Nel vasto e affascinante mondo della panificazione, la ricerca della perfezione è un viaggio continuo, un'esplorazione di tecniche e ingredienti che portano alla creazione di un pane non solo buono, ma eccezionale. Tra le molteplici strade che un panificatore può intraprendere, la scelta tra l'utilizzo della biga e del lievito madre emerge come una delle decisioni fondamentali, capaci di influenzare profondamente il risultato finale. Entrambi rappresentano metodi di pre-fermentazione, ma pur condividendo l'obiettivo di migliorare la qualità del pane, si distinguono per composizione, processo di fermentazione e, di conseguenza, per gli effetti sul prodotto finito.
Impasti indiretti: Biga, Poolish, Lievito Madre e Autolisi
L’arte della panificazione va ben oltre la semplice miscelazione di farina, acqua e lievito. Una delle chiavi per ottenere pane, pizza e dolci di alta qualità è l’utilizzo di tecniche di impasto indiretto. Queste tipologie di impasto richiedono tempo, cura ed esperienza nella miscelazione corretta di tutti gli ingredienti. Esploreremo nel dettaglio alcune tipologie di impasto indiretto, esaminando la loro preparazione e i vantaggi che offrono al risultato finale.
La Biga: Un Approccio Diretto alla Complessità Aromatica
La biga è una delle tipologie di impasto indiretto più comuni nella preparazione di pane e altri prodotti da forno. Oggi vogliamo parlarvi della biga, un pre-impasto utile non solo per preparare un impasto morbido della pizza, ma anche adatto per la preparazione del pane, con la mollica morbida dai grandi alveoli, e delle soffici focacce che desiderate portare sulla vostra tavola. È un metodo indiretto di panificazione, in quanto la biga viene lavorata in precedenza e, solo in un secondo momento, è aggiunta alla preparazione dell’impasto del pane o della pizza che si desidera cucinare.
La biga è un pre-impasto, non un lievito in sé, ma un metodo molto diffuso nella panificazione professionale. Quello che si ottiene è una massa compatta, dall’aroma intenso, che viene poi incorporata all’impasto finale il giorno successivo. Questo metodo, detto a impasto indiretto, consente di ottenere una maggiore complessità di sapori, una bella alveolatura e una struttura più resistente. La biga è quindi molto apprezzata per la sua capacità di conferire al pane un gusto autentico e una crosta dorata, rappresentando così un elemento fondamentale nella tradizione artigianale della panificazione. La biga è un pre-impasto morbido che si ottiene miscelando acqua, farina e lievito in proporzioni tali da farlo risultare piuttosto asciutto. Si tratta di un metodo di panificazione creato in Italia, che prende il nome dal mezzo di trasporto trainato da uno o due cavalli usato nell’antica Roma. Nell’impasto la biga ha proprio il compito di trainare il composto, migliorandone il sapore, la conservabilità e il colore.
La biga, originaria della tradizione panificatoria italiana, è un pre-impasto solido, caratterizzato da un'idratazione relativamente bassa (generalmente tra il 45% e il 60% rispetto al peso della farina) e dall'utilizzo di una piccola quantità di lievito di birra. La sua preparazione è semplice: si mescolano farina, acqua e lievito, lasciando fermentare il composto per un periodo che può variare dalle 12 alle 48 ore, a seconda della temperatura ambiente e del risultato desiderato. La chiave della biga risiede nella fermentazione lattica predominante, favorita dalle basse temperature e dalla bassa idratazione. Questo tipo di fermentazione produce acidi organici, in particolare acido lattico, che contribuiscono a sviluppare un profilo aromatico complesso e a migliorare la struttura del glutine.
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La biga si prepara con ingredienti che solitamente tutti hanno nella propria cucina: acqua, farina e lievito di birra fresco. Grazie a questo composto l’impasto, come avviene utilizzando la metodologia dell’autolisi, assorbe l’acqua più facilmente e permette di migliorare la qualità, l’aroma ed il sapore del prodotto lievitato. La biga è particolarmente indicata per coloro che desiderano preparare un prodotto più digeribile e che preferiscono un uso inferiore di lievito nella loro alimentazione.
