Acque Dolci di Sicilia: Fiumi, Laghi e la Sfida della Risorsa Idrica

La Sicilia, circondata dal mare, affronta paradossalmente una cronica penuria di acqua dolce. Questo articolo esplora le dinamiche complesse che caratterizzano la gestione delle risorse idriche dell'isola, analizzando la storia dei suoi fiumi e laghi, con un focus particolare sugli invasi artificiali e le sfide ambientali e socio-economiche ad essi connesse.

La Penuria Idrica Siciliana: Un Problema Storico

La scarsità d'acqua in Sicilia è un problema di vecchia data, esacerbato dalla riduzione del patrimonio arboreo, in particolare a causa del disboscamento attuato dai Romani per la costruzione di navi durante le guerre puniche. Sebbene la Sicilia sia un'isola montuosa, i suoi bacini imbriferi sono meno estesi rispetto a quelli dell'Italia centrale e settentrionale. Questa condizione ha storicamente limitato la presenza di laghi naturali, favorendo invece la formazione di paludi, chiamate "bivieri".

Laghi Artificiali: Una Risposta al Fabbisogno Idrico

Consapevoli della scarsità di risorse idriche naturali alla prima metà del secolo scorso si è cercato di porre rimedio con la costruzione di laghi artificiali. La maggior parte di questi invasi furono progettati durante il ventennio fascista, e realizzati negli anni successivi. Tra questi, si ricordano il lago Garcia, il lago di Piano del Leone, il lago Ancipa e il lago Poma.

Il lago Poma, il più recente tra gli invasi siciliani, è stato creato sbarrando il corso del fiume Jato. Danilo Dolci, noto per le sue tecniche di lotta non violenta, si impegnò attivamente nella realizzazione di questo invaso.

Gli invasi artificiali avrebbero dovuto rispondere a un duplice scopo: costituire una riserva di acqua dolce e generare energia idroelettrica, come avviene nel lago di Piana degli Albanesi. Tuttavia, la realizzazione di queste opere è stata spesso accompagnata da speculazioni di varia natura, coinvolgendo anche organizzazioni criminali.

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Speculazioni e Impatto Sociale

Le speculazioni legate alla realizzazione degli invasi hanno riguardato la cessione dei terreni da sommergere, la gestione delle risorse create e la realizzazione delle opere necessarie. In Sicilia, queste speculazioni hanno spesso generato vantaggi economici illeciti, come denunciato dal giornalista Mario Francese, che pagò con la vita il suo impegno.

La costruzione di invasi artificiali ha avuto anche un impatto sociale significativo. La creazione del lago di Petrella Salto, ad esempio, ha comportato la sommersione di paesi medievali e del monastero di S. Salvatore Maggiore, causando la perdita di ricordi e tradizioni per le comunità locali. La ricostruzione dei paesi più a monte non ha potuto compensare la perdita del vissuto originale.

Il Lago di Vagli: Un Esempio di Gestione e Valorizzazione

Un caso emblematico è quello del lago di Vagli, in Toscana, creato sbarrando il torrente Edron. La progettazione dell'invaso risale al ventennio fascista, ma la realizzazione avvenne tra il 1947 e il 1953. Come per Borgo San Pietro, la sommersione di Fabbrica di Careggine fu documentata dall'Istituto Luce e dalla "settimana Incom".

Lo svuotamento periodico dell'invaso, effettuato dall'ENEL per manutenzione, ha permesso la temporanea riemersione del borgo fantasma, attirando curiosi e turisti da tutta Italia e dall'estero. Tuttavia, le difficoltà pratiche legate allo svuotamento hanno portato all'abbandono di questa pratica, spingendo il comune di Vagli a valorizzare il lago con altre attrazioni turistiche, come il ponte sospeso e il volo dell'angelo.

Il Lago Poma: Riemersioni e Memorie Sommerse

Anche in Sicilia, la creazione di invasi artificiali ha comportato la sommersione di terre ed edifici, sebbene non di interi villaggi. Il lago Poma, ad esempio, ha sommerso case e infrastrutture nella valle del fiume Jato.

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Durante i periodi di siccità, le strutture sommerse riemergono, rivelando la loro progressiva compromissione. Le carte IGM, risalenti agli anni Settanta, mostrano la vallata prima dell'inondazione, con casa Raccuglia che emerge facilmente durante i periodi di siccità.

La costruzione della diga ha comportato la costruzione di una nuova bretella stradale per collegare la SP2 a Desisa. Alcune costruzioni, come casa Amodeo, casa La Franca e casa Poma, rimangono perennemente sommerse, mentre altre, come casa Raccuglia, subiscono danni progressivi ad ogni riemersione.

Gli abitanti della piana sommersa hanno subito la perdita delle loro case e dei loro ricordi. Nei periodi di siccità, alcuni di loro ritornano nella speranza di poter rivedere ciò che resta delle loro abitazioni.

