Facimmece 'na pizza: Un'esperienza culinaria tra tradizione e innovazione ad Arzano e Pompei

La pizzeria "Facimmece 'na pizza", con sedi ad Arzano, Napoli e Pompei, si distingue per un approccio che fonde sapientemente tradizione e innovazione nel mondo della pizza. Emanuele Mazzola, il pizzaiolo di Arzano, ha conquistato il secondo posto nella classifica Pizza Classica al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, un riconoscimento che testimonia la sua maestria e dedizione all'arte della pizza.

L'anima della pizzeria: tradizione e attenzione al cliente

Emanuele Mazzola si definisce un pizzaiolo che "non fa una pizza contemporanea", ma è molto attento alle richieste dei più giovani. Questo equilibrio si riflette nell'offerta della pizzeria, che si adatta ai diversi momenti della giornata e ai gusti di ogni fascia di clientela.

Tre fasce orarie, tre pubblici diversi

La pizzeria "Facimmece 'na pizza" ha saputo intercettare le esigenze di diversi target di clienti, segmentando l'orario di servizio in tre fasce:

  • Dalle 19 alle 20: I bambini sono i protagonisti, con richieste che spaziano dalle classiche pizze würstel e patatine a quelle con prosciutto e mais.
  • Dalle 20 alle 22: Le famiglie prediligono le pizze della tradizione, con la Margherita in testa.
  • Dalle 22:30 a mezzanotte (e fino all'1 o alle 2 il sabato): I giovani si orientano verso proposte più innovative e gustose.

Un menu per tutti i gusti (e tutte le tasche)

La pizzeria offre un'ampia varietà di pizze, dai sapori tradizionali a quelli più audaci, con un occhio di riguardo al rapporto qualità-prezzo. La Margherita, ad esempio, costa solo 5 €, un prezzo "per il popolo", come afferma Emanuele Mazzola. Le pizze più elaborate arrivano a costare 9 €.

Tra le proposte più interessanti, spiccano:

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  • Pizza Bacio: pomodoro, provola affumicata, cicoli napoletani e tarallo napoletano sbriciolato (7,50 €). Un omaggio alla tradizione napoletana, con un tocco di originalità dato dal tarallo.
  • Pizza salsiccia e fiori di zucca: provola affumicata, salsiccia a crudo e fiori di zucca (7 €). Una variante estiva della classica salsiccia e friarielli, con un gusto più fresco e delicato.
  • Pizza Porn Jana: quattro lati ripieni con salsiccia & friarielli, parmigiana & provola, mortadella & pistacchio, ricotta & salame. Al centro, provola di Agerola, patate al forno e salsiccia paesana. Una pizza ricca e golosa, pensata per i palati più esigenti.
  • La Quadrifiocco: lati ripieni di prosciutto cotto, ricotta e provola di Agerola, condita con panna al centro, prosciutto cotto, provola di Agerola, crocchè fritti artigianali e basilico fresco.

La vittoria al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo: un trionfo di semplicità

Nunzio Gallo, titolare della pizzeria "Alleria" a Pompei, ha fatto squadra con Emanuele Mazzola al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, ottenendo una vittoria netta grazie alla semplicità e alla tradizione.

La Marinara: un omaggio alla tradizione napoletana

A differenza di molti altri concorrenti, Nunzio ed Emanuele hanno scelto di gareggiare con una Marinara, una delle pizze più semplici e gustose della tradizione napoletana. La pizza è stata valutata in base a quattro parametri: gusto, cottura, stesura ed estetica.

Passione, semplicità e ingredienti di qualità: la ricetta del successo

"Ha vinto la passione per la pizza, ma anche la semplicità e la tradizione racchiuse nella nostra Marinara. Pochi ingredienti ma buoni: una strategia che paga sempre", ha dichiarato Nunzio Gallo.

"Facimmece 'na pizza": un punto di riferimento per gli amanti della pizza

La pizzeria "Facimmece 'na pizza" si conferma un punto di riferimento per gli amanti della pizza, grazie alla sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, attenzione al cliente e ingredienti di qualità. Che siate alla ricerca di una pizza classica o di una creazione originale, da "Facimmece 'na pizza" troverete sicuramente la pizza che fa per voi.

