurandoti di utilizzare anche le foglie verdi.
- Per una consistenza più leggera, puoi aggiungere un cucchiaio di farina di ceci o un uovo all'impasto.
- Evita di cuocere i falafel in forno, in quanto potrebbero seccarsi.
Come Servire i Falafel Egiziani
I falafel egiziani possono essere gustati in molti modi diversi. Tradizionalmente, vengono serviti all'interno del pane arabo (pita), accompagnati da:
- Salsa tahini (a base di pasta di semi di sesamo)
- Insalata di pomodori e cetrioli
- Cipolla cruda affettata
- Peperoncini (a piacere)
Inoltre, i falafel possono essere serviti come antipasto, accompagnati da hummus, babaganoush o una semplice salsa allo yogurt. Sono perfetti per un aperitivo etnico, una cena tra amici o un buffet per una festa.
Falafel e Inclusione Culturale
I falafel, insieme all'hummus, al döner kebab e al cous cous, sono diventati uno dei piatti mediorientali più popolari in Occidente. La loro diffusione rappresenta un esempio di come le cucine possono fondersi, integrarsi e incontrarsi, proprio come dovrebbero fare i popoli.
Come cantavano Fabrizio Moro ed Ermal Meta, "Non mi avete fatto niente", a simboleggiare la resilienza e la capacità di superare le avversità attraverso la cultura, l'arte e, perché no, anche il cibo. I falafel, con la loro storia e il loro sapore unico, sono un simbolo di questa inclusione e di questa fratellanza.
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