Mon Chéri: Storia e Ingredienti di un Classico Ferrero

La storia del cioccolato Mon Chéri è una narrazione di successo che ha origine ad Alba, una pittoresca città del Piemonte, e si estende fino alla conquista dei mercati globali. È qui, nello stabilimento più grande della Ferrero, che tutto ha avuto inizio, grazie agli esperimenti pionieristici di Pietro Ferrero in via Rattazzi. La vita di Michele Ferrero è una testimonianza di amore per la famiglia, i collaboratori, l'azienda e i suoi prodotti, costellata di idee innovative e specialità deliziose che hanno segnato un'epoca.

Le Origini Familiari e la Nascita della Ferrero

La storia di Ferrero è, prima di tutto, una storia di famiglia. Tutto ebbe inizio nel 1923, quando Pietro Ferrero aprì una piccola pasticceria ad Alba, vendendo ai locali e cercando clienti più lontani. Tuttavia, fu nel secondo dopoguerra che arrivò il grande successo per l'azienda.

Durante gli anni della guerra, la ricerca degli ingredienti divenne una sfida complessa. Pietro Ferrero, con spirito innovativo, decise di valorizzare una delle risorse più abbondanti del territorio: le nocciole. La sua visione era quella di rendere i dolci accessibili a tutti, non solo a una ristretta élite. Questa intuizione si rivelò la chiave per un successo globale.

Nel 1942, Pietro Ferrero intraprese un percorso di sperimentazione e creazione di prelibatezze, aprendo un laboratorio in via Rattazzi. La sua abilità nel trasformare le nocciole in delizie accessibili a tutti si rivelò una mossa geniale. Nel 1946, dal suo laboratorio uscì la "Pasta Gianduja", un'innovativa specialità a base di nocciole avvolta in carta stagnola, pensata per essere tagliata a fette e spalmata sul pane. Questa creazione non si rivolgeva più a un pubblico elitario, ma a una vasta platea che ne apprezzava il gusto e la convenienza, aprendo la strada a un successo inaspettato.

La "Pasta Gianduja" divenne rapidamente popolare, superando ogni aspettativa. Il laboratorio di via Rattazzi si rivelò insufficiente per far fronte alla crescente domanda, e Pietro decise di costruire la prima fabbrica su un terreno acquistato in via Vivaro ad Alba, dove oggi sorge la Fondazione Ferrero.

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Il 14 maggio 1946, con un atto costitutivo alla Camera di Commercio, nacque ufficialmente l’industria Ferrero. Per promuovere la Pasta Gianduja al di fuori di Alba e del Piemonte, Giovanni Ferrero, fratello minore di Pietro, organizzò una rete di vendita efficiente e capillare.

L'Alluvione del 1948 e la Resilienza dell'Azienda

Mentre la Ferrero si preparava ad affrontare la produzione natalizia, una violenta alluvione colpì la fabbrica il 4 settembre 1948. Il fango invase l'edificio, sommergendo macchinari e attrezzature, e tutto sembrava perduto. Fortunatamente, non ci furono vittime, ma i danni furono ingenti e l'azienda rimase isolata. Tuttavia, i dipendenti non abbandonarono la fabbrica e, insieme ai fratelli Ferrero, si impegnarono a spalare il fango per salvare i macchinari.

L'Espansione in Europa e nel Mondo

La Germania rappresentò solo la prima tappa di un percorso che avrebbe portato alla conquista di altri paesi europei. In pochi anni, i prodotti Ferrero divennero richiesti dai negozianti che avevano conosciuto l'azienda alle fiere internazionali di Francoforte e Marsiglia. La Francia divenne la seconda sede al di fuori dei confini italiani. Successivamente, Ferrero consolidò la sua presenza in Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. Alla fine degli anni '60, le società Ferrero in Europa erano otto, aprendo la strada a grandi mercati, gusti diversi e opportunità per creare prodotti sempre più innovativi.

Nel 1969, la Ferrero attraversò l'Oceano Atlantico e aprì un ufficio a New York, negli Stati Uniti. Inizialmente, l'azienda si presentò sul mercato americano con le confezioni di Tic Tac, riscuotendo un notevole successo. Presto, gli espositori "ad albero" riempirono i negozi, e lo slogan della campagna pubblicitaria, "Put a Tic Tac® in your mouth and get a bang out of life!", divenne popolare in tutti gli Stati Uniti.

Mon Chéri: Un Simbolo del Successo in Germania

Con la pralina Mon Chéri, un guscio di cioccolato che racchiude una ciliegia succosa, Ferrero si affermò con successo nel mercato tedesco e non solo. La sua presenza in Germania era ormai consolidata, con Mon Chéri presente nell'80% dei negozi tedeschi e l'azienda che aveva conquistato una posizione di rilievo nonostante la presenza di concorrenti temibili. Nel frattempo, a Stadtallendorf, fu costruito un nuovo stabilimento che offrì lavoro a 3.500 persone. Sul grattacielo svettava un'insegna dedicata a Mon Chéri, un prodotto a cui la Ferrero deve molto.

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Innovazione Continua e Nuovi Prodotti

Durante gli anni del baby boom, Michele Ferrero, un imprenditore attento all'evoluzione dei costumi e della società, seppe cogliere l'opportunità di questo periodo di benessere per lanciare una nuova linea di prodotti pensati appositamente per bambini e ragazzi. Nacquero le "merendine", che sostituirono la fetta di torta che le madri non avevano più tempo di preparare, offrendo confezioni monodose pronte per essere gustate.