Altre pizze invernali da non perdere

Oltre alle proposte di "Facimmece 'na pizza", il panorama pizzaiolo offre numerose altre creazioni invernali da non perdere, che celebrano i sapori e gli ingredienti di stagione. Ecco alcuni esempi:

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  • Fungo Cardoncello di Lello Ravagnan (Grigoris, Mestre, VE): fungo cardoncello, mugnuli selvatici, Blu del Caseificio Arioli e fior di latte di Agerola.
  • Burro e Tartufo di Carlo Sammarco (Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, Aversa e Frattamaggiore): base fior di latte dei Monti Lattari, prosciutto cotto San Giovanni al forno, burro di Normandia e tartufo nero uncinato.
  • Cuore del Nord di Roberto Ferrone (Ristorante Pizzeria Al 384, Roma): salsa di datterino rosso fatto in casa, baccalà cotto a bassa temperatura, polvere di olive, scaglie di Pecorino romano Dop Deroma, mentuccia ed essenza di aglio.
  • La Natale di Domenico Fortino (Pizzeria Wip, Nocera Inferiore, SA): Fior d’Agerola, porcino fresco, tartufo nero di Colliano, valeriana, more, ribes rosso, olio Evo Dop Colline Salernitane Pregio e glassa di aceto balsamico Leonardi.
  • Pizza al taglio con carciofi di Andrei George (amaRAnto, Roma): carciofi dell’azienda agricola di Mari Rino, Pecorino romano Dop dell’Azienda agricola D’Ascenzo e patate di Avezzano Igp di Assetta Innocente.
  • Il Diavoletto di Luciano Freddo (Pizzeria Il Diavoletto, Caserta): metà calzone e metà tradizionale, ripieno di ricotta di bufala e prosciutto cotto arrosto artigianale. La pizza è condita con pomodoro San Marzano Dop biologico, fior di latte, salsiccia secca piccante di nero lucano e olio Evo.
  • Oro Verde di Giuseppe Schembri (360 Gradi Pizzeria Delia, Delia, CL): cornicione ricoperto di Pistacchio di Bronte Dop, fior di latte chilometro zero, ciliegino locale, datterino giallo, porchetta artigianale cotta nel forno a legna, pesto di pistacchio di Bronte Dop fatto in casa e basilico.
  • Broccolum di Francesco Paola (Pizzeria Pizza & Passione, Qualiano, NA): provola affumicata, salsiccia fresca di maialino nero casertano, fiori di broccoletti calabresi spadellati, stracciatella di bufala, tarallo napoletano sugna e pepe sbriciolato, peperoncino secco e olio Evo.
  • La Parmigiana di Raffaele e Giuseppe Uliano (Pizzeria Diametro 33, Napoli): pomodoro La Fiammante, fior di latte e melanzane alla Parmigiana.
  • La Margherita di Giuseppe Mondello (Il Gurmentino, Vibo Valentia Marina): pomodori pelati San Marzano Dop dell’Agro Sarnese-Nocerino, fior di latte, basilico a chilometro zero e olio Evo I Patrusì.
  • La Ginger di Emanuele Diego Bergamo (Ginger Sushi Pizza & Drink, Catania): stracciatella di bufala, alga wakame Makoto, gambero rosso di Mazara e olio aromatizzato al tartufo Monini.
  • Buongustaio di Marcello Daffinito (Pizzeria Pulcinella, Pomigliano D’Arco, NA): pesto di basilico artigianale, mozzarella di bufala campana Dop, pomodorino semi-dry, basilico fresco, Parmigiano Reggiano Dop 30 mesi e olio Evo bio Quattociocchi.
  • Autumn Leaves di Franco Gallifuoco (Franco Gallifuoco Pizzeria, Napoli): crema di zucca, funghi misti stufati, pancetta tesa, Fior d’Agerola e crema di Pecorino romano Dop.
  • La zuppa inglese in pizza di Gianni Di Lella (Pizzeria La Bufala, Maranello, MO): base caramellata, crema pasticcera, crema pasticcera al cacao e alchermes vaporizzato.
