Lo gnocco fritto è un pilastro della gastronomia emiliana, un’esperienza culinaria che affonda le radici nella storia e nella cultura del territorio. Conosciuto con diversi nomi a seconda della zona - torta fritta a Parma, chisulèn o burtlèina a Piacenza, paste fritte nelle zone di montagna - questo piatto semplice ma gustoso rappresenta un vero e proprio simbolo della tradizione contadina.
Origini e Storia
Le origini dello gnocco fritto si perdono nella notte dei tempi, precisamente all’epoca dei Longobardi, sembra, abbiano tramandato la ricetta agli emiliani durante la loro dominazione. Questa popolazione era solita utilizzare lo strutto nelle proprie pietanze, soprattutto per friggere, e la ricetta originale dello gnocco fritto ne prevede l'uso per una cottura ottimale e senza residui di grasso.
Fino alla metà del ‘900, lo gnocco fritto rappresentava la base della colazione invernale contadina. Tra novembre e dicembre, con l'uccisione del maiale, si aveva a disposizione lo strutto, ingrediente insostituibile per la sua preparazione.
La tradizionalità del prodotto è stata ufficialmente riconosciuta con l'inserimento dello Gnocco Fritto nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
Caratteristiche e Varianti
Lo gnocco fritto è un piatto semplice, realizzato con ingredienti facilmente reperibili: farina, latte, acqua, sale e, a volte, un po' di lievito. La sua preparazione è rapida, il che lo rende perfetto per un pasto improvvisato, un vero e proprio "fast-food alla modenese".
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Nonostante la sua semplicità, lo gnocco fritto presenta diverse varianti a seconda della zona in cui viene preparato. Le differenze principali risiedono nel nome, ma si possono notare anche lievi variazioni nella forma e negli ingredienti. A Bologna, ad esempio, è conosciuto come crescentine fritte, mentre a Parma si chiama torta fritta. A Piacenza, invece, viene chiamato chisulèn, mentre a Ferrara pinzini.
La Ricetta Tradizionale
La ricetta tradizionale prevede la frittura dello gnocco in abbondante strutto di maiale, in padella o in speciali vasche di frittura. Lo strutto ha un punto di fumo molto alto (circa 230 °C), ma le norme di sicurezza attuali impongono friggitrici che non superino la temperatura di 190 °C. Per questo motivo, negli ambienti industriali e della ristorazione, si utilizzano ormai oli di semi.
La pasta viene fritta circa un minuto per lato e si gonfia formando delle bolle sulla superficie.
Ingredienti per 6 persone:
- 500 g di farina
- 70 g di strutto o olio
- 1 pizzico di bicarbonato
- 1 pizzico di sale
- Acqua o latte q.b.
Preparazione:
- Preparazione dell'impasto: In una ciotola, versare la farina e aggiungere gradualmente la miscela di acqua, latte, lievito e malto (se utilizzato). Impastare fino a ottenere un impasto granuloso e compatto. Aggiungere infine il sale e lo strutto, quindi trasferire l'impasto su una spianatoia e lavorarlo per altri 8-10 minuti fino ad ottenere un panetto omogeneo e leggermente duro. In alternativa, si può utilizzare una planetaria, seguendo lo stesso procedimento.
- Lievitazione: Formare un panetto, porlo in una ciotola, coprire con pellicola trasparente e lasciarlo riposare per un'ora a temperatura ambiente. Per un prodotto più profumato e digeribile, finita la seconda lievitazione, potete rovesciare l’impasto, formare una palla e lasciare maturare in frigo per 12 - 48 h.
- Stesura della pasta: Trascorso il tempo di riposo, riprendere l'impasto e dividerlo in panetti. Infarinare leggermente la spianatoia, poi prendere un panetto per volta e stenderlo con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile che può variare da 1 a 6 millimetri di spessore.
- Frittura: In un pentolino, scaldare abbondante strutto o olio di semi di arachidi (per la versione vegana), portandolo ad una temperatura compresa tra i 170° e i 180° (si consiglia l'uso di un termometro). Immergere pochi gnocchi alla volta, facendoli cuocere per circa 2-3 minuti, girandoli con una schiumarola, fino a quando risulteranno belli dorati e gonfi.
- Scolatura e servizio: Scolarli dall'olio e adagiarli su un vassoio foderato con carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Servire caldi, accompagnati da salumi e formaggi.
Consigli e Abbinamenti
Lo gnocco fritto è ottimo gustato caldo, tiepido o freddo. Può essere accompagnato da salumi, formaggi, anche con marmellata, oppure come tipica colazione, freddo, con il caffellatte.
Per un abbinamento perfetto, si consiglia un bicchiere di Lambrusco, vino tipico della regione.
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