Introduzione
La storia dell'alimentazione è costellata di aneddoti, curiosità e figure illustri che hanno contribuito a plasmare le nostre abitudini alimentari. Questo articolo esplora la storia e le ricette di tre elementi gastronomici apparentemente diversi: gli asparagi, il cheese-steak e i biscotti ambrosiani, svelando aneddoti su uomini illustri e tradizioni culinarie che li caratterizzano.
Gli Asparagi: Un Ortaggio tra Storia e Afrodisia
Dalle Origini Antiche al Rinascimento Italiano
Il primo documento letterario che menziona questo ortaggio è la "Storia delle piante" del greco Teofrasto, risalente al III secolo a.C., dove vengono descritte le tecniche di impianto. Gli asparagi sono ricchi di fibra, vitamina C, carotenoidi e sali minerali come calcio, fosforo e potassio. Hanno proprietà diuretiche, depurative e stimolano l'appetito.
La grande diffusione e coltivazione di questo ortaggio ebbe inizio in Italia e in Francia solo nel '500, rimanendo a lungo un alimento di lusso.
Asparagi e il loro Potere Afrodisiaco
I Greci consideravano gli asparagi altamente afrodisiaci, mentre i Romani avevano opinioni contrastanti. Contro la frigidità femminile si consigliavano punte di asparagi avvolte nei petali di rose, da ingerire come pillole, mentre per curare l’impotenza e favorire la fertilità maschile si indicavano gli asparagi più grandi.
Sembra che anche uomini illustri abbiano fatto ricorso al potere afrodisiaco degli asparagi. Luigi XIV ne era così ghiotto da far erigere a Versailles un obelisco in onore del giardiniere che riuscì a coltivarli tutto l’anno.
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Asparagi in Cucina: Consigli di Apicio e Aneddoti di Augusto
Gustose ricette a base di asparagi, cotti ma non troppo, venivano già consigliate da Apicio. Svetonio, nel narrare una certa azione velocissima compiuta da Augusto, scrisse che c'era voluto meno tempo di quanto ne servisse per lessare gli asparagi («citius quam asparagi coquantur»).
Gli asparagi, preferibilmente selvatici, possono essere preparati anche sott'aceto, sott'olio o sotto sale, e questi ultimi già nel XII secolo.
Cheese-Steak: Un Panino Simbolo dell'Emigrazione Italiana
Nascita di un Mito Gastronomico a Philadelphia
Il cheese-steak, o cistecca in italiano, è un simbolo per gli emigranti del secolo scorso che, con il fenomeno dell’emigrazione di ritorno negli anni '80, riproposero la ricetta nelle loro città d'origine.
La storia narra che un giorno finirono i wurstel e, non sapendo cosa offrire ai tassisti, si rivolsero ad un macellaio per chiedere un po’ di carne per riempire i panini. Uno dei due fratelli a quel punto pensò di unire alla carne del formaggio per renderlo più gustoso. Il risultato fu un panino che venne chiamato “cheese-steak” e che ebbe da subito un successo straordinario. In pochi anni iniziò ad essere prodotto anche da altri stand e ristoranti della zona di Philadelphia.
Diffusione e Rivisitazioni del Cheese-Steak
Negli anni successivi la produzione del panino si diffuse in molte altre città della east coast americana, soprattutto nei ristoranti e pub gestiti dalle prime generazioni di italo-americani. La ricetta ormai è stata sdoganata dalla maggior parte dei pub e nelle principali feste di piazza.
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Negli ultimi mesi è stato riproposto con grande successo dal cuoco Giovanni Mariconda che, come sempre, ha personalizzato la ricetta con ingredienti irpini e un po' di contaminazione. La sua proposta inedita in versione bomba, presentata a settembre a Irpinia Mood e poi da Cantine Famiglietti in occasione della Mecenata, ha fatto registrare il sold-out.
Ricetta Base del Cheese-Steak
Per preparare un cheese-steak:
- In una padella antiaderente o su una piastra, scottare la carne di giovenca e di maiale.
