Terbinafina Compresse: Indicazioni, Controindicazioni e Avvertenze

La terbinafina è un farmaco antimicotico appartenente alla classe delle allilammine, efficace nel trattamento di diverse infezioni fungine che colpiscono la cute e le unghie. Questo articolo fornisce una panoramica completa sull'utilizzo della terbinafina in compresse, incluse le sue indicazioni terapeutiche, le controindicazioni, le avvertenze speciali e le potenziali interazioni farmacologiche.

Categoria Farmacoterapeutica

La terbinafina è classificata come agente dermatologico, specificamente come antimicotico per uso sistemico.

Indicazioni Terapeutiche

Le compresse di terbinafina sono indicate per il trattamento delle seguenti infezioni micotiche causate da dermatofiti sensibili al farmaco:

  • Tinea corporis (infezione della pelle del corpo)
  • Tinea cruris (infezione della pelle dell'inguine)
  • Tinea pedis (infezione della pelle del piede, comunemente nota come "piede d'atleta")
  • Onicomicosi (infezione delle unghie delle mani o dei piedi)

Il trattamento con terbinafina è considerato appropriato in base alla localizzazione, alla gravità e all'estensione dell'infezione. È importante consultare le raccomandazioni nazionali sull'uso appropriato e sulla prescrizione di agenti antifungini. A differenza della terbinafina topica, la terbinafina orale non è efficace nella pityriasis versicolor e nella candidosi vaginale.

Controindicazioni

La terbinafina è controindicata nei seguenti casi:

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  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti presenti nella formulazione.
  • Compromissione epatica grave.

Avvertenze e Precauzioni Speciali per l'Uso

Prima di iniziare il trattamento con terbinafina, è fondamentale essere a conoscenza delle seguenti avvertenze e precauzioni:

Funzionalità Epatica

La terbinafina non è raccomandata nei pazienti con malattia epatica cronica o attiva. Prima di prescrivere il farmaco, è necessario effettuare un test di funzionalità epatica, poiché può verificarsi tossicità epatica anche in pazienti senza una preesistente malattia epatica. Si raccomanda il monitoraggio periodico della funzionalità epatica (dopo 4-6 settimane di trattamento). La terbinafina deve essere immediatamente interrotta in caso di aumento dei valori nei parametri di funzionalità epatica.

Durante il trattamento con terbinafina, è importante che i pazienti siano informati di comunicare prontamente al medico qualsiasi segno o sintomo di disfunzione epatica, come nausea persistente senza causa apparente, diminuzione dell'appetito, stanchezza, vomito, dolore addominale nel quadrante superiore destro, ittero, urine scure o feci chiare. In presenza di tali sintomi, la terapia con terbinafina orale deve essere interrotta e la funzionalità epatica deve essere valutata immediatamente.

Sono stati segnalati casi molto rari di grave insufficienza epatica (alcuni con esito fatale o che hanno richiesto il trapianto di fegato) in pazienti trattati con terbinafina. Nella maggior parte dei casi, i pazienti presentavano pregresse patologie sistemiche gravi.

Effetti Dermatologici

In rari casi, sono state segnalate gravi reazioni dermatologiche (es. sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici [DRESS]) in pazienti trattati con terbinafina. Qualora si manifestasse rash cutaneo in progressivo peggioramento, il trattamento con terbinafina deve essere interrotto.

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La terbinafina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con psoriasi o lupus eritematoso pregressi, poiché nell'esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di drastico peggioramento ed esacerbazione della psoriasi e del lupus eritematoso cutaneo e sistemico.

Effetti Ematologici

Sono stati segnalati casi molto rari di disturbi ematici (neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, pancitopenia) in pazienti trattati con terbinafina. Deve essere valutata l'eziologia di qualsiasi disturbo ematico che dovesse incorrere in pazienti in trattamento con terbinafina e si devono considerare possibili cambiamenti del regime terapeutico, inclusa l'interruzione del trattamento con terbinafina.

Funzionalità Renale

L'uso di terbinafina in pazienti con compromissione renale (clearance della creatinina < 50 ml/min o creatinina sierica > 300 micromoli/l) non è stato adeguatamente studiato e non è pertanto raccomandato.

Interazioni Farmacologiche

Studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che la terbinafina inibisce il metabolismo mediato dall'enzima CYP2D6.

Interazioni

La terbinafina può interagire con altri farmaci, influenzandone l'efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali. È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo prima di iniziare il trattamento con terbinafina.

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Effetti di Altri Medicinali sulla Terbinafina

  • Induttori del metabolismo: La clearance plasmatica di terbinafina può essere accelerata se vengono co-somministrati medicinali che inducono il metabolismo. Ad esempio, la rifampicina aumenta la clearance plasmatica di terbinafina del 100%.
  • Inibitori del citocromo P450: La clearance plasmatica di terbinafina può essere inibita dall'uso concomitante di medicinali che inibiscono il citocromo P450. Ad esempio, la cimetidina diminuisce la clearance plasmatica di terbinafina del 33%. Il fluconazolo ha aumentato la Cmax e l'AUC della terbinafina rispettivamente del 52% e 69% in seguito all'inibizione di entrambi gli enzimi CYP2C9 e CYP3A4. Un simile aumento nell'esposizione si può verificare quando altri farmaci che inibiscono sia il CYP2C9 sia il CYP3A4 come ad esempio ketoconazolo e amiodarone sono somministrati in concomitanza a terbinafina.

