Introduzione
Il cioccolato, amato da molti, si rivela un prezioso alleato in diversi contesti, tra cui l'inclusione sociale e il miglioramento della qualità della vita di persone con disabilità e anziani. Questo articolo esplora le diverse iniziative che vedono il cioccolato protagonista, evidenziandone i benefici nutrizionali e il ruolo nel promuovere l'inclusione lavorativa e il benessere psicofisico.
Cioccolato come strumento di inclusione lavorativa
Progetto "Le Cioccole": giovani con disabilità producono cioccolato
A Spinetoli, il progetto "Le Cioccole" di Centimetro Zero coinvolge 26 giovani con varie disabilità nella produzione di cioccolato da abbinare al vino. Guidati dalla maitre Giorgia Ciarrocchi, i ragazzi partecipano attivamente a tutte le fasi di lavorazione, dalla produzione al confezionamento personalizzato. L'iniziativa, nata durante VinItaly, ha già riscosso successo con la vendita di 400 panettoni artigianali realizzati in collaborazione con la pasticceria Marco Massi.
I ragazzi si dividono tra ristorante e laboratorio, adibito a luogo di degustazione, produzione e vendita. La produzione varia in base agli eventi, da San Valentino alla festa della mamma, fino alle uova di Pasqua. Il progetto prevede la collaborazione con Caffarel e Lindt, fornitori e partner che offrono formazione e partecipano a eventi.
Emidio Mandozzi, patron del progetto, sottolinea l'entusiasmo contagioso dei ragazzi e la qualità dei dolci, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti. La maitre Ciarrocchi spiega il processo di lavorazione, dalla depressurizzazione del cioccolato alla cristallizzazione nell'abbattitore, creando una catena di montaggio perfetta.
Davar Onlus e "Dulcis in Fundo": cioccolato sociale contro la camorra
Nel 2003, a Casal di Principe, nasce la Cooperativa Sociale Davar, grazie all'incontro di alcuni ragazzi dell'Azione Cattolica della Parrocchia San Nicola di Don Peppe Diana. L'obiettivo è realizzare progetti di impresa a sfondo sociale, tra cui un laboratorio di cioccolateria sociale che impiega persone diversamente abili.
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Nel 2011, Davar Onlus ottiene uno spazio produttivo all'interno di un bene confiscato alla camorra, destinato a "Casa delle Associazioni", per realizzare il laboratorio di cioccolateria sociale "Dulcis in fundo". Questo luogo offre ai giovani con disabilità l'opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro, favorendo il ritorno all'artigianato minuziosamente lavorato.
Cioccofrolla: un progetto per l'autonomia lavorativa nelle Marche
Cioccofrolla è un progetto che mira a migliorare la qualità della vita di soggetti con disabilità fisiche e cognitive nella Regione Marche, promuovendo la loro inclusione lavorativa e sociale. Grazie al contributo di Unicredit e a una campagna di crowdfunding, è stato possibile ampliare il laboratorio della cooperativa Frolla e creare nuovi posti di lavoro, assumendo tre nuove risorse, di cui due con disabilità.
L'obiettivo principale è accrescere l'autonomia lavorativa di persone disabili under 30, ampliando la linea di prodotti realizzati dalla cooperativa e sviluppando un prototipo di prodotto dolciario della cioccolateria.
Benefici del cioccolato per la salute, con particolare attenzione agli anziani
Progetto Choko-Age: cioccolato contro la malnutrizione e la fragilità negli anziani
Il cioccolato, insieme a un programma strutturato di attività fisica, può aiutare a combattere la malnutrizione e la fragilità negli anziani. Il progetto internazionale Choko-Age, che coinvolge l'università di Verona, studia la relazione tra invecchiamento, declino cognitivo, nutrizione e attività fisica.
Il cacao contenuto nel cioccolato fondente è in grado di modulare positivamente il sistema immunitario grazie al suo effetto antiinfiammatorio. In dosi limitate, il cacao influisce positivamente sulle infiammazioni croniche, riducendo l'incidenza di malattie come infiammazioni dell'endotelio, aterosclerosi e malattie degenerative.
