Sushi: Differenze tra Rafano, Zenzero e Wasabi

Il sushi è il piatto più famoso del Giappone nel mondo: riso cotto accompagnato da filetti di pesce crudo, pesce cotto, verdure o carne. Per il popolo giapponese, il sushi è sacro: più che un piatto, è un’esperienza gastronomica che coinvolge tutti i sensi. Nonostante la semplicità degli ingredienti da usare per fare il sushi, si tratta di una preparazione culinaria che va affrontata con rigore e precisione. La cucina giapponese è rinomata per la sua qualità, il suo gusto e l'impiego di ingredienti eccellenti, il cui sapore rimane puro e intatto. Tra i condimenti e le spezie uniche di questo paese, troviamo elementi come il wasabi (rafano giapponese) e lo zenzero, spesso serviti insieme al sushi, ma con ruoli e caratteristiche ben distinti.

Introduzione al Sushi

Il sushi è un piatto tipico della cucina giapponese, che rappresenta la concezione di arte culinaria tipicamente nipponica, dove il senso del gusto, l'eleganza, l'armonia e la leggerezza sono un tutt'uno. È un piatto a base di riso in bianco contenente aceto di riso e zucchero, al quale vengono abbinati degli ingredienti (pesce crudo, pesce cotto, verdure, frittata d'uovo), e prima di mangiarlo va intinto delicatamente nella salsa di soia.

Come Mangiare Correttamente il Sushi

Per mangiare correttamente il sushi bisogna intingere solo il lato con il pesce (nel caso del tradizionale Nigiri Sushi sopra descritto) o il lato con l’alga nori (Maki Sushi). Lo zenzero sottaceto (che ha l’aspetto di un foglietto sottile e umidiccio), invece, serve per “pulirsi la bocca” fra uno o più bocconi.

Ingredienti per preparare il sushi fatto in casa

Non sono tanti, ma vanno scelti con cura. Gli ingredienti per realizzare del sushi fatto in casa sono essenzialmente questi:

  • Riso per sushi
  • Pesce
  • Alga Nori
  • Verdure
  • Aceto di riso
  • Zucchero
  • Salsa di soia
  • Zenzero
  • Wasabi

La crescente popolarità del sushi ha fatto sì che il riso per sushi, l’alga nori, la salsa di soia o il wasabi si possano trovare negli scaffali di tutti i supermercati, specialmente nell’angolo delle specialità fusion e estere. Per realizzare il tuo sushi fatto in casa, puoi comunque provare contaminazioni e sapori differenti, coinvolgendo anche ingredienti non tradizionali per il sushi giapponese, come la carne di pollo, di manzo o di maiale.

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Quale riso per sushi utilizzare?

Il riso per sushi deve essere a grani piccoli, molto farinoso e amidaceo, dato che deve resistere alla cottura e alla manipolazione manuale restando ben compatto per contenere i condimenti. Esteticamente, i chicchi di riso devono presentarsi traslucidi e integri, con poche impurità. Quale varietà di riso utilizzare per il sushi? In Giappone la varietà di riso dominante è la Koshihikari, nota anche come riso glutinoso, e la si può trovare in Italia, nei negozi specializzati etnici e nei supermercati più forniti. In alternativa, il riso per sushi può essere classico riso per sushi di varietà Originario, Ticinese, Balilla, Roma, Selenio.

Come sostituire l’aceto di riso?

Se non riesci a trovare l’aceto di riso o non ti convince questo ingrediente, puoi sostituirlo con un aceto di mele di qualità. Tuttavia, la tradizione giapponese impone l’utilizzo di aceto di riso come parte fondante della bagna con cui ammorbidire e condire il riso per sushi. Questo per ragioni organolettiche: questo aceto conferisce al riso per sushi un’acidità persistente, che invita a proseguire il pasto con desiderio.

