La litiasi biliare, comunemente nota come calcoli alla colecisti, è una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di calcoli all'interno della colecisti o delle vie biliari. Questa patologia rappresenta una delle cause gastroenterologiche più frequenti di ricovero ospedaliero, particolarmente diffusa nei paesi occidentali a causa di stili di vita sedentari e alimentazione ipercalorica.
Che cosa sono i calcoli alla colecisti?
I calcoli della colecisti, anche detti calcoli biliari (colelitiasi, talvolta erroneamente definiti “calcoli al fegato”), sono una malattia molto comune, che colpisce il 10-15% della popolazione, con una maggiore incidenza nelle donne intorno ai quarant’anni.I calcoli si formano all’interno della colecisti (o cistifellea), un organo situato sotto il fegato, sul lato destro dell’addome, che ha la funzione di raccogliere la bile, un liquido prodotto dal fegato essenziale per la digestione dei grassi. La bile è composta da colesterolo, grassi e bilirubina; quando questi elementi sono presenti in eccesso, possono causare la cristallizzazione della bile, formando dei composti solidi simili a sassolini, di dimensioni variabili da pochi millimetri a qualche centimetro.
Sindrome metabolica e litiasi colesterolica
La litiasi colesterolica, legata a un eccesso di colesterolo nella bile, è spesso una manifestazione biliare della sindrome metabolica. Quest'ultima, nota anche come sindrome X, da insulino-resistenza o sindrome di Reaven, è una condizione clinica in cui diversi fattori correlati aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e metaboliche. In Europa, la prevalenza della malattia è stimata tra il 9% e il 19%.
Uno studio italiano significativo, il M.I.C.O.L. (Multicenter Italian Study on Cholelithiasis), ha coinvolto oltre 30.000 persone in dieci regioni, sottoposte a ecografia ed esami ematici, rivelando una prevalenza della malattia del 18,9% nelle donne e del 9,5% negli uomini.
Fattori di rischio
Diversi fattori aumentano il rischio di sviluppare calcoli biliari:
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- Sesso femminile: Le donne sono più predisposte, soprattutto tra i 20 e i 50 anni, con una probabilità tre volte superiore rispetto agli uomini.
- Età avanzata: Il rischio aumenta con l'età.
- Familiarità: La predisposizione genetica gioca un ruolo importante.
- Numero di gravidanze: Più gravidanze aumentano il rischio.
- Indice di massa corporea >28: Il sovrappeso e l'obesità sono fattori di rischio significativi.
- Ipertrigliceridemia: Livelli elevati di trigliceridi nel sangue.
- Bassi livelli di colesterolo sierico: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, bassi livelli di colesterolo HDL (colesterolo "buono") possono aumentare il rischio.
- Storia di diete ripetute: Diete yo-yo possono favorire la formazione di calcoli.
- Sedentarietà: La mancanza di attività fisica contribuisce al rischio.
Tipi di calcoli biliari
I calcoli possono essere classificati in base alla loro composizione:
- Calcoli colesterinici: Sono i più comuni e si formano a causa di un rapporto alterato tra colesterolo, acidi biliari e fosfolipidi nella bile. La formazione inizia con la secrezione di bile satura di colesterolo da parte delle cellule epatiche, seguita dalla formazione e aggregazione di cristalli di colesterolo. Sono radiotrasparenti.
- Calcoli pigmentari: Rappresentano circa un quarto dei calcoli biliari e si dividono in neri e marroni, associati rispettivamente a emolisi cronica e malattie del fegato. Sono radiopachi.
Sintomi e complicanze
La calcolosi della colecisti è spesso asintomatica. Tuttavia, quando un calcolo si incunea nel dotto cistico, causando ostruzione, può provocare una colica biliare, caratterizzata da dolore intenso all'ipocondrio destro e/o all'epigastrio, talvolta irradiato posteriormente, della durata superiore ai 30 minuti, accompagnato da nausea e vomito.
La presenza di calcoli può anche causare infiammazione acuta o cronica della colecisti (colecistite). L'ostruzione prolungata del dotto cistico può portare all'accumulo di muco all'interno della colecisti, formando un idrope (mucocele). Se il contenuto della colecisti si infetta, si sviluppa un empiema della colecisti, che può causare complicanze gravi come perforazione e sepsi da gram negativi.
La migrazione di un calcolo nel coledoco (coledocolitiasi) è un evento frequente, soprattutto nei pazienti anziani (fino al 25%), ed è una causa comune di ittero ostruttivo, associata a un elevato rischio di colangite e pancreatite acuta.
Diagnosi
La diagnosi di colelitiasi asintomatica si basa sull'ecografia, che visualizza formazioni iperecogene nella colecisti e/o nelle vie biliari. Durante una colica biliare, possono verificarsi alterazioni transitorie degli indici di citolisi epatica e colestasi. La colecistite acuta e la colangite si accompagnano ad alterazioni degli indici bio-umorali di flogosi e infezione. In caso di coinvolgimento del pancreas, si osserva un aumento di lipasi e amilasi.
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Approccio terapeutico
Molte persone affette da colelitiasi rimangono asintomatiche per anni, ma in alcuni casi i calcoli possono causare sintomi o complicanze anche gravi. La scelta del trattamento dipende dalla presenza di sintomi, dal rischio di complicanze e dalle condizioni generali del paziente.
- Terapia farmacologica: In alcuni casi, è possibile utilizzare farmaci per sciogliere i calcoli, ma questa opzione è efficace solo per i calcoli di colesterolo di piccole dimensioni e richiede tempi lunghi.
