Gli Scagliozzi di Polenta: Un Tesoro Fritto della Tradizione Pugliese e Napoletana

Gli scagliozzi di polenta, conosciuti anche come sgagliozzi o sgagliozze, rappresentano un antipasto tipico della tradizione culinaria pugliese, in particolare di Foggia e Bari, ma diffuso anche in Campania, soprattutto a Napoli, e persino a Livorno. Si tratta di semplici ma gustose porzioni di polenta fritta, tagliate in forme rettangolari o triangolari, che offrono un'esperienza di sapore unica, legata alla semplicità degli ingredienti e alla maestria della frittura.

Origini e Diffusione

La storia degli scagliozzi è strettamente legata alla cultura contadina del Sud Italia, dove la polenta rappresentava un alimento base, economico e nutriente. L'idea di friggere la polenta avanzata, tagliandola in forme irregolari, nasceva dalla necessità di non sprecare il cibo e di creare un piatto sfizioso e facile da consumare anche per strada. La loro diffusione in diverse regioni testimonia la versatilità di questo piatto e la sua capacità di adattarsi ai gusti e alle tradizioni locali. A Napoli, ad esempio, gli scagliozzi sono spesso presenti nel "cuoppo", il tipico cartoccio di frittura mista da passeggio.

La Ricetta Tradizionale degli Scagliozzi di Polenta Fritta

La preparazione degli scagliozzi è semplice e richiede pochi ingredienti:

  • Acqua
  • Sale
  • Polenta istantanea
  • Olio di semi di arachidi per friggere

Preparazione:

  1. Iniziate mettendo una pentola di acqua leggermente salata sul fuoco e portatela a bollore.
  2. Quando l’acqua raggiunge la temperatura, versate a pioggia la polenta istantanea, mescolando rapidamente con una frusta per evitare grumi.
  3. Quando la polenta è pronta, spegnete il fuoco e lasciatela raffreddare leggermente.
  4. Rivestite uno stampo da plumcake con pellicola trasparente e trasferitevi la polenta, livellandola bene.
  5. Lasciate raffreddare completamente la polenta nello stampo, in modo che si compatti.
  6. Una volta raffreddata, estraete la polenta dallo stampo e tagliatela a fette.
  7. Iniziate tagliando la polenta in rettangoli, quindi divideteli in triangoli.
  8. Scaldate abbondante olio di semi di arachidi in una padella profonda.
  9. Quando l’olio raggiunge la giusta temperatura, immergete due o tre scagliozzi alla volta.
  10. Friggete gli scagliozzi per circa 5-10 minuti, fino ad ottenere una doratura perfetta.
  11. Infine, scolateli su carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio.

Consigli e Varianti

  • Per una polenta più saporita, si può utilizzare brodo vegetale al posto dell'acqua.
  • Si possono aggiungere erbe aromatiche tritate (rosmarino, salvia, timo) alla polenta durante la cottura.
  • Per una panatura più croccante, si possono passare gli scagliozzi nella farina di mais prima di friggerli.
  • Gli scagliozzi si mantengono freschi in frigorifero per un massimo di due giorni. Per riscaldarli, utilizzate il forno, che garantisce una migliore croccantezza rispetto al microonde.

Gli Scagliozzi e il Fritto Misto Italiano

Gli scagliozzi si inseriscono a pieno titolo nella tradizione del fritto misto italiano, una preparazione gastronomica ricca e variegata che varia da regione a regione. Ogni regione ha le sue specialità e i suoi ingredienti tipici, ma l'elemento comune è la frittura, che conferisce croccantezza e sapore a ogni boccone.

I fritti misti regionali sono una delle preparazioni gastronomiche italiane più conosciute e apprezzate all’estero. Quelli più noti sono il fritto piemontese, il bolognese, il romano e il napoletano.