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Caratteristiche Fondamentali della Biga
Per comprendere appieno la natura della biga, è essenziale analizzarne le componenti e il processo fermentativo.
Ingredienti e Proporzioni
La ricetta base della biga è essenziale: farina, acqua e lievito di birra. La scelta della farina è cruciale: si prediligono farine di forza (con un valore W elevato, generalmente superiore a 250-300), ricche di glutine, in grado di sopportare lunghe fermentazioni e di sviluppare una maglia glutinica robusta. L'acqua, preferibilmente a temperatura ambiente o leggermente fresca, deve essere di buona qualità. Il lievito di birra, utilizzato in quantità minime (solitamente tra lo 0,5% e l'1% rispetto al peso della farina), è l'agente lievitante che innesca il processo fermentativo. Le proporzioni tipiche sono:
- Farina: 100%
- Acqua: 45-60%
- Lievito di birra fresco: 0,5-1% (o corrispondente lievito di birra secco)
Queste proporzioni possono variare leggermente in base al tipo di farina, alla temperatura ambiente e al tempo di fermentazione desiderato.
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Processo di Fermentazione e Sviluppo Aromatico
La fermentazione della biga è un processo prevalentemente lattico. I batteri lattici presenti nella farina e nell'ambiente, favoriti dalla bassa idratazione e dalle temperature fresche, metabolizzano gli zuccheri presenti nella farina, producendo acido lattico e altri composti aromatici. Questo tipo di fermentazione conferisce alla biga un sapore leggermente acidulo e complesso, con note che possono ricordare lo yogurt o il formaggio fresco. La lunga fermentazione, inoltre, permette al glutine di maturare e rilassarsi, migliorando l'estensibilità e la lavorabilità dell'impasto finale. Tuttavia, il controllo è comunque inferiore rispetto alla lievitazione diretta.
Profilo aromatico meno complesso del lievito madre
Sebbene la biga sviluppi un buon profilo aromatico, questo è generalmente meno complesso e profondo rispetto a quello del lievito madre, che beneficia di una fermentazione mista, lattica e acetica, e di una maggiore biodiversità microbica.
Il Poolish
Il Poolish è un pre-impasto molto simile alla Biga, ma con una consistenza più liquida e necessita di una lunga fase di fermentazione. Viene ampiamente utilizzato per conferire ai prodotti da forno una fragranza irresistibile, consistenza leggera e crosta dorata. Viene usato soprattutto per la realizzazione di pane all’olio o aromatico e per le focacce. I principali benefici sono: maggiore sviluppo dei sapori, fragranza profonda, lunga conservazione e mollica morbida.
L'Autolisi
L’Autolisi è una tecnica utilizzata nella panificazione per migliorare la struttura e la consistenza dell’impasto. Durante l’Autolisi, l’impasto viene lasciato riposare per un periodo di tempo che varia solitamente tra 20 e 60 minuti, consentendo una migliore idratazione degli amidi e un veloce sviluppo delle proteine. Infatti, la sua consistenza setosa permette di manipolare facilmente l’impasto durante le fasi successive di piegatura e formatura.
Il Pre-Fermento a Lunga Maturazione
Il Pre-Fermento a lunga maturazione è una tecnica utilizzata nella panificazione. Un metodo che richiede pazienza e pianificazione, ma i risultati sono spesso di alta qualità. Inoltre la struttura dell’impasto ottiene una consistenza elastica, dovuta alla capacità di trattenere l’anidride carbonica prodotta durante la lievitazione. Risultato? Oltre alla pazienza necessaria, assicuratevi di utilizzare ingredienti di alta qualità, come farine speciali, lievito naturale o secco e acqua non clorata. Infine, non abbiate paura di sperimentare e adattare le tecniche di impasto alle vostre preferenze e ricette preferite.
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Il Lievito Madre: Un Universo Microbico per un Pane Unico
Il lievito madre, detto anche lievito naturale, è il più antico usato per la panificazione: il processo per realizzarlo richiede tempo, ma sono sufficienti solo due ingredienti, acqua e farina, anche se alcune ricette prevedono l’aggiunta di zucchero, yogurt o miele.
