Gramplus è un farmaco a base di clofoctol, un antibiotico di sintesi, indicato principalmente per il trattamento di infezioni delle vie respiratorie. Questo articolo fornisce una panoramica completa su Gramplus supposte, incluse le sue indicazioni terapeutiche, il meccanismo d'azione, la posologia, le controindicazioni, gli effetti collaterali e altre informazioni rilevanti.
Caratteristiche del Prodotto
Gramplus è disponibile in supposte contenenti diverse dosi di clofoctol: 100 mg, 200 mg e 750 mg. È un farmaco vendibile solo dietro presentazione di ricetta medica e non è disponibile per l'acquisto online.
Denominazione e Categoria Farmacoterapeutica
- Denominazione: GRAMPLUS SUPPOSTE
- Categoria Farmacoterapeutica: Antibatterico
Principi Attivi
Il principio attivo di Gramplus è il clofoctol. La quantità di clofoctol varia a seconda del dosaggio della supposta:
- Gramplus 750 mg supposte: ogni supposta contiene 750 mg di clofoctol.
- Gramplus 200 mg supposte: ogni supposta contiene 200 mg di clofoctol.
- Gramplus 100 mg supposte: ogni supposta contiene 100 mg di clofoctol.
Eccipienti
Gli eccipienti presenti nelle supposte di Gramplus variano a seconda del dosaggio:
- Gramplus 750 mg supposte: gliceridi semisintetici solidi, sodio stearato, gliceridi poliglicolisati saturi.
- Gramplus 200 mg supposte e Gramplus 100 mg supposte: gliceridi semisintetici solidi.
Indicazioni Terapeutiche
Gramplus è indicato per il trattamento di:
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- Infezioni acute e croniche delle vie respiratorie superiori e loro annessi.
- Infezioni tracheobronchiali.
- Trattamento antiinfettivo dopo interventi otorinolaringoiatrici.
Controindicazioni ed Effetti Secondari
L'uso di Gramplus è controindicato in caso di:
- Diarrea in atto.
- Ipersensibilità al principio attivo (clofoctol) o ad uno qualsiasi degli eccipienti presenti nella formulazione.
Effetti Indesiderati
Gli effetti collaterali più comuni associati all'uso di Gramplus includono:
- Disturbi irritativi locali.
- Manifestazioni diarroiche.
- Reazioni cutanee come orticaria, rash, eritema e prurito.
In caso di reazioni avverse, è necessario interrompere il trattamento e consultare il medico per adottare le misure appropriate.
Posologia e Modo d'Uso
La posologia di Gramplus varia a seconda dell'età del paziente:
- Adulti: 2 supposte da 750 mg al giorno per un periodo di 5 giorni.
- Bambini: 2-3 supposte da 200 mg al giorno per un periodo di 5 giorni.
- Lattanti: 2-3 supposte da 100 mg al giorno, a seconda dell'età e del peso corporeo, per un periodo di 5 giorni.
La durata del trattamento può essere prolungata o ripetuta a discrezione del medico. Per estrarre la supposta, seguire le modalità indicate nel foglio illustrativo.
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Conservazione
È importante conservare Gramplus correttamente per preservarne l'efficacia:
- Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
- Per un migliore utilizzo, è consigliabile conservare la confezione in frigorifero prima dell'uso.
Avvertenze e Precauzioni
- Tenere il medicinale fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.
- L'uso di GRAMPLUS ® dovrebbe essere preceduto da un'attenta visita medica atta a valutare l'appropriatezza prescrittiva e l'eventuale presenza di controindicazioni tali da limitarne l'uso.
- Si raccomanda di manipolare il farmaco secondo le opportune indicazioni fornite dal medico e dal farmacista, avendo cura di conservare il farmaco fuori dalla portata dei bambini e da fonti di calore dirette.
Interazioni Farmacologiche
Al momento, non sono state segnalate interazioni farmacologiche significative con Gramplus.
Uso in Gravidanza e Allattamento
Gli studi sugli animali hanno dimostrato l'assenza di effetti teratogeni ed embriotossici. Tuttavia, durante la gravidanza, l'uso di Gramplus è raccomandato solo in caso di effettiva necessità e sotto stretto controllo medico. È sempre consigliabile consultare il medico o il farmacista prima di assumere qualsiasi farmaco durante la gravidanza o l'allattamento.
