Novi Ligure, incantevole città piemontese, custodisce una ricca storia legata all'arte dolciaria, in particolare alla produzione del cioccolato. Questo articolo esplora le vicende di alcune aziende che hanno contribuito a rendere Novi Ligure un polo di eccellenza nel settore, con un focus sulla storica Novi cioccolato, parte integrante del gruppo Elah Dufour Novi.
Le Origini: Un Territorio Vocato alla Dolcezza
Già nel XIX secolo, Novi Ligure era un centro attivo nel commercio e nella produzione dolciaria. Stefano Pernigotti, proveniente da Cornigliasca, gestiva un'impresa di droghe e coloniali in piazza del Mercato, avviando la produzione del celebre torrone. Francesco Gambarotta, nel 1832, aprì una drogheria dedicandosi alla preparazione di liquori e infusi, attività poi ampliata dal figlio Giovanni con la produzione di dolciumi.
Queste figure pionieristiche gettarono le basi per lo sviluppo di un distretto dolciario che, nel corso del tempo, avrebbe visto la nascita di importanti realtà industriali.
La Nascita di Novi Cioccolato: Un Sogno Cooperativo
Il 14 ottobre 1903, nello studio notarile Federico Guasti di Milano, si concretizzò l'idea di un gruppo di 58 esercenti in dolciumi provenienti da diverse località dell'Italia Settentrionale: nacque la Fabbrica Italiana di Confetture, Cioccolato ed Affini (FICC), embrione della futura Società anonima Novi cioccolato confetti. Giovanni Battista Gambarotta fu eletto consigliere delegato della nuova società.
L'obiettivo era ambizioso: trasformare Novi Ligure in un polo industriale specializzato nella produzione di cioccolato e confetteria. Tuttavia, gli inizi furono tutt'altro che semplici.
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Le Difficoltà Iniziali e l'Ascesa di Giacomo Rossignotti
La Prima Guerra Mondiale e le difficoltà economiche del dopoguerra misero a dura prova la neonata azienda. Il conflitto complicò l’attività, facendo salire alle stelle il prezzo delle materie prime e causando una carenza di manodopera. Novi mandò avanti la produzione come potè. L’immediato dopoguerra portò con sé l’ennesima crisi.
La svolta arrivò con l'ingresso di Giacomo Rossignotti, nominato direttore tecnico e amministrativo il 16 giugno 1928. Rossignotti, dotato di grande visione e capacità manageriali, implementò un piano di risanamento basato su:
- Taglio dei costi
- Riduzione delle scorte
- Adeguamento dei prezzi
- Propaganda commerciale
In un secondo momento occorse migliorare l’organizzazione commerciale, mettere a punto nuovi prodotti nonché rinnovare impianti e macchinari.
Grazie alla sua tenacia e alle sue innovative strategie, Rossignotti riuscì a risollevare le sorti dell'azienda, traghettandola verso un periodo di grande crescita.
Gli Anni d'Oro: Innovazione e Successo
Il biennio 1933-1934 segnò un punto di svolta per Novi: l'azienda contava 310 dipendenti, 454 soci e produceva oltre 10.000 quintali di prodotti. Il 90% dei macchinari fu sostituito con attrezzature all’avanguardia. Il ritmo di produzione era intenso e il vecchio stabilimento non riusciva a far fronte alla crescente domanda. Nel ’35 venne presa la decisione di costruire velocemente una nuova fabbrica.
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Nel 1935, la ragione sociale Sa Novi cioccolato confetti venne preferita alla precedente Ficc, mai assurta al rango di marchio di fabbrica. I lavori di costruzione dello stabilimento durarono pochissimo. La nuova fabbrica venne attrezzata con inediti macchinari diventando ben presto l’impianto più moderno in Italia.
Nello stesso periodo, Novi intraprese importanti iniziative promozionali, mettendo in circolazione furgoncini Fiat 500 e 1100 con i colori aziendali e la pubblicità Novi. Nel ’53 venne aperto il negozio di Novi Ligure.
La Seconda Guerra Mondiale e la Rinascita
Alle difficoltà derivanti dagli aumenti delle materie prime si aggiunsero gli effetti nefasti della guerra. L’11 settembre 1943 lo stabilimento Novi venne occupato e nel marzo 1945 i dipendenti erano ormai calati a quota 38 unità.
Nonostante le difficoltà, Novi, sotto la guida di Rossignotti, continuò a guardare al futuro con speranza, mettendo a punto nuovi prodotti come la pasta di cioccolato confezionata in vasetti di vetro e barattoli d’alluminio. Nel ’48 ne vennero prodotti 6.410 q.
Quando nel ’53 Sa Novi compì 50 anni, l’Italia viveva la stagione del miracolo economico. In quegli anni Rossignotti venne nominato presidente nazionale della neocostituita Unione industriali dolciari italiani (Unidi). L’immagine dell’azienda novese si impose in tutta la penisola.