Tipi di pesce per sushi

I tipi di pesce per sushi sono potenzialmente infiniti, purché la materia prima ittica sia trattata secondo le normative del regolamento (CE) 853/2004, che legifera sulla procedura per la vendita e somministrazione di pesce crudo.

I tipi di pesce per sushi possono essere:

  • Salmone
  • Tonno
  • Ricciola
  • Pesce spada
  • Tombarello
  • Anguilla
  • Dentice
  • Sgombro
  • Branzino
  • Crostacei (gamberi, scampi, granchi)
  • Molluschi (vongole, cefalopodi)
  • Frutti di mare

Kit per sushi: cosa serve per fare il sushi

Non ci sono solo gli ingredienti alimentari per fare il sushi in casa, avrai anche bisogno di alcuni strumenti tradizionali che formeranno il tuo kit da sushi:

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  • Hangiri, la vasca in legno di cipresso dove riporre il riso cotto e lavorarlo.
  • Shamoji, la paletta di legno con la punta smussata, che serve per manipolare il riso.
  • Makisu, il tappetino-stuoia fatto in legno di bambù, fondamentale per formare i roll di sushi.
  • Yanagiba, il classico coltello giapponese per sfilettare il pesce e tagliare il sushi.
  • Sensu, il ventaglio della tradizione giapponese, sarà utile per raffreddare il riso rapidamente.

Alcuni elementi sono insostituibili, come il Makisu, altri meno. Certamente puoi preparare un ottimo sushi fatto in casa sostituendo l’hangiri con una coppa in acciaio oppure lo shamoji con una paletta comune, ma ricordati che il kit da sushi ti semplificherà la preparazione, se seguirai la nostra ricetta per il sushi fatto in casa.

Condimento sushi-su per 500gr di riso da sushi

Partiamo dal condimento, in modo tale che lo avrai pronto quando avrai cotto il riso. Puoi trovare il condimento per sushi, il sushi-su, anche già pronto nei negozi specializzati. Altrimenti, puoi realizzarlo con questa ricetta:

Ingredienti per preparare il condimento per sushi in casa

  • 200ml di aceto di riso
  • 80gr di zucchero bianco
  • 20gr di sale
  • Alga Konbu a discrezione

Procedimento

Metti l’aceto di riso, lo zucchero, il sale e l’alga konbu in una pentola capiente e bassa e sciogli a fuoco lento, mescolando continuamente, senza mai portare a ebollizione il liquido. Il sushi-su sarà pronto quando zucchero e sale saranno disciolti. A quel punto puoi anche eliminare l’alga konbu e trasferire il sushi-su in una brocca.

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Cottura del riso per sushi

Come cuocere il riso per sushi? Con calma e precisione. Il riso va lessato, ma trovando il giusto rapporto tra riso e acqua. Generalmente, il rapporto è di 1:1, ossia le parti di riso e di acqua devono equivalersi in peso e volume.

