I Ferri da Cialda di Marsciano: Storia e Tradizione di un Dolce Simbolo

Nella pittoresca cittadina umbra di Marsciano, il Carnevale è sinonimo di un dolce unico e intriso di storia: la cialda. Questo articolo esplora le origini antiche e suggestive di questo prodotto, il ruolo dei ferri da cialda nella tradizione locale, e come questa usanza sia sopravvissuta nei secoli fino ai giorni nostri.

Le Origini Storiche delle Cialde di Marsciano

La tradizione locale narra che intorno al 1600, con l'istituzione della "Compagnia del Purgatorio" o "Signoria del Carnevale", si diffuse l'usanza di raccogliere offerte in denaro e generi alimentari. Queste offerte erano destinate a reperire i fondi per celebrare le messe in suffragio delle anime del Purgatorio, alle quali veniva ricondotto lo scampato assedio dei fiorentini su Marsciano, all'epoca sotto lo Stato della Chiesa. Una parte di quanto raccolto veniva poi destinata alla preparazione delle cialde, distribuite alla popolazione durante il Carnevale.

Si racconta che, durante un periodo di tensioni tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, un esercito fiorentino invase i possedimenti ecclesiastici, assediando anche Marsciano. Per difendersi, i marscianesi, vestiti di bianco, si posizionarono sulle mura agitando torce, simulando le anime del Purgatorio. L'esercito, spaventato dalla presunta visione, si ritirò. Un'altra versione narra che gli abitanti, indossando tuniche e cappucci bianchi, si mostrarono sulle mura per far credere che il castello fosse colpito dalla peste.

I Ferri da Cialda: Un'Arte Antica e Preziosa

All'epoca, per la preparazione delle cialde venivano utilizzati ferri realizzati a mano, ciascuno personalizzato dalle famiglie con stemmi araldici, fregi, motti ed effigi. La tradizione dei ferri da cialda affonda le radici in tempi antichi, risalendo ai Greci e ai Romani, ma conobbe un vero sviluppo nel '500, quando nacque l'usanza di possedere e conservare i ferri di famiglia. Le famiglie nobili facevano incidere il proprio stemma su questi strumenti.

Nel corso dei secoli, gli artigiani marscianesi si sono distinti per la loro abilità nella realizzazione di queste piastre, un'arte che richiede grande esperienza e una manualità superiore a quella di un comune fabbro. Gli ultimi artigiani si sono riuniti nella comunità locale "dei Ferri da Cialda di Marsciano" per preservare i segreti della lavorazione e tramandare alle nuove generazioni gli antichi canoni della forgiatura.

Leggi anche: Biscotti Ferro di Cavallo: La Versione al Cacao

Pregevoli collezioni di ferri da cialda sono oggi conservate presso la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia e il Museo del Vino di Torgiano.

Da Strumento Liturgico a Emblema di Famiglia

Il ferro da cialda ha origini come strumento liturgico per la preparazione delle ostie nei conventi, testimoniando l'uso eucaristico della particola al posto del pane. Con il tempo, la sua preparazione si diffuse anche in ambienti laici aristocratici, assumendo un valore simbolico e diventando un emblema di famiglia.

A partire dal 1400, il ferro da cialda divenne un utensile prezioso per la preparazione di dolci da servire in occasioni importanti come feste e matrimoni, entrando a far parte del corredo della sposa. Si creò così la "cialda personalizzata", con incisi stemmi di famiglia, simboli e i nomi dei proprietari.

La Ricetta Tradizionale delle Cialde di Marsciano

Ancora oggi, il procedimento per realizzare le cialde è molto simile a quello di cinquecento anni fa.

Ingredienti:

  • 700 g di farina
  • 200 g di zucchero
  • 2 cucchiai di semi di anice
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 1 bicchiere di vinsanto o liquore all'anice

Procedimento:

  1. Preparare un impasto con olio, zucchero, farina, anice e vinsanto, fino ad ottenere una pastella omogenea e senza grumi.
  2. Mettere il ferro sul fuoco e, una volta ben caldo, versarvi una cucchiaiata di impasto.
  3. Tenere il ferro sulla fiamma per 1 o 2 minuti, quindi aprirlo.
  4. Dare subito la forma desiderata alla cialda appena “liberata” (cono, cannolo o cesto) prima che si raffreddi.

Le cialde possono essere gustate da sole o farcite con panna montata, gelato o frutta secca. Secondo la tradizione le cialde di Marsciano possono essere farcite con vari ingredienti, come per esempio, mandorle, noci, pistacchi, nocciole tritate e crema di latte soprattutto presso le famiglie nobili.

Leggi anche: Ferri di Cavallo: Un Classico Friulano

Una ricetta alternativa prevede l'utilizzo di:

  • 700 gr. di farina “00”
  • 200 gr. di zucchero
  • 200 ml. di olio di semi
  • 1 bicchiere di vinsanto
  • acqua quanto basta
  • semi di anice quanto basta

In questo caso, si mescolano tutti gli ingredienti in una terrina fino ad ottenere una pastella omogenea e piuttosto fluida. Si unge l'interno del ferro da cialda e lo si scalda sulla fiamma vivace. Una volta che le piastre sono ben calde, si pone al centro della parte interna del ferro un cucchiaio di pastella e si stringe gradualmente, cuocendo per tre minuti ogni lato. Si estrae delicatamente la cialda e la si modella a seconda della farcitura scelta, gustandola sia piatta che a cono o cestino.

Le Cialde nel Contesto del Carnevale Umbro

Il Carnevale in Umbria è un'occasione per celebrare la ricca varietà gastronomica della regione. Le cialde di Marsciano rappresentano un esempio di come ogni borgo si prepara a festeggiare con piatti speciali che raccontano storie secolari. La cialda si distingue per il fatto che non viene fritta, a differenza di molti altri dolci carnevaleschi.

La Sagra della Cialda: Un Evento per Celebrare la Tradizione

Per celebrare questa antica tradizione, tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo del 2025 si terrà la prima edizione della Sagra della Cialda a Marsciano. L'evento offrirà ai visitatori numerose attività legate alla cialda, tra cui mostre, laboratori, spettacoli e degustazioni con stand gastronomici divisi in rioni, in collaborazione con le pasticcerie e gelaterie locali. La sagra sarà anche l'occasione per dare vita alla futura Associazione della Cialda di Marsciano.

Sansimino: Il Rogo del Fantoccio e la Fine del Carnevale

L’ultimo giorno di carnevale la tradizione prevede che per le vie di Marsciano (Perugia) si snodi una schiera di incappucciati che, intonando con voce spiegata una antica filastrocca, accompagnano in corteo verso la piazza centrale un pupazzo di paglia e stracci alto tre metri. Ancora oggi Marsciano conclude i festeggiamenti carnevaleschi rievocando l’avventura del 1643: la sera del martedì grasso un carro trasporta il fantoccio allegorico di Sansimino per le vie del centro, illuminate dalle fiaccole della processione degli incappucciati: si apre il processo che si conclude con sentenza inappellabile immediatamente esecutiva… Sansimino è messo al rogo, per scacciare via i mali dell’anno appena trascorso e per auspicarsi tempi migliori.

Leggi anche: Insalata leggera e gustosa

tags: #ferri #per #cialde #marsciano