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Declino e Rilancio: L'Era Repetto
Nei primi anni ’60 si intravedono i primi sintomi di declino. Qualcosa non funziona nella politica commerciale. Nonostante il ricco portafoglio di articoli di qualità proposti a prezzi assai competitivi, le vendite calano. Di più. Sembra che una vera e propria guerra commerciale sia scoppiata fra i soci della cooperativa.
L’autunno caldo è alle porte: i rapporti tra proprietà e manodopera si deteriorano. Nell’ottobre 1965 lo sciopero nazionale colpisce duramente anche l’azienda novese. Penalizzata altresì dalla ragione sociale cooperativa, un tempo fattore critico di successo, Novi riduce l’organico a quota 170 dipendenti. A complicare la situazione, infine, anche la scomparsa di Giacomo Rossignotti, artefice di innumerevoli successi, nell’aprile del 1980. La gestione dell’azienda passa a un gruppo di soci di riferimento.
Nel 1982, Flavio Repetto, affiancato dal figlio Guido, acquista dal Tribunale fallimentare di Genova tanto Elah quanto Dufour. Nell’85 è il turno di Sa Novi, ormai in dissesto. Il rilancio dell’azienda si basa sul binomio tradizione-innovazione. La partecipazione dei vecchi soci, in possesso del 48% del capitale, assicura continuità mentre la ridefinizione di offerta e rete di vendita conferisce un tocco di novità. L’obiettivo è quello di proporre al consumatore un cioccolato di alta qualità venduto a un prezzo competitivo.
A rafforzare il gruppo nel ’90 arriva Biscottificio del Sassello, azienda dolciaria di Savona rinomata per la sua produzione di amaretti, canestrelli e baci di dama. Ma non basta. Nel ’98 Repetto entra anche nel capitale di Baratti&Milano, azienda di Torino specializzata nella produzione di cioccolato e caramelle.
Novi Oggi: Un Gruppo Solido e Innovativo
Oggi, Novi Ligure e i suoi dintorni offrono una varietà di attività davvero molto interessanti, dagli itinerari cicloturistici che attraversano distese di vigneti alle degustazioni di prodotti tipici, come il cioccolato artigianale e il celebre vino Gavi. Nel mese di ottobre Novi Ligure si trasforma nella capitale del cioccolato con Dolci Terre, un appuntamento completamente dedicato alle delizie del cioccolato in tutte le sue forme.
Il gruppo Elah Dufour Novi, guidato dall'AD Guido Repetto, continua a essere un punto di riferimento nel settore dolciario italiano, con una produzione diversificata che spazia dal cioccolato alle caramelle, dai biscotti ai prodotti per la gelateria. L'azienda investe costantemente in innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione dolciaria novese.
Nei primi anni ’90 la fabbrica Novi è oggetto di una ristrutturazione completa. La tecnologia di produzione implementata risulta tra le più avanzate d’Europa. Attualmente lo stabilimento si estende su 120.000 mq, 40.000 dei quali coperti, e comprende 3 reparti: Elah, Dufour e Novi. Ma il successo nazionale non basta: i Repetto vogliono spingersi, infatti, oltreconfine. Prima tappa la nascita nel 2001 di Novi France.
Bodrato Cioccolato: Artigianalità e Passione
Un altro esempio di eccellenza nel panorama dolciario novese è rappresentato da Bodrato Cioccolato. Nata a Genova nel 1943 come piccola bottega artigianale, l'azienda si è trasferita a Capriata d'Orba negli anni '70, per poi approdare a Novi Ligure nel 2014.
Guidata dai fratelli Fabio e Paola Bergaglio dal 2001, Bodrato si distingue per la lavorazione artigianale di materie prime di alta qualità, con un'attenzione particolare alla selezione delle fave di cacao provenienti da diverse regioni del mondo. L'azienda ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali per i suoi prodotti, tra cui l'International Chocolate Award del 2016.
Il laboratorio viene spostato nella capitale italiana del cioccolato: Novi Ligure. Il nuovo stabilimento non solo si presenta più ampio, ma completamente eco sostenibile (isolamento termico, pannelli fotovoltaici e scambiatori di calore) e dagli elevati standard qualitativi produttivi. In aggiunta a questo, grazie a moderne tecnologie, lo stabilimento non solo risparmia energia ma riesce anche ad azzerare le emissioni nocive di CO2 nell’ambiente.
Pernigotti: Una Tradizione Dolciaria Secolare
Un altro nome storico legato al cioccolato di Novi Ligure è Pernigotti. Fondata nel XIX secolo, l'azienda si è specializzata nella produzione di torrone e cioccolato, diventando un marchio rinomato in tutta Italia.
Dopo un periodo di difficoltà, Pernigotti è stata acquisita dal gruppo Averna nel 1995 e successivamente da un gruppo turco nel 2013. Nonostante i cambiamenti di proprietà, l'azienda continua a produrre i suoi prodotti tradizionali nello stabilimento di Novi Ligure, contribuendo a mantenere viva la tradizione dolciaria della città.
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