Ingredienti per cuocere il riso del sushi

  • 500gr di riso per sushi
  • 500ml di acqua

Procedimento

  • Metti il riso in uno scolapasta a maglie fini, possibilmente di plastica.
  • Riponi lo scolapasta dentro una ciotola capiente e metti in ammollo i chicchi di riso per 10 minuti. Questo ammorbidirà i chicchi di riso e servirà a scrollare meglio le impurità.
  • Scola l’acqua, sciacqua il riso e ripeti l’operazione.
  • Dopodiché, comincia a sciacquare i chicchi sotto l’acqua corrente, sempre tenendo la ciotola sotto lo scolapasta. Questa operazione è fondamentale: deve essere fatta con delicatezza per non rompere i chicchi, e con dedizione, finché l’acqua raccolta nella ciotola non diventi più limpida. Potranno volerci diversi minuti.
  • Quando l’acqua risulterà più limpida, potrai mettere il riso a scolare.
  • Metti il riso in una pentola larga e alta, aggiungi il quantitativo di acqua, distribuisci i chicchi di riso tutti sullo stesso livello e accendi il fornello medio della tua cucina a fiamma alta: servirà a distribuire il calore in modo omogeneo. Copri con un coperchio.
  • Inizia la cottura! Fai attenzione al rumore che proviene dalla pentola: quando sta per raggiungere l’ebollizione, sentirai dei borbottii, come dei colpi sordi, provenire dalla pentola. A quel punto, dovrai abbassare la fiamma al minimo e cuocere per 13 minuti.
  • Dopo i 13 minuti, sposta la pentola dal fornello caldo e col coperchio ancora chiuso, lasciala riposare per 15 minuti.
  • Rovescia il riso nell’hangiri, il contenitore di legno, oppure in un altro contenitore capiente.
  • Aggiungi il condimento per riso, il sushi-su, progressivamente a filo: distribuiscilo a pioggia sul riso, cercando di usare lo shamoji, o una paletta comune, per distribuire meglio il sushi-su sui chicchi.
  • Quando avrai incorporato tutto il condimento, utilizza sia lo shamoji o il sensu, il ventaglio (oppure uno strofinaccio arrotolato) per raffreddare il riso e incorporare aria.
  • Il risultato finale dovrà avere dei chicchi di riso lucidi, compatti, quasi come se fossero stati glassati con una salsa traslucida.
  • A quel punto, puoi coprire il riso con un canovaccio bagnato per mantenerlo umido e a temperatura ideale, che deve essere tra i 30 e i 20 gradi.

Come tagliare il pesce per il sushi

La lama del coltello, nel taglio del pesce per sushi, deve seguire la fibra muscolare del pesce, quindi la lama deve essere leggermente inclinata ad angolo acuto e scivolare lungo la sezione di filetto che ci interessa. A seconda della tipologia di preparazione, effettueremo tagli di spessore differente: fasci rettangolari lunghi e stretti per i roll più comuni, a dadini per insalate e poke, a fette più larghe per il sashimi.

Per un sushi fatto in casa semplice, ti consigliamo di utilizzare filetti di tonno, di filetti di pesce spada, filetti di salmone o di ricciola: puoi comprare i tranci di pesce già puliti e limitarti ad affettarli.

Come fare il sushi: cosa serve, come si prepara

Per fare il sushi non c’è un’unica tecnica da seguire, in quanto i vari tipi di sushi si compongono differentemente. Ci sono però degli accorgimenti che accomunano tutte le ricette per sushi e che sono fondamentali per eseguire alla perfezione questa ricetta per sushi fatto in casa:

  • Avere una bacinella piena di acqua acidificata con aceto di riso, in rapporto 10:1, in cui immergere le mani prima di manipolare il riso. Questo farà sì che il riso non si attacchi ai palmi delle mani;
  • Bagnare leggermente la lama del coltello per tagliare il roll;
  • Disporre una velina di plastica sul Makisu, tappetino-stuoia in bambù, qualora ci siano tante preparazioni da realizzare, per evitare di sporcarlo troppo;
  • Evitare di manipolare l’alga nori con le mani bagnate, si rovinerebbe e non riusciresti a chiudere il roll;
  • Tieni già pronti gli ingredienti che utilizzerai: la pasta da wasabi, lo zenzero marinato, il riso già cotto, il pesce già affettato, le verdure già mondate.