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Il Fritto di Mare: Una Variante Preziosa

Una variante particolarmente apprezzata è il fritto di mare, che esalta i sapori del Mediterraneo attraverso la frittura di crostacei e molluschi freschissimi. Preparare il fritto in casa può presentare qualche problema, più per i persistenti aromi sprigionati che per la difficoltà del piatto. Anche in questo caso il livello di complessità dipende da voi: potete semplicemente infarinare e friggere i diversi ingredienti, oppure preparare un rivestimento diverso per ogni prodotto. Un importante fritto misto deve essere composto da almeno cinque o sei varietà di pesce.

Una combinazione varia e di media complessità può essere la seguente, che potrete realizzare nell’ordine di seguito indicato:

  • filetto di triglia impanato con pane aromatizzato al rosmarino;
  • julienne di seppia in farina di mais;
  • capasanta in pastella soffice alla birra;
  • gamberetti avvolti con capelli d’angelo;
  • latterini e calamaretti siciliani infarinati.

Servite il fritto di mare accompagnando con spicchi di limone o con salsa tartara (maionese addizionata con uova sode, cetriolini, capperi, erba cipollina e prezzemolo tritati finemente), guarnendo la preparazione con qualche verdura fritta (per esempio prezzemolo, strisce di buccia di zucchine e melanzane nere, anelli di cipolla rossa).

La Tempura: Un'Influenza Orientale

Un'altra tecnica di frittura che ha conquistato il mondo è la tempura giapponese. Si tratta di una frittura leggera e croccante, realizzata con una pastella a base di farina, acqua ghiacciata e uovo. Gli ingredienti, solitamente verdure, gamberi, calamari e crostacei, vengono immersi nella pastella e fritti in olio bollente per pochi secondi, ottenendo una consistenza croccante all'esterno e morbida all'interno.

Ricetta della Tempura di Calamari, Gamberi e Verdure## Ingredienti:

  • 1 Tubo di totano (g 80)
  • 6 Nobashi Ebi gamberi black tiger sgusciati
  • 1 Renkon Mizumi radice di loto, (50 g)
  • 1 Patata dolce
  • 1 Peperone dolce
  • 1/2 Melanzana
  • 1 Carota (30 g)

Pastella:

  • 1 tazza di Nissin Tempura batter mix o in alternativa per preparare la pastella con ingredienti 1 uovo + acqua ghiacciata
  • 1 tazza di farina per pasticceria
  • Acqua ghiacciata

Preparazione:

  1. Tagliare il totano in fettine rettangolari lunghe 4 cm e larghe 2 cm. Effettuare 2 taglietti sui lati lunghi.
  2. Tagliare pulire il peperone, togliere i semi e tagliare in fettine da 6cm per 1cm
  3. Pulire la melanzana e tagliare in fette rotonde da 5/6 mm. Immergere immediatamente in acqua per 3-4 minuti per ammorbidirlo
  4. Se si utilizzano i Nobashi ebi basta scongelarli ed asciugarli con carta assorbenteSe si utilizzano Black Tiger interi, rimuovere la testa e sgusciare, togliere la linea nera. Deporre su un tagliere con la pancia in alto ed incidere 5-6 taglietti per "raddrizzare" il gambero ed evitare che prenda la caratteristica forma a C.
  5. Pelare la carota e tagliare in "fiammiferi" di 5-6 cm
  6. Tagliare in fette rotonde da 5-6 mm. Immergere in acqua acidulata per 3-4 minuti.
  7. Lavare bene sotto acqua corrente. Mantenendo la buccia tagliare in fette rotonde da 5-6 mm. Immergere in acqua per ammorbidire.
  8. Asciugare tutti gli ingredienti con carta assorbente

Preparazione pastella:

Se utilizzi batter mix farina per tempura, basta mescolare 1 tazza di farina per tempura con 1 tazza di acqua frizzante ghiacciata, lasciando la pastella un po' grumosaIn alternativa potrai preparare la pastella con ingredienti freschiMiscelare l'acqua e l'uovo.Rompere l'uovo in un contenitore e miscelare bene con l'acqua ghiacciata.Passare la farina in un setaccio sottile per aggiungere aria e renderla più leggera.Aggiungere la farina setacciata, tutta insieme. Mescolare con delle bacchette da cucina. Non miscelare troppo, altrimenti verrà appiccicosa e non sarà croccante.

