Il Teorema della Pizza: Una Deliziosa Applicazione della Matematica

Introduzione

La matematica, spesso percepita come un regno di formule complesse e concetti astratti, in realtà permea la nostra vita quotidiana in modi sorprendenti. Questo articolo esplora un esempio affascinante di come la matematica si manifesta in un contesto inaspettato: il taglio e la condivisione di una pizza. Attraverso il teorema della pizza e il theorema egregium di Gauss, scopriremo come principi matematici apparentemente complessi possano spiegare fenomeni semplici e gustosi.

Il Theorema Egregium e la Pizza Perfettamente Dritta

Vi siete mai chiesti perché una fetta di pizza, quando tenuta piegata a forma di "U", non si affloscia? La risposta risiede nel Theorema Egregium di Gauss. Questo teorema afferma che la curvatura di Gauss di una superficie rimane invariata anche quando la superficie viene piegata o deformata, a condizione che non venga allungata o strappata.

Immaginiamo una fetta di pizza come una superficie. Quando è appoggiata su un piatto, ha una curvatura di Gauss pari a zero in ogni punto. Secondo il Theorema Egregium, questa curvatura deve rimanere costante, indipendentemente da come la fetta viene piegata.

Se pieghiamo la crosta a forma di "U", stiamo introducendo una curvatura in quella direzione. Per mantenere la curvatura di Gauss pari a zero, la fetta deve rimanere dritta nell'altra direzione, ovvero quella che va dalla crosta alla punta. Questo spiega perché la pizza non si affloscia quando la si tiene in mano in quel modo.

Il Teorema della Pizza: Divisione Equa e Condivisione Perfetta

Il teorema della pizza è un concetto matematico che affronta una domanda apparentemente semplice: come tagliare una pizza in modo che tutti i commensali ricevano una porzione uguale? Questo teorema di geometria elementare dimostra l'uguaglianza di due aree ottenute partizionando opportunamente un cerchio.

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Enunciato del Teorema

Siano p un punto interno al disco (la pizza) e n un intero multiplo di quattro e maggiore o uguale a otto. Si partiziona il disco in n settori equiangolari, costruiti tracciando una retta per p e ruotandola n/2 − 1 volte intorno a p di un angolo pari a 2π/n. Il teorema afferma che la somma delle aree dei settori alternati è uguale.

In altre parole, se due persone tagliano una pizza in 8, 12 o 16 fette equiangolari, centrati in un punto qualsiasi, e si alternano prendendo una fetta a testa, percorrendo la pizza in senso orario o antiorario, entrambi mangeranno la stessa quantità di pizza.

Storia e Curiosità

Il problema da cui nasce il teorema fu proposto da L.J. Upton nel 1968, limitandosi a considerare otto settori. La soluzione originale, basata su manipolazioni algebriche, fu fornita da Michael Goldberg. Successivamente, Don Coppersmith dimostrò che il teorema non è valido se il numero di settori non è divisibile per quattro.

Implicazioni e Variazioni

Il teorema della pizza ha diverse implicazioni interessanti:

  • Crosta e Condimenti: Se la pizza è divisa in parti uguali, lo è anche la crosta (definita come il perimetro del disco o come una corona circolare). Inoltre, se i condimenti sono distribuiti su un disco contenente il punto p, anch'essi sono equamente divisi.
  • Raggruppamenti: Se un disco è equamente diviso secondo le condizioni del teorema, i settori possono essere raggruppati anche in n/4 insiemi equiestesi.
  • Teoria dei Giochi: Dal punto di vista della teoria dei giochi, si può studiare la strategia di scelta delle fette per ottenere la maggiore quantità di pizza.

Tagli Alternativi

Joel Haddley e Stephen Worsley hanno esplorato modi alternativi per dividere la pizza in multipli di sei, utilizzando tagli a forma di S passanti per il centro. Hanno anche trovato soluzioni per commensali esigenti che non vogliono il bordo o preferiscono zone più condite.

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La Matematica Dietro la Forma Ideale della Pizza

Oltre al taglio, anche la forma della pizza è un argomento matematicamente interessante. Qual è la forma ideale per massimizzare la quantità di condimento? La risposta, come dimostrato da Francesco Bonesi, è il cerchio.

A parità di area, il cerchio è la figura piana con il minor perimetro. Questo significa che una pizza rotonda avrà più spazio per il condimento rispetto a una pizza di qualsiasi altra forma con la stessa area.

Tuttavia, se consideriamo lo spessore della crosta, il risultato cambia leggermente. Se lo spessore del bordo è inferiore all'87% del raggio, allora l'area del cerchio è maggiore di qualunque poligono con più lati del triangolo. Poiché questa condizione è normalmente rispettata, la pizza tonda rimane la scelta più golosa.

Altri Teoremi Culinari: Dal Caffellatte al Panino

L'applicazione della matematica al cibo non si limita alla pizza. Il matematico austriaco Martin Hairer, vincitore della Medaglia Fields, ha esplorato la "matematica del caffellatte", studiando i modelli di miscelazione dei fluidi. Allo stesso modo, si possono applicare principi matematici al taglio del pane o alla preparazione di un panino.

La Pizza come Metafora: Rendere la Matematica Accessibile

Roberto Esposito, esperto di comunicazione e innovazione, ha utilizzato la pizza come strumento per rendere il Theorema Egregium di Gauss più accessibile al pubblico. Il suo video su YouTube ha raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazioni, dimostrando il potere di utilizzare esempi concreti e familiari per spiegare concetti matematici complessi.

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