Tipi di sushi: nomi, ricette dei tipi di sushi più famosi

Ci sono tantissimi tipi di sushi che cambiano in relazione agli stili di cucina nipponici, in relazione agli ingredienti disponibili stagionali e alla composizione estetica del piatto. Questa è una lista dei tipi di sushi più conosciuti e preparati nella tradizione giapponese:

  • Nigiri (riso modellato a mano guarnito da pesce)
  • Hosomaki (roll di riso avvolto da alga nori)
  • Temaki (cono di alga nori ripieno di riso, pesce e verdure)
  • Chirashi (sushi in ciotola, riso cotto guarnito di pesce)
  • Uramaki (roll di riso ripieno di alga nori, pesce e verdure)
  • Futomaki (roll di riso avvolto da alga nori e condito con pesce e verdure)
  • Oshisushi (sushi pressato su più strati)
  • Onigiri (massa di riso a forma di triangolo smussato ripieno di pesce)
  • Chumaki (roll di riso avvolto da alga nori, ripieno di pesce e verdure)
  • Inarizushi (roll di riso avvolto da tofu fritto)
  • Gomokuzushi (insalata di riso guarnita da verdure e pesce)
  • Funazushi (sushi di pesce fermentato secondo l’antica tradizione)
  • Gunkan-maki (roll di riso avvolto da alga nori a forma romboidale)

Vediamo le ricette più semplici per fare il sushi fatto in casa: nigiri, hossomaki, temaki e chirashi!

Ricetta del nigiri al salmone

Per fare il sushi come il nigiri al salmone, segui questa ricetta e parti dal taglio del filetto: taglia strisce trasversali, inclinando la lama, facendola scivolare seguendo le fibre muscolari del salmone. Devono essere dei filetti di salmone vagamente rettangolari, smussate.

  • Affetta il quantitativo desiderato di salmone e metti su un vassoio.
  • Prendi una quantità di riso per sushi già cotto e condito, tra i 15 e i 20 grammi, dagli una forma schiacciando con le dita e i palmi della mano.
  • Aiutati con il pollice per formare una sorta di crocchetta allungata e compatta. Prendi una fetta di salmone e adagiala sopra il riso.
  • Il tuo nigiri al salmone è pronto, dovrai solo replicare questo gesto per tutti i pezzi da sushi che desideri realizzare!

Ricetta per hosomaki di tonno

Per fare gli hosomaki di tonno devi partire disponendo sul makisu, il tappetino di bambù già avvolto nella classica pellicola da cucina, un pezzo di alga nori rettangolare con il dorso ruvido rivolto verso l’alto. Ecco la ricetta dell'hosomaki di tonno:

  • Metti l’alga nori all’estremità del makisu, quella più vicina a te.
  • Sopra l’alga nori, metti una quantità di circa 60gr di riso da sushi cotto formato a sfera. Pressa leggermente con i palmi per distribuire uniformemente il riso su tutta l’alga nori, ad eccezione del lato lungo superiore, che dovrai lasciare libero per almeno un centimetro.
  • Disponi il filetto di tonno, tagliato a strisce lunghe e spesse almeno 1cm, lungo il riso. Se gradisci, prima di aggiungere il tonno, spalma un velo di wasabi sul riso.
  • Afferra il makisu sul lato lungo inferiore utilizzando i pollici di entrambe le mani.
  • Utilizza le altre quattro dita di entrambe le mani per tenere in posizione il condimento e, avvolgendo il makisu attorno al condimento, fai combaciare il lato lungo inferiore dell'alga con il bordo superiore dello strato di riso, lasciando libera l'ultima parte di alga senza condimenti.
  • Arrotola progressivamente il makisu finché l’alga non avvolge tutto il condimento. Pressa leggermente e metti via il makisu, avrai il tuo hosomaki pronto.
  • Dovrai semplicemente tagliarlo a fettine per servirlo e ripetere l’operazione per il quantitativo desiderato!

Ricetta del Temaki con pesce crudo e cotto

I temaki sono una ricetta per sushi davvero semplice da realizzare. Scegli il pesce che preferisci: nei temaki puoi usare sia pesce crudo che cotto. Noi ti consigliamo di provare i temaki con gamberi croccanti, avocado, cetriolo crudo ed erba cipollina per guarnire.

