Ornella Vanoni: Una Vita di Rossetto e Cioccolato, tra Musica, Passione e Sapore

Le canzoni italiane che parlano di sesso non sono una novità, anzi. Ormai un testo erotico anche esplicito, non desta grande scandalo, ma non è sempre stato così. Ornella Vanoni, con la sua voce inconfondibile e il suo stile elegante e sensuale, ha saputo affrontare temi audaci con classe e raffinatezza, lasciando un segno indelebile nella storia della musica italiana. Questo articolo esplora la sua carriera, focalizzandosi sulla sua canzone "Rossetto e Cioccolato" e sul suo impatto sulla cultura italiana.

Gli Inizi: Dal Teatro alle Canzoni della Mala

Tutto comincia in una Milano sotto il peso della guerra, quando Ornella Vanoni, nata il 22 settembre 1934, è ancora bambina e si affida alle mani del padre per scappare dai bombardamenti. Quando il conflitto finisce "tutto pareva possibile. Come in una fiaba. Diventai amica di Gaber e Jannacci, due persone stupende" racconta Vanoni in un'intervista per il Corriere della Sera. Seguono gli studi in collegio in Francia e in Inghilterra, poi Ornella Vanoni torna in Italia e frequentando i corsi al Piccolo Teatro scopre e affina la sua vocazione per l'arte. Lì nasce la tormentata relazione con Giorgio Strehler, primo dei suoi grandi amori, con cui le cose finirono a causa dell'abuso di droghe del direttore artistico.

Ornella Vanoni nasce a Milano il 22 settembre 1934. Dopo aver frequentato scuole in Francia, Inghilterra, Svizzera e America, si iscrive alla scuola di recitazione del "Piccolo Teatro". Grassi e Strehler la prendono sotto la loro ala, e nel 1957 le offrono la parte di Carlotta nei "Giacobini" di Federico Zardi. Durante gli intervalli dello spettacolo, Ornella canta alcune canzoni della rivoluzione francese, sorprendendo il pubblico e intuendo il potenziale di un genere musicale dimenticato: l'antica ballata.

Ma non era semplice trovare del materiale per un repertorio così insolito e Ornella Vanoni dovette faticare non poco per mettere insieme il suo primo programma che, oltre ai canti popolari francesi, inglesi, tedeschi, annoverava anche i canti del vecchio West. Il resto è noto. La trovata piacque e, come Ornella Vanoni aveva previsto, incontrò largamente il favore del pubblico, sempre assetato di novità. Vennero per la cantante le prime tournée e le prime apparizioni sul video. Intanto, il repertorio si arricchiva, e alle donne della rivoluzione seguirono per i tempi attuali gli uomini delle szolfare, i teppisti, le donne perdute, le coltellate, le prigioni.

Il teatro è la culla della Vanoni-artista. Un aneddoto poco noto racconta che Strehler la rimproverasse spesso perché “sentiva” troppo le emozioni e rischiava di rubare la scena persino ai testi di Brecht.

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Negli anni '60, Ornella si innamora di Gino Paoli, da cui nasce una collaborazione artistica fondamentale, dando vita a pezzi indimenticabili e continuando al tempo stesso la carriera sia a teatro che nel cinema.

Gino Paoli e gli Amori che Hanno Segnato la Sua Vita

La storia più importante per Vanoni fu quella con Gino Paoli, conosciuto allo studio di registrazione, con cui condivise la passione per la musica e la sensazione inconfondibile di sentirsi "diversi" insieme. "Senza fine, tu sei un attimo senza fine" le canta lui nel 1961, ma Ornella Vanoni nel 196o si sposa con Lucio Ardenzi "anche se ero ancora innamorata di Gino". Dal loro matrimonio, durato 12 anni, nasce Cristiano, unico figlio di Ornella Vanoni, con cui il rapporto è stato compromesso per anni dalla carriera della madre che, in quegli anni, subisce una svolta decisiva. Un legame recuperato negli ultimi anni “Sono una donna abbastanza felice: amo mio figlio Cristiano e i miei nipoti Matteo e Camilla. Mi danno una grande gioia".

