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Le pere cotte al vino rappresentano un'eccellenza della tradizione culinaria piemontese, un dessert semplice ma d'effetto, ideale per concludere un pasto con un tocco di eleganza e sapore. La combinazione della dolcezza delle pere con il corpo e l'aroma del vino rosso crea un'armonia di sapori che conquista il palato.
Origini e Tradizione
La ricetta delle pere cotte al vino affonda le sue radici nella tradizione contadina piemontese. La conoscenza delle tecniche e della storia di piatti come questi difficilmente valica i confini delle rispettive regioni. Per divulgarla, Slow Food ha chiesto a cuoche e cuochi dei locali segnalati nella guida Osterie d’Italia di spiegare come preparano i capisaldi dei loro menù. È un prodotto tradizionale piemontese (P.A.T) ed è segnalata tra le “Pere tradizionali cuneesi adatte alla cottura”.
Ingredienti e Varianti
Per preparare questo dessert, si utilizzano tradizionalmente pere rustiche, sode e adatte alla cottura. Tra le varietà più indicate troviamo le pere Madernassa, originarie del Roero, e le pere Martine, anche note come Martin Sec. In alternativa, si possono utilizzare pere Coscia o altre varietà simili.
La scelta del vino rosso è altrettanto importante. Si consiglia di utilizzare un vino rosso secco, robusto e corposo, come il Nebbiolo, il Barbera o il Dolcetto, per esaltare il sapore delle pere e creare un equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità.
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La Ricetta Originale Piemontese: Pere Madernassa al Vino Rosso
Oggi vi propongo la ricetta di un’eccellenza tutta piemontese: le pere Madernassa cotte al vino rosso! Oggi lo realizzeremo insieme utilizzando queste dolci e profumate pere, varietà coltivata principalmente nella zona del Roero.
Ingredienti:
- Pere Madernassa (o Martine, Coscia, o similari): 300 gr
- Vino rosso secco (Nebbiolo, Barbera, Dolcetto)
- Zucchero
- Cannella (stecca)
- Chiodi di garofano
- Scorza di limone (opzionale)
- Anice stellato (opzionale)
Preparazione:
- Preparazione delle Pere: Lavate bene le pere e asciugatele accuratamente. Sbucciate le pere lasciando il picciolo. Incidete il fondo di ogni pera con un coltellino affilato e, scavando delicatamente, togliete torsolo e semini. Lasciate il picciolo.
- Cottura nel Vino: In una pentola dai bordi alti, mettete il vino e lo zucchero. Fate sobbollire per 5 minuti mescolando per evitare che lo zucchero si bruci. Unite poi tutte le spezie e accendete a fiamma media. Unite la stecca di cannella, la scorzetta di limone, gli anici stellati e i chiodi di garofano. Immergetevi le pere e fatele sobbollire a fuoco basso per 1 ora finchè saranno diventate tenere ma ancora sode. Immergete le pere e fatele sobbollire a fuoco basso per 50 minuti, controllando la consistenza dei frutti con la lama di un coltello o con uno stecchino. Finchè la consistenza non sarà tenera, ma l'aspetto ancora sodo.
- Addensamento dello Sciroppo: A cottura ultimata, scolate le pere dalla pentola, mettendole su di un piatto da portata. Il livello dei vino che inizialmente copriva le pere, consumatosi durante la cottura dovrebbe avere una consistenza simile allo sciroppo. Qualora fosse troppo liquido continuate la sua cottura facendolo addensare fino all'ottenimento della consistenza precedentemente citata. Se il fondo di cottura fosse ancora troppo liquido, fatelo addensare finchè la sua densità sia come quella di uno sciroppo. Quando risulterà ridotto e denso rimettete le pere in pentola a fiamma spenta e lasciate che si ricoprano bene di salsa.
- Servizio: Infine filtrate e versate lo sciroppo sulle pere e servite il vostro dessert, meglio se tiepido o freddo. Eliminate la cannella e i chiodi di garofano e servitele tagliate a fette, ricoperte con il vino zuccherato.