  • La Rustichella di Umberto Ciavarella (Pizzeria Il Mulino, Rutigliano, BA): fior di latte Vivolat, battuto di cime di rapa locali, datterini gialli e rossi semi-dry cotti al forno e guanciale affumicato croccante.
  • “A cas ra nonn” di Salvatore Lioniello (Pizzeria Da Lioniello, Succivo, CE): montanara prima fritta e poi asciugata al forno, condita con ragù napoletano, pesto trapanese, burrata e basilico cristallizzato.
  • Pizza al taglio con verza bianca stufata di Andrei Ionescu e Ionut Chiriac (Eroi della Pizza, Roma): verza bianca stufata, cotta a bassa temperatura, aromatizzata con alloro, cipolla, peperoncino e vino bianco e Lardo di Colonnata.
  • La Bufalina di Mario laressa e Salvatore Di Palma (Pizzeria Donna Sofia ai Tribunali, Napoli): pomodorini, mozzarella di bufala, basilico e olio Evo Licinivs.
  • La Parmigiana scomposta di Giorgio Sortino (La Bella Lira, Ispica, RG): pizza in teglia ai cereali con melanzana bio, stracciatella di bufala campana, prosciutto cotto, uovo al nero d’Avola e basilico.
  • Goulash di Andrea Renzi (La Mangiatoia, Roma): bocconcini di manzo danese cotto a bassa temperatura, patate viola a sfoglia, erba cipollina di produzione propria e olio Evo fruttato Flaminio.
  • La Capocollo di Mario Porcaro (Maialumeria, Mugnano del Cardinale, AV): fior di latte Fiore bianco caseificio Bufal’ART, Blu di pecora, pomodorini gialli La Fiammante, capocollo, confettura biologica di ciliegie visciole di Brezzo, menta fresca e olio extravergine d’oliva Dop Colline Salernitane Pregio.
  • Pizza in teglia con base stracciatella e fior di latte di Daniele Campana (Pizzeria Campana dal 1990, Corigliano Calabro, CS): base stracciatella e fior di latte, patate della Sila saltate in padella con guanciale di suino nero.
  • La Norvegese di Antonio Riccio, Ciriaco Villa e Claudio Annunziata (Marcantonio-Pizzeria d’autore, Nocera Inferiore, SA): fior di latte, scarola riccia, salmone affumicato, stracciata di bufala, zest di limone, pepe rosa e olio Evo.
  • Rotolando verso Sud di Federico Massimo Stocchi e Giovanni Giglio (Il Forno degli Amici, Roma): pizza al padellino, con impasto al pomodoro San Marzano Dop, crema di cipolla di Giarratana stufata, cipollette di Alife, crema di sfincione palermitano, crumble di cipolla rossa di Tropea Igp e caciocavallo ragusano Dop.
  • Burrata & Acciughe di Patrick Zanoni (Rock 1978, Bione, BS): burrata locale di Salò, acciughe, pomodorini confit e dressing al basilico.
  • La Margherita di Vincenzo Merone (Il Ruttino, Sant’Agnello, NA): pomodori pelati La Torrente, Pecorino romano Dop, fior di latte, basilico genovese e olio Evo.
  • La Ferdinando di Valerio Iessi e Daniele Ferrara (I Borboni Pizzeria, Pontecagnano Faiano, SA): base di Fior d’Agerola, sfoglie di baccalà cotto a bassa temperatura, maionese di papaccella napoletana, polvere di olive e chiapparell, spuma di patate e olio extravergine d’oliva.
  • Pizza alla pala con crema di ceci pugliesi di Roberto Pacella (Osteria Il Bersagliere, Colonna, RM): crema di ceci pugliesi fatta in casa, mortadella di Bologna Igp e tartufo nero uncinato locale.
  • La Mallone di Francesco Miranda (Màdia, Salerno): fior di latte, mallone di cicoria e patate, schiacciata in crusca di grano duro, chips di peperone sciuscillone e olio extravergine d’oliva biologico.

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