Il pasto libero è un argomento che suscita sempre molti dubbi, specialmente quando si segue una dieta. Invece di essere un momento di gioia, relax e condivisione, spesso si trasforma in un'esperienza di stress, ansia e paura. Questo articolo offre una libera interpretazione del pasto libero, con l'obiettivo di incuriosire e stimolare la riflessione su questo aspetto importante di un percorso dietetico.
Cos'è il Pasto Libero?
Il pasto libero è un momento della settimana in cui si decide liberamente cosa, come e quanto mangiare. Nella fase iniziale di una dieta, è fondamentale che questo pasto sia veramente libero, senza preclusioni. Che si tratti di pizza e birra, lasagna e bignè, arrosticini, bruschette, vino, fritti, cornetto o sushi, l'importante è assecondare i propri desideri.
Non c'è un giorno fisso per il pasto libero: può essere il sabato, la domenica in famiglia, o il mercoledì sera al compleanno di un'amica. La decisione è personale e responsabilizzante. Assumersi la responsabilità di ciò che si mangia è un passo importante, soprattutto quando si segue un percorso dimagrante in cui questa responsabilità è temporaneamente affidata al nutrizionista.
Fare il pasto libero è fondamentale. Evitarlo può essere deleterio e preoccupante, poiché il pasto libero (e come lo fate) dà tantissime informazioni su di voi e permette di aiutarvi e migliorare il resto della dieta.
Dubbi Frequenti sul Pasto Libero
Cosa posso mangiare?
Tutto ciò che si desidera. Tuttavia, è utile prendere nota della data e di ciò che si è mangiato durante il pasto libero. Questo permette di analizzare il comportamento alimentare durante gli appuntamenti di controllo con il nutrizionista. Ci si è lasciati andare perché si aveva voglia, per noia o per soggezione verso gli altri?
Leggi anche: Cotto e Mangiato: Quiche e Torte Salate
Con che frequenza posso fare il pasto libero?
Inizialmente, si consiglia una volta a settimana. Tuttavia, la frequenza va personalizzata in base alle esigenze individuali e può essere modificata nel corso del tempo. Si può arrivare anche a più pasti liberi e dimagrire lo stesso!
Posso fare più pasti liberi a settimana all'inizio?
No, perché renderebbe difficile capire come è andato il primo periodo della dieta. Questa valutazione può essere presa in considerazione in seguito.
Cosa fare se capita più di un pasto libero a settimana?
Si può considerare una delle due occasioni come il pasto libero vero e proprio, mentre nell'altra si cercherà di fare del proprio meglio. Ad esempio, se si è mangiato la pizza la sera prima e si è invitati a cena fuori, si può ordinare qualcosa di simile al piano nutrizionale, come pesce arrosto o una tagliata di carne, evitando grissini, pane, alcolici e dolci.
Come compensare il pasto libero?
Non si compensa! Il meccanismo di compensazione è deleterio e porta a distaccarsi dalle indicazioni del nutrizionista. Se si mangia un po' più del solito, l'unica cosa da fare è prenderne consapevolezza.
Consigli Utili per un Pasto Libero Consapevole
Riflettere sul significato del pasto libero: è un momento di evasione e leggerezza che permette di ricaricarsi. È anche un'opportunità per capire l'impatto dei cibi sull'organismo e per mettersi alla prova.
Leggi anche: Insalata estiva di farro e gamberetti
Fare una lista degli alimenti preferiti: inserirli nel pasto libero di settimana in settimana, variandoli, permette di mangiare tutto ciò che si desidera senza preclusioni.
Programmare il pasto libero in anticipo: stabilire il momento esatto aiuta ad organizzarsi di conseguenza.
Arrivare con la mente libera: evitare tensioni e stress per mangiare con gusto. Una passeggiata prima del pasto libero può aiutare a rilassarsi ed evitare di mangiare soggiogati dalle emozioni.