Per rilanciare i prodotti Kinder in Italia, in un momento di crescente concorrenza, l'azienda lanciò "Vinci Campione" in occasione dei Mondiali di Calcio di "Italia 90", con testimonial come Gullit, Vialli, Cabrini, Matthëus e Ruben Sosa.

Michele Ferrero continuò a dimostrare la sua creatività con l'introduzione di prodotti "freschi" per i ragazzi. Inoltre, migliorò ulteriormente la formula della Supercrema, rinominandola per lanciarla sui mercati esteri. L'azienda si stava trasformando in una vera multinazionale, e Michele Ferrero riunì a Roma oltre cento top manager delle società che operavano all'estero.

Consapevole dell'attenzione crescente delle madri all'alimentazione dei figli e delle esigenze sempre più specifiche dei ragazzi, Michele Ferrero trovò un equilibrio con "Kinder Cioccolato", una barretta di cioccolato ripiena di "più latte, meno cacao".

Anche gli adulti avevano bisogno di un momento di coccola e di una "dolce pausa". Così nacque "Pocket Coffee", una pralina di grande successo che racchiude un ripieno di caffè in un guscio di cioccolato.

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Ferrero diversificò ulteriormente la sua produzione con il confettino alla menta "Tic Tac", che divenne un successo mondiale, anche grazie alla sua confezione innovativa: una mini-scatola dispenser che rappresentò una piccola rivoluzione nel mondo del packaging.

Comunicazione e Marketing

Per supportare la vasta gamma di specialità offerte ai consumatori da oltre 20 anni, Ferrero adottò nuove strategie di comunicazione. La televisione divenne un alleato importante, grazie ai primi spot pubblicitari che, sebbene più lunghi rispetto agli standard odierni, raccontavano storie divertenti e creavano personaggi iconici.

Ferrero si distinse come uno dei maggiori investitori in pubblicità sia in Italia che all'estero, con uno stile comunicativo distintivo che trasmetteva una filosofia aziendale ben definita. Per questo motivo, l'azienda creò un'agenzia interna in grado di comunicare la forza innovativa di Michele Ferrero e i valori che da sempre erano alla base dell'azienda e dei suoi prodotti.

Ingredienti e Descrizione del Prodotto Mon Chéri

Il Mon Chéri è una pralina di cioccolato extra ripiena di una ciliegia intera e liquore. Gli ingredienti principali sono:

  • Cioccolato extra (49%): zucchero, pasta di cacao, burro di cacao, emulsionanti: lecitine (soia), vanillina
  • Zucchero
  • Ciliegia intera (18%)
  • Liquore (13%): sciroppo di glucosio, acqua, alcool, zucchero, aromi
  • Burro di cacao

Il prodotto può contenere tracce di latte.

L'unione di cioccolato fondente, liquore e ciliegia crea un'esplosione di sapori che sorprende e delizia il palato, offrendo un'esperienza sensoriale unica.

Ferrero Oggi

Dagli inizi modesti con la Pasta Gianduja, l'azienda si è evoluta in un colosso con sedi e stabilimenti in tutto il mondo. Nel 1996, il fatturato ammontava a circa 7.500 miliardi di lire, con oltre 14.000 dipendenti. La crescita del gruppo Ferrero continua inarrestabile. L'azienda dolciaria di Alba ha chiuso l'esercizio al 31 agosto 2016 con un fatturato consolidato di 10,3 miliardi di euro, in aumento dell'8,2% rispetto al periodo precedente.

La Fondazione Ferrero, in linea con i desideri di Michele Ferrero, si dedica alla cura degli ex dipendenti Ferrero, promuove iniziative culturali e artistiche e sostiene la cultura.

Michele Ferrero, in un'intervista del 2015, attribuì il successo dell'azienda alla sua natura familiare e alla sua indipendenza dalla Borsa, che le ha permesso di crescere con serenità, pianificare a lungo termine e non farsi influenzare dalle fluttuazioni quotidiane del mercato.

Mon Chéri Cherry Club Vodka: Un'Edizione Limitata Innovativa

Fedele alla sua tradizione di innovazione, Ferrero ha lanciato una nuova Limited Edition di Mon Chéri, il Mon Chéri Cherry Club Vodka, che sostituisce il liquore classico con la vodka. La ricetta originale del Mon Chéri è stata creata per accogliere una ciliegia e un liquore che, al morso, inondano il palato. La sfida di sostituire il liquido interno ha richiesto una complessità ancora maggiore.

Per celebrare il lancio di questa edizione limitata, è stato organizzato un evento esclusivo che ha coinvolto i partecipanti in un'esperienza sensoriale completa, con uno shot studiato ad hoc, un video-racconto e la degustazione del prodotto, seguiti da cocktail e finger food. La serata si è conclusa con un quiz che ha associato ogni invitato a uno dei tre ingredienti distintivi della novità, in base alle sensazioni e reazioni osservate durante l'evento.

Per coloro che desiderano sperimentare nuove combinazioni di gusto, dall'8 al 22 novembre è stato attivo un concorso instant win che offriva la possibilità di vincere un kit da mixologist e la nuova confezione Mon Chéri Cherry Club Vodka.

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