- Intervento chirurgico (colecistectomia): L'asportazione della colecisti è il trattamento più comune ed efficace per la colelitiasi sintomatica o complicata. L'intervento può essere eseguito per via laparoscopica, una tecnica mini-invasiva che permette una rapida ripresa.
Quando è consigliabile l'intervento chirurgico?
Come suggerito dal Dr. Gentile, la colelitiasi sintomatica è generalmente un'indicazione all'intervento chirurgico. Sebbene la decisione finale debba essere presa in accordo con il medico, considerando la storia clinica del paziente e i rischi individuali, la presenza di coliche ricorrenti, l'infiammazione della colecisti o il rischio di complicanze come pancreatite o colangite, rendono l'intervento la scelta più appropriata.
Alimentazione e calcoli biliari
L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nella prevenzione e gestione dei calcoli biliari. Un regime alimentare regolare, che favorisca la contrazione della colecisti, riduce la stasi biliare, un fattore di rischio per la formazione di cristalli di colesterolo.
Cosa evitare
- Dieta ipercalorica: Un'alimentazione ricca di proteine animali e grassi è associata a un maggior rischio di colelitiasi.
- Grassi saturi: Un elevato consumo di grassi saturi aumenta il rischio di formazione di calcoli. Evitare ciccioli, strutto, pesci grassi, frutti di mare, carni grasse, affumicate, marinate e salate, selvaggina, frattaglie, formaggi piccanti e fermentati, latte intero, grasso visibile di carni e affettati, cibi da fast-food ricchi di grassi idrogenati (trans), dolci quali torte, pasticcini, gelati, budini (soprattutto farciti con creme) e bevande zuccherate.
- Grassi transgenici: Presenti in molti prodotti industriali, abbassano il colesterolo HDL (buono) e aumentano il colesterolo LDL (cattivo), incrementando il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.
- Eccesso di zuccheri raffinati: Aumentano il rischio di formazione di calcoli per l'aumento della sintesi di colesterolo, secondario a un aumento dei livelli di insulinemia.
- Sale: Ridurre il consumo di sale aggiunto alle pietanze e limitare gli alimenti che ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).
Cosa preferire
- Grassi insaturi: I grassi poli- e monoinsaturi (olio extravergine d'oliva, olio di riso, oli monoseme) possono avere un ruolo protettivo.
- Fibre: Una dieta ricca di fibre riduce la quantità di acidi biliari idrofobici.
- Calcio: Una dieta ricca di calcio riduce la quantità di acidi biliari idrofobici.
- Frutta e verdura: Hanno un ruolo protettivo, legato agli oli vegetali e alla presenza di fibre.
- Vitamina C: La supplementazione di vitamina C potrebbe avere un ruolo protettivo, modificando la composizione biliare e aumentando i fosfolipidi.
- Caffeina (moderata): Il consumo moderato di caffè, tè nero e "soft drinks" può stimolare la secrezione epatobiliare del colesterolo e la motilità della colecisti e intestinale.
- Alcolici (moderati): Un consumo moderato di alcolici è stato correlato a un effetto protettivo, aumentando la frazione di HDL e riducendo la saturazione di colesterolo. Tuttavia, a causa degli effetti deleteri dell'alcol sulla salute in generale, non è raccomandato per la prevenzione dei calcoli.
- Alimenti consentiti con moderazione: Sale (limitare quello aggiunto), oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi (controllare il consumo per il loro potere calorico), uova, frutta secca.
- Alimenti consentiti e consigliati: Pane, fette biscottate, cereali per la prima colazione, biscotti secchi, pasta, riso, polenta, orzo, farro (possibilmente integrali), frutta matura e verdura di stagione, carni magre (sia rosse che bianche) private dal grasso visibile, affettati magri (prosciutto crudo, cotto, speck, bresaola, affettato di tacchino/pollo, privati del grasso visibile, 1-2 volte a settimana), pesce fresco e surgelato, latte e yogurt parzialmente scremati, formaggi freschi e stagionati (un paio di volte a settimana in sostituzione di un secondo piatto di carne o uova, come 50 grammi di parmigiano o grana padano), acqua (almeno 1,5 litri al giorno).
E la pizza?
La domanda iniziale riguardava la possibilità di consumare una pizza con verdure senza mozzarella. In linea generale, una pizza con verdure senza mozzarella può essere consumata occasionalmente, purché si presti attenzione agli ingredienti e alla modalità di preparazione. È importante assicurarsi che le verdure siano fresche e non condite con eccessivi grassi, e che l'impasto sia leggero e digeribile.
Consigli comportamentali
- Riduzione del peso: In caso di sovrappeso o obesità, si raccomanda la riduzione del peso e del "giro vita".
- Evitare cali di peso troppo veloci: Un calo di peso troppo rapido può determinare la comparsa di calcoli biliari.
- Stile di vita attivo: Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana.
- Non fumare.
Ricette consigliate
Esistono numerose ricette adatte a chi soffre di calcoli biliari, che permettono di mangiare con gusto senza compromettere la salute:
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- Crema di ricotta alle erbe
- Torta salata di farro con Grana Padano DOP e ricotta
- Insalata estiva al lime
- Fusilli con ricotta, zucchine e arancia
- Cellentani con le melanzane
- Insalata di riso con zucchine e peperoni
- Passato di porri e patate
- Bruschette al pomodoro
- Insalata di orzo e bietole
- Trofie agli asparagi