L'articolo esplora l'evoluzione della percezione degli escrementi umani, da tabù insormontabile a risorsa preziosa, analizzando pratiche antiche e sfide contemporanee legate alla gestione dei rifiuti organici.
Introduzione
La nostra cultura moderna, spesso, relega gli escrementi umani in un ambito di disgusto e repulsione, un qualcosa da allontanare e dimenticare. Tuttavia, questa visione non è universale né immutabile. Molte civiltà del passato, e alcune del presente, hanno riconosciuto e valorizzato gli escrementi come una risorsa preziosa, essenziale per la fertilità del suolo e la sostenibilità agricola. Questo articolo si propone di indagare le origini di questo diverso approccio, esplorando le pratiche agricole tradizionali, le sfide ambientali contemporanee e il potenziale per un futuro più sostenibile nella gestione dei nostri rifiuti organici.
Un Tabù Insuperabile?
Per la nostra cultura, gli escrementi umani rappresentano un tabù insuperabile. L'idea di maneggiare, riutilizzare o anche solo discutere apertamente di feci suscita spesso reazioni di disgusto e repulsione. Questa avversione è radicata in una combinazione di fattori culturali, sanitari e psicologici. La paura delle malattie trasmesse da agenti patogeni presenti negli escrementi, il desiderio di mantenere un ambiente pulito e igienico, e le convenzioni sociali che associano le feci alla sporcizia e alla vergogna contribuiscono a questo tabù.
Antiche Civiltà e la Valorizzazione degli Escrementi
Contrariamente alla nostra visione moderna, molte civiltà antiche consideravano gli escrementi umani una risorsa preziosa. In un'epoca in cui i fertilizzanti chimici non esistevano, gli escrementi rappresentavano una fonte essenziale di nutrienti per il suolo, fondamentale per garantire raccolti abbondanti e sostenere la crescita demografica.
Russia
Ogni autunno, quando il cielo sopra Kazan si gonfiava di nubi scure, il nonno preparava la fattoria di famiglia per l’inverno. Indossava la tuta pesante e si dirigeva verso la fossa biologica che conteneva i liquami prodotti dalla famiglia. Sollevava il coperchio e passava ore a versare il contenuto sui terreni. Aveva un metodo per distribuire il liquame: scavava piccole buche tra i pomodori, ci versava la poltiglia e poi le ricopriva di terra. Ne spargeva un po’ intorno alle radici di meli e ciliegi e ne scaricava un bel po’ in una delle fosse del compostaggio, aggiungendola agli altri rifiuti organici. Durante la stagione della crescita, nella fossa attiva si accumulavano tutti i rifiuti organici: fiori appassiti, erbacce strappate, steli avvizziti di piante di cetriolo. Alla fine della stagione il nonno aggiungeva il liquame e chiudeva la fossa per un paio d’anni, lasciando che il contenuto si decomponesse. Quando la riapriva, la fossa era piena di terra morbida, ricca e fertile. “Devi nutrire la terra come nutri le persone”, diceva il nonno.
Leggi anche: Pizza Fatta in Casa: Ricetta Semplice
Cina
Nel 1737, un imperatore della dinastia Qing emanò un decreto che prescriveva a tutti i suoi sudditi di raccogliere diligentemente i loro escrementi e farne buon uso. Soprannominata il “suolo notturno”, perché di solito era raccolto nelle prime ore del mattino, la materia fecale era una merce molto richiesta nella provincia meridionale del Jiangnan. I raccoglitori erano chiamati fenfu e giravano con i loro carri per le strade della città, svuotando i secchi dei residenti in contenitori di legno. Ogni giorno i fenfu seguivano percorsi prestabiliti per raccogliere il fertile letame e portarlo fuori dalla città. Lo caricavano in barche coperte di paglia per ridurre il tanfo e lo portavano in campagna. Lì la produzione metabolica della città era elaborata: sparsa, essiccata e smistata, in base al suo valore. Le feci dei ricchi, che mangiavano meglio e quindi rilasciavano più sostanze nutritive, erano vendute all’asta. Quelle dei poveri costavano meno.
Giappone
In Giappone il suo valore era effettivamente misurato in oro. Il prezzo degli escrementi prodotti in un anno da dieci famiglie era di mezzo ryō. Nelle città in rapida crescita come Osaka ed Edo (l’odierna Tokyo), questo fertilizzante era così richiesto che le autorità dovettero definire un rigoroso sistema di leggi e regolamenti. Conferirono i preziosi diritti sullo shimogoe ai proprietari, che lo vendevano ai raccoglitori, i quali a loro volta lo vendevano agli agricoltori. In alcuni casi gli agricoltori stabilivano degli tsuke-tsubo, contratti diretti con i produttori urbani. I residenti promettevano al contadino tutti i liquami che producevano in un anno in cambio di una certa quantità di riso come acconto.
