La Liguria, terra di mare e di monti, custodisce un patrimonio di sapori e tradizioni che si tramanda di generazione in generazione. Nel cuore delle sue città, accanto a vetrine moderne, resistono botteghe storiche che raccontano storie di passione, artigianato e amore per il territorio. Queste confetterie, pasticcerie e cioccolaterie non sono solo luoghi dove acquistare dolci prelibatezze, ma veri e propri custodi della cultura locale.
Le Confetterie Storiche: Un Tesoro di Genova e della Liguria
Nel cuore di Genova, città in cui la modernità convive con la storia, le insegne delle antiche botteghe storiche continuano a narrare il racconto del gusto e della tradizione. Tra queste spiccano nomi come Romanengo e Rivara.
Romanengo: Un'Istituzione Dolciaria dal 1780
Fondata nel 1780, la confetteria Romanengo è un'istituzione dell'arte dolciaria genovese. Zucchero, frutta candita e cioccolato vengono ancora lavorati secondo ricette secolari, in un laboratorio che è un vero e proprio museo della dolcezza e dell'eleganza. Verdi stesso scrisse che Romanengo “condiva squisitamente ogni sorta di frutto”. Umberto di Savoia, in occasione delle nozze con Margherita, volle i suoi frutti canditi. Nel 1857, il Consiglio comunale di Savona regalò i suoi “demizuccheri” a Vittorio Emanuele II in visita alla città. Persino il cantautore De Andrè l’ha resa protagonista di una canzone. Confetti, caramelle, cioccolatini, violette, praline, petit-fours, paste al frutto e meringhe vengono realizzati seguendo antiche ricette. Si dice che quella del torrone fondant ai pistacchi verdi fu fornita dalla regina Elena del Montenegro. In Soziglia, un museo segreto conserva confezioni di oltre due secoli.
Rivara: L'Arte della Sartoria di Qualità
Rivara, storica bottega di tessuti, mantiene viva un'altra tradizione: quella della sartoria di qualità, del dettaglio e dei materiali pregiati. Un punto di riferimento per generazioni di genovesi, dove il tempo sembra essersi fermato tra drappi, velluti e sete.
Identità e Resistenza del Commercio Storico Genovese
Romanengo e Rivara rappresentano non solo un'eredità commerciale, ma anche culturale e artigianale. Le loro vetrine raccontano la storia di una città che, pur cambiando, non dimentica il valore delle mani, della cura e della bellezza fatta a regola d'arte. Sono oggi simboli della resistenza del commercio storico genovese, testimonianze di come la tradizione possa convivere con la modernità, restando autentica e viva.
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La Giornata Nazionale dei Locali Storici d'Italia
Come ogni anno, il primo sabato di ottobre è dedicato alla conoscenza e alla promozione del patrimonio storico-culturale custodito all'interno dei Locali storici d'Italia. Anche la Liguria celebra la Giornata Nazionale dei Locali storici d'Italia con degustazioni, aperture straordinarie e visite guidate a bar, ristoranti e pasticcerie da Levante a Ponente. In qualità di uno dei locali più antichi di Recco, anche Da Ö Vittorio partecipa offrendo ai partecipanti un assaggio della sua calda e rinomata ospitalità.
Locali Storici Liguri: Un Viaggio nel Tempo e nel Gusto
La Liguria è costellata di locali storici che hanno segnato la vita culturale e sociale della regione. Questi luoghi, spesso frequentati da artisti, scrittori e personalità di spicco, conservano un fascino unico e rappresentano un patrimonio da tutelare e valorizzare.
Royal Hotel di Sanremo: Un'Icona di Eleganza e Storia
Impegnato fin dal 1872 nel rendere la vita dei suoi ospiti una vera e propria opera d'arte, il Royal Hotel è uno dei locali più antichi e affascinanti della ridente città dei fiori. Ha ospitato personaggi illustri come "Sissi" imperatrice d'Austria, re Farouk e Mascagni.
Zeffirino: Un'Eccellenza Gastronomica dal 1939
Sin dal 1939, il locale fondato da Zeffirino Belloni è esponente del buon cibo in una delle strade più eleganti della città di Genova.
Altri Locali Storici Liguri
- Osteria Luchin (Chiavari): Legata al poeta, giornalista e commediografo genovese Vito Elio Petrucci.
- Excelsior Palace.
- Hotel Bristol Palace (Genova): Palazzo liberty del 1904 amato da Pirandello e D’Annunzio e dall’imperatore Hirohito. La scala ellittica ispirò a Hitchcock il film “Vertigo”.
- Hotel Imperial Palace (Santa Margherita Ligure): Liberty il palazzo, la hall e il “Caffè il Trattato”. Ospitò in segreto Eva Braun, compagna di Hitler, e poi le notti di Simone Signoret, Ives Montand, Humphrey Bogart e Lauren Bacall.
- Caffè Pasticceria Balzola (Alassio): Aperto nel 1902, negli Anni Venti diede vita al “caffè-concerto” italiano con artisti come Tito Schipa e Beniamino Gigli.
- Pasticceria Svizzera Vital Gaspero (Albaro): Un altro esempio di eccellenza pasticcera di origine svizzera.
- Antica Osteria del Bai: Dove Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio salutarono con il bicchiere della staffa la partenza con i Mille dallo Scoglio di Quarto.
- Caffè Mangini (Genova): Cenacolo giornalistico-letterario genovese frequentato da Sandro Pertini.
- Pasticcerie Rossignotti (Sestri Levante): Crema e sfoglie, cannoli, cavolini con panna, torroni e torroncini che conquistarono il presidente Roosevelt, Greta Garbo e Guglielmo Marconi.
