Introduzione
La protezione delle piante da parassiti e malattie è una sfida costante per l'agricoltura. Tra i vari metodi di difesa, l'uso di anticrittogamici, in particolare composti a base di rame, ha una lunga storia. Questo articolo esplora le differenze tra due anticrittogamici ampiamente utilizzati: la Pasta Caffaro e la poltiglia bordolese, valutandone l'efficacia e le caratteristiche.
La Necessità degli Anticrittogamici
Le piante, nel loro sviluppo, possono essere ostacolate da fattori ambientali (cause abiologiche) e da parassiti (cause biologiche). Questi ultimi, comprendenti un'innumerevole varietà di organismi, tra cui crittogame e insetti, si nutrono a spese delle piante. Questi parassiti non solo impediscono il normale sviluppo delle piante, ma possono anche alterare i loro organi, riducendone il valore economico o addirittura causando la morte delle piante e la distruzione dei prodotti vegetali. I danni causati da questi parassiti sono enormi, raggiungendo miliardi di euro ogni anno a livello globale. Pertanto, fin dai tempi antichi, l'uomo ha cercato di difendersi da questi nemici. Oggi, esistono metodi di lotta curativi, che mirano a distruggere i parassiti in modo rapido e completo, e metodi preventivi, applicati prima che la causa patogena compaia, per impedirne o ostacolarne lo sviluppo o la diffusione.
I Sali di Rame come Anticrittogamici
Tra gli anticrittogamici, i composti di rame occupano un posto di rilievo, avendo fornito risultati significativi nella terapia vegetale. Inizialmente, si utilizzavano semplici soluzioni di solfato di rame, ma queste causavano bruciature sulle parti verdi delle piante e venivano rapidamente dilavate dalla pioggia. Per ovviare a questi problemi, si iniziò ad aggiungere latte di calce alla soluzione di solfato di rame, precipitando il rame in una forma meno solubile. Questo portò all'introduzione della poltiglia bordolese. In alternativa alla calce, si utilizzava talvolta la soda, ottenendo la miscela di Borgogna, e, più raramente, l'ammoniaca, producendo l'azzurrina o acqua celeste.
Le concentrazioni delle miscele inizialmente utilizzate erano elevate, ma l'esperienza ha permesso di ridurle considerevolmente, passando dall'8% di solfato di rame al 3%, poi al 2% e spesso anche all'1%.
Azione Immediata e Duratura delle Miscele Cupriche
Una miscela cuprica, per essere efficace contro la peronospora, deve agire sia immediatamente contro un'invasione improvvisa o prevista, sia a lungo termine contro le invasioni future. Si ritiene che l'azione immediata sia dovuta al rame solubile presente nella miscela, che viene dilavato dalle prime piogge, mentre l'azione lenta e successiva sia prodotta dalla dissoluzione dei composti insolubili di rame da parte delle acque meteoriche contenenti acido carbonico, ammoniaca, acido nitrico e nitroso, e, secondo alcuni, anche dagli essudati dell'epidermide della pianta. Pertanto, le miscele acide esercitano un'azione più rapida ed energica rispetto a quelle neutre e, soprattutto, a quelle alcaline. I tre tipi di miscele si ottengono utilizzando una quantità di alcali leggermente inferiore, equivalente o superiore a quella necessaria per precipitare tutto il sale di rame.
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La composizione chimica delle poltiglie bordolesi è stata oggetto di numerosi studi. Bell e Taber hanno analizzato la composizione dei precipitati e delle soluzioni derivanti dalla miscelazione di calce e soluzioni di solfato di rame in diverse proporzioni e concentrazioni. Per le miscele alcaline, gli autori hanno studiato i due tipi, la miscela azzurra e quella verde, che si ottengono in diverse condizioni di preparazione. Nelle miscele azzurre, ottenute versando rapidamente una dose di latte di calce concentrato in leggero eccesso in una soluzione diluita di solfato di rame, si forma un precipitato azzurro costituito principalmente dall'idrato rameico normale stabile Cu(OH)2, insieme a piccole quantità di sali basici.
