Gli 'nzuddi sono biscotti di pasta frolla ricchi di mandorle, un simbolo della pasticceria siciliana con radici profonde nella storia e nella cultura dell'isola. Originari di Catania, questi dolcetti hanno poi conquistato Messina, assumendo forme e significati diversi a seconda della città. La loro preparazione artigianale, tramandata di generazione in generazione, ne fa un prodotto unico e legato alle tradizioni locali.
Origini Catanesi: Un Dolce Nato dalla Devozione
Il nome "nzuddi" deriva dall'abbreviazione di "Vincenzuddo", vezzeggiativo del nome Vincenzo. La loro storia inizia nel convento delle suore Vincenziane di Catania, che per prime prepararono questi biscotti in occasione della commemorazione dei defunti, il 2 novembre. Venivano preparati insieme alle Rame di Napoli, creando un connubio di sapori e tradizioni legato a questa ricorrenza. La forma tonda degli 'nzuddi catanesi accoglie una mandorla al centro, simbolo di prosperità e rinascita.
L'Arrivo a Messina: Una Nuova Identità
Da Catania, gli 'nzuddi migrarono a Messina, dove cambiarono forma e ricorrenza. Oltre al 2 novembre, le pasticcerie messinesi li preparavano anche a giugno, in occasione della festa della Madonna della Lettera, santa patrona della città, che si festeggia il 3 giugno. Gli 'nzuddi bianchi, dedicati alla Madonna, sono aromatizzati con cannella e presentano in superficie delle cannelline bianche e zucchero a velo.
Le pasticcerie a Messina hanno iniziato a proporle anche al di fuori delle canoniche ricorrenze, alternando quelle bianche dedicate alla Madonna a quelle lisce che hanno le sembianze di un vero e proprio biscotto senza alcuna decorazione. Una sorta di cantucci che si abbinano ai vini passiti e liquorosi della Sicilia come la Malvasia delle Lipari, il Marsala o il passito di Pantelleria.
La Pasticceria Principe di Panebianco: Custode della Tradizione Messinese
Un esempio di questa tradizione è rappresentato dalla Pasticceria Principe di Panebianco a Messina, un'istituzione che da 80 anni sforna 'nzuddi seguendo la ricetta originale del nonno Angelo Panebianco. La pasticceria nasce nel 1944 a Camaro, grazie al bisnonno Giuseppe Panebianco, inizialmente con la produzione di caramelle e torroni. Nel 1945 apre la pasticceria Principe che è arrivata ai giorni nostri con biscotti, granite, gelati e poi lievitati per la colazione. Il figlio Angelo, nonno di Daniele e Samuele, raccoglie l’eredità del padre che ha trasmesso alla figlia Elena ed ai nipoti. Tra i dolci che lo legano al ricordo del nonno, Daniele cita la torta al torroncino, il gelato alla nocciola e i cannoli. Oltre ovviamente agli ‘nzuddi.
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La pasticceria che sforna gli ‘nzuddi è nella sede storica di Camaro, nelle vicinanze dello svincolo autostradale di Messina centro, completamente rinnovata tre anni fa.
Sapori e Consistenze: Un Equilibrio Perfetto
Gli ingredienti degli 'nzuddi sono semplici e genuini: farina, zucchero, burro (o strutto nella ricetta tradizionale), uova, mandorle, scorza d'arancia e, a volte, cannella. La superficie del biscotto è croccante, mentre l'interno è leggermente gommoso, grazie all'utilizzo dell'ammoniaca per dolci, un tempo usata come agente lievitante.
Ricetta 'Nzuddi: Ingredienti e Preparazione
Ecco una ricetta per preparare gli 'nzuddi a casa:
Ingredienti:
- 250 g di farina
- 125 g di zucchero
- 75 g di burro
- 200 g di mandorle
- 1 uovo
- 2,5 g di sale
- 2,5 g di ammoniaca
- Scorza di arancia grattugiata
Preparazione:
- Impastare lo zucchero con il burro, aggiungere le uova, l’ammoniaca, la scorza di arancia grattugiata e il sale.
- Aggiungere le mandorle e amalgamare bene il tutto, quindi inserire anche la farina.
- Quando il composto sarà ben amalgamato, realizzare dei cilindri di circa 5 cm di diametro.
- Ritagliare dei biscotti e appiattire.
- Riporre i biscotti sulla teglia e spennellarli con l’uovo sbattuto precedentemente.
- Infornare a 170° per circa 20/25 minuti finché gli ‘nzuddi saranno ben dorati in superficie.
Un'altra versione della ricetta prevede l'utilizzo di farina, zucchero, mandorle tritate, scorza grattugiata, ammoniaca, cannella, albume montato a neve e miele. L'impasto viene poi modellato in forme circolari, decorate con una mandorla intera al centro e cotte in forno fino a doratura.
Tradizioni e Ritualità: Un Biscotto per Ogni Occasione
A Messina, il consumo degli 'nzuddi è legato alla festa della Madonna della Lettera, il 3 giugno, quando si gustano a fine pasto con un bicchiere di Marsala o Malvasia e si offrono in dono ai portatori del feretro della Madonna e a coloro che portano in processione la baratta del Vascelluzzo. In questa occasione, gli 'nzuddi si tingono di bianco, grazie a una spolverizzata di zucchero a velo e alla guarnitura di cannelline.
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A Catania, invece, gli 'nzuddi mantengono la forma tonda e restano legati alla celebrazione del giorno dei morti, il 2 novembre.
Curiosità: L'Origine del Nome e le Varianti Regionali
Come già accennato, il nome "nzuddi" deriva dal vezzeggiativo "Vincenzuddo", legato alle suore Vincenziane di Catania, che per prime prepararono questi biscotti. A Messina, gli 'nzuddi vengono confezionati in forma quadrata, anziché rotonda, e senza frutta secca in superficie.
Conservazione: Come Mantenere la Freschezza
Gli 'nzuddi si conservano a temperatura ambiente, dentro a una scatola di latta o sotto a una campana per dolci, per 4-5 giorni massimo.
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