Un hamburger per l'anima: La storia dell'iniziativa di Don Domenico a Trissino

L'iniziativa di Don Domenico Pegoraro, parroco di Trissino, in provincia di Vicenza, ha scosso le acque tranquille della comunità parrocchiale e non solo. L'idea di offrire hamburger in chiesa, un luogo tradizionalmente associato alla spiritualità e alla preghiera, ha generato un acceso dibattito tra favorevoli e contrari. Ma qual è la storia di questa iniziativa e cosa si cela dietro la scelta di un hamburger come strumento di evangelizzazione?

L'idea di Don Domenico: Accoglienza e Incontro

Don Domenico Pegoraro è noto nella sua comunità per le sue iniziative originali e spesso spiazzanti, volte a coinvolgere i giovani e a vivacizzare la vita parrocchiale. L'idea di organizzare una cena a base di hamburger nella chiesa di San Pietro a Trissino nasce dalla volontà di trasformare l'edificio sacro in un luogo di accoglienza, incontro e festa, aperto a tutti, soprattutto ai giovani.

Don Domenico spiega: "La Chiesa, intesa nel senso più ampio del termine, quindi anche come edificio, è da sempre un luogo di accoglienza, di incontro e di festa". L'obiettivo è quello di far passare il messaggio che la chiesa è un luogo di tutti, dove si possono condividere momenti di convivialità e divertimento, uscendo dai canoni rigidi ecclesiastici.

L'appuntamento è fissato per il 31 gennaio, a partire dalle 20:30, con un invito allettante: "L'hamburger dove non te lo aspetti". La locandina dell'evento mostra un invitante hamburger e il claim "l'hamburger dove non te lo aspetti", lasciando intendere un'esperienza inusuale e stimolante. L'iniziativa è rivolta ai giovani dalla terza media in su.

Le Reazioni: Tra Entusiasmo e Critiche

L'iniziativa di Don Domenico ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, molti hanno apprezzato l'originalità dell'idea e la volontà di avvicinare i giovani alla Chiesa in modo nuovo e informale. La comunità parrocchiale si è stretta attorno al Don, appoggiando la sua iniziativa e condividendo l'intento di trasformare la chiesa in un luogo di incontro e condivisione.

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Dall'altro lato, non sono mancate le critiche e le polemiche. Alcuni hanno considerato l'iniziativa una profanazione del luogo sacro, un'eccessiva concessione alla cultura giovanile e un'operazione di marketing poco consona alla spiritualità cristiana.

Andrea Zambrano, giornalista della Nuova Bussola Quotidiana, ha espresso il suo scetticismo, affermando che "se la scusa è quella di accalappiare i giovani in chiesa, è l'eterna strategia della sconfitta che produce solo la riprovazione dei fedeli e non attira un solo giovane che sia uno perché nel dubbio sceglierà sempre l'originale, cioè McDonald's e affini".

Anche Massimo De Marco, di Dissapore, ha manifestato la sua perplessità, sottolineando come la Gen Z si dimostri impermeabile anche alle strategie di marketing più raffinate e come nessuno sembri riuscire a trovare un registro di comunicazione adatto.

La Difesa del Vescovo e il Significato dell'Iniziativa

Di fronte alle critiche, è intervenuto il vescovo di Vicenza, Giuliano Brugnotto, che ha cercato di smorzare le polemiche con diplomazia. Il vescovo ha affermato di comprendere le reazioni di chi pensa che il sacro non debba essere toccato, ma ha sottolineato l'importanza di coinvolgere e porre attenzione a tutti, soprattutto ai giovani, che rappresentano una delle categorie più fragili della società odierna.

Il vescovo ha concluso affermando che è doveroso dare spazio ai giovani, con le dovute attenzioni, anche nei luoghi sacri, richiamandosi al messaggio evangelico di accoglienza e inclusione.

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L'iniziativa di Don Domenico Pegoraro va dunque interpretata come un tentativo di rinnovare il linguaggio della Chiesa e di renderla più accessibile ai giovani, utilizzando strumenti e linguaggi vicini alla loro cultura e ai loro interessi. L'hamburger diventa così un simbolo di convivialità e condivisione, un pretesto per incontrarsi, dialogare e scoprire il volto accogliente della Chiesa.

Oltre l'Hamburger: Altre Iniziative per Attrarre i Giovani

L'iniziativa di Don Domenico Pegoraro non è un caso isolato. In un contesto di calo delle vocazioni e di scarsa partecipazione dei giovani alla vita parrocchiale, molte chiese stanno sperimentando nuove forme di evangelizzazione e di coinvolgimento, cercando di intercettare i bisogni e le aspirazioni delle nuove generazioni.

Tra le iniziative più originali e innovative, si possono citare:

  • Concerti e festival musicali: Organizzare eventi musicali con artisti e gruppi amati dai giovani, offrendo un'occasione di divertimento e di incontro in un contesto diverso dal solito.
  • Incontri tematici e dibattiti: Affrontare temi di attualità e di interesse per i giovani, come l'ambiente, la giustizia sociale, la tecnologia, l'amore e la sessualità, creando spazi di confronto e di dialogo aperto e sincero.
  • Attività di volontariato e di servizio: Proporre esperienze di volontariato e di servizio a favore dei più deboli e degli emarginati, coinvolgendo i giovani in progetti concreti di solidarietà e di impegno sociale.
  • Utilizzo dei social media e delle nuove tecnologie: Sfruttare le potenzialità dei social media e delle nuove tecnologie per comunicare con i giovani, diffondere messaggi positivi e promuovere iniziative e attività parrocchiali.
  • Eventi sportivi e ricreativi: Organizzare tornei sportivi, escursioni, gite e altre attività ricreative, offrendo ai giovani un'occasione di svago e di socializzazione in un ambiente sano e protetto.

Queste iniziative, pur nella loro diversità, hanno in comune l'obiettivo di creare ponti tra la Chiesa e i giovani, di superare i pregiudizi e le diffidenze reciproche e di costruire una comunità più inclusiva e accogliente, dove tutti possano sentirsi a casa.

La Chiesa del Futuro: Accoglienza, Dialogo e Creatività

L'iniziativa di Don Domenico Pegoraro e le altre esperienze di evangelizzazione creativa testimoniano la volontà della Chiesa di rinnovarsi e di adattarsi ai cambiamenti della società, senza rinunciare alla propria identità e alla propria missione.

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La Chiesa del futuro dovrà essere sempre più accogliente, dialogante e creativa, capace di intercettare i bisogni e le aspirazioni delle nuove generazioni e di offrire loro un messaggio di speranza e di salvezza, in un linguaggio comprensibile e significativo.

L'hamburger di Don Domenico, al di là delle polemiche e delle critiche, rappresenta un simbolo di questa trasformazione, un invito a superare gli schemi e i pregiudizi e a costruire una Chiesa più vicina alla gente, capace di ascoltare, accogliere e accompagnare tutti, soprattutto i giovani, nel loro cammino di fede e di vita.

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