  • Inizia preparando gli ingredienti: pulisci i gamberi e scottali a fiamma alta in padella con un filo d’olio. Taglia i cetrioli dopo averli sbucciati a strisce sottili e spesse massimo un centimetro. Pulisci l’avocado e taglialo a mezzelune sottili.
  • Disponi l’alga nori a forma rettangolare su un tagliere, con la parte ruvida rivolta verso l’alto.
  • Prendi circa 50gr di riso per sushi già cotto e disponilo a forma di crocchetta vicino all’estremità corta dell’alga nori. Pressalo delicatamente e dagli una struttura diagonale, come un piccolo ventaglio.
  • Metti al centro del riso il gambero, due strisce di cetriolo e un pezzo di avocado.
  • Chiudi il temaki, arrotolando gentilmente l’alga nori pressando il condimento di riso e pesce.
  • Quando tutto il temaki è arrotolato e saldo, chiudi il lembo finale usando un chicco di riso come fosse ceralacca per saldare l’alga e formare il cono.
  • Decora con erba cipolli…

Wasabi: Il Rafano Giapponese

Il wasabi è il rafano giapponese, noto per il suo effetto antibatterico e tradizionalmente servito con il pesce crudo. Se acquistato in pasta, il sapore è piuttosto piccante, mentre la radice di wasabi fresca, finemente grattugiata, è molto più delicata e ha un sapore migliore. Tradizionalmente, la radice di wasabi viene grattugiata su una grattugia a forma di pelle di squalo, in modo da ottenere una grattugia estremamente fine. È importante grattugiare la radice fresca di wasabi appena prima di servirla, perché una volta grattugiata la pasta si ossida rapidamente, il sapore svanisce e il bel verde diventa rapidamente più scuro.

Cos'è Realmente il Wasabi?

La salsa wasabi consumata in tutto il mondo è composta principalmente da rafano. Il wasabi-pianta è una radice completamente commestibile. Questa si ottiene grattugiando la radice su uno strumento molto particolare che si chiama Oroshigane. Questa grattugia permette di ottenere una pasta finissima e, per il wasabi, viene addirittura usato un oroshigane ricoperto di pelle di squalo o razza al fine di ottenere una finezza ancora maggiore. Il massimo sapore si ha se la pasta viene consumata entro 30 minuti, ma la freschezza rimane comunque per un’ora.

Wasabi: un falso

La pasta piccante di colore verde, servita assieme al sushi, per chi ama i gusti forti, del wasabi ha solo il nome: si tratta spesso di semplice rafano colorato di verde. Il vero wasabi si ottiene dalla radice della Wasabia japonica (ravanello giapponese), una pianta che cresce nelle zone semi-paludose, molto rara fuori del Giappone, e soprattutto costosa. In Giappone gli chef aggiungono un po' di wasabi alla preparazione del sushi, anche per sfruttare il suo potere antibatterico.

I condimenti per il sushi

I sushi più comuni e conosciuti, come i nigiri, i maki e le loro varianti sono sempre accompagnati da alcuni condimenti “accessori” necessari ad esaltarne il gusto. Il wasabi è una pianta perenne molto difficile da coltivare, costosa e di origine giapponese; è di colore verde, ha un gusto molto forte e pungente oltre ad un profumo intenso; nela preparazione del sushi viene anteposto tra il riso ed il pesce. Se siete mai stati in un ristorante giapponese occidentale, il wasabi che avete visto e provato è un falso, perchè è preparato con radice di rafano e colorante verde, che i giapponesi chiamano western wasabi.

Dotato di qualità antisettiche è usato da sempre per evitare problemi batterici da pesce fresco. L'obbligo diffuso ovunque di "abbattere" la materia prima lo rende meno necessario oggi ma resta come aroma e come rito. Nei ristoranti di un certo livello specializzati in sushi il consiglio di Masamori è quello di provare a non usarlo per niente: in parte è stato già utilizzato dal cuoco per aromatizzare il riso o il pesce e intervenire vorrebbe dire non fidarsi del suo operato.

