Il Cioccolato di Modica: Storia, Produzione e Tradizione Siciliana

Il Cioccolato di Modica rappresenta una delle eccellenze italiane più apprezzate a livello globale. Il suo sapore distintivo ha ottenuto nel 2018 il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) da parte dell’Unione Europea. Questo articolo esplora la storia di questo prodotto di eccellenza, le sue proprietà nutrizionali e i benefici per l’organismo, oltre alle tecniche di produzione che lo rendono unico.

Origini Storiche del Cioccolato di Modica

Le radici del Cioccolato di Modica affondano nella Sicilia del XVI secolo, durante il periodo di dominazione spagnola. In quel tempo, la Contea di Modica era uno degli stati feudali siciliani più importanti nel Meridione italiano, godendo di una notevole autonomia amministrativa. Furono gli spagnoli a introdurre la produzione del cioccolato, avendo appreso la coltivazione delle piante di cacao dagli Aztechi dell’America del Sud, dove sorgevano numerose colonie.

Inizialmente, il Cioccolato di Modica era un prodotto consumato esclusivamente dalle famiglie più benestanti, che lo preparavano in casa soprattutto durante le festività. La ricetta è giunta fino ai giorni nostri grazie alla trasmissione di una tradizione conservata di generazione in generazione.

Riconoscimenti e Tutela

A partire dal 2000, il Cioccolato di Modica ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Nel 2003 è nato il Consorzio per la Tutela del Cioccolato di Modica, che riunisce i produttori della città con l’obiettivo di stabilire una disciplinare di produzione, uniformando le modalità e i tempi di lavorazione. A questo primo passo sono seguiti altri importanti traguardi, tra cui il marchio IGP e l’inserimento del prodotto nel registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Il Processo di Produzione Artigianale

Le proprietà uniche del cioccolato di Modica, tra cui la sua azione antiossidante, derivano dalle particolari modalità produttive. Anticamente, quando il cacao veniva lavorato a mano, la massa di cacao veniva stesa su una spianatoia a forma di mezzaluna, realizzata in pietra lavica già calda, e successivamente amalgamata con un matterello cilindrico di peso e forma variabili a seconda della fase di lavorazione.

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Oggi, il cacao ottenuto dalla tostatura e macinatura dei semi non viene privato del burro di cacao in esso contenuto. Successivamente, mantenendo una temperatura inferiore ai 40°C, il cacao viene mescolato con zucchero (generalmente di canna o semolato) e spezie come cannella, zenzero, vaniglia o peperoncino. In alternativa, si possono aggiungere scorze di arancia o limone. La quantità di cacao rimane elevata, oscillando tra il 65% e il 90%.

La forza del Cioccolato di Modica risiede nella semplicità della lavorazione e nel gusto che si presenta dolce ma leggermente granuloso e friabile al palato.

Benefici per la Salute

Studi recenti hanno confermato che il cioccolato, consumato in quantità moderate e controllate, può apportare benefici alla salute. In particolare, è stato dimostrato che il consumo di circa 10 grammi di Cioccolato di Modica al giorno migliora la flessibilità delle arterie e favorisce l’attività cardiovascolare.

Questi benefici sono attribuiti alla lavorazione a freddo del cacao, che, a differenza dei processi a caldo utilizzati per altre tavolette di cioccolato, preserva le proprietà benefiche del prodotto.

Caratteristiche Uniche

Simone Sabaini, amministratore unico di Sabadì, azienda leader nella produzione di cioccolato di Modica, sottolinea come la freschezza sia un elemento distintivo. A differenza di altri cioccolati, il cioccolato di Modica è un prodotto fresco da dolceria, da consumarsi entro pochi giorni per apprezzarne appieno le qualità.

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Le peculiarità principali del cioccolato di Modica sono la lavorazione a freddo, a una temperatura inferiore a 42°C, che impedisce allo zucchero di sciogliersi, e l’assenza di burro di cacao aggiunto. Questo lo rende un "cioccolato primordiale", simile ai primi cioccolati di tradizione ispanica giunti in Sicilia durante la dominazione spagnola.