Il lievito madre, anche noto come pasta madre o lievito naturale, rappresenta l'anima antica della panificazione. Non è semplicemente un ingrediente, ma un vero e proprio ecosistema vivente, una coltura simbiotica di lieviti e batteri lattici che si nutrono della farina e producono anidride carbonica e una miriade di composti aromatici. La sua creazione è un processo affascinante e paziente, che richiede cura e attenzione costante, ma che ripaga con un pane di qualità superiore, caratterizzato da un sapore unico e inconfondibile.
Quando parliamo di lievito madre, o di pasta madre, ci riferiamo a un impasto vivo, fatto solo di farina e acqua, che nel tempo sviluppa una coltura naturale di lieviti e batteri lattici, i cosiddetti batteri buoni che impreziosiscono il prodotto finale. In pratica, è un lievito autoprodotto che evolve nel tempo, si rafforza e si nutre con rinfreschi regolari. La pasta madre è il lievito naturale per eccellenza, utilizzato da molto prima dell’arrivo del lievito di birra industriale. Qui non c’è un solo agente lievitante: la pasta madre è un ecosistema complesso, ricco di diversi ceppi di lieviti e batteri buoni, in particolare i batteri lattici, che contribuiscono alla fermentazione, alla digeribilità e al sapore unico dell’impasto. La pasta madre può essere solida oppure liquida: in questo caso si chiama licoli.
Acqua e farina vengono impastati fino ad ottenere una consistenza omogenea: l’impasto ottenuto, solitamente una piccola palla, viene messa a riposare all’interno di un contenitore di vetro, inizialmente lasciato aperto e al massimo coperto con una garza o una pellicola. Sarà infatti l’aria a creare la formazione dei microrganismi che faranno maturare l’impasto. Fare il lievito madre in casa è più semplice di quanto sembri, ma richiede una certa dose di pazienza e di costanza. L’impasto è molto semplice: farina e acqua, in parti uguali. Il composto va lasciato riposare a temperatura ambiente e rinfrescato periodicamente, cioè alimentato con nuova farina e acqua, per almeno una settimana. Il lievito comincerà a questo punto a prendere vita: vedrai delle bolle, sentirai un profumo leggermente acido, e noterai un importante aumento di volume, anche il doppio o il triplo di quello originario. È il segno che lieviti e batteri stanno lavorando bene. Dopo circa 7-10 giorni, la pasta madre è pronta per essere usata. Ma attenzione: più la si usa, e più va curata, diventando sempre più forte nel tempo. Il bello del lievito madre è che si può usare praticamente ovunque: pane, pizza, focacce, dolci. Non tutti gli impasti riescono a valorizzarlo allo stesso modo, però. Il lievito naturale dà il meglio di sé quando ha tempo, idratazione e massa sufficiente per sviluppare tutte le sue potenzialità. È perfetto, ad esempio, per pani di grandi dimensioni come le pagnotte rustiche o a lunga maturazione, in cui la struttura interna può beneficiare della sua azione lenta e dei microrganismi che migliorano la conservabilità. Naturalmente, il lievito madre si sposa a meraviglia con la pinsa. Il suo profilo aromatico esalta la miscela di farine, e la lievitazione lenta contribuisce alla leggerezza e alla digeribilità dell’impasto.
Natura e Composizione del Lievito Madre
A differenza della biga, che si basa sull'azione del lievito di birra, il lievito madre è un prodotto completamente naturale, ottenuto dalla fermentazione spontanea di farina e acqua. La sua composizione microbica è complessa e variabile, influenzata da fattori come il tipo di farina, l'acqua, la temperatura ambiente e la flora microbica presente nell'ambiente di fermentazione. In generale, il lievito madre è composto da:
- Lieviti selvaggi: Appartenenti principalmente al genere Saccharomyces e Candida, responsabili della produzione di anidride carbonica e della lievitazione dell'impasto.
- Batteri lattici: Appartenenti principalmente ai generi Lactobacillus e Pediococcus, responsabili della produzione di acido lattico e acetico, che contribuiscono al sapore acidulo del pane e alla sua conservabilità.
