Alla scoperta della Torta Checco Zalone: un omaggio ironico alla tradizione dolciaria

L'arte della pasticceria, da sempre intrisa di storia e simbolismo, si evolve e si reinventa, accogliendo nuove tendenze e ispirazioni. Un esempio emblematico di questa evoluzione è rappresentato dalle torte a tema Checco Zalone, un fenomeno inaspettato che unisce la passione per la comicità del celebre attore alla creatività del cake design. Queste torte, spesso definite "brutte, ma ironiche", sono diventate un vero e proprio trend, specialmente tra i giovani della Gen Z, che le scelgono per celebrare traguardi importanti con un tocco di originalità e irriverenza. Ma per capire appieno questo fenomeno, è importante fare un excursus nel mondo dei dolci e delle loro tradizioni, per poi analizzare come l'ironia e la cultura pop si sono fuse in queste creazioni uniche.

Un viaggio nel tempo: dolci, pellegrini e antiche ricette

La storia dei dolci è antica quanto la civiltà stessa. Già nell'antica Grecia e nell'antica Roma, le torte, nelle loro forme primordiali, erano considerate offerte sacre, riservate agli dei e presentate nei templi. Nel corso dei secoli, le torte hanno continuato a evolversi, arricchendosi di ingredienti e tecniche di preparazione, diventando un simbolo di festa e celebrazione in molte culture.

Un interessante esempio di questa evoluzione è rappresentato dalla riscoperta dell’antica ricetta del dolce del pellegrino. I pellegrini che nei secoli passati percorrevano la Via Francigena, attraversando mezza Europa per recarsi a Roma, non avevano a disposizione la vasta offerta di piatti e ristoranti dei giorni nostri. Le locande, sparse qua e là lungo l’antico cammino di Sigerico, preparavano piatti semplici ma nutrienti. Il pellegrino dell’epoca riponeva nella sua bisaccia alimenti di facile e duratura conservazione. Come spiega Gatti, la passione per i cammini e la professione di pasticciere lo hanno portato a lavorare su antichi ricettari, studiando le abitudini dei pellegrini e i cibi che trovavano lungo il percorso. Questi dolci erano essenziali, addolciti con miele e frutta secca, semplici da fare e meravigliosamente buoni. Tra le specialità ritroviamo:

  • Nocciolini: prodotti con nocciole, mandorle dolci ed amare, zucchero, albume ed amido di riso macinato a raffinatrice.
  • Croccante: Dolce dall’impasto friabile a base di frutta secca abbinata a farina di granoturco, farina di grani antichi e pane raffermo tostato.
  • Il dolce dei templari: Lungo la Via Francigena, a Cabriolo, si trova una Chiesa dedicata a Tommaso Becket, Santo particolarmente caro all’ordine dei Templari che fecero di questa piccola Chiesa un loro luogo di culto.

Questi esempi ci mostrano come i dolci abbiano sempre avuto un ruolo importante nella storia e nella cultura, adattandosi alle esigenze e alle risorse del territorio.

Il 26 novembre: la Giornata Internazionale della Torta

Il 26 novembre si festeggia in tutto il mondo l'International Cake Day, una giornata particolare dedicata alle torte, simbolo di rispetto e amore sin dall'antica Grecia e dall’antica Roma. Questa giornata è un'occasione per celebrare la creatività e la passione che si celano dietro ogni torta, ma anche per riflettere sull'importanza di un'alimentazione sana e bilanciata.

