La vicenda di Maria Basso, un'ex funzionaria della Farnesina di 80 anni, si tinge di giallo e pietas, intrecciando un'eredità cospicua, sospetti di circonvenzione di incapace e un fatale piatto di spaghetti. La storia, che vede coinvolta la nipote Paola Pepe, 58 anni, si snoda tra Asiago e Catania, sollevando interrogativi inquietanti sulla natura dei rapporti familiari e sulla fragilità degli anziani.
L'Inizio: Un Compleanno e un Avvicinamento Sospetto
Il 4 settembre del 2022, durante la festa per gli 80 anni di Maria Basso, Paola Pepe si presenta, inaspettatamente. Da quel momento, secondo l'accusa, la nipote avrebbe iniziato a mostrare un atteggiamento iperprotettivo nei confronti della zia, intensificando le visite fino a trasferirla in Sicilia all'inizio di dicembre, senza avvertire la casa di riposo di Asiago dove l'anziana risiedeva. I parenti, fin da subito, si insospettiscono per la presenza della pronipote, che, a loro dire, non aveva mai avuto rapporti frequenti con la prozia, ma che improvvisamente mostrava un attaccamento quasi morboso. Roberta, una cugina di Maria, arrivò a definire la Pepe "una piovra" per come "stava addosso all'anziana".
La Procura Speciale e i Dubbi sulla Capacità di Maria Basso
Enrico Thiella, direttore della banca Unicredit di Asiago, testimonia di aver depositato un esposto contro Paola Pepe dopo che questa aveva insistentemente richiesto informazioni sui movimenti bancari della zia. Thiella racconta di come Maria Basso fosse stata portata in banca in due occasioni, mostrando difficoltà ad esprimersi e tenendo la testa bassa. Il direttore riferisce di aver saputo da una terza persona che la nipote istruiva l'anziana su cosa dire al direttore, con l'obiettivo di acquisire informazioni sui conti e ottenere la gestione del capitale, stimato in oltre un milione di euro tra conti correnti e gioielli, attraverso una procura speciale.
Nell'udienza, il neurologo personale dell'anziana, il dottor Bruno Dal Prà, ha confermato lo stato di disagio mentale in cui si trovava la vittima. Mario Basso, architetto di Trento e cugino di Maria, ha testimoniato che "Maria era in balìa di persone che le facevano fare ciò che volevano". Ha inoltre sottolineato la stranezza dei due testamenti firmati a pochi giorni di distanza, uno a favore della madre di Paola Pepe e l'altro a favore della stessa Paola Pepe.
Il "Pranzo delle Beffe": Spaghetti e un'Alimentazione Proibita
Il 16 dicembre 2022, Maria Basso muore a causa di una polmonite ab ingestis, un'infiammazione provocata da cibo andato di traverso. L'autopsia rivela che la donna aveva ingerito cibo solido, nonostante dovesse nutrirsi solo con omogeneizzati. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Paola Pepe avrebbe fatto mangiare alla prozia un piatto di spaghetti, nonostante i medici avessero proibito all'anziana di ingerire solidi. Questo pasto, definito dai cugini "il pranzo delle beffe", avrebbe procurato a Maria Basso una grave infiammazione ai polmoni, portandola alla morte.
Leggi anche: Morta dopo aver mangiato sushi: cosa è successo?
L'Eredità e i Sospetti di Circonvenzione di Incapace
Maria Basso aveva accumulato un patrimonio di circa 500mila euro, lavorando tutta la vita e senza aver costruito una famiglia. Secondo gli inquirenti, questo patrimonio faceva gola a Paola Pepe, che avrebbe circuito l'anziana per farle modificare il testamento a suo favore e inscenare un decesso per cause naturali. L'obiettivo, secondo l'accusa, era ottenere l'eredità.
Le Testimonianze e le Ombre sul Processo
Nel corso del processo, i cugini di Maria Basso si sono costituiti parte civile, determinati a fare luce sulla vicenda. Rigoni, uno dei cugini, ha espresso preoccupazione per la qualità dei testimoni chiamati dalla difesa di Paola Pepe, tra cui un avvocato che avrebbe intimato cose non corrette alla banca e al notaio di Asiago, e un magistrato amico dell'imputata. Secondo Rigoni, l'unico obiettivo di Paola Pepe era quello di impossessarsi dei soldi di Maria Basso.
La Difesa e i Rapporti "Antichissimi"
Paola Pepe respinge ogni accusa, sostenendo di aver avuto rapporti "antichissimi" con la zia. Il suo avvocato afferma di avere prove documentali e fotografiche che testimoniano il legame tra le due donne, descrivendo Paola come la figlia che Maria non aveva mai avuto. La difesa cerca di smontare la tesi dell'accusa, sostenendo che Maria Basso non fosse costretta a seguire un'alimentazione rigida e che la nipote si prendeva cura di lei con affetto e dedizione.
Il Ruolo del Compagno e le Zone d'Ombra
Un punto oscuro della vicenda riguarda il compagno di Paola Pepe, Cruciano Rizzuto, che si è avvalso della facoltà di non rispondere durante la sua deposizione. Rizzuto era presente il giorno del compleanno di Maria Basso ad Asiago e durante il lungo viaggio in macchina verso Catania, sollevando interrogativi sul suo ruolo nella vicenda.
Leggi anche: Intossicazione da Sushi
Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta