Il risotto al Teroldego rappresenta un'eccellenza della cucina trentina, un primo piatto che incanta con il suo sapore intenso e il suo retrogusto leggermente amarognolo. Questo piatto, che celebra l'incontro tra il riso e il Teroldego, un vino rosso corposo e fruttato proveniente dalla Piana Rotaliana, è perfetto per essere gustato durante i primi freddi, magari all'interno di un menù a base di carne.
Il Protagonista: Il Teroldego
Il Teroldego è un vino che affonda le sue radici nel territorio trentino. Questo vino, riconoscibile per il suo colore rosso rubino e le sue note fruttate che evocano ciliegie, mandorle e lamponi, conferisce al risotto un carattere unico ed inconfondibile. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il risotto al Teroldego è adatto a tutti, anche a chi non consuma alcolici, poiché durante la cottura l'alcool evapora, lasciando intatti il sapore e il profumo del vino.
La Ricetta Originale: Un Equilibrio di Sapori
La preparazione del risotto al Teroldego è semplice e non richiede particolari abilità culinarie. Tuttavia, un passaggio fondamentale è la tostatura del riso, un'operazione che permette ai chicchi di compattarsi durante la cottura e di rilasciare l'amido gradualmente, garantendo così la cremosità tipica del risotto all'onda.
Ingredienti
- 320g di riso Carnaroli (o Vialone Nano)
- 1 bottiglia di Teroldego Rotaliano
- 1 cipolla bianca
- Sedano, carote
- 80g di speck (facoltativo)
- Brodo vegetale (circa 1,5 litri)
- 80g di Trentingrana grattugiato
- 40g di burro
- Olio extravergine di oliva
- Sale q.b.
Preparazione
- Preparazione del brodo: Portare ad ebollizione 1,5 litri di acqua con cipolla, sedano e carote per creare un brodo vegetale aromatico.
- Soffritto e tostatura: Tritare finemente la cipolla e, se si desidera, tagliare lo speck a julienne. In una pentola capiente, soffriggere la cipolla (e lo speck) in olio extravergine di oliva a fuoco dolce. Aggiungere il riso e tostarlo per circa 5 minuti, mescolando continuamente per evitare che si bruci. La tostatura è cruciale: esalta il profumo del cereale e permette al riso di tenere meglio la cottura, per un risotto più cremoso.
- Sfumatura con il vino: Versare il Teroldego sul riso tostato, alzare la fiamma e lasciare evaporare l'alcool, permettendo al vino di sprigionare i suoi aromi intensi.
- Cottura: Abbassare la fiamma e aggiungere un mestolo di brodo caldo al riso, mescolando delicatamente. Continuare ad aggiungere brodo man mano che viene assorbito, mescolando regolarmente. Aggiustare di sale. Proseguire la cottura per circa 16-18 minuti, o fino a quando il riso sarà al dente.
- Mantecatura: A cottura ultimata, spegnere il fuoco e mantecare il risotto con il Trentingrana grattugiato e il burro, mescolando energicamente per ottenere una consistenza cremosa e avvolgente. La mantecatura è un passaggio fondamentale per legare tutti i sapori e dare al risotto la sua tipica cremosità.
Varianti creative per un risotto indimenticabile
Il risotto al Teroldego si presta a diverse varianti, che permettono di personalizzare il piatto in base ai propri gusti e alla stagionalità degli ingredienti.
- Con salsiccia: Per un sapore più ricco e deciso, si può aggiungere un nodo di salsiccia sbriciolata durante la fase di tostatura del riso.
- Vegetariano con radicchio: Per una versione vegetariana, si può aggiungere del radicchio tagliato a listarelle e rosolato insieme alla cipolla. Il radicchio aggiunge una nota amarognola che si sposa perfettamente con il sapore del Teroldego.
Consigli e conservazione
Il risotto al Teroldego è un piatto che si gusta al meglio appena preparato, caldo e cremoso. Se dovesse avanzare una porzione, è possibile conservarla in frigorifero in un contenitore ermetico fino al giorno successivo. Per riscaldarlo, aggiungere un mestolo di brodo caldo e mescolare delicatamente fino a raggiungere la consistenza desiderata.
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