La cucina, come dimostrato ne "Le Ricette della Signora Toku" di Naomi Kawase, è un mezzo meraviglioso per raccontare una storia. Il film, tratto dal libro di Durian Sukegawa (nome d’arte di Tetsuya Sukekawa), è una favola moderna sull'amicizia, la libertà e la resilienza. Un'ode alla vita di palpabile sensualità che ci insegna a trovare la grazia nell'inaspettato e la felicità nelle piccole cose.
La Trama: Un Incontro Inaspettato
La storia è ambientata nei sobborghi di Tokyo e ruota attorno a tre personaggi principali: Sentaro, Tokue e Wakana. Sentaro è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi, per ripagare un debito. Da mattina a sera, Sentaro confeziona dorayaki - dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e "an", una confettura di fagioli azuki - e li serve a una clientela modesta. Tra questi, si distingue Wakana, un'adolescente introversa con una situazione familiare complicata.
La vita di Sentaro subisce una svolta quando, sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu, compare Tokue, un'anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera per una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentaro si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura "an". Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentaro ricordi.
Il Segreto di Tokue: Ascoltare la Voce degli Azuki
Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l'anziana signora insegna a Sentaro i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magia: «Si tratta di osservare bene l'aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi».
Questo è il segreto culinario un po' bizzarro che custodisce l'anziana signora Tokue. Ascoltando la voce dei fagioli rossi azuki si può imparare a fare il ripieno perfetto per i dorayaki, tipici dolci giapponesi che si sciolgono in bocca e fanno dimenticare il peso delle preoccupazioni. Tokue rivela il proprio segreto a Sentarō, un pasticciere in crisi di vocazione, che accetta di assumerla nel suo laboratorio dopo aver assaggiato la sua sublime confettura an. E vede gli affari raddoppiare. Tokue gli rivela però anche un altro segreto, quello del suo passato. Impartendo così a Sentarō una lezione ben più profonda e preziosa.
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Dorayaki: Un Pretesto per Viaggi Interiori
Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentaro e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili.
Nel libro, i dorayaki diventano un simbolo di connessione e di guarigione. Attraverso la loro preparazione, Sentaro e Tokue imparano ad affrontare i loro traumi passati e a trovare un nuovo significato nella vita.
Temi Chiave: Amicizia, Libertà e Resilienza
"Le Ricette della Signora Tokue" esplora diversi temi importanti, tra cui:
- L'amicizia: Il rapporto tra Sentaro, Tokue e Wakana è il cuore pulsante della storia. Nonostante le loro differenze di età e di background, i tre personaggi sviluppano un legame profondo e significativo.
- La libertà: Sia Sentaro che Tokue sono intrappolati dal loro passato. Sentaro è legato al debito che deve ripagare, mentre Tokue è segnata da una malattia che l'ha emarginata dalla società. Attraverso la loro amicizia, i due personaggi imparano a liberarsi dalle catene del passato e a trovare la propria strada.
- La resilienza: Nonostante le difficoltà che affrontano, Sentaro e Tokue dimostrano una straordinaria capacità di resilienza. Trovano la forza di andare avanti e di trovare la gioia nelle piccole cose.
Il Significato del Cibo nella Cultura Giapponese
Il libro esplora anche il significato del cibo nella cultura giapponese. La preparazione del cibo è vista come un atto di amore e di rispetto verso la natura. Gli ingredienti sono trattati con cura e attenzione, e il risultato finale è un'opera d'arte che nutre sia il corpo che l'anima. Come afferma la signora Tokue, è importante ascoltare la voce degli ingredienti e capire la loro storia.
"La maggior parte dei giapponesi prima di iniziare a mangiare usa la formula di cortesia ‘Itadaki-masu’. Questa formula cerimoniale significa ‘io ricevo (dalla vita) con senso di gratitudine’. Questo significa che noi giapponesi percepiamo il senso della vita nel cibo. Non solo nella carne degli animali ma anche nei vegetali e nei frutti. Per questa ragione, gli esperti della cucina giapponese tradizionale possono considerare importante, nel cibo, il sapore della vita stessa. E, per lo stesso motivo, detestano aggiungere eccessivi sapori o cuocere il cibo per troppo tempo, cose che spesso accadono nella cucina Occidentale."
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Adattamento Cinematografico
Dal libro è stato tratto un film omonimo diretto da Naomi Kawase nel 2015. Il film è stato presentato al Festival di Cannes e al Toronto International Film Festival. Come nel romanzo, anche nella pellicola al centro di tutto ci sono i rapporti umani che si stringono fra i tre protagonisti. La commistione tra cibo e vita, solitudini, amicizia e sofferenze crea un’atmosfera delicata. I suoni della cucina arricchiscono il racconto creato nelle pagine scritte, le inquadrature sugli alberi di ciliegio riempiono gli occhi dei colori che avevamo immaginato durante la lettura.
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