Questa sinergia tra lieviti e batteri lattici è la chiave della magia del lievito madre, che produce una fermentazione mista, lattica e acetica, generando un profilo aromatico estremamente complesso e profondo.
Creazione e Gestione del Lievito Madre
La creazione del lievito madre è un processo graduale, che richiede tempo e pazienza. Si parte da un impasto di farina e acqua, lasciato fermentare spontaneamente. Nel corso dei giorni, si effettuano i cosiddetti rinfreschi, ovvero si aggiungono regolarmente farina e acqua per nutrire i microrganismi e mantenere attiva la fermentazione.
La gestione del lievito madre è un impegno costante: richiede rinfreschi regolari (almeno una volta al giorno, ma anche più frequentemente in base all'utilizzo), controllo della temperatura e osservazione attenta del suo comportamento. Un lievito madre sano e attivo si presenta con una consistenza spumosa, un profumo gradevole e acidulo, e raddoppia il suo volume in poche ore dopo il rinfresco.
Vantaggi e Svantaggi del Lievito Madre
L'utilizzo del lievito madre nella panificazione offre benefici unici, ma richiede anche un maggiore impegno e una certa esperienza.
Vantaggi
- Profilo aromatico ineguagliabile: La fermentazione mista del lievito madre genera un pane dal sapore ricco, complesso e profondo, con note acidule, maltate, fruttate e floreali, che variano in base al tipo di farina, alla gestione del lievito e al tempo di fermentazione.
- Massima digeribilità: La lunga fermentazione del lievito madre e l'azione degli enzimi prodotti dai microrganismi degradano il glutine e altri composti complessi presenti nella farina, rendendo il pane estremamente digeribile, anche per persone con sensibilità al glutine (non celiache).
- Migliore conservabilità: Il pane prodotto con lievito madre si conserva fresco e fragrante per molti giorni, grazie alla presenza di acidi organici che inibiscono la crescita di muffe e batteri indesiderati.
- Maggiore valore nutrizionale: La fermentazione del lievito madre aumenta la biodisponibilità di minerali e vitamine presenti nella farina, rendendo il pane più nutriente.
- Legame con la tradizione e la natura: L'utilizzo del lievito madre rappresenta un ritorno alle origini della panificazione, un legame con la natura e con i ritmi lenti e naturali della fermentazione.
Svantaggi
- Gestione impegnativa: Il lievito madre richiede una gestione costante e attenta, con rinfreschi regolari e controllo della temperatura, che può risultare impegnativa per chi è alle prime armi.
- Tempi di lievitazione più lunghi e variabili: La lievitazione con lievito madre è più lenta e variabile rispetto alla lievitazione con lievito di birra, richiedendo una maggiore pianificazione e flessibilità.
- Maggiore difficoltà tecnica: La panificazione con lievito madre richiede una maggiore comprensione dei processi fermentativi e una certa esperienza per ottenere risultati costanti e prevedibili.
- Risultato meno standardizzato: Il pane prodotto con lievito madre è un prodotto vivo, influenzato da molteplici fattori, e il risultato finale può variare leggermente di volta in volta, a differenza del pane prodotto con lievito di birra, che tende ad essere più standardizzato.
Biga e Lievito Madre: Differenze Fondamentali
Cos’è, quindi, la biga? Diversamente dal lievito madre, è un pre-impasto (impasto fermentato) costituito da farina, acqua e lievito: ha un’idratazione di circa il 50% e viene realizzata il giorno prima e mescolata insieme al nuovo impasto per il giorno dopo. Avremo quindi due lievitazioni, la prima nel pre-impasto e la seconda che sarà quella finale. La differenza tra biga e lievito madre sta nell’impasto. Nella preparazione della biga, infatti, viene impiegata una piccola quantità di lievito di birra e vengono utilizzate delle farine forti. Per il lievito madre invece non viene usato il lievito di birra.
Le differenze principali tra i tipi di lievito sono due: tempo e complessità. Il lievito di birra è veloce, pratico e facile da usare. Il lievito madre, invece, è un ecosistema di lieviti naturali, e questa varietà microbica rende l’impasto più ricco dal punto di vista aromatico, oltre che più digeribile, perché durante la lunga lievitazione vengono scomposti parte degli zuccheri e del glutine.