Dalla Musica Leggera al Mito: Una Voce Unica

"Ero abituata al circuito colto. Ma in piazza Beccaria vedevo i cantanti felici, con le decapottabili, e mi dissi: voglio fare le canzonette anch'io. È stata dura, e non solo perché non ero abituata al microfono con il filo e prendevo la scossa. Venivo dal teatro, ero considerata snob, fredda. Dovevo colmare la distanza tra me e il pubblico" racconta Ornella Vanoni che, da quel momento, decide di intraprendere la strada della musica leggera.

La chiave delle sue canzoni è l'empatia che riesce a creare con chi l'ascolta: "Di ogni brano arriva alla gente una frase sola, in cui si riconosce. Mi sono sempre chiesta perché L’appuntamento piacesse così tanto. La risposta è nella prima strofa: 'Ho sbagliato tante volte ormai…'. Perché tutti hanno sbagliato nella vita. E tutti hanno conosciuto 'uno di quei giorni che ti prende la malinconia…'". Le dimensioni del suo successo si misurano anche nelle sue numerose partecipazioni a Sanremo. Tuttavia, Ornella Vanoni non ha mai vinto un'edizione del Festival, ma fu l’unica interprete femminile a vincere due Premi Tenco, uno dei più importanti riconoscimenti della musica leggera italiana. In occasione di Sanremo 2018 in cui ha partecipato con la canzone Imparare ad amarsi in duetto con Bungaro e Pacifico, vincendo il premio Sergio Endrigo per la miglior interpretazione aveva commentato "In fondo però l'ho vinto quest’anno. Non ne trovi tante che cantino così a 86 anni…". Su quel palco ci è poi tornata anche nel 2021 con il brano Un Sorriso Dentro al Pianto, scritto per lei da Francesco Gabbani e Pacifico, confermando che una così non la trovi proprio più.

Ornella Vanoni, con la sua voce profonda e sensuale, ha saputo interpretare le canzoni della mala, portando alla luce storie di emarginazione e malavita con grande intensità emotiva. Allo stesso tempo, ha saputo rinnovarsi, abbracciando la musica leggera e sperimentando con la bossa nova, diventando una delle voci più importanti della musica italiana.

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"Rossetto e Cioccolato": Un Inno all'Erotismo Elegante

"Rossetto e cioccolato" è una canzone del 1995 che rappresenta un punto di svolta nella carriera di Ornella Vanoni. Il brano, scritto da Oscar Avogadro e Ornella Vanoni stessa, è un inno all'erotismo elegante, che mescola peccati di gola e di carne in un'unica esperienza sensoriale.

Il testo è ricco di allusioni tutt'altro che velate, che evocano immagini di dolcezza e sensualità: "ci si mastica a poco a poco", "le calze nere, il latte bianco". La canzone è una ricetta d'amore e di elegante erotismo, che chiama in causa il mondo culinario, con citazioni del cibo degli Dei, sciroppo di lampone e zucchero a velo.

Ornella Vanoni offriva una ricetta d'amore ed elegante erotismo chiamando in causa il mondo culinario fra citazioni del cibo degli Dei, sciroppo di lampone, zucchero a velo. In un'esperienza sensoriale totale che si concentra in un abbraccio "dolce e salato" fra tavola e cuore. In cui "ci si mastica a poco a poco". Con "le calze nere, il latte bianco".

La canzone è un invito a godere della vita in tutte le sue sfaccettature, senza rinunciare ai piaceri del corpo e della mente. "Rossetto e cioccolato" è un'esperienza sensoriale totale, che si concentra in un abbraccio "dolce e salato" tra tavola e cuore.

L'Eredità di Ornella Vanoni: Un'Icona di Stile e Sensualità

Ornella Vanoni è stata un'artista eclettica, multiforme e perfetta. Bella, algida, oscura, con una voce profonda, dal timbro inconfondibile. Ha anticipato fin dagli anni ’80 la tendenza dei completi maschili indossati con naturalezza, diventando un’icona androgina e sofisticata. Completi sartoriali, camicie bianche, giacche morbide su di lei facevano bella figura quando molte colleghe puntavano su abiti da sera appariscenti. «Io non insegno come ci si veste: io mi vesto.

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Anticipa fin dagli anni ’80 la tendenza dei completi maschili indossati con naturalezza, diventando un’icona androgina e sofisticata. Completi sartoriali, camicie bianche, giacche morbide su di lei facevano bella figura quando molte colleghe puntavano su abiti da sera appariscenti. «Io non insegno come ci si veste: io mi vesto.

