Introduzione
L'espressione "bottega della pasta" evoca immagini di tradizione, artigianalità e sapori autentici. Ma cosa significa realmente questo termine? Per comprenderlo appieno, è necessario intraprendere un viaggio attraverso la storia della pasta, delle botteghe e dell'evoluzione del linguaggio. Questo articolo esplorerà le origini della pasta, la storia delle botteghe, il significato del termine "bottega della pasta" oggi e come si inserisce nel panorama culinario italiano.
Le Origini Antiche della Pasta
La storia della pasta è antica e affascinante, radicata in un passato lontano. Già in epoca preistorica, l'uomo utilizzava strumenti rudimentali per lavorare i cereali e creare impasti.
- Epoca Paleolitica: Sulle rive del lago di Bilancino, sopra Firenze, gli archeologi hanno scoperto un villaggio paleolitico con alcuni "macinelli", sassi utilizzati per ridurre in farina radici e semi essiccati.
- Medio Oriente (VIII millennio a.C.): Nella località chiamata Malaha, Jean Perrot scoprì i resti di un villaggio preistorico.
- Macedonia (6000 anni a.C.): Gli scavi archeologici portarono alla luce reperti che dimostrano che l'uomo non era più nomade, ma viveva in una comunità organizzata dove allevava bestie per la coltivazione dei cereali.
- Popoli Italici (IX sec. a.C.): Coltivavano prevalentemente farro e orzo, ma anche miglio e grano. I cereali venivano abbrustoliti prima della cottura per conservarli meglio.
Queste scoperte archeologiche testimoniano come l'uomo, fin dall'antichità, abbia cercato di trasformare i cereali in alimenti più facilmente conservabili e consumabili.
I Primi Formati di Pasta
Nel corso dei secoli, diverse civiltà hanno sviluppato tecniche e formati di pasta unici.
- Marco Terenzio Varrone (I sec. a.C.): Parlava di Lixulae, una specie di gnocchi ottenuti impastando acqua con farina e formaggio.
- Orazio (35 a.C.): Descriveva nella sua satira una cena frugale a base di porri, ceci e lagane.
- Al-Idrisi (850 d.C.): Descriveva il paese di Trabia, in Sicilia, dove si fabbricava un cibo di farina a forma di fili.
Questi esempi dimostrano come la pasta, in forme diverse, fosse già presente nella dieta delle popolazioni antiche.
Leggi anche: Sesto San Giovanni: La Bottega Delle Cialde
L'Evoluzione delle Botteghe Artigiane
Parallelamente all'evoluzione della pasta, si sviluppò anche la figura della bottega artigiana. La parola "bottega" ha origini antiche e un significato ricco di storia.
Origini e Significato di "Bottega"
La parola bottéga deriva dal greco apothéke e nei volgari italiani del Medioevo significava "magazzino", per poi evolversi in "negozio in cui si vendono merci" e "officina di artigiano". L'espressione "andare a bottega" indicava l'imparare un mestiere. Nel Rinascimento, la bottega era anche il laboratorio di un artista frequentato da allievi.
La Bottega nel Tempo
Nel corso dei secoli, la bottega ha subito diverse trasformazioni, adattandosi ai cambiamenti sociali ed economici.
- Tommaseo (1838): Sottolineava la differenza tra bottega e officina, evidenziando come nella bottega si vendessero i prodotti, mentre nell'officina si fabbricassero.
- Dal XVI al XX secolo: Sono comparsi termini come negozio, bazar, emporio, grandi magazzini, rivendita, spaccio, boutique, casa, centro, minimarket e supermercato, che hanno contribuito a erodere il significato tradizionale di "bottega".
Oggi, il termine "bottega" è spesso associato a un'immagine di artigianalità, tradizione e qualità.
Bottega vs. Negozio: Connotazioni Attuali
La Consulenza della Crusca ha esaminato le connotazioni della parola "bottega" rispetto a "negozio", rilevando che "bottega" tende ad evocare un'accezione più nobile ed esclusiva, legata a laboratori d'arte, moda o artigianato.
Leggi anche: Nuoro: assaggia la vera pizza de La Bottega
La "Bottega della Pasta": Un'Eccellenza Italiana
La "bottega della pasta" rappresenta un'evoluzione naturale della tradizione artigianale italiana. È un luogo dove la passione per la pasta si unisce alla maestria artigianale, creando prodotti di alta qualità.
Caratteristiche di una Bottega della Pasta
Una bottega della pasta si distingue per:
- L'utilizzo di materie prime di alta qualità: Semola di grano duro selezionata, uova fresche e ingredienti genuini.
- La lavorazione artigianale: Tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione.
- La varietà di formati: Dalle paste fresche ripiene ai formati regionali più particolari.
- L'attenzione al dettaglio: Cura nella preparazione, nella presentazione e nel servizio.
- La passione per la tradizione: Rispetto per le ricette tradizionali e la cultura gastronomica italiana.
Esempi di Botteghe della Pasta
- Bottega di Pasta (Bassano del Grappa): Un laboratorio artigiano che dal 1980 porta avanti la tradizione della pasta fresca di alta qualità.
- Bottega Portici (Bologna): Un format innovativo di casual food italiano che propone le eccellenze della pasta fresca in modo contemporaneo.