Chiedersi se gli alimenti preferiti possono essere inseriti anche nel contesto settimanale: spesso molte preparazioni sono adattabili.
Arrivare preparati al pasto libero: analizzare l'alimentazione quotidiana cercando le cose che piacciono di più. Concentrarsi su queste, trovando del bello nella propria settimana, riduce la necessità di strafare nel pasto libero.
Leggi anche: Alternative deliziose dopo la pizza
Non saltare il pasto libero: saltarlo significa entrare in una routine e non correre il rischio di sbagliare. È fondamentale correre il rischio, prendersi le proprie responsabilità e imparare con il confronto con il nutrizionista.
Sabato Pizza? Certo che Sì (e non solo)
La pizza può essere inclusa in una dieta, a patto di saper scegliere. Sempre più spesso i menù offrono una grande varietà di impasti e condimenti adatti a chi segue specifici regimi alimentari o semplicemente non vuole appesantirsi.
Consigli per una Pizza Più Leggera e Sana
Scegliere l'impasto: preferire impasti integrali o di cereali misti, più ricchi di fibre e con un minore impatto sulla glicemia. Evitare questi impasti in caso di intestino irritabile. Gli impasti senza glutine sono fondamentali per la celiachia, ma non necessari per chi è in salute.
Condire con le verdure: favorire le verdure per dare sapore e ridurre l'impatto calorico. Funghi, friarielli, zucchine sono ottime opzioni.
Moderare la mozzarella: chiedere di ridurre la quantità di mozzarella o optare per la bufala, che ha un sapore più deciso, chiedendo che ne mettano qualche fiocco dopo la cottura.
Limitare i salumi: evitare salumi e insaccati, che aumentano l'apporto calorico e sono ricchi di grassi saturi e sodio.
Rimpicciolire la pizza: chiedere una pizza più piccola o mangiarne solo metà, preferendo l'impasto integrale. Ordinare un'insalata mista prima della pizza contribuisce ad aumentare il senso di sazietà. L’altra metà della pizza potrebbe essere consumata il giorno dopo, magari tostata per una colazione salata.
Ridurre alcol e bevande zuccherate: birra e bibite gasate sono ricche di calorie vuote. Le bibite gasate a zero zuccheri sono meno caloriche, ma non più salutari.
Gestire la Pizza in Dieta: Consigli Pratici
Se si prevede di mangiare la pizza a cena, si può optare per un pranzo leggero e bilanciato, ad esempio una porzione di proteine magre (petto di pollo o pesce) con abbondanti verdure cotte o crude e un filo d’olio. Evitare i carboidrati a pranzo può aiutare a bilanciare l’apporto della pizza serale.
La Pizza e il Peso: Cosa Sapere
Una pizza piccola pesa mediamente 300 g, mentre una grande circa il doppio (600 g). La pizza è ricca di carboidrati, che possono essere stoccati sotto forma di glicogeno all'interno dei muscoli e del fegato, un processo che richiede una cospicua quantità di acqua.
Chi segue una dieta può "soffrire" maggiormente i grossi carichi glicemici improvvisi, con un possibile "rimbalzo di peso" post-pizza. Questo non significa che non si dimagrisce, ma che le riserve muscolari impattano maggiormente sulla massa complessiva.
Scegliere una pizza con pochi alimenti grassi è fondamentale, poiché l'associazione di grossi carichi glicemici ad elevati livelli di lipidi è più dannosa per il bilancio energetico.
L'Importanza di un Approccio Consapevole
Un percorso nutrizionale dovrebbe insegnare a gestire l'alimentazione in modo consapevole, anche in occasioni come la pizza, senza vederle come "sgarri" o "pasti liberi". È importante acquisire nuove abitudini alimentari sostenibili per tutta la vita, che includano varietà, facilità di realizzazione, elasticità, fantasia e creatività.
Fare bene la dieta dimagrante significa abituarsi a trarre soddisfazione da quantità molto piccole di cibi critici come pizza, pane e dolci, o fare scelte diverse.