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In questo contesto, molti chef e pasticceri propongono ricette alternative, che uniscono il gusto alla leggerezza. Ad esempio, Marco Bianchi, cuoco per passione e divulgatore scientifico, propone una versione leggera della torta Sacher. Per prepararla occorre sciogliere a bagnomaria circa 200 grammi di cioccolato, rigorosamente fondente, con 100 ml di latte di soia. Quindi si può tagliare a dadini una pera e frullarla con le noci. Una volta completata questa operazione, si può unire al composto ottenuto la farina integrale con la fecola, la farina 0, lo zucchero, una bustina di lievito, 400 ml di latte di soia, il cacao amaro, due cucchiai di acqua tiepida e due di olio di mais. Amalgamato il tutto si può aggiungere il cioccolato fuso a bagnomaria. Il momento per la cottura è pronto: ora bisogna versare il composto in una teglia e cuocerlo per 30 minuti a 180 gradi. Una volta sfornata la torta, Bianchi consiglia di far raffreddare la torta per circa due ore, quindi tagliarla a metà e farcirla con la marmellata di albicocche. Si può in questa fase far sciogliere a bagnomaria il cioccolato rimanente con il latte di soia, lo zucchero a velo, la scorza dell’arancia e il caffè amaro.

Anche il cioccolato, ricco di flavonoidi, sostanze benefiche e antiossidanti, è protagonista di una cheesecake in versione leggera: l’importante è che venga utilizzato cioccolato fondente al 70%. Per quanto riguarda la preparazione, occorre tritare nel mixer i biscotti e amalgamarli con il latte vegetale e il miele. In uno stampo a cerniera va sistemato questo composto sul fondo in modo da creare uno strato omogeneo, che successivamente va messo in frigorifero per almeno 30 minuti. Quindi si può preparare la crema, iniziando con il cioccolato fondente, che va reso a scaglie grossolane. Con una frusta si può lavorare la ricotta setacciata con lo zucchero a velo e il miele, mentre a parte e a freddo, si può mescolare l’agar agar (un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse) con l’acqua per poi scaldarlo a fuoco lento per una manciata di minuti. Il tutto poi va unito alla ricotta, con l’aggiunta delle scaglie di cioccolato, e versato sulla base di biscotti precedentemente preparata.

Un’idea per una crostata vegana, invece, arriva da un portale di settore (Vegolosi) che propone una crostata vegan alle albicocche con crumble ai pistacchi. Per fare la frolla occorre mescolare in una ciotola la farina, la scorza di limone e il lievito e a parte mescolare il latte di soia, il malto di riso e l’olio di semi di girasole. L’operazione successiva è quella di amalgamare il tutto fino a ottenere un composto omogeneo che va poi steso nella tortiera, leggermente unta. Quindi si può passare alla marmellata, tagliando le albicocche a metà, togliendo il nocciolo e cuocendole per 5 minuti in padella con l’acqua e lo sciroppo d’acero, a fiamma media. Per il crumble occorre mescolare in una ciotola la farina con il burro di soia e il malto di riso fino a ottenere un composto grossolano. Dopo aver bucato la base di pasta frolla, si possono disporre le albicocche in uno strato uniforme, per poi ricoprire il tutto con il crumble e la granella di pistacchi.

Un’ultima proposta che rivisita una ricetta tradizionale, ovvero la torta di mele, ma in versione light senza burro e uova, può essere utile anche per una colazione ricca di gusto ma senza appesantirsi. Per cominciare occorre tagliare le mele a fettine, ponendole in una ciotola bagnate con del succo del limone per non farle annerire. Setacciata la farina e fatto sciogliere il lievito in una tazza con il latte, si può mettere si può mettere il composto in una ciotola, mescolando fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Ora è possibile versare metà del composto in una tortiera senza imburrare, ma usando della carta da forno per evitare che l'impasto del dolce alle mele si attacchi alla teglia. Ecco giunto il momento di fare uno strato di mele, ricoprendo con il restante impasto e terminando con un altro strato di mele. Dopo aver infornato per circa 30-35 minuti in un forno a 180 gradi statico, si può far raffreddare e aggiungere con parsimonia una spolverata di zucchero a velo. Servita con una tazza di tè o con una spremuta di arancia, può essere una colazione perfetta per iniziare la giornata.

