Alessandra Dolci: Una Vita Dedicata alla Lotta Contro la Mafia

Introduzione

Alessandra Dolci, magistrato italiano, ha dedicato la sua carriera alla lotta contro la criminalità organizzata, in particolare contro le infiltrazioni della 'ndrangheta nel tessuto economico e sociale lombardo. La sua esperienza e la sua determinazione l'hanno resa una figura chiave nella Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano.

Gli Inizi in Magistratura e l'Esperienza a Monza

Alessandra Dolci entra in magistratura nel 1986. A soli 26 anni inizia la sua carriera alla Procura della Repubblica di Monza, dove presta servizio per i primi dieci anni. In questo periodo si occupa di indagini sulla corruzione, acquisendo una solida base di esperienza nel contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione. A Monza, matura un certo talento per i rapporti umani.

L'Arrivo alla DDA di Milano e la Lotta alla 'Ndrangheta

Dal 2001, Alessandra Dolci diventa Sostituto Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Qui si dedica alle indagini sulla criminalità organizzata, concentrandosi in particolare sulle infiltrazioni e collusioni della 'ndrangheta in Lombardia. A partire dal 2011, segue anche il settore delle Misure di Prevenzione.

La sua attività investigativa si concentra soprattutto sui reati di natura economica e finanziaria. Il concetto di base è che la ‘ndrangheta, in ambito economico-criminale, “fornisce una serie di servizi fuori mercato”. Si tratta di piccole cooperative che non pagano le imposte, contributi pensionistici, e rendono servizi a imprese di medie e grande dimensioni e stanno sul mercato in regime di monopolio.

Un esempio significativo del suo lavoro è rappresentato dalle indagini iniziate nel 2017 con la Procura della Repubblica di Como, che si sono concluse l’8 ottobre 2019, nell’ambito dell’operazione “Nuovo Mondo” 117 a carico di 34 soggetti indiziati, a vario titolo, di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, occultamento e distruzione di documenti contabili, bancarotta per distrazione, falso in bilancio, emissione di fatture per operazioni inesistenti, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, turbativa di gare pubbliche e utilizzo illecito di carte di credito.

Leggi anche: Ricetta Torta di Mele di Alessandra Spisni: un classico rivisitato

Il core business era costituito da un meccanismo fraudolento, finalizzato all’evasione fiscale, realizzato sin dal 2010 mediante la sostituzione di società, destinate al fallimento (consorzi e società cooperative), con nuove compagini aventi analoghe caratteristiche. A conclusione dell’operazione “Nuovo Mondo”, in cui già si erano intraviste alcune connessioni con la criminalità organizzata calabrese, la DDA di Milano sviluppò decisivi approfondimenti confluiti nel provvedimento di fermo di cui alla citata operazione “Cavalli di razza”, dove, oltre a rinvenirsi, in continuum, il modus operandi “imprenditoriale” già riscontrato nella precedente indagine, risultarono focalizzati gli intrecci tra esponenti della ‘ndrangheta e rappresentanti locali dell’imprenditoria.

La Coordinazione della DDA e il Premio Borsellino

Il 20 Dicembre 2017, Alessandra Dolci giura come procuratore aggiunto di Milano, ruolo che fino a poco tempo prima ricopriva Ilda Boccassini, con la quale Dolci ha lavorato fianco a fianco per anni. Su nomina del CSM, diventa coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia, incarico che le ha dato modo di continuare l’attività di contrasto alla criminalità organizzata avviata negli anni precedenti. Nel 2018, riceve il premio Borsellino, un riconoscimento per il suo impegno nel contrasto alle infiltrazioni della 'ndrangheta nella società e nell'economia lombarda.

L'Allarme sulla Diffusione della Mafia in Lombardia

Alessandra Dolci ha più volte espresso preoccupazione per la diffusione dell'organizzazione mafiosa sul territorio lombardo. In occasione della presentazione del monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia a palazzo Pirelli, ha dichiarato: "La diffusione dell'organizzazione mafiosa sul territorio lombardo é allarmante. Non voglio essere l'uccello del malaugurio, dico soltanto che il presentarsi con un volto diverso, quindi con il volto di un'economia apparentemente legale, è insidioso e pericoloso".

Secondo Dolci, questo processo di mimetizzazione, soprattutto della 'Ndrangheta, e la ricerca del consenso sociale rappresentano un pericolo per l'economia, perché rischiano di alterare le regole del mercato.

I territori più "contaminati", secondo quanto emerge dalle osservazioni della Commissione speciale Antimafia presieduta da Monica Forte, sono quelli di Milano, Monza-Brianza e Como, mentre sono finora meno toccate le province di Lodi e Sondrio. Su quest'ultimo territorio è tuttavia necessario mantenere alta l'attenzione, in ragione del grande movimento di capitali e dal grande ritorno economico che si prevede per le Olimpiadi del 2026.

Leggi anche: Torta di Compleanno Fatta in Casa

Le Preoccupazioni sul Tetto al Contante e la Carenza di Organico

Alessandra Dolci ha espresso preoccupazione per la proposta di alzare il tetto del contante, ritenendo che ciò possa alimentare il fenomeno del riciclaggio. "Non è un segnale positivo, indubbiamente. L'obiettivo dovrebbe essere quello della limitazione della circolazione del denaro contante, che ovviamente limita il fenomeno del riciclaggio", ha aggiunto. "Possiamo dire che ci guadagna la mafia, ci guadagna l'economia sommersa che caratterizza il nostro Paese - ha poi concluso - quindi non posso certo trovarmi d'accordo, ma prendo atto di quella che è la volontà di alcuni politici".