La Flora e la Fauna dei Fiumi Siciliani

I fiumi siciliani ospitano una varietà di specie vegetali e animali, tra cui specie rare e protette. Studi sulla fauna selvatica hanno rivelato la presenza di numerose specie, alcune delle quali considerate rare e protette.

La foce dei fiumi rappresenta un ambiente di transizione tra acqua dolce e acqua salata, caratterizzato da una flora e una fauna specifiche. Alcune specie ittiche, come il nono, sono in grado di risalire controcorrente, anche attraverso le vene di acqua dolce sotterranee.

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La Qualità delle Acque Siciliane: Un Quadro Preoccupante

I report di Arpa Sicilia relativi al monitoraggio delle acque del territorio siciliano nel 2021 rivelano un quadro preoccupante. Per quanto riguarda lo stato chimico, è stato riscontrato uno stato "non buono" nel 29% dei corpi idrici monitorati. Questo dato è il risultato della valutazione dei soli fitosanitari, dato che le altre sostanze prioritarie non sono state monitorate.

Il Serbatoio Trinità è stato classificato in stato "non buono" a causa di un elevato valore dell'indice trofico. Il Biviere di Lentini non è stato monitorato completamente a causa della mancata disponibilità del mezzo nautico necessario.

Le stazioni di monitoraggio sul fiume Sòsio e sul fiume Ciane sono risultate "conformi" alla destinazione d'uso "vita dei pesci", mentre le altre stazioni hanno evidenziato il superamento dei valori imperativi di temperatura, ossigeno, BOD5, nitriti, ammoniaca e cloro residuo totale.

Il WWF ha lanciato l'allarme sull'estinzione di massa che sta colpendo i pesci d'acqua dolce, con un terzo delle specie a rischio. La biodiversità dell'acqua dolce sta diminuendo a una velocità doppia rispetto a quella degli oceani e delle foreste.

La Geologia e la Formazione del Paesaggio Siciliano

La Sicilia è una regione geologicamente complessa, situata tra due zolle continentali in movimento da milioni di anni. La sua storia geologica e biologica è documentata nelle rocce che la costituiscono.

La Sicilia ha subito numerosi cambiamenti ambientali nel corso dei millenni, tra cui la crisi di salinità del Messiniano, che ha portato alla precipitazione di sali sul fondo del Mediterraneo. L'apertura dello Stretto di Gibilterra ha ripristinato le comunicazioni marine, portando alla deposizione di sedimenti di mare profondo.

L'attività vulcanica ha contribuito alla formazione del paesaggio siciliano, con la nascita dell'Etna e delle isole Eolie, Pelagie e di Ustica.

L'erosione ha modellato le rocce e creato i diversi paesaggi che caratterizzano la Sicilia, tra cui i rilievi calcarei delle Madonie, dei Monti di Palermo e dei Monti di Trapani, le morfologie collinari dei Monti Erei e i territori evaporitici dell'interno dell'isola.

La Gestione delle Acque in Sicilia: Tra Realtà e Illusione

La gestione delle acque in Sicilia è un tema complesso, spesso caratterizzato da riflessi ingannevoli e mezze verità. Il business idrico ha contribuito ad accrescere la potenza delle organizzazioni criminali, come emerso dalle denunce del giornalista Mario Francese.

La Conca d'Oro, un tempo una fertile pianura costiera, è stata trasformata da una deregulation urbanistica che ha seppellito le fonti d'acqua, i pozzi, le falde e i fiumi Papireto e Kemonia.

Palermo, un tempo ricca di acque, ha subito una trasformazione radicale, con la scomparsa dei giardini e delle fontane descritte dai viaggiatori medievali.

Nonostante la dichiarazione dello "Stato di crisi e di emergenza per l'acqua potabile", la Sicilia continua ad affrontare problemi di approvvigionamento idrico, con la "turnazione" dell'acqua che arriva ogni tre o quattro giorni in alcune zone.

La mancanza di aziende del servizio idrico integrato, l'obsolescenza degli impianti e delle reti di distribuzione, e la difficoltà a spendere i fondi stanziati per acquedotti e depuratori sono tra le cause principali della crisi idrica siciliana.

Le dighe-lago di Lentini e dell'Ogliastro, con una capienza potenziale di 127 e 110 milioni di metri cubi d'acqua, invasavano solo 49 e 22 milioni di metri cubi in pieno inverno.

Nonostante le precipitazioni medie regionali siano in grado di soddisfare il fabbisogno idrico, la mancanza di efficienza degli invasi e delle reti di distribuzione compromette la disponibilità di acqua.

La diga Trinità, costruita tra il 1954 e il 1959, non è mai stata collaudata ed è sottoposta a limitazioni per ragioni di sicurezza.

Le precipitazioni del 2023 sono state inferiori alla media degli ultimi vent'anni, ma la progressiva tropicalizzazione del clima ha fatto registrare eventi estremi, con forti piogge concentrate in brevi periodi.

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