Il fenomeno Checco Zalone: quando l'ironia diventa una torta

Ma torniamo al fenomeno delle torte Checco Zalone. Queste torte nascono dall'idea di celebrare un evento importante, come una laurea, con un tocco di ironia e originalità. Invece di scegliere la classica torta elegante e raffinata, i giovani optano per una torta che riproduce l'immagine di Checco Zalone, spesso accompagnata da una delle sue frasi più celebri, rivisitata per l'occasione.

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Un esempio emblematico è la torta realizzata per la laurea di Sara Olivo, laureata in giurisprudenza all'UniMore (Università di Modena e Reggio Emilia). Per festeggiare il suo traguardo, Sara ha scelto un tema piuttosto bizzarro: Checco Zalone. Sulla torta della neolaureata si legge una delle frasi iconica dell'attore rivisitata per l'evento: «Ngul a te signo', mo per una laurea mi devo rovinare il curiculum?». La dottoressa ha fieramente condiviso gli scatti dei festeggiamenti sui social, diventando virale. A completare la scenografia, non solo la torta decorata con una delle sue battute più celebri, tratta dal film «Cado dalle nubi», ma anche il cartonato a grandezza naturale di Checco Zalone.

Queste torte, spesso realizzate con un design volutamente "brutto", diventano un simbolo di autoironia e di distacco dalle convenzioni. Rappresentano un modo per sdrammatizzare un momento importante, come la laurea, e per celebrarlo con un sorriso.

Ricetta base per una torta semplice

Sebbene le torte a tema Checco Zalone si concentrino sull'aspetto decorativo e ironico, è importante ricordare che alla base di ogni torta c'è una ricetta. Ecco una ricetta base per una torta semplice, che può essere personalizzata con diversi ingredienti e decorazioni:

Ingredienti:

  • 250 g di farina
  • 140 g di zucchero
  • 175 g di burro
  • 500 ml di latte
  • 125 ml di panna fresca
  • 55 g di amido di mais
  • 100 ml di acqua
  • 10 g di lievito in polvere
  • 130 g di marmellata di ciliegie
  • 75 g di tuorli
  • 70 g di albume

Preparazione:

  1. Impastare la farina con tutti gli ingredienti.
  2. Amalgamare bene lavorando energicamente la pasta.
  3. Nel frattempo preparare la crema. In un pentolino mescolare con un cucchiaio di legno lo zucchero con la farina e pochissimo latte. Man mano incorporare i tuorli, il latte restante e la buccia del limone.
  4. Stendere la pasta ottenendo una sfoglia dello spessore di 7-8mm.
  5. Imburrare le formine di pasticciotti e spolverarle di farina.
  6. Foderare le formine imburrate con la sfoglia coprendo fondo e pareti.
  7. Riempire con la crema pasticcera crema fino a metà, aggiungere un cucchiaino di marmellata di ciliegie e coprire con un'altra sfoglia.
  8. Saldare bene i bordi e spennellare con il bianco d'uovo sbattuto precedentemente.
  9. Lasciar intiepidire e togliere dagli stampini.

Questa ricetta può essere utilizzata come base per creare diverse varianti di torte, aggiungendo frutta, cioccolato, o altri ingredienti a piacere.

La Torta Mimosa: un omaggio alla Giornata Internazionale della Donna

La giornata internazionale della donna diventa un'occasione propizia per preparare un dolce gustoso, fresco, profumato e leggero: la Torta Mimosa. Il suo aspetto incantevole deriva dal fatto di essere interamente ricoperta da quelli che sembrano dei veri e propri fiori di mimosa.

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Per preparare la Torta Mimosa, si può utilizzare la ricetta base del Pan di Spagna, tagliandolo a cubetti e utilizzandoli per ricoprire la torta, precedentemente farcita con crema pasticcera e panna. Prima di posizionare su un piatto il primo strato di Pan di Spagna, si può utilizzare un cucchiaio per spargere su tutta la superficie del disco un po' di bagna.

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