L'Arte della Pizza Mestrino: Storia e Evoluzione di un'Eccellenza Culinaria

L'arte della pizza a Mestre ha una storia ricca e variegata, costellata di figure che hanno saputo interpretare questo piatto iconico in modi unici e innovativi. Dai locali storici alle nuove tendenze, la pizza mestrina si distingue per la qualità degli ingredienti, la passione dei pizzaioli e la capacità di evolversi pur rimanendo fedele alle proprie radici. Questo articolo esplora le tappe fondamentali di questa evoluzione, celebrando i protagonisti e le iniziative che hanno contribuito a rendere la pizza mestrina un'eccellenza culinaria.

La Trattoria dall'Amelia: Un Cenacolo di Arte e Cultura

La storia della ristorazione mestrina è indissolubilmente legata alla Trattoria dall'Amelia, un'insegna che ha saputo unire arte, cultura e gastronomia in un connubio unico. Situata in Via Miranese 113, la trattoria ha una storia più che centenaria, iniziata nel 1921 quando Amelia Dippieri aprì un semplice locale di città. Nel 1961, Dino Boscarato e la sua famiglia rilevarono l'attività, trasformandola in un luogo speciale dove si incontravano artisti, politici e personalità di spicco del mondo della cultura.

Dino Boscarato: Ristoratore, Mecenate e Amico degli Artisti

Dino Boscarato, originario di Conegliano, non rilevò l'Amelia per un calcolo commerciale, ma per una decisione d'istinto che si rivelò vincente. Seppe attrarre una folta comunità di artisti, diventando una sorta di mecenate. Nelle sale della trattoria si potevano ammirare opere come l'acquarello di Folon, nato in cambio di un rinfresco, e quadri di Guttuso. Boscarato commissionò i centrotavola a Giorgio Celiberti, i piatti dipinti a Riccardo Licata e la litografia di Tono Zancanaro per celebrare il Premio Amelia, un riconoscimento annuale dedicato alle figure che si erano distinte nella cultura.

A Tavola con l'Autore: Un Salotto Letterario a Mestre

Parallelamente all'attenzione per l'arte, Boscarato sviluppò la rassegna "A Tavola con l'Autore", un appuntamento fisso che portò alla realizzazione di oltre un centinaio di incontri. La sala da pranzo si trasformava in un salotto letterario dove si dialogava con autori di fama come Isabel Allende, Mario Soldati e Alberto Moravia. Ivo Prandin, importante autore di fantascienza italiana, definì Boscarato "un ristoratore raffinato e amico degli artisti".

Eccellenza Gastronomica e Riconoscimenti

La Trattoria dall'Amelia non trascurava la qualità del cibo e del bere, tanto da entrare nella guida Michelin e ricevere una Stella. La cucina rimaneva quella regionale veneta, ma veniva servita in un ambiente elegante, con piatti divenuti ricorrenti e apprezzatissimi come i Bigoli in cassopipa, le Sepoline alla veneziana e il Bisato su l'ara, con una particolare propensione alla lavorazione del pesce, in particolare quello preso a Chioggia. Mara De Lucia, moglie di Dino dal 1966, si occupava della gestione della pasticceria e del locale in generale. La passione per i vini portò Boscarato a ricoprire il ruolo di Presidente dell'Associazione Italiana Sommelier e poi dell'Associazione Internazionale Sommelier.

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Cene di Stato e Frequentazioni Illustri

La Trattoria dall'Amelia guadagnò una tale rilevanza internazionale che nel 1987, durante il G7 a Venezia, si occupò della cena dei Sette Capi di Stato, coniando un nuovo piatto, l'insalata di capesante, funghi porcini e rucola all'aceto balsamico. Boscarato lavorò anche per il Presidente Sandro Pertini e per Papa Giovanni Paolo II. Tra i personaggi che frequentarono il locale si ricordano Pier Paolo Pasolini, Dino Buzzati, Ezra Pound, Giorgio De Chirico, Walt Disney e Maria Callas.

La Scomparsa di un'Era

Dopo la scomparsa di Dino Boscarato nel 2004, la trattoria non riuscì a sopravvivere a lungo. Nel 2013, l'attività passò nelle mani di un gruppo di imprenditori mestrini, che la ribattezzarono "Siora Amelia" in onore alla prima proprietaria. Successivamente, il locale assunse la nuova veste di "Amelia Romana", con un'offerta incentrata sulla cucina romana in ambiente veneto.