Meccanismo d'Azione del Clofoctolo
GRAMPLUS ® è un farmaco a base di Clofoctolo, antibiotico di sintesi efficace nei confronti delle infezioni sostenute da microrganismi Gram positivi sensibili al principio attivo e responsabili di infezioni delle alte vie respiratorie. Somministrato per via rettale, viene rapidamente assorbito dalla mucosa, e attraverso il torrente circolatorio raggiunge il polmone ed in particolare l'apparato respiratorio dove espleta la propria azione terapeutica alterando le strutture superficiali dell'elemento patogeno, in particolare membrana cellulare e parete batterica, rendendo così il microrganismo particolarmente sensibile alla lisi osmotica. La risposta terapeutica più importante si è osservata nei confronti di microrganismi come Pneumococchi, Stafilococchi e Streptococchi, responsabili di quadri clinici anche gravi al livello delle vie respiratorie superiori e dell'apparato stomatologico e otorinolaringoiatrico. Terminata la propria attività biologica, ed in seguito ad un metabolismo epatico che prevede importanti reazioni di glucoronazione, il Clofoctolo viene eliminato prevalentemente per via biliare.
I primi studi sul meccanismo d’azione del clofoctolo hanno dimostrato che il farmaco riesce ad alterare il metabolismo energetico dei batteri riducendo l’adenosin trifosfato (ATP) intracellulare e aumentando l’adenosin difosfato (ADP). Attraverso questo meccanismo, il clofoctolo inibisce la sintesi dei peptidoglicani nella membrana citoplasmatica dei batteri, inducendo l’arresto della replicazione della parete cellulare. Inoltre, grazie alla natura idrofobica della molecola, il farmaco incrementa la permeabilità della membrana batterica, alterandone la funzione di barriera e quindi l’integrità della composizione citoplasmatica. Il clofoctolo è stato pertanto considerato un “membrane-acting agent”.
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Studi più recenti in vitro su cellule neoplastiche hanno però dimostrato che il clofloctolo è anche in grado di inibire la traslazione di proteine endocellulari quando l’omeostasi proteica è alterata, inducendo la morte cellulare programmata (apoptosi). L’effetto sulla anomala traslazione proteica è legato alla capacità del farmaco di indurre un potente stress del reticolo endoplasmatico, la struttura preposta a indurre il ripiegamento molecolare delle proteine, per far loro acquisire la struttura tridimensionale prima di essere secrete. L’accumulo di proteine mal ripiegate comporta l’interruzione della sintesi proteica e la morte cellulare programmata.
Farmacocinetica e Farmacodinamica del Clofoctolo
Il clofoctolo è un farmaco che, nella pratica clinica, viene somministrato esclusivamente per via rettale sotto forma di supposte. La via rettale può essere considerata una buona alternativa alla somministrazione orale per la popolazione pediatrica in quanto queste forme farmaceutiche, non dovendo essere ingerite, non hanno il problema di dover mascherare un gusto non gradito. Le supposte presentano il vantaggio di poter essere somministrate anche in emergenza, specie nei bambini poco collaboranti e/o che presentano nausea e vomito.
Il clofoctolo dimostra di possedere un’azione prevalentemente battericida su diversi germi Gram-positivi, in particolare sullo Streptococcus pyogenes e sullo Streptococcus pneumoniae, ma anche sul Corynebacterium spp e sul Propionibacterium acnes. L’efficacia dell’attività antibatterica è dovuta alla forte affinità di legame che questi germi possiedono nei confronti della molecola. L’azione sui Gram-negativi si esplica su poche specie batteriche, come lo Haemophilus influenzae, la Bordetella spp. e la Neisseria meningitidis, che rappresentano comunque i più importanti e frequenti patogeni respiratori in questo gruppo. Infine, il clofoctolo dimostra di essere attivo su alcuni ceppi batterici resistenti, come lo Staphylococcus aureus (ceppi ATCC 11632, ATCC 23 13 301, ATCC 27 660, CIP 64 54) e lo Streptococcus faecalis (ceppo ATCC 14 508), e più recentemente è stata documentata anche un’elevata attività nei confronti dell’Escherichia coli uropatogenico.
Il clofoctolo non presenta attività su Enterobacteriaceae e su batteri Gram-negativi non fermentanti, in quanto non possiede la capacità di penetrare la membrana esterna di questi germi. La dimostrazione che il farmaco sia attivo nei confronti di ceppi di Streptococcus pneumoniae suscettibili, ma anche a quelli resistenti alla penicillina, e nei confronti di ceppi di Staphylococcus aureus meticillina-suscettibili, ma anche resistenti, lo rende potenzialmente utile nel trattamento delle infezioni batteriche delle alte vie respiratorie.
L’efficacia del clofoctolo nel trattamento delle infezioni respiratorie è anche dovuta alla sua capacità di essere ben assorbito a livello rettale e di concentrarsi nelle vie aeree. Questa caratteristica è stata dimostrata da uno studio che ha coinvolto 34 pazienti sottoposti a resezione polmonare per cancro del polmone. In questi pazienti i campioni di plasma e il tessuto polmonare erano stati prelevati dopo la somministrazione di clofoctolo come supposta rettale. Si è così potuto osservare che l’emivita e le concentrazioni del farmaco erano molto superiori nel polmone, rispetto al plasma.
