La storia scioccante di un dodicenne diventato cieco a causa di una dieta a base di hamburger: nutrizione e conseguenze

Un'alimentazione scorretta può portare a gravi problemi di salute, anche in giovane età. La storia di un dodicenne che ha perso la vista a causa delle sue cattive abitudini alimentari ne è una dimostrazione allarmante. Questo articolo esplora il caso del ragazzo, le cause della sua cecità e l'importanza di una dieta equilibrata per la salute degli occhi e del corpo in generale.

Un'alimentazione sbilanciata: la causa della cecità

Un adolescente americano ha subito una perdita della vista a causa di una dieta estremamente squilibrata, basata principalmente su cibi da fast food. La sua alimentazione consisteva principalmente in hamburger, patatine fritte, salse, ciambelle glassate e succhi di frutta industriali, alimenti notoriamente poveri di nutrienti essenziali.

Le conseguenze di una dieta povera di vitamine e minerali

La causa principale della cecità del ragazzo è stata individuata in una grave carenza di vitamine, in particolare vitamina A, rame e zinco, ma anche di vitamine D, C e K. Questa carenza ha portato a danni irreversibili alla retina e al nervo ottico, causando la perdita della vista.

L'alimentazione selettiva e il disturbo ARFID

Nel caso del dodicenne, i medici hanno diagnosticato un'alimentazione selettiva, una condizione spesso associata a disturbi come l'autismo. I soggetti con alimentazione selettiva tendono a limitare la propria dieta a pochi alimenti, rifiutando di provare cibi nuovi o con consistenze diverse. Questo comportamento può portare a gravi carenze nutrizionali, come nel caso del ragazzo.

ARFID: Disturbo Evitante/Restrittivo dell'Assunzione di Cibo

Alla base di questa selettività alimentare c'è l'ARFID (disturbo evitante/restrittivo dell'assunzione del cibo). Gli autistici hanno dei disturbi sensoriali che si riflettono anche su certi cibi, il cui odore, sapore o consistenza non sono tollerati. Proprio per la consistenza il piccolo americano preferiva quei pochi alimenti, trascurando al massimo i vegetali - tranne i succhi in brick, che per gli esperti non sostituiscono del tutto il frutto fresco. Rifiutava inoltre cibi nuovi e vitamine.

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I segnali d'allarme e la progressione della malattia

I primi segnali della carenza vitaminica si sono manifestati con un calo della vista e tumefazioni attorno agli occhi. Nel giro di poche settimane, la vista del ragazzo è peggiorata progressivamente, fino a quando non è stato più in grado di distinguere forme e colori. Gli esami clinici hanno rivelato un'atrofia dei nervi ottici, causata dalla mancanza di vitamina A, zinco e rame.

Il ruolo delle vitamine e dei minerali per la salute degli occhi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea che la carenza di vitamina A è una delle principali cause di cecità infantile e giovanile. La vitamina A è essenziale per la salute della retina e per la visione in condizioni di scarsa luminosità. Altre vitamine, come la D, la C e la K, contribuiscono a proteggere gli occhi dalla secchezza, dai raggi ultravioletti e a migliorare il microcircolo. Minerali come lo zinco e il rame sono importanti per proteggere la retina.

L'importanza di una diagnosi precoce e di un intervento tempestivo

Nonostante le cure e l'impegno dei genitori, il danno al nervo ottico del ragazzo era ormai irreversibile. Questo sottolinea l'importanza di una diagnosi precoce e di un intervento tempestivo in caso di carenze nutrizionali. Se la carenza viene individuata in tempo, è possibile invertire il processo e migliorare la vista del paziente.

Hamburger Dipendente: la storia di Donald Gorske

Donald Gorske ama gli hamburger. O meglio, ama un particolare tipo di hamburger: il Big Mac di McDonald's. Nella sua vita ne ha mangiati 35mila. Un numero spaventoso. Il primo lo ha addentato nel 1972. In media fanno 1,8 BigMac al giorno. A 71 anni detiene ancora il Guinness World Record conquistato per la prima volta nel 1999. E di smettere non ci pensa proprio. Gorske sostiene di avere livelli di colesterolo e glicemia nella norma. Certo, qualche rinuncia ha dovuto farla anche lui. Macina molti chilometri a piedi. Cerca di stare attento alle calorie. "Il consiglio che darei a qualcuno che volesse sfidare il mio record è di non farlo" ha messo in chiaro. "Sono fortunato ad avere un metabolismo veloce e una buona salute che mi permettono di mangiare Big Mac senza ingrassare molto.

Gorske è tornato a far parlare di sé dopo aver superato quota 35.000 Big Mac consumati a metà marzo. Ha documentato ogni panino con scontrini e confezioni, consolidando ulteriormente il suo record mondiale. Quella verso il BigMac è una specie di ossessione. "Ho mangiato un Burger King Whopper nel 1984 e un Topper double burger nel 1984" ha raccontato. "Ci sono molte altre catene di hamburger, ma non ho mai avuto il desiderio di provarle".