Questi esempi dimostrano come la "bottega della pasta" possa declinarsi in diverse forme, mantenendo sempre al centro la qualità, l'artigianalità e l'amore per la tradizione.
La Pasta e il Pomodoro: Un Matrimonio Felice
Un elemento fondamentale nell'evoluzione della pasta è stato l'incontro con il pomodoro. Questo matrimonio culinario ha dato vita a piatti iconici della cucina italiana.
La Nascita di un Classico
La pasta si sposa al pomodoro per la prima volta in una ricetta contenuta nella Cucina teorico-pratica del napoletano Ippolito Cavalcanti (1787-1859), Duca di Buonvicino.
Leggi anche: L'Eccellenza del Cioccolato Torinese
La Pasta come Simbolo di Napoli
Francesco de Bourcard (XIX sec.) ricorda come i maccheroni fossero la forma con cui lo straniero contrassegnava la plebe napoletana.
Dalla Gramola al Torchio: L'Evoluzione delle Macchine per la Pasta
La produzione della pasta ha subito un'evoluzione tecnologica nel corso dei secoli, passando da strumenti manuali a macchinari sempre più sofisticati.
I Primi Macchinari
- Cristoforo Messisbugo (fine 1400-1548): Citava "l'ingegno per li maccheroni", cioè il torchio per fabbricare la pasta.
- Bartolomeo Scappi (fine XV sec.-1577): Nella sua cucina era essenziale una "gramola per gramolar più sorti di pasta".
- Savona (XVI secolo): Si utilizzavano la gramola e il torchio. La semola veniva versata nel bacile di legno duro della gramola, si creava il cratere per l'acqua tiepida e si impastava manualmente. Poi si faceva passare la pesante mola di marmo sull'impasto.
L'Industrializzazione della Pasta
Nel corso dell'Ottocento, si assiste a un'accelerazione dell'industrializzazione della pasta.
- Gilbert Joseph Gaspard conte de Chabrol de Volvic (1773-1843): Pubblicò nel 1824 una statistica sulle attività economiche del savonese, tra cui le "fabbriche di paste".
- Ferdinando II di Borbone (1810-1859): Incaricò Cesare Spadaccini di ideare un sistema di lavorazione più igienico dopo aver visto l'impasto dei maccheroni pigiato con i piedi.
- Giuseppe Garibaldi (1807-1882): Nel 1860 entrava a Napoli, aprendo la strada all'unità d'Italia e a una maggiore diffusione della pasta.
- Pietro Barilla sr.: Aprì a Parma una bottega per la vendita di pane e pasta fresca.
- Ditta Pattison (Napoli): Costruì le prime presse idrauliche a gotto montante.
- Féréol Sandragné (1844-1929): Depositò il brevetto per una macchina in grado di unire in modo continuo la lavorazione tra gramola e torchio.
La Pasta nella Cultura e nell'Arte
La pasta non è solo un alimento, ma anche un simbolo culturale e un'ispirazione per l'arte.
La Pasta nella Letteratura
- Giambattista Basile (1575-1633): Nel Cunto de li cunti, descriveva le traversie di Jennarello che usciva "mbruodo de maccarune".
- Francesco de Lemene (1634-1704): Scrisse il poemetto Della discendenza e nobiltà de maccaroni.
- Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957): Nel Gattopardo, descriveva i monumentali pasticci di pasta con ammirazione.
La Pasta e il Futurismo
Il Manifesto della Cucina Futurista di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) propose l'abolizione della pastasciutta, suscitando polemiche.
La Pasta e l'Umorismo
La BBC mandò in onda un cortometraggio intitolato Raccolta primaverile degli spaghetti in cui si riprendevano scene di vita contadina con alberi di spaghetti. La "Settimana Enigmistica" citò un personaggio mitologico, Aio Eolio, ideatore del famoso piatto di spaghetti.
Il Declino e la Rinascita del Termine "Bottega"
Come accennato in precedenza, il termine "bottega" ha subito un processo di logoramento nel corso del tempo, assumendo connotazioni negative.
Lo Scadimento Semantico
Il commercio al minuto era visto spesso come un'attività poco onesta. Proverbi come "Ogni bottega ha la sua malizia" riflettono questa percezione.
L'Uso Spregiativo del Termine
Scrittori come Giusti, Doni e Aretino utilizzarono il termine "bottega" in modo spregiativo. Nel linguaggio politico, "bottega" e "bottegaio" divennero simboli dello spirito borghese.
La Rinascita del Termine
Oggi, il termine "bottega" sta vivendo una rinascita, associato a valori positivi come artigianalità, qualità e tradizione. Le "botteghe" che si salvano sono quelle artigianali e artistiche, che rappresentano officine, scuole, laboratori e atelier.
"Camminare con i piedi a guardabottega": Un'Espressione Curiosa
L'espressione "camminare con i piedi a guardabottega" indica il modo di tenere i piedi con le punte divaricate, come quando si guarda una vetrina. Camminare in questo modo è poco elastico e assomiglia al modo di camminare di certi pagliacci.
Retrobottega: Un Luogo Nascosto
Il termine "retrobottega" indica la parte interna o il locale retrostante alla bottega, spesso utilizzato come magazzino o laboratorio.