Zenzero (Gari): Un Rinfrescante Intermezzo

Lo zenzero per il sushi, noto anche come "gari", si trova nei negozi di alimenti asiatici. Per ottenerlo, fettine sottili di radice di zenzero giovane vengono messe in salamoia in una miscela di aceto, zucchero e un po’ di sale. Lo zenzero per il sushi viene servito come standard con il sushi e il sashimi, e si consiglia di darne un morso tra i vari tipi di piatti per rinfrescare la bocca e neutralizzare così il sapore. A volte viene anche arrotolato nel sushi.

La funzione dello zenzero marinato

Lo zenzero marinato ha la funzione di ripulire il palato tra una portata di sushi e l’altra. Lo zenzero (shoga) è la pianta magica della cucina orientale. Antisettica, antitosse e antinausea, aromatica, digestiva e leggermente piccante. Molto usato in molte ricette giapponesi, a tavola lo si troverà spesso nel set del sushi accanto al wasabi. A differenza del wasabi, la materia prima si trova sempre più spesso dal fruttivendolo e la preparazione non è difficile.

Ricetta dello zenzero marinato

In giapponese gari, lo zenzero marinato ha la funzione di ripulire il palato tra una portata di sushi e l’altra. Potresti trovarlo già pronto, ma se vuoi realizzare un sushi fatto in casa davvero delizioso e tradizionale, allora esegui questa ricetta. Ricorda di prepararlo in anticipo: la marinatura deve essere almeno di 8 ore.

Ingredienti per lo zenzero marinato

  • 300gr di zenzero
  • 200 ml di aceto
  • 40 g di zucchero semolato
  • 1 pizzico abbondante di sale

Procedimento

  • Sbuccia lo zenzero e taglialo a fettine sottili. Immergi in acqua e lascia in marinatura per almeno 8 ore.
  • Dopo le otto ore, scotta lo zenzero brevemente in padella, 1 minuto per ogni lato. Lascia a drenare in un colino e poi riponi in un contenitore.
  • Prepara la marinatura definitiva: sciogli aceto, zucchero e sale assieme e versa il liquido sopra lo zenzero.
  • Chiudi ermeticamente il contenitore e tienilo pronto per quando servirai il sushi.

Come si mangia il sushi

In generale, il sushi può essere mangiato sia con le bacchette sia direttamente con le mani (ad eccezione del temaki che è praticamente impossibile da mangiare con le bacchette, o l’ehoumaki, che per tradizione va mangiato unicamente con le mani).

Non va mai morso o tagliuzzato o separano, ma va messo in bocca in un unico boccone (ovviamente escludendo, anche in questo caso il temaki e l’ehoumaki oltre al Chirashi ed il Mushi-zushi che non sono formati da piccoli pezzetti).

La salsa di soia, con cui di accompagna il pezzetto di sushi, non dovrebbe mai toccare il riso, ma bagnare solamente il pesce. Se non riuscite a farlo con le bacchette, potete inzuppare un po’ di zenzero nella soia e poi passarla sul pesce così da trasferire quest’ultima sul pesce. Nei ristoranti di un livello più alto sarà direttamente lo chef a spalmare la salsa di soia sul vostro nigiri.

Il wasabi è “gestito” unicamente dallo chef. Non troverete mai ciotole o poltiglie da cui prelevare il wasabi, ma sarà cura di chi vi prepara i sushi anteporne, tra il riso ed il pesce, la giusta quantità. Questo è lo standard, ma in molti ristoranti potete chiedere anche di non aggiungere wasabi.

Lo zenzero non si mangia mai insieme al sushi, ma va utilizzato unicamente per ripulire la bocca al cambio di tipologia di ingredienti, quindi tra un sushi ed un altro, così da avere il palato pronto per assaporare appieno il uovo gusto.

