L'interrogativo sul plurale di "insalata" apre un interessante spaccato sull'evoluzione della lingua italiana e sull'uso dei termini nel contesto specifico dell'alimentazione. Questo articolo si propone di esplorare a fondo la questione, analizzando le diverse sfumature di significato e le variazioni regionali nell'impiego di parole come "cespo", "cesto" e "caspo", spesso utilizzate in riferimento all'insalata.
Insalata: Definizione e Usi
Prima di addentrarci nel plurale, è utile definire il termine "insalata". Secondo i dizionari, "insalata" (dal latino insalare, condire con sale) indica:
- Pietanza: Un piatto a base di verdure, generalmente crude, condite con aceto o limone, sale, olio e, talvolta, pepe. Esempi comuni sono "insalata di lattuga", "insalata di radicchio", "insalata di cetrioli", "insalata di pomodori". Esistono anche "insalate di campo" (o campagnole/contadine), fatte con erbe spontanee. L'"insalata mista" combina diverse specie di erbe e ortaggi.
- Ingrediente: Nome generico di varie erbe le cui foglie si mangiano crude e condite, specialmente quelle senza un nome specifico nell'uso comune.
- Estensioni:
- Piatto a base di verdure cotte, carne o altri ingredienti, tagliati e mescolati con condimenti (es. "insalata di pollo", "insalata di riso", "insalata russa").
- "In insalata": locuzione avverbiale riferita a pietanze preparate e condite come descritto sopra (es. "zucchine in insalata").
- "Insalata di frutta": sinonimo meno comune di macedonia.
- Usi figurati:
- Mescolanza confusa e disordinata di cose o idee.
- "Mangiarsi qualcuno in insalata": superarlo con facilità.
- Gergale (cinematografico): Groviglio della pellicola uscita dai rulli.
Il diminutivo "insalatina" si riferisce a un piatto d'insalata particolarmente gustoso o a varietà di ortaggi a foglioline minute e tenere.
Pertanto, il plurale di "insalata" è "insalate".
Cespo, Cesto e Caspo: Sinonimi e Sfumature
La domanda dei lettori sull’uso di "caspo" per "cespo" o "cesto" è pertinente, poiché si tratta di tre termini che possono essere considerati sinonimi, almeno in un certo contesto, per indicare l’insieme delle foglie che nascono dalla stessa radice di una pianta, come la lattuga. Tuttavia, è importante analizzare le differenze lessicografiche, la diffusione e la frequenza d’uso di questi termini nell’italiano contemporaneo.
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Cespo
"Cespo" è presente nella lingua italiana fin dal XIII secolo, con il significato di ‘insieme di foglie e erbe nate da un’unica radice’. Il termine è registrato anche nel Vocabolario della Crusca a partire dal 1612. I dizionari moderni definiscono il "cespo" come una sorta di "ciuffo" di foglie, fiori o rami che nascono dalla stessa radice o dalla base del fusto principale di una pianta.
Etimologicamente, "cespo" deriva dal latino parlato *cēspu(m) ‘zolla erbosa’, per il classico cāespite(m), accusativo di caespes, -ĭtis ‘zolla erbosa, ceppo’. Da "cespo" derivano "cespuglio" e "cespuglioso".
Cesto
"Cesto" può essere considerato sinonimo di "cespo", anche se con un uso meno frequente. Il TLIO registra "cesto" come equivalente sinonimico di "cespo", con la prima attestazione risalente a Dante. Anche il Nuovo De Mauro conferma questa sinonimia, ma la marca con BU = basso uso.
L'etimologia di "cesto" è incerta. Alcuni dizionari la fanno derivare dal latino cĭsthu(m) ‘cisto, rosa canina’, dal gr. kísthos, mentre altri la riconducono alla stessa origine di "cespo" (dal latino cespĭte).
È fondamentale distinguere questo "cesto" (sinonimo di cespo) dal "cesto" inteso come ‘paniere di vimini o altro materiale, cesta’, che ha un’etimologia diversa (dal latino cĭsta(m) ‘cesta, urna’, dal gr. kístē ‘cesta, paniere’).
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Caspo
"Caspo" è assente nei vocabolari dell’uso comune. In passato, la variante femminile "caspa" era usata come sinonimo di ‘ceppaia’. Tuttavia, i dizionari storici associano "caspo" al significato di ‘cespo (d’una pianta erbacea)’. Il termine è attestato in diversi dialetti italiani settentrionali con il significato di ‘cesto, mazzo’.
L'Influenza Regionale e Dialettale
È importante sottolineare che l'uso di "caspo" per indicare un cespo di insalata è legato a specifiche aree geografiche, principalmente nell'Italia settentrionale e in alcuni dialetti. Questa variazione regionale testimonia la ricchezza e la diversità della lingua italiana, in cui termini di origine dialettale possono persistere e convivere con le forme più standardizzate.
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