La Mostra al M9: Un Omaggio alla Trattoria della Cultura

Per non disperdere l'eredità di Boscarato, suo figlio Marco, in collaborazione con il Comitato Progetto Comune, ha curato una mostra a ingresso gratuito presso M9, il museo del '900 di Mestre, intitolata "La trattoria della cultura. Dino Boscarato e l'Amelia". L'esposizione, allestita nello spazio M9 Radici, accoglie il pubblico in uno spazio immersivo articolato in quattro aree tematiche: biografica, socio-culturale, artistica e gastronomica, per restituire il clima di quegli anni e l'impatto che Boscarato ha avuto sul tessuto civile di Mestre.

Giuseppe Giordano e l'Ascesa di Pizzalonga

Giuseppe Giordano, in arte Pino, è il fondatore di Pizzalonga, un impero della pizza nato a Mogliano Veneto, tra Mestre e Treviso. Partito da un bar con biliardo 47 anni fa, Giordano ha creato un format di successo con la pizza a metro (o mezzo metro), ispirato alla Ombralonga di Treviso. Oggi, Pizzalonga conta una quarantina di insegne sparse in tutto il Veneto, tra cui undici con servizio in tavola e ristorante, compresa una recente apertura in Piazza Bra a Verona.

Dalla Costiera Amalfitana al Veneto: Una Storia di Successo

Giordano, originario di Campinola di Tramonti, in Costiera Amalfitana, arrivò nel nord Italia a 16 anni, chiamato dallo zio Belluno, uno dei primi pizzaioli della zona. Dopo diverse esperienze tra Piemonte e Lombardia, approdò a Mestre nel 1967, lavorando in una pizzeria e in una rosticceria. Successivamente, aprì la sua prima pizzeria a Mogliano Veneto, in società con il fratello Gianni.

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La Filosofia di Pizzalonga: Qualità, Accessibilità e Territorio

Giordano crede che la pizza debba essere nobilitata, diventando interessante anche per la buona borghesia. La sua filosofia si basa sulla qualità degli ingredienti, l'accessibilità dei prezzi e la valorizzazione del territorio. "Io dico sempre che noi vendiamo la zolla di terra, il lavoro dei contadini, il territorio, che in una buona pizza c'è la nostra storia e quella dei produttori", afferma Giordano.

Innovazione e Tecnologia al Servizio della Pizza

Giordano ha sempre puntato sull'innovazione e la tecnologia per migliorare la qualità e l'efficienza del suo lavoro. Ha inventato il forno rotante, che permette di cuocere la pizza in maniera uniforme senza che il pizzaiolo debba continuamente girare il disco di pasta. Inoltre, ha introdotto la comanda inoltrata in cucina per via telematica e il pagamento del conto solo alla cassa.

Il Futuro di Pizzalonga: Franchising e Nuove Aperture

Nonostante qualche ombra e difficoltà incontrata nel corso degli anni, Pizzalonga continua a crescere grazie al progetto di franchising e alle nuove aperture. Giordano sorride quando ricorda il suo tentativo fallito di entrare in politica, ma guarda al futuro con ottimismo e determinazione.

L'Evoluzione della Pizza: Da Piatto Popolare a Veicolo di Cultura

Negli ultimi anni, la pizza ha subito una trasformazione radicale, passando da piatto popolare e veloce a veicolo di cultura e territorio. I pizzaioli lavorano a stretto contatto con i grandi cuochi dell'alta cucina, utilizzando farine nobili e ingredienti di alta qualità. Questo ha portato enormi benefici anche agli agricoltori e agli allevatori, creando un circolo virtuoso che valorizza il territorio e le sue eccellenze.

Lello Ravagnan e la Pizza di Grigoris: Valori Universali e Farine Nobili

Lello Ravagnan, titolare di Grigoris a Mestre, spiega che il suo obiettivo è mantenere i valori universali della pizza, lavorando con farine nobili di tipo 1 e 2, tutte macinate a pietra. Questo ha permesso di ottenere impasti e topping migliori, creando una pizza che è diventata un veicolo di cultura.

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L'Università della Pizza di Molino Quaglia: Un Luogo di Ricerca e Innovazione

Dalle riflessioni di Ravagnan è nata anche l'Università della Pizza di Molino Quaglia, un luogo in cui si cerca di capire cos'è la farina e come si lavora. Da qui sono sorte tante scuole di pensiero, ognuna con caratteristiche diverse.

Franco Pepe e la Pizza Ragionata: Attenzione agli Impasti e agli Ingredienti

Franco Pepe, pizzaiolo di Caiazzo, presenta la sua "Grana Pepe e Fantasia", una pizza più ragionata del solito, che pone grande attenzione agli impasti e agli ingredienti. Pepe lavora a stretto contatto con una nutrizionista per creare un prodotto completo dal punto di vista nutrizionale, aggiungendo una ciotolina di erbe spontanee per fornire al cliente tutte le fibre di cui ha bisogno.

