Introduzione
L'arte della frittura, un pilastro della cucina italiana, evoca immagini di cibi croccanti, dorati e irresistibilmente saporiti. Dallo street food napoletano alle sontuose preparazioni regionali, il fritto celebra la diversità e la tradizione culinaria del Bel Paese. Quest'articolo esplora la storia affascinante della frittura, le sue varianti regionali, le tecniche per ottenere un risultato perfetto e le nuove tendenze che stanno rivoluzionando questo antico metodo di cottura.
Siamo Fritti: Un Detto Fiorentino e una Premiazione Inattesa
"Siamo fritti, disse la tinca ai tincolini" è un'espressione popolare fiorentina che significa "siamo spacciati", paragonando la situazione a quella di una tinca destinata alla padella. Recentemente, questa espressione ha assunto una connotazione ironica nel contesto della premiazione di 50 Top Pizza Italia 2025. Durante la cerimonia, il premio "Migliore Proposta dei Fritti" è stato assegnato a Bob Alchimia a Spicchi, una pizzeria calabrese rinomata per la qualità della sua pizza, ma non per i fritti, che non compaiono nel suo menu.
L'equivoco, attribuito a un errore grafico, ha scatenato l'ilarità sui social media, con commenti sarcastici sulla premiazione di un locale che non offre fritti. Tuttavia, l'incidente ha anche sollevato interrogativi sul valore delle classifiche gastronomiche e sulla loro capacità di rappresentare la complessità del panorama culinario italiano.
La Storia del Fritto: Un Viaggio Attraverso i Secoli
Le origini della frittura si perdono nella notte dei tempi. Contrariamente a quanto si possa pensare, i Romani non erano grandi amanti del fritto, preferendo l'arrosto e il lesso. L'olio d'oliva, all'epoca, era utilizzato principalmente per l'illuminazione, la cosmesi e i rituali religiosi, piuttosto che per la cucina.
Tuttavia, il ritrovamento di padelle in terracotta di epoca greca suggerisce che una forma primordiale di frittura fosse già praticata nell'antica Grecia. Nel corso dei secoli, la frittura si è evoluta e diffusa in diverse culture, assumendo caratteristiche uniche in ogni regione.
Leggi anche: Siamo Fritti: Un'Esperienza Autentica
Friggitrice ad aria: storia di una (ri)scoperta
Chiunque sia stato cosciente almeno un giorno negli ultimi tre anni si sarà imbattuto in una di queste esperienze: sentir parlare di friggitrici ad aria; domandarsi cosa sia una friggitrice ad aria; ricevere una friggitrice ad aria come regalo. Il mercato mondiale vale attualmente 896,5 milioni di dollari (835,65 milioni di euro), con la Germania a guidare le statistiche europee, principalmente per motivi di risparmio energetico. Le friggitrici ad aria, infatti, consumano il 60% in meno rispetto a un forno convenzionale.
Ma come è nato questo elettrodomestico rivoluzionario che ha conquistato le nostre cucine? Un breve viaggio nella storia rivela che il concetto di “frittura ad aria” esiste da oltre un secolo, con invenzioni come la pentola elettrica a pressione d’aria nel 1904 e il forno elettrico per scaldare alimenti surgelati di William L. Maxson nel 1945. Tuttavia, il vero punto di svolta si ebbe apparentemente nel 2005, quando l’inventore olandese Fred van der Weij sviluppò il prototipo di una friggitrice ad aria a forma di uovo. Presentata nel 2010 a Berlino, questa innovazione combinava radiazione di calore e un flusso d’aria potenziato per ottenere una cottura ottimale; i brevetti di questa tecnologia sono ora di proprietà di Philips.
La storia non sarebbe andata però esattamente in questo modo. In un’intervista recente, il divulgatore Dario Bressanini ha sbloccato un ricordo nell’ippocampo di quelli che hanno vissuto i primi anni Duemila; un ricordo che suona così: Frigge senza olio, Frittolosa! ♫ Frigge senza olio, Frittolosa! ♫ E l’olio non c’è più!
Bressanini ne aveva parlato anche sui suoi canali social un paio di anni fa, ricordando che la friggitrice ad aria - intesa come un piccolo forno dotato di una resistenza e una ventola molto potenti, in grado di cuocere alimenti già precotti in poco tempo - non è un’invenzione recente bensì vecchia più di 20 anni, cioè da quando la Frittolosa del popolare marchio italiano Termozeta è stata lanciata sul mercato. Secondo il divulgatore, si trattò di un insuccesso (sul lungo periodo) dovuto sia al nome che al fatto che l’apparecchio non prometteva quello che non poteva mantenere: friggere senza grassi, il sottinteso illusorio delle friggitrici ad aria.
«La Frittolosa nacque e fu messa in commercio nel 2000 come sviluppo di un’idea rivoluzionaria che mio padre Massimo Mariotti ebbe insieme al suo socio» ci racconta Marco Mariotti, attuale General Manager divisione Termozeta di Datamatic, che possiede dal 2016 il marchio italiano. «Ai tempi videro avanti vent’anni: adattarono la tecnologia di un classico forno - una ventola e una resistenza - che faceva girare l’aria più velocemente di un normale forno ventilato». La Frittolosa era dotata di resistenze sulla parte posteriore e frontale e di un sistema di ventilazione. All’interno, un cestello ruotava in stile girarrosto, con dentro il cibo, e così si riusciva a ottenere una cottura ideale senza dover aggiungere grassi. Ideale per cuocere i cibi surgelati, che il più delle volte sono già precotti e hanno uno strato d’olio a ricoprirli. Il tutto fabbricato in Italia, nella provincia di Varese.
