Wes Anderson, un regista-stilista con una visione inconfondibile, ha creato un universo cinematografico compatto e coerente, in bilico tra nuovo e già visto, che travalica i confini cinematografici. Fin dal suo debutto con il cortometraggio Bottle Rocket (1994), Anderson ha coltivato uno stile ironico, surreale, elegante ed eccentrico, sospeso tra fiaba e realtà fittizie. I suoi film sono popolati da personaggi ricorrenti come padri assenti, madri risolute, bambini fuori dal comune e adulti eterni fanciulli, spesso sognatori e depressi, ma sempre pieni di vita.
Elementi Ricorrenti nella Filmografia di Wes Anderson
Influenze Stilistiche e Tematiche
Lo spettro di influenze che caratterizza il lavoro di Anderson è ampio e diversificato, conferendo ai suoi film una varietà di toni che raramente si riscontra nei suoi imitatori. Il regista attinge dal passato, rendendo moderno e cool ciò che non lo è più da tempo. Questa capacità di reinterpretare il passato è una delle chiavi del suo successo e della sua originalità.
I Personaggi: Famiglie Disfunzionali e Individui Eccentrici
I personaggi dei film di Wes Anderson sono spesso figure eccentriche, intrappolate in dinamiche familiari disfunzionali. Madri forti e determinate, padri assenti o problematici, figli precoci e originali sono elementi ricorrenti. Questi personaggi, pur nelle loro peculiarità, sono accomunati da un senso di malinconia e da una difficoltà di adattamento al mondo circostante.
L'Importanza dei Costumi e degli Oggetti di Scena
Anderson è una sorta di regista-stilista. E, quando non si occupa personalmente di disegnarli, si affida ai migliori esperti del settore. Alcune grandi firme hanno ideato accessori e capi d’abbigliamento fondamentali per i suoi film. Altre maison hanno disegnato collezioni chiaramente ispirate ai lavori di Anderson.
- I Tenenbaum: Margot indossa una lunga pelliccia Fendi, magliette a righe Lacoste, mocassini e un fermaglio rosso per capelli, in stile glamour vintage. Richie è sempre in tenuta da tennis, con polsini e fascia in spugna. Oltre a denotare l’agiatezza economica dei Tenenbaum, sottolineano il blocco psicologico dei personaggi, l’assenza di una famiglia/squadra unita e una serie di personalità egoiste.
- Moonrise Kingdom: Suzy indossa sempre un vestitino in tonalità pastello e scarpe da tennis.
- Il Treno per il Darjeeling: Le valigie Louis Vuitton, appartenute al padre defunto dei fratelli Whitman (Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman). Le valigie, gli occhiali e la cintura, sono oggetti di culto contesi dai protagonisti per tutto il film. Suzy non si separa mai dal suo binocolo. Come la spilla di Sam, appartenuta alla madre, i libri e il vecchio giradischi diventano oggetti-feticcio.
L'Uso del Colore e delle Ambientazioni
Le ambientazioni nei film di Anderson sono curate nei minimi dettagli, spesso con un uso predominante di colori pastello e atmosfere rétro. Gli ambienti diventano un'estensione della psicologia dei personaggi, riflettendo il loro mondo interiore e le loro ossessioni.
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- Nel 2015, per esempio, Wes Anderson ha firmato il progetto del Bar Luce allestito presso la Fondazione Prada, a Milano.
- Le stanze di Margot, Richie e Chas, caratterizzate da colori caldi, toni pastello e gusto rétro, sono l’evidente espressione della loro interiorità e di un ripiegamento sul passato.
- La fotografia del corto e gli arredi della stanza sono dominati dal colore giallo. Tutto si gioca sulla tonalità ocra, in perfetta sintonia con quella dell’accappatoio indossato dal protagonista. Come ne I TENENBAUM, nel corto, ritorna la simbiosi con gli arredi e gli interni.
- Il colore giallo ricompare alla fine del film, ambientato in India.
- La casa di Suzy, opprimente come una scatola/prigione, è arredata in stile anni Sessanta.
- Il personale veste tenute di colore viola. La tinta è in netto contrasto con i colori rosa confetto e rosso acceso degli interni dell’hotel, quando, nel 1932, è nel pieno delle sue attività.
L'Animazione Stop Motion: Fantastic Mr. Fox
Da Fantastic Mr. Fox in poi, Wes Anderson mette da parte le ambientazioni realistiche per dare libero sfogo alla sua vivida immaginazione. Fantastic Mr. Fox è il film che “meglio rappresenta il paradosso dell’immaginario vintage di Anderson, démodé e moderno insieme. Il risultato è una delle opere più personali di Anderson. Egli ha dichiaratamente modellato a sua immagine e somiglianza il protagonista, la volpe Mr. Fox (prima, alter ego di Dahl e, ora, di Anderson). Mr. Fox è , l’ennesimo padre immaturo, narcisista e un po’ furfante della sua filmografia. Mr. Fox (doppiato da George Clooney, nella versione originale del film) è in simbiosi con l’ambiente di finzione, ideato seguendo le precise direttive dettate dalla fantasia del regista-demiurgo. I protagonisti di FANTASTIC MR. FOX e il loro guardaroba si intonano perfettamente al paesaggio autunnale che fa da sfondo all’azione, fino a dissolversi in esso.