Proprietà Bagnanti delle Poltiglie
Oggi, si desidera che le poltiglie abbiano anche proprietà bagnanti, che permettano loro di distendersi ampiamente sugli organi verdi delle piante, ricoprendoli con uno strato continuo e asciugandosi sul posto senza lasciare vuoti. Le poltiglie con proprietà bagnanti fissano il rame in modo più uniforme, diffuso e in maggiore quantità rispetto a quelle senza tali proprietà. Il potere bagnante è legato alla viscosità e alla tensione superficiale delle soluzioni, ma non dipende esclusivamente da esse. Ad esempio, liquidi a bassa tensione superficiale possono bagnare male, come la miscela di sapone di rame preparata con olio di ricino. Al contrario, alcuni liquidi con tensione superficiale simile a quella dell'acqua bagnano perfettamente i vegetali, come una miscela contenente 20 grammi di gelatina e 1 kg di acetato neutro di rame in 100 litri d'acqua, in cui la viscosità superficiale gioca un ruolo importante.
Le sostanze utilizzate per rendere bagnanti le comuni miscele anticrittogamiche sono principalmente saponi, saponine, sostanze albuminoidi e alcuni sali organici di produzione limitata. I saponi da soli sono sufficienti, ma il loro potere bagnante non è molto duraturo. Risultati migliori si ottengono con le saponine, che alcune piante, come Quillaya, Aesculus, Saponaria e soprattutto Sapindus, accumulano nel legno o nella corteccia dei loro frutti. Tuttavia, le saponine possono essere alterate dall'alcalinità dei liquidi e quindi vanno utilizzate con miscele acide. Tra le sostanze albuminoidi, si utilizzano le gelatine per le poltiglie acide e le caseine per quelle basiche, nella proporzione di 25-50 grammi per ettolitro.
Pasta Caffaro: Una Poltiglia Concentrata a Base di Ossicloruro di Rame
Tra i composti cuprici, oltre al solfato, si utilizza anche l'ossicloruro di rame come anticrittogamico. Questo si ottiene come sottoprodotto nella preparazione elettrolitica del sodio e del potassio, secondo il processo Granier, dagli anodi di rame. Si presenta come una polvere verde chiara insolubile in acqua, ma che rimane ben sospesa in essa, formando una poltiglia che aderisce bene alle foglie e possiede ottime qualità fungicide. Il prodotto commercializzato dalla società elettrica ed elettrochimica del Caffaro, con il nome di Pasta Caffaro, è una poltiglia concentrata a base di ossicloruro di rame, contenente circa il 16% di rame. Per l'uso, deve essere diluita in acqua nella proporzione di 1 kg per ettolitro, aumentando la dose a 1,5-2 kg in caso di infezioni violente.
Confronto tra Pasta Caffaro e Poltiglia Bordolese
Uno studio ha confrontato l'efficacia della Pasta Caffaro e della poltiglia bordolese contro la peronospora della vite. Nello studio, è stato valutato anche un prodotto a base di zineb. I risultati hanno mostrato che, in generale, tutti i crittogamici testati hanno mostrato una buona efficacia antiperonosporica. La "Pasta Caffaro" impiegata allo 0,50% e la poltiglia bordolese hanno offerto la protezione relativamente minore, senza una differenza significativa tra di esse. Una migliore protezione, con una differenza significativa rispetto alla poltiglia bordolese, è stata fornita dalla "Pasta Caffaro" allo 0,65%.
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Poltiglia Bordolese: Definizione e Meccanismo d'Azione
La poltiglia bordolese è un fungicida a base di rame utilizzato per prevenire malattie fungine in agricoltura e giardinaggio, specialmente nella coltivazione di frutta, vite e ortaggi. Il suo nome deriva dalla sua composizione: una miscela di solfato di rame (a pH acido) e idrossido di calcio (a pH alcalino). Il rame utilizzato proviene da miniere, mentre l'idrossido di calcio è ottenuto dalla cottura di rocce calcaree. Introdotta nel XIX secolo, la poltiglia bordolese è uno dei primi prodotti a base di rame utilizzati in agricoltura e continua ad essere ampiamente impiegata per proteggere le coltivazioni da diverse malattie fungine.
