Diarrea causata da insalata in busta: cause, rischi e prevenzione

L'insalata in busta è diventata un alimento base nelle case di molte persone in tutto il mondo. È comodo, facile da preparare e percepito come sano. Tuttavia, ci sono alcune preoccupazioni sulla sicurezza di questi prodotti, in particolare per quanto riguarda il rischio di diarrea causata da contaminazione batterica.

Igiene e umidità: un terreno fertile per i batteri

Diversi studi hanno dimostrato che l'igiene sommaria nel processo di lavorazione e l'umidità che si forma nel sacchetto di plastica possono portare ad alte concentrazioni batteriche nelle insalate e nei germogli pronti per l'uso. Uno studio condotto in Germania dall'Istituto federale per la valutazione del rischio (BfR) ha rilevato che, anche se le insalate e le verdure vengono correttamente conservate e vendute nei banchi frigo, sono comunque a rischio di contaminazione da batteri come Listeria, Salmonella ed E. Coli, nonché di virus, come norovirus ed epatite A.

Questi batteri possono provocare intossicazioni alimentari di varia gravità, con sintomi che vanno da nausea a vomito, diarrea o disfunzioni renali. Germogli di soia, insalate pronte, cavoli e carote possono quindi talvolta rappresentare un rischio per la salute.

Come avviene la contaminazione?

Le contaminazioni batteriche possono avvenire durante tutta la catena produttiva e distributiva:

  • Uso di concime o acqua per irrigazione inquinata: Se il concime o l'acqua utilizzata per irrigare le colture sono contaminati da batteri, questi possono trasferirsi alle piante.
  • Interruzioni della catena del freddo: Se le insalate non vengono conservate a temperature adeguate durante il trasporto e la conservazione, i batteri possono moltiplicarsi rapidamente.
  • Coltivazione dei germogli in contenitori non puliti: Se i contenitori utilizzati per coltivare i germogli non vengono puliti frequentemente, possono diventare un terreno fertile per i batteri.
  • Manipolazione degli alimenti: Qualsiasi alimento manipolato da persone infette con scarsa attenzione all'igiene personale può rappresentare fonte di infezione.

Inoltre, lattuga e cavoli producono composti naturali per difendersi dagli attacchi dei microrganismi. Ma questa protezione viene meno quando le piante sono recise. Anzi: la linfa che risale in superficie favorisce la proliferazione dei batteri. In più, l’umidità contenuta nel sacchetto di plastica crea un ambiente ideale per accelerarne la crescita.

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Listeria nelle insalate in busta: un allarme recente

Un nuovo allarme ha colpito i consumatori italiani: ben 19 marchi di insalata in busta sono stati ritirati dai supermercati a causa della contaminazione da Listeria monocytogenes, un batterio che può causare la pericolosa infezione chiamata listeriosi. Questo patogeno si trova comunemente nel terreno, nell’acqua e nella vegetazione, ed è in grado di crescere anche in condizioni estreme, come temperature basse (refrigerazione) o ambienti salini.

Secondo il Ministero della Salute, questa infezione si manifesta più frequentemente sotto forma di gastroenterite, con sintomi come diarrea, febbre e dolori muscolari, simili a quelli di un'intossicazione alimentare. Tuttavia, in alcuni casi, può evolvere in forme più gravi, come meningite, encefalite e sepsi, soprattutto in soggetti vulnerabili come anziani, neonati e persone immunocompromesse. Anche le donne in gravidanza sono particolarmente a rischio, poiché l’infezione può provocare gravi complicazioni come aborto spontaneo, parto prematuro o infezioni del neonato.

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sottolinea come la listeriosi sia una delle malattie alimentari più pericolose, con un tasso elevato di ospedalizzazioni e mortalità. Infatti, l'infezione sistemica può manifestarsi anche dopo un lungo periodo di incubazione, fino a 70 giorni dall’ingestione dell’alimento contaminato.

Salmonellosi: un'altra minaccia

La salmonellosi è un'infezione gastrointestinale causata da batteri appartenenti al genere Salmonella. Il contagio avviene prevalentemente mediante l'ingestione di alimenti contaminati o mediante il contatto diretto con i portatori, umani o animali. La trasmissione avviene per via oro-fecale, cioè con la contaminazione degli alimenti da parte di piccole particelle di feci, umane o animali, nelle quali è presente il batterio. Gli alimenti più a rischio sono uova crude, insaccati di suino, carni poco cotte, il latte crudo, i frutti di mare.

La salmonellosi si manifesta come una gastroenterite acuta, con diarrea (generalmente senza muco o sangue), vomito, febbre e dolori addominali. La malattia ha solitamente un decorso benigno e regredisce spontaneamente entro dieci giorni. Un decorso più grave si verifica negli anziani, nei bambini e nelle persone con deficit del sistema immunitario.

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Cosa fare per prevenire la diarrea da insalata in busta?

Ecco alcuni consigli utili per ridurre il rischio di contaminazione batterica e prevenire la diarrea:

  • Lavare sempre l'insalata: Anche se l'etichetta indica che l'insalata è già stata lavata, è consigliabile un ulteriore risciacquo sotto acqua corrente prima del consumo.
  • Consumare il prodotto il prima possibile: I batteri tendono a moltiplicarsi nel tempo, quindi è meglio consumare l'insalata subito dopo l'acquisto e comunque non attendere la data di scadenza.
  • Conservare correttamente l'insalata: Se non si consuma subito l'insalata, conservarla in frigorifero a una temperatura inferiore ai 4°C.
  • Prestare attenzione alle date di scadenza: Controllare sempre la data di scadenza e non consumare l'insalata se è scaduta.
  • Evitare l'insalata preconfezionata se si è immunocompromessi: Il BfR raccomanda che le persone con sistema immunitario indebolito evitino del tutto il consumo di insalate preconfezionate e germogli crudi.
  • Lavare accuratamente le mani: Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di maneggiare l'insalata.
  • Utilizzare utensili puliti: Utilizzare utensili puliti per preparare l'insalata ed evitare di contaminarla con altri alimenti.
  • Non interrompere la catena del freddo: Conservare gli alimenti a temperature adeguate durante il trasporto e la conservazione.
  • Cucinare gli alimenti a temperature elevate: Per uccidere il batterio Listeria, è necessario cuocere gli alimenti a temperature superiori a 65°C.

Cosa fare in caso di sintomi?

Se si sospetta di aver contratto un'infezione alimentare, è importante consultare immediatamente un medico, specialmente se si rientra tra i soggetti a rischio (anziani, bambini, donne in gravidanza, persone immunocompromesse). La listeriosi è curabile con antibiotici, ma è fondamentale agire tempestivamente, soprattutto per evitare complicazioni più gravi.

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