Inoltre, ha sottolineato la necessità di iniziative per la riduzione dei tempi dei processi e ha evidenziato la carenza di organico dei magistrati e del personale amministrativo, che rende difficile il lavoro della Procura di Milano.

La Mafia in Lombardia: Un'Analisi

Secondo Alessandra Dolci, la 'ndrangheta in Lombardia ha cambiato strategia a partire dal 2010. Non si registrano più omicidi, ma le contestazioni riguardano perlopiù reati di natura economica e finanziaria. La mafia fornisce una serie di servizi fuori mercato, avvalendosi di piccole cooperative che non pagano le imposte e che rendono servizi a imprese di medie e grande dimensioni, operando in regime di monopolio.

Dolci ha inoltre sottolineato che spesso sono gli imprenditori lombardi a chiedere protezione e favori alla 'ndrangheta. Questo perché la mafia è percepita come un'agenzia di servizi che risolve problemi senza l'impiccio delle regole, fa impresa e rende prestazioni a prezzi inferiori a quelli di mercato.

Il Rapporto tra Mafia e Imprenditoria

Alessandra Dolci ha evidenziato l'esistenza di un'economia "fuorilegge", non criminale, ma fatta di imprenditori propensi a non rispettare le regole del libero mercato e della correttezza fiscale, e di professionisti borderline che aiutano questo modello economico.

Leggi anche: Ricette Dolci per la Dieta Candida

I settori economici più interessati dalle infiltrazioni mafiose sono l'edilizia, le pulizie, la logistica, la ristorazione, i rifiuti, i giochi e le scommesse. Inoltre, si assiste al proliferare di imprese che cercano di accaparrarsi finanziamenti a fondo perduto o con garanzia pubblica, o di imprese che creano fittizi crediti di imposta che poi mettono sul mercato.

L'usura in tempi di crisi è ancora un affare per le mafie, perché è il modo più semplice di riciclare i proventi del traffico di droga.

L'Importanza della Consapevolezza e della Reazione Civile

Alessandra Dolci ha sottolineato l'importanza di diffondere la consapevolezza sulla mafia tra i giovani e di dare loro gli strumenti per poter riconoscere i "sintomi" mafiosi, che ormai sono sempre più evidenti anche sul territorio lombardo.

Ha inoltre evidenziato la necessità di un impegno da parte dello Stato, che deve continuare a impegnare "tutte le forze migliori delle istituzioni", senza pretendere "l'eroismo da inermi cittadini" fornendo loro gli strumenti sicuri per denunciare senza correre rischi.

L'Antimafia delle Istituzioni e la Dimensione Economica delle Mafie

Alessandra Dolci ha riconosciuto i significativi passi in avanti compiuti dall'antimafia delle istituzioni, dei magistrati e della polizia giudiziaria, a partire dall'indagine Infinito-Crimine nel 2010. Tuttavia, ha sottolineato che oggi è prevalente la dimensione economica delle mafie, che si sono adeguate alla criminalità economica, usando gli stessi modelli comportamentali.

Questo significa che le mafie rispondono a una domanda diffusa di evasione fiscale e di conquista di fette di mercato in violazione delle regole della concorrenza.

Il Ricorso alla Violenza e il Processo di Mimetizzazione

Alessandra Dolci ha precisato che il fatto che le organizzazioni criminali si occupino di reati economici non significa che i mafiosi abbiano rinunciato al ricorso alla violenza. Semplicemente, vi ricorrono solo se e quando è assolutamente necessario.

Inoltre, ha evidenziato un processo di mimetizzazione, con meno cerimonie di affiliazione o di conferimento delle "doti".

Le Sfide Attuali e la Necessità di Mantenere Alta la Guardia

Alessandra Dolci ha sottolineato che la mafia di oggi si combatte contrastando i reati economici. Ha espresso preoccupazione per le nuove regole che indeboliscono le indagini, per esempio riducendo a 45 i giorni delle intercettazioni.

Ha inoltre evidenziato che il segnale che viene mandato con queste riforme è che non sono poi così rilevanti né socialmente riprovevoli i reati contro la pubblica amministrazione o quelli fiscali. Questo, di fatto, agevola le mafie che sono riuscite a colonizzare il nostro territorio proprio perché hanno trovato terreno fertile, offrendo una serie di servizi a un mondo imprenditoriale già insofferente al rispetto delle regole minime di correttezza fiscale e del libero mercato.

L'Importanza della Collaborazione tra Istituzioni

Alessandra Dolci ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra le istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata. In questo senso, è stato predisposto un accordo in attuazione delle direttive del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, teso a rafforzare il circuito collaborativo tra le istituzioni, nel rispetto delle reciproche competenze, tenendo conto dei profili di possibile contatto tra la prevenzione antimafia in capo ai Prefetti e il versante investigativo di competenza della magistratura.

Il Senso del Lavoro e la Memoria dei Caduti

Dietro la scrivania di Alessandra Dolci, assieme a un poster di Castel Del Monte, emblema architettonico di una solida razionalità che le corrisponde, e ai crest araldici, omaggio delle forze dell’ordine, si trova la foto sorridente di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e il manifesto simbolo dei magistrati uccisi nell’esercizio delle funzioni: due rose spezzate e l’elenco con i 27 nomi. Il senso di averli lì lo ha spiegato in pubblico, il 18 luglio 2018, commemorando al Pirellone alla Commissione antimafia di Milano, Paolo Borsellino e gli agenti caduti a via D’Amelio: «Capita nel nostro lavoro, di provare momenti di stanchezza, che di solito arriva dopo i periodi di massima tensione, di sentire lo sconforto per un risultato non raggiunto, per una sentenza che non condividi. In quei momenti mi volto, vedo le rose spezzate e sento tornare l’energia e la passione per il lavoro».

tags: #alessandra #dolci #vita #privata