Leggi anche: Siamo Fritti: Gusto autentico a Brindisi
Il Fritto in Italia: Un Mosaico di Sapori Regionali
Ogni regione italiana vanta le proprie specialità fritte, creando un vero e proprio mosaico di sapori e tradizioni.
- Emilia-Romagna: gnocco fritto, una pasta lievitata fritta e servita con salumi e formaggi.
- Marche: olive all'ascolana, olive denocciolate, ripiene di carne e fritte.
- Lazio: fiori di zucca fritti, un classico della cucina romana.
- Campania: cuoppo napoletano, un cono di carta pieno di fritture miste, come zeppole, panzarotti, crocchè e frittatine di pasta; pizza fritta, una specialità napoletana nata nel dopoguerra per soddisfare le esigenze di un popolo impoverito.
- Puglia: panzerotti, calzoni ripieni di pomodoro e mozzarella, fritti o al forno.
- Sicilia: arancini, palle di riso ripiene di ragù, mozzarella e piselli, impanate e fritte.
- Sardegna: seadas, ravioli dolci ripieni di formaggio fresco e ricoperti di miele.
- Piemonte: fritto misto piemontese, una preparazione sontuosa che include carne, frattaglie, verdure e frutta, tutto rigorosamente impanato e fritto.
La Pizza Fritta Napoletana: Un Simbolo di Rinascita
La pizza fritta napoletana rappresenta un capitolo a sé nella storia del fritto italiano. Nata nel secondo dopoguerra, quando il forno a legna era un lusso per molti, la pizza fritta divenne un alimento popolare ed economico, preparato con ingredienti semplici e fritti in olio bollente su fornelli improvvisati.
Oggi, la pizza fritta è un simbolo della tradizione culinaria napoletana, reinterpretata in chiave moderna da chef e pizzaioli che ne esaltano la qualità degli ingredienti e la tecnica di preparazione.
La Masardona: Ottant'anni di Storia e Tradizione
La Masardona, storica friggitoria napoletana, celebra ottant'anni di attività, tramandando di generazione in generazione la ricetta della pizza fritta. Fondata nel 1945 da Anna Manfredi, soprannominata "Masardona", l'attività iniziò come un modo per arrotondare il bilancio familiare, vendendo pizze fritte davanti alla porta di casa.
Oggi, La Masardona è un punto di riferimento per gli amanti della pizza fritta, con sedi a Napoli e Roma. La famiglia Piccirillo, che gestisce l'attività, continua a utilizzare ingredienti di prima scelta e a seguire la ricetta tradizionale, offrendo un prodotto fragrante, leggero e digeribile.
Leggi anche: Menu e Storia di Siamo Fritti Giovinazzo
Renato Ruggiero: Un Maestro della Frittura Campana
Renato Ruggiero è un imprenditore e artista della frittura che ha portato in Campania un vero e proprio sistema, che spazia dal catering alla scuola, dalle consulenze al locale "Farinati Pizza and More". La sua offerta di fritti è vastissima, dalle montanarine alle frittatine, fino alla pizza, sia nella versione tradizionale che in quella fritta ripassata al forno.
Ruggiero è considerato un maestro della frittura, grazie alla sua padronanza della materia e alla sua capacità di innovare nel rispetto della tradizione. La sua pizza, quasi croccante al contatto, è servita su una "ruota di legno" e può essere degustata anche in più persone, rispecchiando il concept visivo del locale.
Frittura Perfetta: Consigli e Segreti
Per ottenere una frittura perfetta, croccante e leggera, è fondamentale seguire alcuni accorgimenti:
- Scegliere l'olio giusto: l'olio di semi di arachide è ideale per la frittura, grazie al suo alto punto di fumo. In alternativa, si può utilizzare l'olio extravergine d'oliva, ma è importante non superare il suo punto di fumo per evitare di alterarne le proprietà.
- Mantenere la temperatura costante: la temperatura ideale per la frittura è tra i 160°C e i 180°C. Utilizzare un termometro da cucina per monitorare la temperatura dell'olio e regolarla di conseguenza.
- Non sovraccaricare la padella: friggere pochi pezzi alla volta per evitare che la temperatura dell'olio si abbassi troppo.
- Asciugare bene gli alimenti: prima di friggere, asciugare accuratamente gli alimenti con carta assorbente per evitare che l'olio schizzi e per favorire la doratura.
- Scolare l'olio in eccesso: dopo la frittura, scolare gli alimenti su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
- Servire subito: per gustare al meglio la frittura, è importante servirla calda e croccante.
Friggitorie a Napoli: Un Percorso nel Gusto Autentico
Napoli è la patria del fritto, con una miriade di friggitorie che offrono specialità tradizionali e innovative. Ecco alcune delle migliori friggitorie di Napoli:
- Friggitoria Vomero: una friggitoria storica che offre zeppole, arancini, melanzane fritte e scagliozzi.
- Alla Padella: un punto di riferimento per gli amanti della frittatina di pasta.
- Imperatore: una rosticceria-friggitoria che offre i veri sapori di un tempo.
- Fiorenzano: una friggitoria storica che ha riaperto i battenti con un'immagine rinnovata.
- Di Matteo: una pizzeria storica che offre anche un'ampia selezione di fritti.
- La Figlia del Presidente: una pizzeria famosa per la sua pizza fritta.
- Masardona: una friggitoria storica che offre una delle migliori pizze fritte di Napoli.
- Donna Luisella: una friggitoria che offre anche fritti gourmet e pizze senza glutine.
- Isabella De Cham Pizza Fritta: una friggitoria gestita da un team tutto al femminile che offre pizza fritta, fritture di mare e all'italiana.
- La Botticella: Friggitoria a Pavia dove tradizione e qualità si incontrano.
tags: #siamo #fritti #friggitoria