Caserma Salsa a Belluno: Un Viaggio nella Storia Alpina

La caserma "Tommaso Salsa" di Belluno rappresenta un capitolo significativo nella storia militare e alpina della città. Intitolata all'eroico Generale Tommaso Salsa, medaglia d'oro al valor militare, questa caserma ha ospitato per decenni il 7° Reggimento Alpini e ha svolto un ruolo cruciale nella difesa del territorio e nella formazione di generazioni di alpini.

Tommaso Salsa: Un Eroe Legato a Treviso e Belluno

Tommaso Salsa, nato il 17 ottobre 1857 a Treviso e deceduto il 21 settembre 1913, fu un generale che si distinse sul campo, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’oro al valor militare per il coraggio dimostrato nei combattimenti contro le truppe turco-arabe tra il 1912 e il 1913. Figlio dell’avvocato Agostino Salsa e di Giuseppina Tiretta, contessa appartenente a una famiglia legata alla città di Treviso fin dal XIV secolo, proveniva da un ambiente molto in vista nel Trevigiano. Dopo aver iniziato gli studi alla facoltà di Giurisprudenza, all’Università di Padova, si iscrisse alla Regia Accademia militare di Modena. Nominato ufficiale a soli 23 anni, scalò quella che era la gerarchia militare. La targa posta sulla sua casa natale a Treviso ne ricorda la figura.

La Nascita della Caserma Salsa: Una Risposta alle Esigenze Militari

All'inizio del XX secolo, Belluno si trovò di fronte alla necessità di rafforzare il proprio presidio militare per proteggere i confini con l'Austria. Nel 1908, il Genio Militare di Belluno comunicò al Sindaco della città che, a causa delle modifiche all'ordinamento dell'Esercito, era necessario aumentare il presidio. L'unica caserma presente all'epoca, la "Fantuzzi", fu giudicata insufficiente per ospitare il numero di truppe previsto dal piano di difesa. Si decise quindi di costruire due nuove caserme per ospitare un nuovo reggimento di Alpini e un reggimento di Artiglieria.

Nel 1910, fu stipulato un contratto tra il Regno d'Italia e il Comune di Belluno per l'acquisto di terreni in località Mussoi per l'edificazione delle due nuove strutture. Il Comune si impegnò a versare 150.000 lire per l'acquisto dei terreni, in parte di proprietà del Sovrano Ordine di Malta e in parte già ceduti a terzi. L'amministrazione Militare di Padova, in base alla legge 25/1865, emise un decreto di occupazione del terreno per cause di pubblica utilità.

Il 9 febbraio 1910, l'Ufficio Autonomo delle Fortificazioni di Belluno pubblicò l'avviso d'asta per la costruzione delle due caserme. La caserma destinata all'artiglieria ebbe un costo stimato di 670.000 lire, mentre quella destinata al reggimento Alpini costò 775.000 lire. I lavori di costruzione iniziarono poco dopo e, tra il 1912 e il 1913, le due strutture furono completate e consegnate ai reparti il 1° ottobre 1913.

Leggi anche: Riqualificazione urbana: Il caso dell'Ex Caserma Salsa

Intitolazione e Primi Anni di Attività

L'intitolazione ufficiale delle due caserme avvenne nel 1919. La caserma d'artiglieria fu dedicata alla medaglia d'oro Michele D'Angelo, mentre l'altra struttura fu intitolata alla medaglia d'oro Tommaso Salsa.

Il 23 maggio 1926, alla presenza del Re d'Italia, fu inaugurato il monumento ai caduti del Settimo Alpini nella caserma "Salsa". Il monumento, realizzato dallo scultore Silvio Zaniboni, fu completato nel 1937 con la deposizione alla sua base di un'urna contenente la terra dei luoghi in cui il Settimo aveva combattuto.

Nel 1937, in occasione del cinquantenario del reparto, il colonnello Carlo Ghe decise di creare un Museo-Sacrario nei locali della caserma. Il Museo Sacrario fu inaugurato il 13 dicembre 1939 nei locali del comando Reggimento al primo piano.

Fino alla seconda guerra mondiale, le due caserme ospitarono il 7° Alpini e il 3° Reggimento Artiglieria da Montagna.

Il Dopoguerra e la Riconversione

Nel dopoguerra, a partire dal 1° luglio 1953, la caserma "Salsa" ospitò il Battaglione "Belluno" del 7° Reggimento Alpini, mentre la caserma "D'Angelo" ospitò il Gruppo "Lanzo" del 6° Reggimento Artiglieria da Montagna.

