Brutti ma Buoni: Un Classico della Pasticceria Italiana con Mandorle e Nocciole

I "Brutti ma Buoni" sono dei deliziosi dolcetti che affondano le loro radici nella tradizione pasticcera italiana, in particolare nel Nord Italia, con il Piemonte che sembra essere la loro regione d'origine. Il loro nome, apparentemente contraddittorio, racchiude la loro essenza: un aspetto irregolare e rustico, compensato da un sapore irresistibile. Questi biscotti, realizzati con pochi ingredienti semplici come albumi, zucchero e frutta secca, offrono un'esperienza gustativa unica, con una consistenza friabile e un cuore ricco di mandorle e nocciole.

Origini e Diffusione

Nati nel Nord Italia, i brutti ma buoni si sono diffusi in tutta la penisola, con leggere variazioni negli ingredienti a seconda della regione. Dal Piemonte alla Lombardia, dalla Toscana alla Campania, ogni zona ha sviluppato la propria versione di questa prelibatezza, mantenendo però intatta la sua anima rustica e golosa. Ad esempio, in Piemonte si prediligono le nocciole, mentre a Prato si usano le mandorle, dando vita ai "mandorlati di San Clemente".

Caratteristiche e Varianti

I brutti ma buoni sono dolcetti caratterizzati da un impasto informe, da cui deriva l'appellativo "brutti", e da un gusto delizioso che non corrisponde alla loro forma irregolare, giustificando l'aggettivo "buoni". La base è costituita da una meringa di albumi e zucchero, arricchita da frutta secca come mandorle, nocciole e noci.

Esistono diverse varianti di questa ricetta, che si differenziano per il tipo di frutta secca utilizzata e per l'aggiunta di aromi come vaniglia o cannella. Una versione ancora più golosa prevede l'utilizzo del cacao nell'impasto, per un risultato ancora più ricco e intenso.

Ingredienti e Preparazione

La preparazione dei brutti ma buoni è semplice e veloce, ideale per utilizzare gli albumi avanzati da altre preparazioni. Ecco una ricetta base con mandorle e nocciole:

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Ingredienti:

  • 3 Albumi
  • 100 g Mandorle pelate
  • 100 g Nocciole sgusciate
  • 180 g Zucchero a velo
  • 1 pizzico Sale
  • Aroma alla vaniglia (o altri aromi a piacere)

Preparazione:

  1. Tostatura della frutta secca: Disporre le nocciole sgusciate e le mandorle pelate su una teglia rivestita con carta da forno e farle tostare leggermente nel forno già caldo a 180°C per 2 minuti. Sfornare e privare le nocciole della pellicina, strofinandole energicamente fra le mani con l’aiuto di un telo.
  2. Tritatura della frutta secca: Tritare grossolanamente le mandorle e le nocciole tostate, ottenendo una granella irregolare con qualche pezzetto più grande.
  3. Montatura degli albumi: Montare nella ciotola di una planetaria munita di fruste gli albumi a temperatura ambiente con un pizzico di sale. Quando cominceranno a diventare bianchi, aggiungere gradualmente lo zucchero a velo in tre volte, fino a ottenere una meringa spumosa, soda e lucida. Il contenitore in cui si monta la meringa deve essere perfettamente pulito, asciutto e senza tracce di unto o tuorlo.
  4. Unione degli ingredienti: Unire delicatamente alla meringa l'aroma alla vaniglia e la granella di mandorle e nocciole tritate, mescolando il tutto con una spatola dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Lasciar riposare l’impasto per 10 minuti circa, mescolando di tanto in tanto.
  5. Cottura: Foderare una teglia con carta da forno e disporre cucchiaiate di composto sulla teglia, distanziandole leggermente. Cuocere i brutti ma buoni nel forno già caldo a 150° C per 25-30 minuti, o fino a quando risulteranno dorati e croccanti.
  6. Raffreddamento: Terminata la cottura, spegnere il forno e lasciare intiepidire i brutti ma buoni, poi metterli a raffreddare completamente su una gratella.

Consigli per la cottura perfetta:

  • Cuocere i brutti ma buoni in modalità ventilata per 10 minuti a 120°C e per 50 minuti a 100°C.
  • Spegnere il forno e lasciarli raffreddare completamente al suo interno, senza mai aprirlo.
  • Monitorare attentamente la cottura, poiché ogni forno è diverso. Se necessario, prolungare leggermente i tempi di cottura.

Consigli e Conservazione

  • Varianti: È possibile sostituire le nocciole con altra frutta secca a guscio a piacere, sempre tritata.
  • Conservazione: I brutti ma buoni si conservano anche per 10 giorni se li tieni ben chiusi in un barattolo di vetro o una scatola di latta. Alcune fonti suggeriscono che si conservano alla perfezione anche per 2 mesi chiusi in scatole di latta!
  • Decorazione: A piacere, è possibile decorare i brutti ma buoni con dello zucchero a velo dopo il raffreddamento.

Trucchi per un risultato perfetto

  • Meringa impeccabile: Montare a neve molto ferma gli albumi con lo zucchero a velo. Il composto deve diventare liscio, traslucido, spumoso e sodo.
  • Cottura delicata: Cuocere i brutti ma buoni a bassa temperatura per un tempo prolungato, in modo da asciugarli completamente senza bruciarli.
  • Frutta secca di qualità: Utilizzare frutta secca fresca e di alta qualità per un sapore più intenso e un risultato più croccante.
  • Aromi personalizzati: Sperimentare con diversi aromi come vaniglia, cannella, scorza di agrumi o liquore per personalizzare il sapore dei brutti ma buoni.

Come Gustarli

I brutti ma buoni sono perfetti da gustare in qualsiasi momento della giornata, come dolcetto a fine pasto, per accompagnare un tè o un caffè, o come golosa merenda. Sono anche un'ottima idea regalo, confezionati in un sacchetto o in una scatola decorata. Grazie alla loro consistenza friabile e al sapore intenso di frutta secca, questi biscotti sono in grado di conquistare anche i palati più esigenti.

Brutti ma Buoni: Un'alternativa senza farina

Non avendo la farina tra gli ingredienti, questa ricetta dei brutti ma buoni è adatta anche ai celiaci.

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