Come altri prodotti a base di rame, la poltiglia bordolese agisce come una barriera protettiva, rimanendo sulla superficie della pianta senza penetrare nei tessuti. È un fungicida preventivo, il che significa che deve essere applicato prima che le spore dei funghi trovino le condizioni ideali per crescere e prosperare sulle coltivazioni.
Tempi di Carenza
La poltiglia bordolese ha un tempo di carenza medio di 14 giorni, variabile a seconda della coltura. Nel caso dell'olivo, è consigliabile attendere 30 giorni prima di raccogliere i frutti.
Metodi di Analisi dei Sali di Rame
Il metodo più utilizzato per l'analisi dei sali di rame è quello elettrolitico, che unisce comodità e precisione. Per il solfato di rame ordinario, una soluzione contenente circa 0,25 grammi di rame, acidificata, viene sottoposta all'elettrolisi utilizzando una capsula di platino di Classen o un elettrodo a rete di Winkler come catodo, e facendo passare una corrente di 0,2-0,3 ampère a 3 volt. La deposizione completa del rame richiede diverse ore con catodo fisso e a freddo, mentre con catodo rotante e a 60-70°C il processo è più rapido. Per prodotti complessi o impuri, è necessario eliminare gli anioni e i cationi che possono interferire con la determinazione prima di eseguire l'elettrolisi.
I metodi volumetrici sono più rapidi, ma non tutti ugualmente affidabili. Tra questi, in Italia si utilizza il metodo Zecchini, basato sulla riduzione del sale di rame mediante una soluzione titolata di tiosolfato sodico e successiva titolazione dell'eccesso di tiosolfato con soluzione di iodio. Tra le impurità più comuni del solfato di rame si riscontra il solfato di ferro, che si identifica e si dosa facilmente con metodi qualitativi e quantitativi ordinari.
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Zolfo come Alternativa o Coadiuvante
Oltre ai prodotti cuprici, lo zolfo in polvere è un altro importante strumento nella protezione delle piante, particolarmente nella viticoltura, dove agisce come fungicida contro l'oidio. Lo zolfo non solo previene lo sviluppo dell'oidio, ma distrugge anche il micelio e i conidi del fungo, anche quando il parassita è nel suo pieno sviluppo. Sebbene l'uso dello zolfo a questo scopo risalga a più di mezzo secolo fa, il suo meccanismo d'azione non è ancora completamente chiarito. Alcuni ritengono che l'azione fungicida sia dovuta all'idrogeno solforato, mentre altri sostengono che lo zolfo agisca per sé stesso, attraverso i suoi vapori, o che le solforazioni abbiano un'azione fisica sull'oidio.
Lo zolfo agisce anche a distanza, ad esempio se sparso sul suolo attorno alla pianta. L'azione sugli organi verdi delle piante è accentuata nello zolfo sublimato, che contiene acidi solforoso e solforico. Per evitare scottature, si usa talvolta mescolarlo con corpi inerti o capaci di neutralizzarne l'acidità, come il gesso e il calcare. Oltre che nella viticoltura, lo zolfo in polvere trova impiego come fungicida nella frutticoltura e nel giardinaggio. Può essere utilizzato anche per combattere parassiti animali, come l'altica e i Tetranichus, contro i quali agisce come insettifugo. Per combattere la scabbia delle patate, lo zolfo viene mescolato al terreno, dove subisce una lenta ossidazione microbiologica, acidificando il suolo, il che è favorevole alla coltura delle patate, se non in eccesso. Contro alcuni funghi e animali, l'azione dello zolfo è superata dal solfuro di potassio (fegato di zolfo) e dai polisolfuri di calcio (miscela solfocalcica).
Metodi di Analisi dello Zolfo
Per gli zolfi utilizzati come anticrittogamici, la finezza è un parametro importante. Questa si determina con il solforimetro o solfinimetro di Chancel, costituito da una provetta di vetro con una scala graduata. Per eseguire la determinazione, si introducono 5 grammi di zolfo nel tubo, si riempie il tubo con etere puro e anidro e si agita secondo le norme stabilite. Nello zolfo si determinano anche l'acqua igroscopica (per essiccamento in stufa a 100°C) e le sostanze minerali e bituminose, pesando il residuo complessivo ottenuto per cauta evaporazione dello zolfo e poi il residuo esclusivamente minerale ottenuto per arroventamento.