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Per tre anni, gli esperti studieranno gli aspetti della malnutrizione negli anziani (over 65) con declino cognitivo, che spesso portano a un calo di peso involontario legato alla perdita di massa magra e alla diminuzione della funzionalità muscolare. Il trattamento prevede un'attività individualizzata svolta in un contesto di gruppo, con programmi specifici per sviluppare la massima forza degli arti inferiori e migliorare le capacità aerobiche.
Massimo Venturelli, docente del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento, spiega che polifenoli e attività fisica abbassano i livelli di cortisolo negli anziani, con implicazioni clinico-comportamentali e metabolici sul tessuto muscolare. Anna Pedrinolla, docente nella sezione di Scienze motorie, sottolinea come le persone che hanno aderito si sentano motivate dall'attività motoria personalizzata in gruppo, che accresce gli aspetti relazionali e la fiducia.
Studio clinico: cioccolato e pazienti oncologici anziani
Uno studio clinico randomizzato condotto presso l'Ospedale Universitario Ribeirão Preto dell'Università di San Paolo (Brasile) ha dimostrato che l'assunzione di cioccolato con contenuto di cacao al 55% contribuisce a migliorare lo stato nutrizionale e la funzionalità tra i pazienti oncologici più anziani in cure palliative con una prognosi superiore al 70% di sopravvivenza a 30 giorni.
I pazienti che assumevano 25 g di cioccolato al giorno per 4 settimane hanno mostrato un miglioramento dello stato nutrizionale. Questo risultato suggerisce che il cioccolato può essere un valido supporto nutrizionale per pazienti in condizioni simili, adattando le preferenze alimentari alle necessità e ai desideri di ognuno.
Cioccolato fondente: un toccasana per la salute
Il cioccolato fondente, ricco di polifenoli, riduce lo stress ossidativo nei vasi, dilatandoli e migliorando la circolazione. Uno studio della I Clinica Medica dell'Università Sapienza di Roma ha dimostrato che il consumo di circa 40 grammi di cioccolato fondente al giorno permette ai pazienti con Peripheral Artery Disease (PAD) di camminare più a lungo e più velocemente.
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Il cioccolato fondente contiene flavonoidi, antiossidanti che proteggono il corpo dai radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento. Inoltre, aumenta le concentrazioni di antiossidanti nel sangue e possiede proprietà anticoagulanti simili a quelle dell'aspirina, migliorando il flusso sanguigno della retina e la vista.
Cioccolato e umore: un legame scientificamente provato
Studio sull'associazione tra cioccolato fondente e riduzione dei sintomi depressivi
Ricercatori dell'University College London, in collaborazione con l'Università di Calgary e l'Alberta Health Services Canada, hanno analizzato i dati di 13.626 adulti, valutando l'associazione tra consumo di cioccolato e sintomi depressivi.
I risultati hanno evidenziato che le persone che consumavano cioccolato fondente presentavano una probabilità inferiore del 70% di manifestare sintomi depressivi clinicamente rilevanti rispetto a chi non ne consumava affatto. Anche il 25% dei maggiori consumatori mostrava una minore probabilità di riferire sintomi depressivi.
La dott.ssa Sarah Jackson (UCL Institute of Epidemiology & Health Care) sottolinea che lo studio suggerisce un'associazione, ma non consente di stabilire un rapporto causale. Tuttavia, è noto che il cioccolato contiene composti psicoattivi in grado di indurre sensazioni di benessere ed euforia, oltre alla feniletilamina, un neuromodulatore coinvolto nella regolazione emotiva.
Cioccolato crudo: la scelta migliore per l'umore
Il cioccolato crudo, non tostato e lavorato a temperature inferiori ai 42 °C, preserva meglio flavonoidi, polifenoli e altri composti bioattivi sensibili al calore. Mantiene anche un profilo più integro di minerali come magnesio e ferro, che partecipano alla regolazione del sistema nervoso e dell'umore.
Un cioccolato meno trasformato favorisce un'esperienza di consumo più consapevole, migliorando la qualità energetica e sensoriale dell'alimento.
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