Da tempo immemore, gli hamburger di McDonald's sono al centro di un dibattito che oscilla tra la golosità e la preoccupazione per la salute. Ma c'è un aspetto che, più di altri, ha alimentato leggende metropolitane e curiosità: la loro apparente capacità di conservarsi a lungo senza mostrare segni di decomposizione. Diversi esperimenti e testimonianze hanno contribuito a creare un'aura di mistero attorno a questo fenomeno, spingendo molti a interrogarsi sugli ingredienti e i processi utilizzati dalla catena di fast food.
Hamburger "eterni": tra mito e realtà
Il web è costellato di storie di panini McDonald's conservati per anni, se non decenni, che sembrano sfidare il tempo. Un esempio emblematico è quello dell'ultimo panino venduto in Islanda prima della chiusura definitiva dei ristoranti McDonald's nel 2009. Questo hamburger, conservato in una teca di vetro, è diventato una vera e propria attrazione turistica, testimoniando la longevità dei prodotti della catena.
Un altro caso noto è quello di David Whipple, un uomo che nel 1999 acquistò un hamburger McDonald's con l'intenzione di dimostrare ai suoi amici l'elevata quantità di conservanti presenti nel panino. Dimenticatosi dell'esperimento, Whipple ritrovò l'hamburger nel suo cappotto due anni dopo, constatando che era ancora in ottime condizioni, senza muffa né cattivi odori. Anche dopo 14 anni, l'aspetto del panino era rimasto pressoché invariato.
Storie simili abbondano online. Un'artista di New York, Sally Davis, ha fotografato un Happy Meal per 145 giorni, documentando l'assenza di muffa. La blogger Keren Hanrahan ha utilizzato un hamburger acquistato nel 1996 per 14 anni per sensibilizzare bambini e genitori sui danni di una cattiva alimentazione. Aly Sherb ha mostrato in un video su TikTok un hamburger e patatine fritte acquistati dalla nonna nel 1996, ancora in perfette condizioni dopo oltre 20 anni.
La scienza dietro la conservazione: l'esperimento di Kenji Lopez-Alt
Di fronte a queste testimonianze, il sito americano di alimentazione Serious Eats ha deciso di affrontare la questione con rigore scientifico, affidando l'incarico a Kenji Lopez-Alt, curatore della sezione "A Hamburger Today". Lopez-Alt ha condotto un esperimento che ha portato a risultati sorprendenti e ha contribuito a sfatare alcuni miti.
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La prima considerazione di Lopez-Alt è che un hamburger appena cotto è praticamente sterile a causa delle alte temperature. Tuttavia, una volta uscito dalla griglia, il panino è esposto a muffe presenti nell'ambiente circostante. Un altro fattore da considerare è che il pane utilizzato per gli hamburger contiene gli stessi additivi presenti nel pane confezionato in vendita nei supermercati.
Per l'esperimento, Lopez-Alt ha utilizzato un hamburger McDonald's senza salse, ketchup, maionese, cetriolini, lattuga o cipolle. Dopo 25 giorni, l'hamburger non aveva sviluppato muffa. Lo stesso risultato è stato ottenuto con altri panini di piccole dimensioni, mantenuti nelle stesse condizioni.
Disidratazione: la chiave della conservazione
L'esperimento di Lopez-Alt ha rivelato che il segreto della conservazione degli hamburger McDonald's non risiede in ingredienti misteriosi o conservanti miracolosi, ma nel processo di disidratazione. Gli hamburger di piccole dimensioni, grazie al loro spessore ridotto e alla superficie ampia, perdono rapidamente umidità. In particolare, Lopez-Alt ha misurato che il 93% dell'umidità evapora in tre giorni. Senza umidità, le muffe non possono svilupparsi e il panino si conserva a lungo.
Al contrario, i panini più grandi, come il Quarter Pounder e l'Angus Third Pounder, impiegano più tempo per disidratarsi. In questi casi, le muffe possono formarsi prima che l'umidità evapori completamente.
Questo processo di disidratazione è noto da millenni e viene utilizzato per conservare alimenti come la carne secca (bresaola).
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La risposta di McDonald's e l'importanza dell'ambiente
Di fronte alle numerose leggende metropolitane, McDonald's ha deciso di intervenire, spiegando che i suoi hamburger, come la maggior parte degli altri alimenti, possono decomporsi nell'ambiente giusto.
L'esperimento di Lopez-Alt ha confermato l'importanza dell'ambiente. Un hamburger McDonald's conservato in un ambiente secco tenderà a decomporsi molto più lentamente rispetto a uno conservato in un ambiente umido.
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