Per gustarlo al meglio sarebbe opportuno mangiare per prima i sushi più leggeri (dentice, seppia, orata, abalone, sardina, gamberi) finendo con quelli più intensi e grassi (anguilla, riccio di mare, tonno grasso, salmone, uova di pesce). Il sushi con la frittata è considerato un dolce, per cui va sempre mangiato come ultimo, magari subito dopo un hosomamaki.

Rafano: Un Ingrediente Distinto

Il rafano è una radice bianca spesso scambiata per l’ingrediente di base del wasabi, ma si tratta di un ortaggio originario dell’Asia noto per la sua piccantezza e il suo sapore. Il rafano (il cui nome latino è Armoracia rusticana L.) è una radice di colore biancastro e dal sapore lievemente amarognolo e piccante, appartenente alla famiglia delle crucifere. È famoso per essere un antibiotico naturale e possiede proprietà analgesiche e decongestionanti.

Il rafano (il cui nome latino è Armoracia rusticana L.) è una radice di colore biancastro e dal sapore lievemente amarognolo e piccante, appartenente alla famiglia delle crucifere. Il rafano è una pianta rustica e perenne, alta circa 50 centimetri, con foglie grandi e ruvide, di colore verde intenso, che possono essere anche cucinate, ma solo quando sono piccole e tenere. Viene piantato a febbraio e raccolto in autunno. Piccoli fiori bianchi con quattro petali compaiono all’inizio dell’estate. Il rafano è famoso per essere un antibiotico naturale, un po’ come aglio e zenzero. Un’altra delle sue miracolose proprietà è quella analgesica: in caso di dolori muscolari il rafano fa miracoli. La sua piccantezza che a tratti vira verso il balsamico, conferisce al rafano proprietà decongestionanti: usalo durante il raffreddore, ti aiuterà ad eliminare il muco e a liberare le vie respiratorie. Cento grammi di questa radice forniscono 48 calorie. A fronte di tante proprietà benefiche, il rafano ha anche qualche controindicazione. Ad esempio non è indicato per chi soffre di problemi gastrointestinali e patologie renali. Non va assunto in gravidanza e durante l’allattamento. Oltre alle controindicazioni descritte, questa radice può avere effetti avversi su chi soffre di problemi alla tiroide. Questa radice è anche noto con il nome di barbaforte o cren - quindi, tra le tre denominazioni non ci sono differenze di sostanza. In cucina questa radice viene usata come esaltatore di sapore. Ci vogliono pochi minuti per preparare un’ottima salsa cren, ideale accompagnamento con uova sode, tartine, carni bollite o alla griglia e pesci affumicati o grigliati. Le foglie piccole e tenere possono essere aggiunte crude all’insalata.

Nella tradizione culinaria della Basilicata il rafano viene utilizzato per preparare la rafanata materana o marsicana: la radice grattugiata fresca viene unita al formaggio pecorino, uova sbattute, prezzemolo e pepe nero. Rimanendo tra le tradizioni lucane, un altro alimento che ha bisogno del rafano è il ndruppc o “intoppo”, un ragù tipico della città di Potenza, dove la radice viene grattuggiata fresca direttamente sul piatto di ragù appena preparato, assieme al formaggio. Nella provincia di Potenza il rafano è usato anche per aromatizzare le minestre a base di verza.

In molti pensano che il rafano e il wasabi siano la stessa cosa. In realtà si tratta di due radici differenti, appartenenti però alla stessa famiglia botanica: la prima è bianca, la seconda è verde. La pasta di wasabi accompagna il sushi e il sashimi nella cucina giapponese, dando alla tenera carne di tonno o salmone una marcia in più. Tuttavia il piccante di rafano e wasabi è completamente diverso da quello del peperoncino. Queste due radici non eccitano la lingua bensì il naso.

Il rafano non è facile da trovare: può essere presente in alcuni supermercati molto forniti o in negozi specializzati. Una volta raccolte e pulite, le radici possono essere conservate grattugiate in congelatore, pronte all’uso.

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