Nel corso della sua vita ha spesso ricordato la propria vicinanza al socialismo di Pietro Nenni, al quale si sentiva legata fin da giovane. Nel suo ultimo libro Vincente o perdente, scritto con Pacifico per La Nave di Teseo, lo difese, sostenendo che «operava in un sistema in cui, per avere peso, era quasi inevitabile sbagliare. Libera, ironica, lucidissima.

Ornella Vanoni è stata un’artista e un’interprete in tutto e per tutto eclettica, multiforme, perfetta. Bella, algida, oscura, con una voce profonda, dal timbro inconfondibile.

La sua carriera è stata costellata di successi, collaborazioni prestigiose e sperimentazioni musicali, che l'hanno resa una delle figure più importanti della musica italiana. La sua voce, il suo stile e la sua sensualità hanno ispirato generazioni di artisti e continuano ad affascinare il pubblico di oggi.

Ornella Vanoni ci ha lasciato un'eredità artistica inestimabile, fatta di canzoni che raccontano storie di amori, passioni, disillusioni e rinascite. La sua musica è un invito a vivere la vita in tutte le sue sfaccettature, senza paura di esprimere le proprie emozioni e i propri desideri.

Senza fine come la sua lunghissima carriera, come la canzone che Gino Paoli le dedicò, come il documentario che ne racconta la vita. Ornella Vanoni è morta a 91 anni ma la sua vita è Senza fine. Immorali le sue canzoni. Immortali i suoi sketch sarcastici, le battute al vetriolo, la tenerezza inaspettata e quindi dirompente. Immortale la sua aura che, a 91 anni e fino alla fine, ci ha tenuti incollati tutte le domeniche a Che tempo che fa, salotto televisivo di Fabio Fazio dove era ospite fissa, o su un palco dove ha cantato praticamente fino all'ultimo. Inarrivabile.La cantante della mala è morta a Milano nella sua casa. Sarebbe stata colpita da un arresto cardiocircolatorio. "Sono stata male. Tu mi trovi in forma ma fingo, recito la parte ma sto malissimo".

Senza Fine, il Documentario che Racconta la Sua Eredità Artistica

Presentato a settembre 2021 al Lido in occasione 78esima Mostra del Cinema di Venezia - Evento Speciale delle Giornate degli Autori - Senza fine è il documentario su Ornella Vanoni con la regia di Elisa Fuksas. Allora 86 anni, la cantante aggiungeva alla sua corposa lista di successi un docu film nel quale Elisa Fuksas ha ripercoso in conversazione con Ornella Vanoni la sua vita: dalla musica, ai grandi amori, ai personaggi insieme a cui ha fatto un epoca. Nel documentario compaiono tra gli altri Vinicio Capossela, Samuele Bersani e Paolo Fresu. "Adesso scelgo il vestito… la bara deve costare poco perché devo essere bruciata. Poi buttatemi in mare, quello che vi pare… Mi piacerebbe Venezia… Il vestito ce l’ho, è di Dior. Poi ho chiesto a Paolo Fresu di suonare durante il funerale" aveva raccontato a Fazio nel 2023.

Le Più Belle Canzoni di Ornella Vanoni

Protagonista assoluta della musica italiana, in oltre sei decenni di carriera ha collaborato con autori come Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Lucio Dalla e Gino Paoli, rinnovando costantemente il proprio stile senza perdere identità. Dalle prime interpretazioni delle canzoni della mala alla musica leggera degli anni Sessanta, dalle sperimentazioni tra pop e bossa nova alle collaborazioni con le nuove generazioni, la sua voce profonda e riconoscibile ha dato vita a un repertorio diventato parte della storia musicale del paese. Dai classici come Senza fine, La musica è finita, L’appuntamento e Una ragione in più fino ai successi nati dalle sperimentazioni con la bossa nova come La voglia, la pazzia, e alle interpretazioni più intime come Domani è un altro giorno. Le sue canzoni più celebri di Ornella Vanoni raccontano amori, attese, disillusioni e rinascite. Ogni brano testimonia una capacità rara di rinnovarsi restando sempre autentica.

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