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La Tempura si serve con la Salsa Kombu Tsuyu oppure Mentsuyu per chi non ama intingere i fritti nella salsa si può aggiungere Sale al te verde o Sale allo yuzu

Frittura: Tra Miti e Realtà

La frittura è spesso demonizzata per i suoi effetti sulla salute, ma è importante sfatare alcuni miti e considerare alcuni aspetti fondamentali.

  • La frittura non (sempre) fa male: La frittura fa male, fa ingrassare, è pesante, impegna il fegato, produce acroleina e acrilammide. Un disastro. Ma guardiamo con attenzione a queste affermazioni in un periodo di grande frittura come Carnevale (e poi ci saranno le zeppole di San Giuseppe, i fritti estivi e tante altre occasioni). Partiamo dalle frittelle, dalle graffe, dalle frappe.
  • Non siamo più fritti: la frittura fa bene! Secondo uno studio condotto dal Dipartimento Nutrizionale della facoltà di Farmacia a Granada, pare che addentare un supplì o una cotoletta non debba più farci sentire in colpa con noi stessi.

L'Olio Giusto per Friggere

La scelta dell'olio è fondamentale per una frittura sana e gustosa. In Italia quello dell’olio è un tema davvero scivoloso. Immaginiamo che molti, come noi, hanno in cucina la bottiglia di extra vergine d’oliva e pace. Dall’insalata alla frittura è tutto un “non avrai altro olio all’infuori di me”. Ma facciamo davvero bene?

Pizze Fritte di San Giovanni Rotondo: Un Esempio di Tradizione

Scopri il segreto delle autentiche Pizze Fritte di San Giovanni Rotondo (FG): la ricetta antica del Gargano con patate e olio EVO per una morbidezza unica.

Ingredienti:

  1. Mettete la farina a fontana sulla spianatoia;
  2. Aggiungete le patate, lessate e passate nello schiacciapatate, il sale, sciolto in mezzo bicchiere di acqua calda; versate per ultimo il lievito sciolto in tiepida tiepida.
  3. Impastate gli ingredienti con l' acqua calda: la quantità d'acqua è all'incirca 450 gr. ma conviene versarla gradualmente e regolarsi di conseguenza. Dovete comunque ottenere un impasto morbido e liscio. Spolverizzate spesso il piano di lavoro con della farina per evitare che l'impasto si attacchi.
  4. Fate un panetto, mettetelo in un contenitore e copritelo con la pellicola trasparente; ponetelo al caldo per circa un'ora.
  5. 6. 7. Versate circa un litro di olio extravergine di oliva in una pentola o in o una teglia dai bordi di almeno 10 cm.
  6. Immergete i triangoli di pizza nell'olio bollente e friggeteli da entrambi i lati, tirateli fuori quando avranno assunto un bel colore dorato. Metteteli a scolare in un colapasta.
  7. Trasferiteli in una cesta ricoperta da fogli di carta assorbente in modo da lasciare ancora sgocciolare l'unto di cottura. A me piacciono calde e mangiate così come sono nella loro semplicità senza salumi e formaggi. Queste pizze fritte si prestano ottimamente ad essere imbottite da caciocavallo, salumi e ricotta.

Frittura e Strutto: Un Ritorno al Passato

Lo strutto salverà la frittura. E ci farà dimenticare la carenza di olio di semi di girasole. Lo abbiamo visto oggi con le zeppole di San Giuseppe. Celestina Pasticceria, locale a Pollena Trocchia vicino Napoli, è ritornata all’antico. Per festeggiare un anno di attività, Nancy Sannino, ha preparato le zeppole fritte. Esattamente come fece un.

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Cazzilli Palermitani: Un Simbolo dello Street Food

I cazzilli palermitani, cioè le crocchè di patate, sono un simbolo della tradizione culinaria di strada palermitana Il fritto e le fritture da sempre hanno suscitato un’attrattiva particolare in botteghe o all’aperto sui marciapiedi. A Palermo le crocchè di patate sono chiamate cazzilli per via della loro tradizionale forma allungata. E vengono preparate con pochi ingredienti capaci.

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