Leggi anche: Come Preparare la Salsa Verde

Con lo scioglimento dei reggimenti nel 1975, la situazione rimase pressoché invariata. Il battaglione "Belluno" rimase alla caserma "Salsa", mentre il gruppo "Lanzo" continuò a utilizzare la caserma "D'Angelo".

Il 26 marzo 1991, il Gruppo "Lanzo" lasciò Belluno per trasferirsi a Bassano del Grappa. Le caserme furono quindi unificate e utilizzate dal Battaglione "Belluno" prima e poi dal 16° Reggimento "Belluno". Con lo scioglimento del reggimento nel 2004, la caserma fu utilizzata per alcuni mesi dal Nucleo Stralcio.

Il Museo Storico del 7° Reggimento Alpini: Memoria e Valori

Il 13 dicembre 1939 fu inaugurato il museo del 7º Alpini per volontà del comandante col. Carlo Ghe per ricordare i Caduti del Reggimento. Nel settembre 1943, con lo scioglimento del 7º, si temette che i reperti finissero in mano agli occupanti. Amedeo Burigo, economo comunale e vecchio ufficiale del 7º, con uno stratagemma, fu autorizzato dagli occupanti a far uscire il patrimonio museale dalla “Salsa”, per essere poi custodito in magazzini comunali.

Dal 1997 il museo fu di nuovo a rischio dispersione. Nel 2005 la Provincia offrì la soluzione di Villa Patt a Sedico. Arrivarono nel frattempo i contributi di Regione Veneto e Fondazione Cariverona e il 2 giugno 2007 fu tagliato il nastro della struttura museale ideata dall’arch. Alberto Erseghe.

Il museo, gestito dal Servizio Cultura della Provincia, ripartì grazie anche alla collaborazione del personale del 7º e a importanti donazioni. Furono inventariate, digitalizzate e catalogate foto storiche e cartoline militari. Si allestirono nuove sale tematiche e pannelli didascalici anche per non vedenti, gigantografie, installazioni video.

Leggi anche: Come fare la Salsa Caesar

Oggi, il museo, ospitato nei locali di Villa De Manzoni Patt di Sedico, racconta la storia dello storico Reggimento Alpino n° 7 con una nutrita collezione di cimeli militari. Nel museo trova spazio il materiale recuperato dalla caserma “Salsa” e consta di n. 160 armi, n. 148 cimeli vari, n. 271 documenti e n. 33 donazioni private.

Belluno e gli Alpini: Un Legame Indissolubile

La storia della città di Belluno è strettamente legata alla storia del Corpo degli Alpini. Lo testimoniano i tanti Reparti delle Truppe Alpine che hanno avuto sede nel suo territorio e le tante infrastrutture militari ancora presenti. Tra queste, spiccano il "Ponte degli Alpini", i rifugi "Settimo Alpini" e "Brigata Cadore" e il "monumento al Mulo".

Oltre alla caserma "Salsa", Belluno ha ospitato altre importanti caserme, tra cui la "Fantuzzi", la "Toìgo" e la "Piave".

Il 7° Reggimento Alpini Oggi

Oggi, il 7° Reggimento Alpini è di stanza nella vecchia sede della caserma Salsa al comando del colonnello Stefano Fregona. Il reggimento continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità bellunese e un simbolo dei valori alpini.

Il Contesto più Ampio: Trasformazioni Militari e Impatto Locale

Negli anni successivi all’ultimo dopoguerra, l’assetto del mondo occidentale è cambiato come pure le tecnologie e le tecniche, anche quelle riferite ai sistemi di difesa e di guerra; si sono evoluti i sistemi politici, quelli delle relazioni internazionali, sono mutati i criteri e le identità dei blocchi di forza, il ‘terrorismo’ è entrato in gioco come entità contendente. Tra i cambiamenti sostanziali, la riduzione progressiva del numero dei militari ‘chiamati’ fino alla sospensione della ‘leva’ obbligatoria col riassetto verso un esercito del tutto specializzato fatto di soli professionisti, in grado di operare a livello internazionale, duttile e perfettamente padrone di armamenti e tecniche di intervento sofisticati. Belluno, nell’ultimo quarto di secolo, ha così visto svaporare rapidamente il suo piccolo particolare popolo in grigio-verde: la città si è svuotata della presenza, delicata ma possente, di quei giovani - qualche migliaio - considerati come figli, che la rendevano viva e fiduciosa di futuro.

tags: #caserma #salsa #belluno