Biga e Lievito Madre: Quando Scegliere l'Uno o l'Altro?
La scelta tra biga e lievito madre dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di pane che si desidera ottenere, il tempo a disposizione, l'esperienza del panificatore e le preferenze personali in termini di sapore e aroma.
Quando Utilizzare la Biga
La biga è una scelta eccellente quando si desidera:
- Un pane con un buon sviluppo aromatico, ma più semplice da gestire rispetto al lievito madre: La biga offre un buon compromesso tra complessità aromatica e praticità di utilizzo.
- Un pane con una buona struttura e alveolatura: La biga contribuisce a migliorare la struttura del glutine e a ottenere un pane ben lievitato e alveolato.
- Un pane con una buona digeribilità e conservabilità: La pre-fermentazione della biga migliora la digeribilità e la conservabilità del pane.
- Un pane da realizzare in tempi relativamente più brevi rispetto al lievito madre: Sebbene richieda una pre-fermentazione, la biga è generalmente più veloce da gestire rispetto al lievito madre.
- Un pane per preparazioni specifiche: La biga è particolarmente indicata per la preparazione di pizza, focaccia, pane casereccio e altri prodotti da forno che beneficiano di una buona struttura e un sapore leggermente acidulo.
Quando Utilizzare il Lievito Madre
Il lievito madre è la scelta ideale quando si ricerca:
- Un pane con un profilo aromatico eccezionalmente complesso e profondo: Il lievito madre è insuperabile in termini di sviluppo aromatico.
- Un pane con la massima digeribilità e tollerabilità: Il lievito madre è la scelta migliore per chi cerca un pane altamente digeribile e adatto anche a persone con sensibilità al glutine.
- Un pane con una conservabilità prolungata: Il pane prodotto con lievito madre si conserva fresco e fragrante per molti giorni.
- Un'esperienza di panificazione più autentica e legata alla tradizione: L'utilizzo del lievito madre è un'esperienza gratificante per chi ama la panificazione artigianale e vuole riscoprire i sapori autentici del pane fatto in casa.
- Un pane per occasioni speciali: Il pane prodotto con lievito madre, per la sua qualità superiore, è ideale per occasioni speciali e per chi desidera offrire un prodotto di eccellenza.
Combinare Biga e Lievito Madre: Un'Opzione Ibrida
Per coloro che desiderano sperimentare e ottenere il meglio da entrambi i mondi, è possibile combinare la biga e il lievito madre in un'unica ricetta. Questa tecnica ibrida permette di sfruttare la spinta lievitante della biga, ottenuta con il lievito di birra, e la complessità aromatica e la digeribilità del lievito madre.
In questo approccio, la biga viene preparata come di consueto e, una volta matura, viene aggiunta all'impasto finale insieme al lievito madre attivo. Le proporzioni tra biga, lievito madre e lievito di birra possono essere variate in base al risultato desiderato. Utilizzare una biga preparata con lievito madre (rinfrescando il lievito madre con una parte della farina e dell'acqua che andranno a comporre la biga), può essere un'ulteriore variante per intensificare il contributo del lievito madre al profilo aromatico del pane.
Un Mito da Sfatare: La Biga con il Lievito Madre
Nel mondo della panificazione, molte tecniche tradizionali vengono adattate per ottenere risultati diversi. Una delle più discusse è la possibilità di fare una biga con il lievito madre, un approccio che spesso genera confusione. In realtà, prepararla con il lievito madre non ha senso, perché si tratta semplicemente di un rinfresco con tempi prolungati. Chi prova a realizzarla con il lievito madre lo fa con l’idea di ottenere una fermentazione controllata e un miglior sviluppo dell’impasto. Tuttavia, questa pratica è inutile per diversi motivi:
- È un rinfresco prolungato - Preparare una biga con il lievito madre significa semplicemente rinfrescare il lievito e lasciarlo fermentare più a lungo. Non c’è alcun vantaggio aggiuntivo rispetto al normale processo di mantenimento della pasta madre.