Bomboniere a La Spezia: Un Ricordo Indimenticabile per il Matrimonio
A La Spezia, la scelta delle bomboniere per il matrimonio è un momento importante, un modo per ringraziare gli invitati e lasciare un ricordo speciale del giorno più bello. Il budget medio delle coppie di sposi per le bomboniere a La Spezia è di circa 512€.
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Idee Originali per Bomboniere
A La Spezia si trovano diverse opzioni da regalare come bomboniera di nozze, come:
- Bottigliette in miniatura di liquori artigianali
- Saponi aromatici
- Braccialetti e orecchini
Artigiani e Negozi Specializzati a La Spezia
Diversi artigiani e negozi a La Spezia offrono bomboniere uniche e personalizzate:
- Lolly Creations: Laboratorio artigianale specializzato in bouquet profumati in cera e gesso ceramico.
- Lo scrigno dei Sogni di Elsa: Negozio che aiuta i genitori dei bambini portatori di handicap. Acquistando le bomboniere qui, si contribuisce ad una buona causa.
- Italia Beverage & Food: Opificio che produce liquori artigianali personalizzabili.
- Federghini Tipografia: Confeziona bomboniere.
- Mia Art à Porter: Attività rivolta all'arte e alle sue declinazioni che coinvolgono la moda, gli accessori e i complementi d'arredo.
- Aelle Creazioni: Azienda produttrice di articoli da nozze da più di trent'anni.
- Tiziana: Professionista del settore che consiglia gli articoli più adatti.
- DG Wedding by…
- Chance: Azienda a gestione famigliare specializzata nella vendita di piante e fiori, che offre anche un servizio di organizzazione eventi e scelta di bomboniere nuziali.
- Apicoltura Ribaditi: Una delle aziende più consigliate dalle coppie di Matrimonio.com nella categoria Bomboniere a La Spezia.
Gli "Svizzeri" a La Spezia: Maestri Pasticceri e Innovatori del Marketing
Verso la metà dell’Ottocento, alcuni pasticceri provenienti dai Grigioni, il cantone della Svizzera sudorientale, si stabilirono a La Spezia. Si chiamavano Augustin, Bazzell, Crastan, Peer, cognomi che ne attestavano la provenienza. Non ci misero molto per amalgamarsi alla perfezione con l’ambiente, diventando figure di spicco nel panorama commerciale locale.
Abilità Pasticcera e Marketing
Oltre all’abilità pasticcera, gli Svizzeri erano capaci nel marketing. Infatti, i loro negozi erano tutti collocati negli angoli dei palazzi in modo da essere visti da almeno due lati. Si diceva che a portare nei loro caffè più che la vista fosse l’aroma che ne fuoriusciva, quasi un invisibile filo d’Arianna che conduceva il consumatore al loro interno. La loro specialità, gli amaretti, erano dolcetti prelibati che catturavano la clientela.
Un Esempio di Pubblicità nel 1890
Un articolo del tempo ci informa che, nel Natale del 1890, i Signori Bazzell e Crastan aprirono una nuova vetrina nella pasticceria che gestivano sotto i portici in via Chiodo nel palazzo Doria. Il cronista che scrive il pezzo afferma che lì si trova ogni ben di Dio ed aggiunge solerte che la qualità del servizio ed i prezzi praticati non conoscono rivali. Il ritrovo era ideale per chi prediligeva il dolce o desiderava un punch ben fatto, una buona tazza di caffè o un corroborante vino caldo. Per chi amava assaggiare qualcosa di più squisito, si poteva chiedere una tazza di Champagne italiano di cui i gerenti avevano l’esclusiva.
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"A Bestia der Casteo": Una Leggenda Spezzina e la sua Interpretazione Dolciaria
Una leggenda locale narra di una misteriosa creatura, "a bestia der casteo" (la bestia del castello), che si aggirava nei pressi del Castello San Giorgio a La Spezia.
La Nascita della Leggenda
Le dicerie sulla misteriosa bestia non si quietavano e, tra le pagine dei quotidiani, qualcuno provò anche a descriverla definendola un basilisco: un rettile orrendo, nato dall’uovo di un gallo e covato da un serpente, che con un sguardo fiammeggiante e brillante poteva uccidere una persona.
La Caccia al Mostro
Bastarono poche righe a far incamminare gli avventurieri verso il Castello San Giorgio. La tana del mostro si sarebbe dovuta trovare in un passaggio segreto che univa il forte al centro città, ma i cacciatori di mostri non ebbero grande fortuna.
L'Interpretazione Dolciaria
Una confetteria del centro creò un’intera linea dedicata al presunto mostro e la chiamò “A bestia der casteo”. Ancora più curiosa fu l’idea di un altro spezzino che, nel suo fondo, espose a pagamento per i curiosi un’altra bestia impagliata che somigliava a quella descritta nei giornali.
Sonetti e Canzoni
Di sonetti e canzonette su a bestia ner casteo ne furono scritti e decantati in quantità, uno di questi testo è diventato una canzone per il Carnevale ed è stata attribuita ad Ubaldo Mazzini.
Teorie Sulla Bestia
Con il passare degli anni si è fatta avanti una serie di teorie più semplici e decisamente più credibili. Poteva trattarsi di un canguro per le zampe lunghe e il ventre gonfio, di un varano oppure di un camaleonte per gli artigli e lo sguardo particolare.
Un Mistero Irrisolto
Anche queste, però, sono tutte teorie ed è per questo a bestia der casteo rimane un mistero. Quindi se, ancora oggi, qualcuno vi apostrofa paragonandovi al basilisco di Castel San Giorgio, almeno sapete il perché.
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