Fasi della Produzione Moderna

Le fasi produttive del cioccolato di Modica includono la tostatura e la spremitura delle fave di cacao per ottenere la massa di cacao. Contemporaneamente, vengono preparati gli altri ingredienti, che vengono poi aggiunti alle tavolette. La massa di cacao viene sciolta a una temperatura di 40°C e miscelata con lo zucchero e gli altri ingredienti. Il cioccolato passa poi in una macchina temperatrice a tre stadi, viene modellato, fatto vibrare per eliminare le imperfezioni, raffreddato, confezionato e astucciato.

Innovazione e Sperimentazione

Nonostante la tradizione, i produttori di cioccolato di Modica non rinunciano all'innovazione. Sabadì, ad esempio, ha introdotto la prima cantina al mondo per l’affinamento del cioccolato in barrique, tabacco, fiori, erbe, spezie, tè e resine. Altre novità includono le tavolette funzionali, che abbinano un gusto a una funzione specifica, e il cioccolato al latte lavorato a freddo.

La sperimentazione si estende anche agli abbinamenti: il cioccolato di Modica, grazie all’assenza di burro di cacao aggiunto, si presta particolarmente ad essere combinato con diversi ingredienti, permettendo di distinguere chiaramente i sapori.

Il Cioccolato di Modica nel Contesto Siciliano

Per anni, i viaggiatori sono stati attratti dalla storia della Sicilia, dai suoi vulcani e dalla sua cucina, incluso il cioccolato caratteristico dell'isola. Modica, situata in provincia di Ragusa e diventata patrimonio mondiale dell’UNESCO, è considerata la patria del cioccolato in Sicilia.

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Il cioccolato di Modica è fatto alla vecchia maniera, senza separare il cacao dal burro di cacao e senza la fase di concaggio. La pasta viene schiacciata su un piano di pietra concavo con rulli di pietra, riscaldata a una temperatura tra 35°C e 40°C, e poi mescolata con zucchero e spezie. La bassa temperatura impedisce allo zucchero di sciogliersi, conferendo al cioccolato una consistenza rustica e granulosa.

Proprietà e Benefici

Il cioccolato di Modica contiene tra il 65% e il 90% di cacao ed è un cioccolato fondente a base di pasta di cacao, zucchero e aromi naturali. La bassa temperatura di lavorazione preserva il sapore primitivo e le proprietà del cacao, tra cui effetti curativi, anticoagulanti, antiossidanti e la presenza di vitamina E.

Una delle proprietà più particolari è il rilascio di endorfine, tanto che in passato il cioccolato siciliano veniva prescritto dai medici come cura.

Utilizzo in Cucina

Il cioccolato di Modica si consuma generalmente a fine pasto o con il caffè, sciogliendolo delicatamente in bocca. Può essere utilizzato anche in creme, nell’acqua o mescolato alla ricotta, come nella cassata. Al palato, rivela una consistenza sabbiosa caratteristica.

Storia e Tradizione

Durante la dominazione spagnola, nel XVI secolo, i conquistadores portarono in Sicilia il cacao e le ricette per quello che gli Aztechi chiamavano xocoàtl, una pasta macinata su una pietra liscia detta metate. A differenza del cioccolato moderno, lo xocoàtl originale era amaro e veniva utilizzato per esaltare salse, grattugiato sulle insalate o consumato come integratore alimentare.

Nel XVII secolo, a Modica, il cioccolato era riservato alle famiglie nobili e facoltose, per poi diffondersi all’intera popolazione, che lo utilizzava nelle occasioni speciali. Mentre nel resto d’Europa la preparazione del cacao si industrializzava, la Sicilia conservava il metodo tradizionale, rendendo Modica la città che custodisce le origini del cioccolato.