- Il lievito madre ha già una fermentazione naturale - A differenza della biga con lievito di birra, il lievito madre è un sistema vivo che sviluppa aromi e struttura senza bisogno di pre-fermenti aggiuntivi.
- Acidità e fermentazioni diverse - La biga è pensata per apportare struttura senza alterare troppo il pH dell’impasto. Il lievito madre, invece, introduce un’acidità più marcata, che può modificare la lavorazione del pane.
- La gestione è più complessa - Se si cerca di realizzare una biga con il lievito madre, si rischia di complicare il processo senza ottenere reali benefici.
Biga Tradizionale vs. Lievito Madre
Un aspetto importante da considerare è la differenza tra una biga classica e il lievito madre:
- Biga tradizionale: fatta con lievito di birra, ha una fermentazione controllata e un impatto limitato sulla struttura dell’impasto finale.
- Lievito madre: una coltura complessa di lieviti e batteri lattici che sviluppa aromi profondi e migliora la conservabilità del pane.
Provare a combinare questi due metodi in una biga con il lievito madre non solo è inutile, ma può portare a risultati imprevedibili nella panificazione e quindi compromettere il risultato preventivato.
Come Usare il Lievito Madre in Modo Efficace
Invece di tentare di realizzare una biga con il lievito madre, è meglio concentrarsi sulla gestione corretta della pasta madre. Alcuni consigli utili:
- Eseguire rinfreschi regolari, calibrando idratazione e tempi di fermentazione in base alla ricetta.
- Controllare temperatura e umidità, per garantire una crescita ottimale della coltura.
- Sperimentare tempi di fermentazioni diversi, per ottenere un profilo aromatico equilibrato.
L’idea di farla con il lievito madre è un fraintendimento della panificazione. In realtà, il lievito madre non ha bisogno di una pre-fermentazione aggiuntiva, perché è già un sistema autonomo e completo. Concentrarsi sulla sua gestione corretta porta a risultati migliori senza inutili complicazioni che soprattutto in un laboratorio professionale allungano i tempi di produzione.
Oltre la Tecnica: La Passione per la Panificazione
In definitiva, la scelta tra biga e lievito madre, o la loro combinazione, non è solo una questione tecnica, ma anche una questione di passione e di filosofia. Entrambi i metodi offrono percorsi validi per raggiungere l'eccellenza nella panificazione, ognuno con le sue peculiarità e i suoi vantaggi. La vera differenza risiede nell'approccio del panificatore, nella sua curiosità di sperimentare, nella sua attenzione ai dettagli e nella sua volontà di imparare e migliorare costantemente.
Lievito di Birra: Un'Alternativa Rapida e Lineare
Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) è oggi il lievito più diffuso per pane e dolci casalinghi. Agisce in modo rapido e lineare: la fermentazione alcolica trasforma gli zuccheri in anidride carbonica ed etanolo, garantendo una spinta costante e prevedibile. Il formato fresco (cubetti da 25 g) è il più comune, mentre la versione secca attiva o istantanea offre maggiore conservabilità. La differenza principale rispetto ai lieviti naturali è il profilo aromatico: il lievito di birra sviluppa aromi semplici e poco persistenti, conferendo al prodotto un gusto più neutro. La velocità di fermentazione può essere modulata regolando dosi e tempi: usarne meno e aumentare la maturazione dell’impasto permette di ottenere pane e dolci più leggeri e profumati. Il lievito di birra è ideale per impasti diretti, che non richiedono prefermenti e permette di preparare pane casalingo, pizza napoletana o pizza in teglia in 2-4 ore complessive.
Come Preparare la Biga
Oggi, sempre più pizzaioli sfornano la pizza preparata con la biga perché hanno scoperto che questo particolare pre-impasto offre ottimi risultati. Sciogli il lievito nell’acqua e unisci la farina precedentemente setacciata. Quindi lavora il tutto per un paio di minuti fino ad ottenere un impasto ancora grezzo. Dai all’impasto la forma di una palla e mettilo in una ciotola coprendolo con della pellicola trasparente. Attendi la lievitazione della biga per un tempo che può andare dalle 16 alle 48 ore.