Pizzeria Da Michele: Una Storia di Passione e Tradizione a Mestre

Il 14 Dicembre del 2006 segna l'apertura della Pizzeria Da Michele a Mestre, un locale che ha portato una ventata di novità con le sue pizze in formato Maxi, da condividere in tutta la loro ricchezza. Michele, il titolare, ha sempre avuto la missione di offrire al popolo mestrino pizze grandi, ricche e soprattutto buone, impreziosite da ingredienti di alta qualità.

Un'Atmosfera Accogliente e un Omaggio alla Sicilia

Varcando la soglia della Pizzeria Da Michele, ci si trova immersi in un mondo fatto di colori caldi e di un dipinto che è un omaggio vibrante alla Sicilia, terra d'origine di Michele. Ogni angolo racconta una storia, ogni dettaglio emana l'amore e la passione che Michele ha versato in questo luogo magico.

Le Maxi Pizze di Michele: Un'Esplosione di Gusto e Tradizione

Le pizze di Michele si distinguono per il formato Maxi e per la ricchezza degli ingredienti, selezionati e conditi con cura per creare sapori intensi e pizze abbondanti che raccontano storie di tradizione e dedizione. Ogni pizza è un'opera d'arte, un'esplosione di gusto che porta con sé l'essenza stessa della passione e della dedizione di Michele.

Dalla Pizzeria d'Asporto all'Ampliamento del Locale: Un Percorso di Crescita

Nel corso degli anni, la Pizzeria Da Michele ha ampliato la sua offerta, aprendo un laboratorio dedicato alle consegne a domicilio, trasformando il laboratorio in pizzeria d'asporto e inaugurando una nuova pizzeria dedicata alle consegne a domicilio e all'asporto in Via Caneve. Nel 2018, il locale di Via Cappuccina è stato ampliato per accogliere la crescente richiesta di posti a sedere.

Mida: Un'Oasi di Gusto e Raffinatezza

Oggi, la Pizzeria Da Michele offre un'esperienza gastronomica ancora più ricca e diversificata, grazie all'aggiunta del bar Mida, della gelateria e della pizzeria d'asporto Ca' Marcello. La missione rimane quella di offrire piatti e pizze abbondanti di altissima qualità in un ambiente moderno, elegante e allo stesso tempo accogliente e familiare.

Locali Storici a Mestre e Marghera: Un Patrimonio da Tutelare

Oltre alle pizzerie, Mestre e Marghera vantano una serie di locali storici che rappresentano un patrimonio da tutelare. Questi locali, sinonimo di autenticità, qualità e buoni sentimenti, offrono un'esperienza unica che affonda le sue radici nella tradizione culinaria locale. Tra questi si ricordano:

  • Alla Conchiglia (Marghera): Un locale con una lunga storia di concerti dal vivo e una cucina vegetariana e vegana.
  • Al Vapore (Marghera): Un ristorante specializzato in piatti di pesce della tradizione veneziana.
  • Trattoria alla Pesa (Favaro Veneto): Una trattoria di paese dove tutto è rimasto com'era, prendendo il buono dei gloriosi tempi andati.
  • Stinger (Mestre): Un locale famoso per il suo panino croccante fuori, morbido dentro e traboccante ripieno.
  • Snack Bar Perla (Mestre): Un bar che offre pane morbido farcito dal 1980.
  • Hostaria Al Buso (Mestre): Un'osteria che propone cucina tipica veneziana in un'atmosfera rustica e conviviale.
  • Pasticceria Prosdocimi (Zelarino): Una pasticceria rinomata per i suoi cornetti sfogliati.

L'Ammaccata Cilentana: Un Ritorno alle Origini

Cristian Santomauro, originario del Cilento, ha riportato in auge l'antica tradizione dell'ammaccata, una pizza realizzata con grani antichi, lievito madre e sugo di pomodoro quarantino cotto nel ruoto nel forno a legna. Santomauro ha ricevuto il premio "The Best Pizza Identity" per aver saputo interpretare la pizza in modo profondamente identitario, trasmettendo un messaggio unico e autentico.

La Storia dell'Ammaccata: Un Rito Contadino

L'ammaccata nasce da un'antica tradizione contadina del Cilento, quando le donne preparavano un impasto a base di lievito madre e semola di grano duro mescolata con farina di grano tenero per verificare la temperatura del forno prima di infornare il pane. Questo impasto, condito con pomodoro, aglio, cipolla, origano e cacioricotta stagionato di capra cilentana, rappresentava un momento di convivialità.

Cristian Santomauro: Ambasciatore della Dieta Mediterranea

Cristian Santomauro, ispirandosi alla nonna Teresina e alle tradizioni del suo paese d'origine, ha trasformato la sua passione in un lavoro, diventando ambasciatore della dieta mediterranea e promuovendo un'alimentazione sana e sostenibile.

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