L'Hotel come Luogo di Passaggio: Hotel Chevalier e Grand Budapest Hotel
L’hotel è l’opposto della casa, è una sistemazione transitoria adatta a personaggi in perenne movimento, alla ricerca di un cambiamento e spesso in fuga. Per realizzare in scala reale il Grand Budapest, Anderson si è avvalso di artigiani e artisti di qualità.
La Malinconia Glamour e l'Adolescenza Quarantenne
"Wes Anderson ha elevato la malinconia a fenomeno glamour globale e l’adolescenza quarantenne a condizione aspirazionale". Questa citazione riassume perfettamente l'essenza del suo cinema, in cui la nostalgia e la difficoltà di crescere diventano elementi di stile.
Analisi di Alcuni Film Chiave
Bottle Rocket (1996)
Anthony (Luke Wilson) e Dignan (Owen Wilson) sono i prototipi dei giovani affetti dalla sindrome di Peter Pan spesso presenti nei film successivi. Il loro approccio alla vita è infantile e goliardico. All’inizio della trasformazione, l’uniforme viene sostituita da un camice da apprendista barbiere e il basco lascia spazio a un cappello da cacciatore. Il film “parla di un gruppo di persone che hanno l’energia e l’urgenza di fare qualcosa, molta ambizione e grandi aspirazioni. Stanno sinceramente provando a realizzare qualcosa, soltanto che non sanno cosa”, dichiara Anderson. Per Un colpo da dilettanti e Rushmore, Anderson ha dichiarato di essersi ispirato ai Peanuts di Charles Schulz per creare una “specie di mondo raccolto e autocontenuto”. Il cappello è lo stesso usato dal protagonista del romanzo Il giovane Holden di J. D. Salinger.
I Tenenbaum (2001)
Etheline (Anjelica Huston) e Royal Tenenbaum (Gene Hackman) sono in procinto di divorziare. I loro figli, Richie (ancora Luke Wilson), Chas (Ben Stiller) e l’adottiva Margot (Gwyneth Paltrow), sono tre ex-enfant prodige che con il passare degli anni vedono sbiadire i loro talenti.
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Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou
Ne Le avventure acquatiche di Steve Zissou, la trama del film ruota intorno alla fantomatica caccia allo squalo-giaguaro del capitano Zissou (un altro padre assente, egocentrico e bugiardo). La nave Belafonte di Zissou è il diorama più complesso realizzato fino a quel momento da Anderson. È il “cuore del film ed estensione naturale della mente di Zissou”. I personaggi, estremamente stilizzati per via delle divise, si muovono in un ambiente eccentrico, artificioso e irreale, ricco di piccoli dettagli, con un forte richiamo all’estetica degli anni Settanta. Per la prima volta, il regista ottiene un budget di 50 milioni di dollari.
Moonrise Kingdom (2012)
Suzy e Sam sono disadattati, ribelli, talvolta violenti. L’una riconosce nell’altro una peculiare diversità e un’istintualità quasi animalesca. Si innamorano al primo sguardo e architettano una fuga d’amore. Come ne I TENENBAUM, Suzy ha una famiglia disfunzionale. Entrambi decidono di scappare, per evadere da un mondo ostile e anaffettivo incapace di comprenderli. Suzy e Sam vogliono vivere un sentimento innocente e puro, circondati dai loro cimeli più cari, a cui sono affezionati più che alle persone, perché “gli umani non funzionano mai, sono depressi, delusi, autolesionisti […] Invece, gli oggetti sono lì, smaglianti nonostante l’età.
Il Treno per il Darjeeling
Dal punto di vista temporale, Il treno per il Darjeeling si svolge poco dopo i fatti di Hotel Chevalier.
Grand Budapest Hotel
Il Grand Budapest si trova nell’inesistente Repubblica di Zubrowka. In questa commedia slapstick-d’azione (girata perlopiù in 1.37:1, un formato tipico del cinema anni Trenta-Quaranta), ricompaiono le divise. Il film si svolge nel corso di un arco temporale che va dal 1925 al 1975, nell’immaginaria città di Ennui-sur-Blasé, un incrocio urbanistico e atmosferico tra Parigi e Angoulême. Fin dal nome del contesto urbano inventato per il film (che, in italiano, potrebbe essere tradotto come “la noia sull’indifferenza”), Anderson gioca con i cliché del suo cinema come un bambino fa con i propri balocchi.
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