La "Frattura Metabolica" e le Sfide Ambientali Contemporanee
Con l'avvento della rivoluzione industriale e l'urbanizzazione di massa, il rapporto tra uomo e natura si è progressivamente alterato. La concentrazione della popolazione nelle città ha portato a un accumulo di rifiuti organici senza precedenti, rendendo impraticabile il loro riutilizzo diretto in agricoltura. L'introduzione dei servizi igienici con sciacquone e dei moderni sistemi di trattamento delle acque reflue ha contribuito a proteggere la salute pubblica, ma ha anche creato una "frattura metabolica", separando la produzione di cibo dal ciclo dei nutrienti.
Oggi, la maggior parte dei nostri escrementi viene scaricata nel gabinetto e trasportata attraverso sistemi fognari verso impianti di trattamento delle acque reflue. Questi impianti rimuovono i patogeni e altre sostanze nocive, ma non riescono a recuperare i nutrienti preziosi come l'azoto, il fosforo e il potassio. Questi nutrienti finiscono spesso per inquinare i corsi d'acqua, causando eutrofizzazione e danni agli ecosistemi acquatici.
Inoltre, l'uso massiccio di fertilizzanti sintetici in agricoltura contribuisce all'inquinamento del suolo e delle acque, oltre a richiedere un elevato consumo di energia per la loro produzione. La "frattura metabolica" ha quindi creato un sistema insostenibile, in cui i nutrienti vengono estratti dal suolo, trasportati verso le città e poi dispersi nell'ambiente, senza essere restituiti alla terra.
Leggi anche: Estate Indimenticabile con Torta Gelato
Riparare il Legame: Verso un Futuro Sostenibile
Riparare la "frattura metabolica" è essenziale per garantire la nostra sicurezza alimentare e la salute dell'ambiente. Dobbiamo trovare modi per riportare i nostri escrementi nei posti da cui arriva il nostro cibo, chiudendo il ciclo dei nutrienti e riducendo la nostra dipendenza dai fertilizzanti sintetici.
Esistono diverse strategie promettenti per raggiungere questo obiettivo.
Compostaggio
Il compostaggio è un processo naturale che trasforma i rifiuti organici, compresi gli escrementi umani, in un fertilizzante ricco di nutrienti chiamato compost. Il compostaggio può essere effettuato a livello domestico, comunitario o industriale, utilizzando diverse tecniche e tecnologie. Il compostaggio degli escrementi umani richiede alcune precauzioni per garantire la distruzione dei patogeni e la produzione di un compost sicuro e di alta qualità.
Digestione Anaerobica
La digestione anaerobica è un processo biologico che decompone i rifiuti organici in assenza di ossigeno, producendo biogas e digestato. Il biogas può essere utilizzato come fonte di energia rinnovabile, mentre il digestato può essere utilizzato come fertilizzante. La digestione anaerobica è una tecnologia promettente per il trattamento degli escrementi umani, in quanto consente di recuperare energia e nutrienti in modo sostenibile.
Sistemi di Raccolta Differenziata
L'implementazione di sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti organici, compresi gli escrementi umani, può facilitare il loro trattamento e riutilizzo in agricoltura. Questi sistemi possono prevedere l'utilizzo di toilette a secco, che separano le feci dall'urina, o di sistemi di aspirazione sottovuoto, che trasportano i rifiuti organici verso impianti di trattamento centralizzati.
Leggi anche: Dolci per Halloween
Agricoltura Urbana
L'agricoltura urbana, ovvero la coltivazione di cibo all'interno delle città, può contribuire a ridurre la "frattura metabolica" creando un ciclo chiuso dei nutrienti a livello locale. Gli escrementi umani prodotti nelle città possono essere compostati o digeriti anaerobicamente e utilizzati per fertilizzare gli orti urbani, riducendo la dipendenza dai fertilizzanti sintetici e dai trasporti a lunga distanza.
Il Don Giovanni di Timi: Una Metafora della "Cacca" Culturale?
L'accenno iniziale all'opera "Don Giovanni" di Filippo Timi, definita una "patacca" e uno spettacolo di "cacca", può essere interpretato come una metafora della nostra difficoltà nel confrontarci con la "cacca" in senso lato, sia essa fisica, culturale o intellettuale. La trivialità, la mancanza di cura per i dettagli e la pretesa di dissacrazione senza una reale profondità critica possono essere visti come un riflesso della nostra incapacità di affrontare seriamente le questioni legate alla gestione dei rifiuti e alla sostenibilità ambientale.