La torta fritta piacentina, conosciuta anche come gnocco fritto o chisulèn, è una specialità culinaria che affonda le sue radici nella ricca tradizione gastronomica dell'Emilia-Romagna. Questo sfizioso street food, amato per la sua semplicità e il suo sapore inconfondibile, rappresenta un vero e proprio simbolo di convivialità e allegria. Scopriamo insieme la storia, gli ingredienti, la preparazione e gli abbinamenti ideali per gustare al meglio questa delizia.
Un Nome, Mille Sapori: Alla Scoperta delle Varianti Regionali
Lo gnocco fritto, re degli antipasti e principe degli aperitivi, è un ospite d'onore di sagre e feste di paese. Spostandosi di città in città, è facile rendersi conto che ne esistono tante varianti; le differenze principali risiedono nel nome, ma talvolta si notano anche lievi variazioni nella forma e negli ingredienti. A Modena, ad esempio, si chiede rigorosamente “il” gnocco fritto, come sottolinea Stefano Corghi, proprietario di ristoranti modenesi e presidente del Consorzio “Modena a tavola”.
Questo tipico street food della cucina emiliana assume diversi nomi a seconda della zona in cui viene preparata: torta fritta a Parma, crescentina a Bologna, pinzino a Ferrara, chisulèn a Piacenza. Nonostante le differenze nel nome, la sostanza rimane sempre la stessa: un involucro di pasta dalla consistenza morbida e gonfia, tagliato a losanghe e poi tuffato nell’olio bollente.
Storia e Origini: Un Legame con il Passato Contadino
Le origini del chisulèn si perdono nella notte dei tempi. Si pensa che sia nato come piatto povero, preparato con ingredienti semplici e facilmente reperibili nelle campagne piacentine, e in tutta la zona emiliana. La sua diffusione è legata alle tradizioni contadine e alle feste popolari, dove veniva fritto in abbondanza per deliziare grandi e piccini, dove spesso sostituiva il pane. A Fiorenzuola D’Arda ha ottenuto la De.Co. (Denominazione Comunale).
Si narra che gli abituati all’uso dello strutto per la preparazione del cibo, i Longobardi avrebbero diffuso questo ingrediente presso la popolazione locale, e da lì sarebbe giunto fino a noi. Lo gnocco fritto ne è un esempio.
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Oggi, il chisulèn è diventato un piatto molto apprezzato anche al di fuori dei confini regionali, grazie al suo gusto unico e irresistibile.
La Ricetta Tradizionale: Ingredienti Semplici per un Sapore Autentico
La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo di pochi e semplici ingredienti:
- Farina
- Acqua
- Sale
- Lievito di birra
- Strutto (o olio)
Della ricetta ne esistono innumerevoli versioni, tutte simili ma non uguali. L’impasto viene lavorato fino ad ottenere una pasta morbida ed elastica, che viene poi stesa e tagliata in rombi o quadrati. I chisolini vengono fritti in abbondante olio bollente o strutto (se si vuole seguire le tradizioni), fino a quando non saranno dorati e gonfi.
Preparazione:
- In una ciotola capiente unite le farine e lo strutto ammorbidito.
- A questo punto versate il liquido in cui avete sciolto il lievito e mescolate fino a farlo assorbire, poi continuate a lavorare aggiungendo a filo l’acqua e il latte restanti.
- In ultimo aggiungete un pizzico di sale e impastate ancora per amalgamarlo, poi trasferite il composto sul piano di lavoro e continuate a lavorare per circa 5-10 minuti utilizzando il palmo della mano. L’impasto dovrà risultare non troppo elastico, ma nemmeno troppo morbido: se vi dovesse sembrare un po’ troppo duro inumiditevi le mani e continuate a impastare.
- Lasciate lievitare coperto da una pellicola a temperatura ambiente se fa caldo, altrimenti forno spento con luce accesa fino a quando non raddoppia di volume e si formano tante bollicine in superficie.
- Tagliate la sfoglia in quadrati di dimensioni irregolari utilizzando una rotella liscia.
- A questo punto fate sciogliere lo strutto in un pentolino e portatelo alla temperatura di 190°, poi friggete pochi gnocchi per volta.
- Scolate e trasferite su carta paglia.
Consigli Utili:
- Anche se la versione con olio è più leggera, l’uso dello strutto regala un sapore indimenticabile.
- Tirate la pasta a mano sottile.
- Il riposo è fondamentale per ottenere l’effetto “cuscinetto”.
- Per un prodotto più profumato e digeribile, finita la seconda lievitazione, potete rovesciare l’impasto, formare una palla e lasciare maturare in frigo per 12 - 48 h.
- Se volete realizzare lo gnocco fritto senza strutto: l’olio extravergine regalerà un nota aromatica alla preparazione, il burro, (da utilizzare rigorosamente morbido) donerà un sapore burro e una consistenza un pò più morbida.
Abbinamenti Perfetti: Esaltare il Gusto con Salumi e Formaggi
I chisolini piacentini sono un piatto estremamente versatile e si prestano a numerosi abbinamenti. Classicamente, vengono serviti con salumi misti, formaggi stagionati e sott’oli. Un abbinamento perfetto è quello con il salame piacentino DOP, il culatello di Zibello DOP e una selezione di formaggi locali, come crescenza, erborinati tipo il gorgonzola, o caciotte nostrane.
Ottimo caldo, tiepido o freddo, magari con una spolverata di fiocchi di sale.
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Conservazione: Mantenere la Freschezza e il Sapore
Lo gnocco fritto (come del resto tutte le fritture) danno il meglio di loro nel breve tempo, quindi entro 5 - 6 h massimo entro 24 h . Il consiglio, se già immaginate che non riuscirete a consumarli, di dividere impasto a metà e congelare impasto in questo modo potete conservarlo per 6 mesi.
Valori Nutrizionali e Considerazioni Dietetiche
È importante notare che i valori nutrizionali e i dati di apporto calorico sono forniti a scopo meramente informativo e rappresentano una stima basata sugli ingredienti e sul metodo di preparazione della ricetta. Il calcolo delle calorie è indicativo e non sostituisce in alcun modo il parere del proprio medico curante e/o di specialisti. I riferimenti relativi ai regimi alimentari specifici (es. senza glutine, vegetariano, vegano, senza lattosio) hanno valore indicativo: verifica sempre che gli ingredienti utilizzati siano effettivamente compatibili con le tue esigenze.
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