Tecniche di Lavorazione

A Modica, generazioni di famiglie hanno seguito le stesse tecniche, utilizzando i metati lavorati con pietra lavica dell’Etna. La pasta di cioccolato viene mescolata con lo zucchero a freddo, in modo che lo zucchero non si sciolga, conferendo al cioccolato una consistenza croccante. Un tempo, venivano aggiunti sapori tipici della Sicilia, come l’olio di lime o il pistacchio.

Benefici per la Salute

Come gli Aztechi, i cioccolatieri modicani credono che il loro cioccolato abbia benefici per la salute. Il cacao grezzo è ricco di antiossidanti e flavonoidi, e il processo di lavorazione a freddo aiuta a mantenere intatte queste proprietà.

IGP Cioccolato di Modica

L’IGP Cioccolato di Modica si riferisce al cioccolato ottenuto dalla trasformazione della pasta di cacao amaro con aggiunta di zucchero. Il vero cioccolato modicano contiene pasta di cacao amaro (dal 50 al 99%) e zucchero (dall’1 al 50%), ed è tradizionalmente aromatizzato con spezie, aromi naturali o frutta secca o disidratata.

Sopravvivenza alla Storia

Nonostante le difficoltà, come il terremoto del 1693, l’industria del cioccolato a Modica è sopravvissuta, mantenendo viva la tradizione. Nel 2013, il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica ha pubblicato ricette risalenti agli anni ’40 del Settecento, e ogni dicembre la sagra ChocoModica celebra il cioccolato e l’architettura barocca della città.

Il Museo del Cioccolato

All’interno del Palazzo della Cultura si trova il Museo del Cioccolato, che racconta la storia e l’evoluzione del cioccolato modicano. Il cioccolato a Modica è considerato una spezia e viene utilizzato per arricchire diversi piatti, come la caponata o le carni.

Gli Mpanatigghi

L’espressione più autentica del cioccolato di Modica sono gli mpanatigghi, biscotti a mezzaluna ripieni di cioccolato e carne. Questa combinazione insolita riflette le contaminazioni culturali della Sicilia e la tradizione di utilizzare il cioccolato in abbinamento alla carne.

Il Cioccolato di Modica e la Gastronomia Siciliana

Il cioccolato di Modica è un simbolo culturale della Sicilia, un’icona del gusto che incarna l’anima artigianale e l’identità culturale della regione. Le prime tracce documentate della sua lavorazione risalgono al 1746, quando il cacao veniva lavorato a freddo con zucchero e spezie, una tecnica che ancora oggi conferisce alla tavoletta modicana il suo caratteristico aspetto granuloso e il sapore ricco di sfumature.

Modica, al riparo dai cambiamenti introdotti dalla rivoluzione industriale, ha mantenuto intatto il suo metodo artigianale, che si tramandava nei caffè storici dell’Ottocento. Questo cioccolato unico, privo di burro di cacao e lavorato a bassa temperatura, si differenzia nettamente dalle tavolette più comuni.

La Leggenda della Ricetta Azteca

A dispetto della diffusa leggenda sulla “ricetta azteca”, il cioccolato di Modica non deriva direttamente dalla preparazione dello “xocolatl” messicano, che era privo di zucchero. Tuttavia, l’influenza culturale spagnola ebbe un ruolo centrale: furono infatti i conquistadores a introdurre in Sicilia le prime tecniche di lavorazione del cacao, avvalendosi del “metate”.

L'Evoluzione delle Tecniche

Soltanto nella seconda metà del Novecento, gli artigiani del cioccolato di Modica introdussero nuove tecniche, come il bagnomaria e l’uso delle temperatrici.

Il Museo del Cioccolato: Un Viaggio nella Tradizione

Per testimoniare l’importanza di questa tradizione, nel 2014 il Consorzio per la Tutela del Cioccolato di Modica (CTCM) ha inaugurato il Museo del Cioccolato, situato nel Palazzo della Cultura di Modica. Il museo offre un’esperienza immersiva nella tradizione modicana, raccontando l’evoluzione del cioccolato dal 1746 al 1915 attraverso documenti storici e riproponendo le tecniche antiche in un ambiente suggestivo.

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