Il Lievito Ideale per Muffin: Una Guida Completa

Introduzione

I muffin sono dolcetti monoporzione di origine anglosassone, ideali per la colazione o come spuntino goloso. La loro facilità e velocità di preparazione li rendono perfetti per una coccola dolce al volo. Alla vaniglia o al cioccolato, alla frutta fresca o secca, i muffin che conosciamo, con la loro inconfondibile forma a fungo e il contenuto relativamente modesto di grassi e zuccheri, sono stati perfezionati negli Stati Uniti. Presenti nei ricettari d’Oltreoceano fin dai primi dell’Ottocento, consistevano all’inizio in un prodotto casalingo, realizzato in poche varianti di gusto e di ingredienti. La loro diffusione fuori dalle mura domestiche ha portato giocoforza a una maggiore diversificazione dell’offerta.

Un elemento cruciale per la riuscita dei muffin è il lievito. Esistono diverse tipologie di lievito, ognuna con caratteristiche specifiche che influenzano il risultato finale. Questo articolo si propone di fornire una guida completa sul lievito ideale per muffin, analizzando le diverse opzioni disponibili e fornendo consigli utili per ottenere muffin perfetti.

Tecniche di Impasto per Muffin

Prima di addentrarci nel mondo dei lieviti, è importante conoscere le principali tecniche di impasto utilizzate per i muffin:

  1. SOLIDI + LIQUIDI: È la tecnica classica, universalmente conosciuta. In una ciotola si mescolano gli ingredienti solidi (farina, zucchero, lievito, sale, ecc.), mentre in un'altra si mescolano i liquidi (uova, latte, burro fuso, yogurt, ecc.). Si versano poi i liquidi nei solidi e si mescola brevemente con una forchetta o un cucchiaio.
  2. IMPASTO MONTATO AL BURRO: Questa tecnica, più adatta per plumcake e cupcake, prevede di montare il burro a temperatura ambiente con le fruste elettriche (o in planetaria con lo scudo) fino ad ottenere una crema morbida e liscia. Si ottiene un impasto sodo, compatto, burroso e cremoso, che regge bene la cottura e risulta friabile in superficie e morbido all'interno.
  3. IMPASTO CON UOVA MONTATE: Si uniscono le uova con lo zucchero e si montano fino ad ottenere un impasto chiaro e spumoso, raddoppiato almeno del doppio del suo volume originale. Si aggiungono poi i grassi (olio o burro fuso).

Lievito Chimico e Bicarbonato di Sodio: Differenze e Utilizzi

In pasticceria, la comprensione e l'applicazione meticolosa degli agenti lievitanti è imprescindibile per il successo di ogni creazione. Tra gli agenti lievitanti più comunemente impiegati nel regno della pasticceria, il lievito chimico e il bicarbonato di sodio occupano posizioni di rilievo, ciascuno con le proprie peculiarità distintive e applicazioni specifiche.

Cosa sono il lievito chimico e il bicarbonato di sodio?

Il lievito chimico, un agente lievitante pre-miscelato, è un composto costituito da un carbonato o bicarbonato alcalino e un acido, generalmente crema di tartaro o fosfato monocalcico. Questa composizione bilanciata consente al lievito chimico di agire efficacemente nel processo di lievitazione, senza necessità di altri acidi presenti nella ricetta. Quando il lievito chimico viene miscelato con ingredienti umidi, l'acido e l'alcalino reagiscono, rilasciando anidride carbonica che produce la lievitazione. Questo processo avviene in due fasi: una iniziale a temperatura ambiente quando il lievito viene mescolato con il liquido, e la seconda durante la cottura in forno. Tale meccanismo rende il lievito chimico particolarmente adatto per ricette che richiedono una lievitazione rapida e uniforme, garantendo una consistenza soffice e porosa ai prodotti finiti.

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Invece, il bicarbonato di sodio, noto anche come idrogenocarbonato di sodio, è un composto alcalino che necessita della presenza di un ingrediente acido nella ricetta per attivare il processo di lievitazione. Questo acido può essere yogurt, succo di limone, melassa o anche cioccolato. In presenza di un acido e di liquidi, il bicarbonato reagisce rilasciando anidride carbonica, che contribuisce alla lievitazione dell'impasto. La reazione chimica che ne deriva contribuisce non solo alla lievitazione, ma anche alla colorazione dorata e alla texture desiderata. Tuttavia, è fondamentale dosare con attenzione il bicarbonato di sodio; un eccesso può portare a un retrogusto sgradevolmente alcalino, mentre una quantità insufficiente può risultare in una lievitazione inadeguata. Inoltre, la reazione del bicarbonato con l'acido inizia immediatamente, il che significa che i prodotti da forno che lo contengono devono essere cotti senza indugio per massimizzare l'effetto lievitante.

Quando usare il lievito chimico e quando usare il bicarbonato di sodio

La scelta tra lievito chimico e bicarbonato di sodio è intrinsecamente legata alla natura chimica della ricetta in questione e agli effetti desiderati sul prodotto finito. Questa decisione, lontana dall'essere arbitraria, richiede una comprensione approfondita delle proprietà uniche di entrambi gli agenti lievitanti e delle loro interazioni con altri ingredienti.