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Il quotidiano britannico The Guardian, incuriosito dalla sua storia, lo ha intervistato per capire fino a che punto arrivi la sua dedizione al panino simbolo di McDonald's. Uno dei segni più evidenti del suo stile di vita sui generis è il fornello elettrico che Gorske e sua moglie Mary acquistarono prima del loro matrimonio nel 1975. Ancora oggi appare quasi nuovo, perché Gorske non cucina praticamente mai. "È più che altro un oggetto decorativo", racconta il 71enne, ex agente penitenziario di Fond du Lac, nel Wisconsin. "Ci serviva solo per riempire lo spazio tra i mobili della cucina. Nel McDonald's più vicino a casa sua c'è anche una sua foto. "Quello è un posto speciale per me", dice Gorske. È il posto in cui preferisce gustare i Big Mac, anche se la maggior parte degli hambuger li porta a casa. Per mangiarli subito, ma anche per congelarli e assicurarsi di avere una "scorta" sempre disponibile. Un'altra testimonianza visiva della sua impresa è la sua incredibile collezione di confezioni di Big Mac che conserva da decenni. All'inizio le teneva in soffitta, fino al 2006 quando, per ragioni di spazio, ha iniziato ad accumularle in cantina creando una pila così alta da lasciare senza parole chiunque la veda. "Puoi passarci sopra la mano e sentire centinaia e centinaia di scatole", spiega. "Quello che dico sempre alla gente è che per me rappresentano il tempo. Ogni due scatole corrispondono a un giorno della mia vita.

"Se qualcuno vuole battermi, dovrà mangiare Big Mac per 50 anni… e deve davvero amarli", dice. "Per me è facile, perché fanno già parte della mia routine quotidiana.

L'allarme dell'OMS e le raccomandazioni per una dieta sana

L'OMS raccomanda di limitare il consumo di cibi trasformati e fast food e di privilegiare una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e carne bianca. Questi alimenti forniscono all'organismo le vitamine, i minerali e gli altri nutrienti essenziali per la salute degli occhi e del corpo in generale.

L'importanza di educare i bambini a una sana alimentazione

È fondamentale educare i bambini fin dalla tenera età a una sana alimentazione, incoraggiandoli a consumare frutta e verdura e a limitare il consumo di cibi spazzatura. Questo può aiutare a prevenire carenze nutrizionali e a proteggere la loro salute a lungo termine.

Stili di vita frenetici e junk food: un problema in crescita

Stili di vita frenetici, stress e preoccupazioni conducono spesso a trovare conforto nel cibo e ripiegare su alimenti poco sani, soprattutto quando si va di corsa. Un nuovo modo di mangiare che sta lentamente, ma inesorabilmente erodendo una delle nostre più grandi peculiarità: la dieta mediterranea che ci faceva mangiare bene, nella quantità e nella modalità giusta di cibo. Le ultime statistiche infatti indicano che in Italia il 28% dei consumatori tra i 18 e i 34 anni mangia fast food o junk food almeno una volta alla settimana, mentre la percentuale scende al 9% per gli over 54. Inoltre, il dato più preoccupante è che circa l’8% lo consuma due o tre volte a settimana, mentre il 59% si limita a una volta al mese.

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Junk food e dipendenza: un circolo vizioso

Oramai è accertata anche la dipendenza provocata dal junk food, e a volte viene paragonata a quella causata dalle sostanze stupefacenti. Gli alimenti diventano una boa di salvezza cui aggrapparsi, un rituale e un modo di affermare se stessi. Purtroppo questi cibi ricchi di zuccheri semplici appartengono spesso alla categoria dei junk food, contro cui da anni mette in guardia la scienza.

Junk food e problemi di salute: un legame pericoloso

A febbraio, per esempio, uno studio uscito sul BMJ ha individuato legami tra junk food e 32 problemi di salute, tra cui tumori, cardiopatie, malattie polmonari, diabete 2, obesità, ansia, morte prematura. Altri studi hanno denunciato deficit di attenzione in bambini e adolescenti e problemi di salute mentale negli adulti.

Junk food e malnutrizione: un paradosso

Il junk food promuove un’infiammazione generalizzata di basso grado che coinvolge anche il funzionamento della barriera epiteliale, riducendo così l’assorbimento dei nutrienti. Ne derivano difficoltà nell’assorbimento dei nutrienti, di cui tra l’altro il junk food è poverissimo. Se questa situazione si inserisce in un quadro già complesso come quello dei ragazzi autistici - spesso affetti da problemi di funzionamento intestinale, sottolinea il medico - la malnutrizione è praticamente garantita.

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