Recenti Aggiornamenti sull’Antibatterico Clofoctolo
Per il preoccupante crescente aumento della resistenza batterica agli antibiotici e della scarsa disponibilità di nuove molecole, appare quanto mai indicato utilizzare farmaci di non recente sintesi, ma ancora attivi. Il clofoctolo è un chemioterapico di sintesi con un meccanismo d’azione differente, rispetto agli altri antibatterici attualmente disponibili. Riducendo l’ATP intracellulare, il clofoctolo inibisce la sintesi dei peptidoglicani della membrana citoplasmatica batterica, inducendo l’arresto della sintesi della parete cellulare, caratterizzando quindi la molecola come un “membrane-acting agent”. Più recentemente è stato però dimostrato che il clofoctolo è anche in grado di indurre l’apoptosi, inibendo la traslazione di proteine endocellulari.
Una importante proprietà del clofoctolo è la rapidità dell’effetto antimicrobico, che permette la completa eradicazione del patogeno e rende poco probabile lo sviluppo di resistenze. Somministrato per via rettale, il farmaco si accumula rapidamente nei tessuti. La maggioranza degli studi clinici condotti sul clofoctolo riguarda il trattamento di affezioni respiratorie nel bambino. Il farmaco sembra essere più attivo nelle infezioni delle alte vie respiratorie. La tollerabilità si è dimostrata essere buona, con una bassa incidenza di effetti collaterali.
Studi Clinici
La maggioranza degli studi clinici condotti sul clofoctolo riguarda il trattamento di affezioni respiratorie nel bambino. Il farmaco sembra essere più attivo nelle infezioni delle alte vie respiratorie e risulta essere ben tollerato. Gli effetti collaterali più frequentemente riportati sono stati la diarrea e le eruzioni eritematose cutanee locali pruriginose, ma sono stati segnalati anche rash maculopapulari.
In una rassegna pubblicata nel 1999 sono stati considerati vari studi, fra i quali uno effettuato su una popolazione di 400 bambini e di 556 adulti. Nei bambini, di età compresa tra pochi mesi e 10-12 anni, il clofoctolo veniva sempre somministrato per via rettale con supposte il cui dosaggio era, nella quasi totalità dei casi, di 40 mg/kg. Il clofoctolo ha dimostrato una migliore attività nelle affezioni delle prime vie aeree, rispetto a quelle delle basse vie.
In un altro studio, effettuato in Francia, sono stati valutati i dati clinici relativi a 48 bambini: 32 con affezioni delle alte vie e 16 con affezioni delle basse vie respiratorie. I risultati hanno dimostrato che il farmaco possiede un’efficacia del 100% nel primo gruppo e dell’80% nel secondo. Risultati simili vengono riferiti nello studio di Pierson: nelle affezioni del tratto respiratorio superiore si è avuta risposta positiva nel 100% dei casi, mentre nelle affezioni del tratto respiratorio inferiore, la risposta è stata del 58%. In tutti i pazienti osservati, la tollerabilità locale e generale del farmaco è stata eccellente. In rari casi sono stati riportati segni di anite o proctite, regrediti con la sospensione del farmaco.
Anche negli adulti il clofoctolo si dimostra di essere maggiormente attivo nelle infezioni delle vie aeree superiori, rispetto a quelle inferiori. In ogni studio riportato nella rassegna pubblicata nel 1999, il clofoctolo era stato somministrato per via rettale, a una dose costante di 1.500 mg al dì, in due somministrazioni. L’età dei pazienti variava da 18 a 70 anni, con un’età media di 50-56 anni. La tollerabilità si è dimostrata buona, con una bassa incidenza di effetti collaterali di lieve o media intensità, rappresentati da diarrea, gastralgie, bruciore ano-rettale.
Un ulteriore vasto studio effettuato in Francia ha valutato l’efficacia e la tollerabilità del clofoctolo nelle infezioni respiratorie in 4.022 pazienti: 2/3 con una età compresa tra 1 e 12 anni e 1/3 rappresentato da adolescenti e adulti. Sono stati esclusi pazienti con otite purulenta, faringotonsillite streptococcica, bronchiti purulente e polmoniti. Il farmaco veniva somministrato in supposte, alla dose di 100 o 200 mg mattino e sera nei bambini e di 750 mg mattino e sera negli adulti e la durata del trattamento variava da 4 a 10 giorni. Le infezioni erano localizzate a livello delle alte vie respiratorie e a livello tracheo-bronchiale, rispettivamente nel 78,8% e nel 21,2% dei casi.