Le Pere al Vino rosso e Spezie sono un dessert assolutamente unico e prelibato. È una vera squisitezza, profumata, dolce e aromatica da servire tiepida come dolce al cucchiaio di fine pasto.
Consigli e Varianti Aggiuntive
- Consistenza: È fondamentale controllare la consistenza delle pere durante la cottura. Dovrebbero risultare tenere ma ancora sode, in modo da mantenere la loro forma e consistenza.
- Sciroppo: Se si desidera uno sciroppo più denso, si può aggiungere un cucchiaino di amido di mais durante la cottura.
- Spezie: La quantità e il tipo di spezie possono essere variati a seconda dei gusti personali. Ad esempio, si può aggiungere un pizzico di noce moscata o di cardamomo per un aroma più intenso.
- Abbinamenti: Le pere cotte al vino si abbinano perfettamente con gelato alla vaniglia, panna montata o ricotta fresca.
Conservazione
Le pere al vino rosso si conservano in frigorifero per 2 giorni.
Pere Madernassa: Una Pera con una Storia
Come la martina o martin sech la madernassa è una pera rustica, croccante, soda, particolarmente adatta alla cottura. Originaria del Roero, in Piemonte, è coltivata, oltre che su quelle colline alla sinistra del medio corso del Tanaro, nella cuneese Val Grana. Della madernassa conosciamo con esattezza quasi assoluta la data di nascita: la pianta madre, quando fu abbattuta nel 1914, era un magnifico albero nato 130 anni prima da un seme caduto per caso sui terreni della cascina Gavello della borgata Madernassa, oggi compresa nei confini amministrativi di Vezza d’Alba, fra i paesi di Guarene e Castagnito.
Un Dolce Vegano, Elegante e Profumato
Questo dolce ha pochissimi ingredienti ed è ideale anche per chi ama i "dolci poco dolci" ma ha un bel profumo di spezie ed è anche vegano quindi è un dessert perfetto per chi segue questo stile alimentare. E poi, sono così semplici da fare! Trovo che siano anche molto eleganti e di classe, perfette anche per una cena romantica o quando volete far colpo sugli ospiti. La ricetta delle per al vino rosso li lascerà di stucco, credetemi! Hanno un ottimo sapore, ma soprattutto un profumo incredibile!
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Pere al Vino Rosso: Un'Alternativa Raffinata alle Pere Cotte della Nonna
Le pere al vino rosso sono dei dolci dai sapori intensi, una variante più raffinata delle rustiche pere cotte della nonna.
Slow Food e la Valorizzazione dei Prodotti Locali
La conoscenza delle tecniche ma anche della storia di piatti come questi difficilmente valica i confini delle rispettive regioni. Per divulgarla, Slow Food ha chiesto a cuoche e cuochi dei locali segnalati nella guida Osterie d’Italia di spiegare come preparano i capisaldi dei loro menù. Slow Food Italia - C.F. Laureato in chimica presso l’Università di Torino, è professore di chimica nelle scuole superiori. Da parecchi anni si dedica allo studio e alla ricerca nel campo della cucina, dei vini e dei formaggi, in particolare delle Langhe. Collabora alle guide del settore pubblicate dallo Slow Food ("Osteria d’Italia", "Le strade del Barolo", "Barolo e Barbaresco", "Guida delle Langhe e del Roero", "Le ricette delle osterie di Langa", "Formaggi d’Europa"). Per la Cantina Comunale di La Morra ha scritto i libri: "La cucina e i vini di La Morra", "La vigna in etichetta, storia del Barolo di La Morra". Su "Il grande libro della cucina di Alba", edito dalla Famija Albeisa, compare la sua monografia "La cucina di Alba nel Novecento". Scrive su alcune riviste (Barolo & Co.; Slowfood; L’Asssaggiatore; Itinerari in Piemonte). E’ Maestro Assaggiatore di formaggi e ricopre la carica di Vicepresidente dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi); tiene lezioni di degustazione dei vini e dei formaggi, organizza corsi di scuola di cucina presso i ristoranti di Langa.
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