- Fondere il caciocavallo.
- Assemblare il panino con la carne e il formaggio fuso.
Biscotti Ambrosiani: Un Dolce Dedicato al Patrono di Milano
La Tradizione Lombarda e Sant'Ambrogio
La ricetta dei biscotti ambrosiani è un omaggio alla regione Lombardia e al vescovo patrono di Milano, Sant’Ambrogio, festeggiato il 7 dicembre.
Il 7 dicembre a Milano è festa grande: si apre la stagione del Teatro alla Scala con la Prima, che richiama molti nomi del jet set nazionale e personaggi politici, illustri e non, amanti dell’opera. Ambrogio, come dicevo, è Vescovo e patrono di Milano e della sua diocesi, insieme a San Carlo Borromeo.
Sant'Ambrogio: Vita e Opere di un Santo Illustre
Ambrogio nacque nel 339 in Germania, a Treviri, in una ricca famiglia Romana. Il padre era governatore delle Gallie, quindi un importante funzionario imperiale. Quando improvvisamente morì, Ambrogio con la sorella Marcellina (Santa) e la madre ritornarono a Roma. Qui continuò gli studi, imparò il greco e divenne un buon poeta e un oratore; proseguì successivamente gli studi per la carriera legale ottenendo molti successi in questo campo come avvocato, finché l’imperatore Valentiniano lo nominò nel 370 governatore, con residenza a Milano.
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Ambrogio fece il governatore solo quattro anni, ma la sua opera fu molto incisiva. Era un uomo al di sopra delle parti e dei partiti, aveva costantemente l’occhio rivolto al bene di tutta la popolazione, non escludendo nessuno specialmente i poveri. Questo atteggiamento gli guadagnò non solo la stima ma addirittura l’affetto sincero di tutta la popolazione, senza distinzione. Possiamo dire che fece così bene il governatore che il Popolo di Dio (con l’imperatore e il Vescovo di Roma Papa Damaso) lo ritennero degno di fare il vescovo.
Fatto vescovo, decise di rompere ogni legame con la vita precedente: donò infatti le sue ricchezze ai poveri, le sue terre e altre proprietà alla Chiesa, tenendo per sé solo una piccola parte per provvedere alla sorella Marcellina, che anni prima si era consacrata Vergine nella Basilica di San Pietro. Ambrogio ebbe sempre una grande stima per la madre, per la sorella e per la decisione presa da lei.
Nel suo ministero si piegò sulle necessità degli ultimi e scrisse opere esegetiche, morali e spirituali; diede forma alla Chiesa milanese e piantò il seme del suo rito liturgico particolare (ad esempio, l’inserimento del canto nella liturgia). Proprio per tutto questo, viene definito uno dei quattro grandi dottori della Chiesa d’Occidente, insieme a Gerolamo, Agostino e Gregorio Magno. Morì a Milano nel 397, il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, il 7 dicembre, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l’episcopato, mentre era prefetto della città.
Ricetta dei Biscotti Ambrosiani
Ingredienti:
- Farina
- Zucchero
- Tuorli d'uovo
- Cannella
- Mandorle tritate finissimamente
- Burro leggermente ammorbidito
- Rum
- Albume sbattuto
Istruzioni:
- Su una spianatoia o in una ciotola, impastare la farina con lo zucchero, i tuorli d'uovo, la cannella e le mandorle tritate finissimamente.
- Unire poi il burro leggermente ammorbidito ed un goccio di Rum, fino ad ottenere una consistenza tipo una frolla morbida.
- Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180°, e ricoprire una leccarda con carta forno.
- Una volta raggiunta la giusta consistenza dell'impasto, prendere la pasta un poco alla volta e formare dei bastoncini del diametro circa di due cm e mezzo.
- Tagliarne dei pezzi in modo da annodarli o creare una sorta di ciambellina.
- Adagiare ciascuna ciambellina sulla placca del forno, distanziandole fra loro, spennellare con l'albume sbattuto e infornare a 180-200 gradi con funzione statica per circa 12-15 minuti: si devono dorare appena.