Il lievito chimico è la scelta ideale per dolci come torte alte e morbidissime, muffin al cioccolato, e biscotti di burro, dove si desidera una lievitazione uniforme e un sapore neutro. Esso inizia a produrre gas lievitante non appena entra in contatto con i liquidi, con un ulteriore rilascio di gas durante il processo di cottura in forno e questo doppio effetto lievitante assicura che i prodotti da forno siano soffici e ben lievitati. Per sfruttare al meglio il lievito chimico, è fondamentale integrarlo uniformemente con gli altri ingredienti secchi prima di aggiungere i liquidi, garantendo così che la reazione lievitante sia distribuita equamente in tutto l'impasto.

Il bicarbonato di sodio è particolarmente efficace in ricette come i pancakes o plum cake, torte al cioccolato, dove il bicarbonato di sodio reagisce con l'acido per produrre anidride carbonica, favorendo una lievitazione rapida e contribuendo a una texture ariosa e soffice.

Errori comuni e come evitarli

Di errori se ne possono fare tanti, soprattutto in pasticceria dove l’equilibrio rigoroso di ingredienti e quantità fa una bella differenza sul risultato finale. Infatti uno degli errori più comuni è l'eccesso nell'uso del lievito chimico o del bicarbonato di sodio. Molti credono che aggiungere più agente lievitante del necessario possa rendere il dolce più soffice e gonfio, ma in realtà, l'eccesso può portare a un sapore sgradevole, spesso descritto come metallico o sapone. Inoltre, un eccessivo lievitante può causare un innalzamento troppo rapido dell'impasto, risultando in una struttura irregolare o in un crollo del dolce durante la cottura. È quindi essenziale attenersi scrupolosamente alle proporzioni indicate nella ricetta.

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Un altro errore frequente è la mancata attivazione del bicarbonato di sodio. A differenza del lievito chimico, che contiene già un acido per attivarlo, il bicarbonato di sodio, come abbiamo detto, necessita di un ingrediente acido nella ricetta per funzionare correttamente. Se questa condizione non viene soddisfatta, il potere lievitante del bicarbonato non verrà attivato, lasciando il dolce denso e piatto. Un terzo errore comune riguarda il mancato rispetto dei tempi di lavorazione: dopo l'aggiunta del lievito chimico o del bicarbonato, è importante lavorare l'impasto rapidamente e cuocerlo subito. Questo perché l'attivazione degli agenti lievitanti inizia non appena entrano in contatto con i liquidi, e ritardare la cottura può portare a una perdita del loro effetto. È quindi consigliabile avere il forno già preriscaldato e le teglie pronte per evitare ritardi.

La conservazione errata di lievito chimico e bicarbonato di sodio è un altro errore da evitare. Entrambi gli ingredienti possono perdere efficacia se esposti a umidità o calore eccessivi, ed è quindi importante conservarli in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore, e assicurarsi che i contenitori siano ben chiusi. Un controllo periodico della loro efficacia può essere fatto attraverso semplici test: ad esempio, aggiungendo un po' di aceto al bicarbonato e osservando se si forma schiuma.

Infine, un errore meno evidente ma ugualmente importante è l'uso indistinto di lievito chimico e bicarbonato di sodio. Sebbene entrambi siano agenti lievitanti, hanno caratteristiche chimiche diverse e non sono sempre intercambiabili. La scelta tra l'uno e l'altro deve essere fatta in base agli altri ingredienti della ricetta e al risultato desiderato.

Altri Tipi di Lievito

Oltre al lievito chimico e al bicarbonato di sodio, esistono altri tipi di lievito che possono essere utilizzati in pasticceria:

  • Lievito di birra fresco: è il più comune lievito utilizzato per tutti i prodotti lievitati, i tipici prodotti da forno come pane, focacce, brioche sia dolci che salate. Necessita di lievitazione fuori dal forno per qualche ora. In genere la lievitazione si divide in 2 fasi, una prima lievitazione del panetto appena impastato e una seconda lievitazione dopo la “pezzatura” ossia la procedura in cui si da la forma all’impasto. Il lievito di birra fresco si trova nel banco frigo del supermercato, è economico e si può anche congelare. Il lievito di birra fresco va sciolto in acqua o latte tiepido, non troppo caldo se no rischia di “morire” con l’aggiunta di un pizzico di zucchero.
  • Lievito di birra essiccato: è l’equivalente essiccato del lievito di birra fresco, sempre più diffuso perché a lunga scadenza, viene conservato in dispensa ed è pronto all’uso anche se va attivato prima dell’uso proprio perché i granuli sono inattivi. L’equivalenza è data dalla seguente “formula” per cui se trovate una ricetta con uno dei 2 lieviti e disponete dell’altro fate questo piccolo calcolo 1 g di lievito secco = 3 g di lievito fresco. (Esempio, 25 g di lievito di birra fresco = 8 g di lievito di birra secco). Per il resto potete procedere come da ricetta.
  • Lievito in polvere istantaneo (dolci e salati): è il lievito che viene utilizzato per la preparazione di torte, plumcake, muffin, biscotti e crostate e tutto ciò che lievita direttamente in forno, da cui appunto l’appellativo di “istantaneo”. Il lievito in polvere consiglio di aggiungerlo sempre alla fine nell’impasto, meglio se setacciato assieme alla farina o ad altri ingredienti secchi in modo da incorporare aria e evitare fastidiosi grumi. E’ bene infornare questo tipo di prodotti sempre in forno preriscaldato alla temperatura di cottura e di non aprire mai il forno prima che il prodotto sia realmente cotto onde evitare spiacevoli “sgonfiamenti” di torte. è l’equivalente salato di quello per dolci adatto alla preparazione di prodotti da forno che lievitano direttamente in forno ma salati. Si parla, quindi, di muffin e plumcake salati, torte salate, biscotti salati, focaccine, pizze veloci, piade, pane.
  • Lievito madre: è il lievito naturale, si usa per tutti i prodotti da forno che necessitano di lievitazione fuori dal forno sia dolci che salati (pane, focacce, brioche..) ma richiede tempi molto lunghi e una temperatura costante di 28°. Si può produrre in casa, partendo da uno starter e iniziare ad usarlo dopo circa un mese. Richiede che venga rinfrescato costantemente e dura tutta la vita! La proporzione tra lievito madre e lievito di birra è la seguente: 1 grammo di lievito di birra fresco corrisponde a 10 grammi di lievito madre rinfrescato.

Consigli Utili per la Lievitazione dei Muffin

  • Quantità di lievito: La regola dice che per ogni mezzo chilo di farina bisogna usare appena 16 g di lievito. Ci sono, però, alcuni casi in cui serve aumentare il lievito: si tratta delle ricette che prevedono di aggiungere all'impasto frutta o verdura, sia fresca che frullata.
  • Temperatura del forno: Preriscaldate sempre il forno a 180°. La temperatura del forno è importante, sia per la giusta cottura, che per il colore e per la corretta lievitazione. Una cattiva lievitazione può dipendere anche da un temperatura del forno non impostata correttamente, infatti se il forno è troppo freddo non si crea la crosta esterna e i muffin potrebbero non lievitare correttamente.
  • Cottura: Il tempo di cottura ideale ruota intorno ai 20 minuti. Quando i muffin saranno cotti otterrete una doppia consistenza, l’interno soffice e morbido e la superficie croccante e friabile.
  • Tecniche di preparazione: La regola dice che per ogni mezzo chilo di farina bisogna usare appena 16 g di lievito. Ci sono, però, alcuni casi in cui serve aumentare il lievito: si tratta delle ricette che prevedono di aggiungere all'impasto frutta o verdura, sia fresca che frullata. Un'altra regola fondamentale è quella di imburrare e infarinare bene la teglia, per non far attaccare i muffin al fondo o ai bordi. Per quanto riguarda la temperatura, di solito quella ideale per la cottura in forno dei muffin è 180°. Il tempo di cottura ideale ruota intorno ai 20 minuti.

Errori Comuni da Evitare

  • Eccesso di lievito: Infatti se c’è troppo lievito, esso fuoriesce dal dolce prima che la crosta si crei e lo blocchi all’interno, in pratica le bolle d’aria che si formano all’interno sono così forti che sfondano la parete esterna del dolce e “se ne scappano via”, quindi non si ha l’effetto voluto, ossia la crescita del dolce. Ci sono casi però in cui va messo più lievito. in questo caso potete raddoppiare la dose di lievito e usare una bustina per 250 gr di farina.
  • Impasto troppo liquido: se l’impasto è troppo liquido le cupole potrebbero rimanere piatte e allargarsi sulla teglia. per me la consistenza perfetta dell’impasto (e la ottengo soprattutto con gli impasti montati al burro) è quando riesco a prenderlo con il dosa gelato, esattamente come si fa con il gelato!
  • Mancanza di preriscaldamento del forno: Preriscaldate sempre il forno a 180°. La temperatura del forno è importante, sia per la giusta cottura, che per il colore e per la corretta lievitazione.

Accessori Utili

  • Dosa-gelato: consiglio sempre di usare il dosa-gelato per trasferire l’impasto dalla planetaria alla teglia per muffin perchè una pallina di impasto del dosa-gelato (almeno del mio) corrisponde esattamente alla dose perfetta di un muffin.
  • Pirottini di buona qualità: acquistate sempre pirottini di buona qualità e garantiti, in negozi seri e di importazione da paesi europei.
  • Buca muffin: In commercio si trovano dei praticissimi buca muffin a prezzi convenienti (es questo della tescoma), sono facili da usare, si fa una pressione, e si crea un buchetto nel centro del muffin.

Conservazione dei Muffin

Potete conservare i muffin a temperatura ambiente per circa 3 giorni, protetti sotto una campana di vetro o chiusi in un sacchetto per alimenti.

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