Effetti della Terbinafina su Altri Medicinali

  • Caffeina: La terbinafina può diminuire la clearance della caffeina somministrata per via endovenosa.

  • Medicinali metabolizzati prevalentemente dal CYP2D6: La terbinafina inibisce il metabolismo mediato dall'enzima CYP2D6. Questo può essere clinicamente significativo per i medicinali metabolizzati principalmente da CYP2D6, in particolare se hanno anche una finestra terapeutica stretta, come antidepressivi triciclici (TCAs), beta-bloccanti, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della monoaminossidasi (MAO-Is) di tipo B, antiaritmici (inclusi quelli di Classe 1A, 1B e 1C) e i recettori dei beta-bloccanti. La terbinafina ha diminuito la clearance della desipramina dell'82%.

    Negli studi in soggetti sani identificati come metabolizzatori di destrometorfano (farmaco antitosse e substrato del CYP2D6), la terbinafina ha aumentato il rapporto metabolico destrometorfano/destrorfano nelle urine di 16 - a 97 volte in media. Cosi', la terbinafina puo' convertire forti metabolizzatori del CYP2D6 allo stato di metabolizzatori poveri.

  • Ciclosporina: La terbinafina ha aumentato la clearance plasmatica della ciclosporina del 15%.

  • Warfarin: Nei pazienti che ricevevano terbinafina in concomitanza con warfarin ci sono state segnalazioni spontanee di un aumento o di una diminuzione del tempo di protrombina. Tuttavia, non è stato dimostrato alcun nesso causale tra l'assunzione di terbinafina e i cambiamenti osservati.

Inoltre, studi condotti in vitro e studi su volontari sani hanno mostrato che la terbinafina risulta avere solo un potenziale inibitorio irrilevante o migliorativo della clearance plasmatica dei medicinali che vengono metabolizzati tramite il sistema enzimatico del citocromo P450 (es. terfenadina, triazolam, tolbutamide, etinilestradiolo [per es. nei contraccettivi orali], ad eccezione dei medicinali metabolizzati attraverso il CYP2D6. La terbinafina non ha effetto sulla clearance del fenazone o della digossina e sulla farmacocinetica del fluconazolo. Inoltre non è stata evidenziata alcuna interazione clinicamente significativa tra la terbinafina e i potenziali farmaci concomitanti cotrimoxazolo (trimetoprim e sulfametossazolo), zidovudina o teofillina.

Disturbi mestruali (per es. irregolarità mestruale, sanguinamento da rottura, sanguinamento intermestruale e amenorrea) sono stati osservati in alcune pazienti, che hanno assunto terbinafina in concomitanza a contraccettivi orali. Tuttavia, questi disturbi non si sono verificati più frequentemente rispetto alle donne che assumono contraccettivi orali da soli. Non sono disponibili dati a sostegno di raccomandazioni speciali per le donne in età fertile.

Posologia e Modo di Somministrazione

La posologia raccomandata per gli adulti è di 250 mg una volta al giorno. Le compresse devono essere assunte per via orale con acqua. La durata del trattamento dipende dall'indicazione e dalla gravità dell'infezione.

  • Infezioni cutanee: La durata media del trattamento per Tinea corporis e Tinea cruris è compresa tra 2 e 4 settimane. Per la tinea pedis (interdigitale, plantare o "a mocassino") il periodo di trattamento raccomandato può raggiungere le 6 settimane.
  • Onicomicosi: La durata del trattamento per la maggior parte dei pazienti è tra le 6 settimane e i 3 mesi. Periodi di trattamento inferiori a 3 mesi possono essere presi in considerazione in pazienti con infezione delle unghie delle mani, infezione delle unghie dei piedi diversa dall'alluce o in pazienti di età più giovane.

Non vi sono evidenze che suggeriscono che i pazienti anziani (età di 65 anni o più) richiedano un diverso dosaggio o che siano soggetti ad effetti indesiderati diversi da quelli riscontrati in pazienti più giovani. Tuttavia, nel prescrivere terbinafina compresse ai pazienti in questa fascia d'età, deve essere tenuta in considerazione la possibilità di una pre-esistente compromissione della funzionalità epatica o renale.

Effetti Indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni associati all'uso di terbinafina includono:

  • Patologie del sistema emolinfopoietico: Anemia, neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, pancitopenia.
  • Disturbi del sistema immunitario: Reazioni anafilattoidi, angioedema, lupus eritematoso cutaneo e sistemico, reazioni anafilattiche, reazioni simili alla malattia da siero.
  • Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Diminuzione dell'appetito.
  • Disturbi psichiatrici: Depressione, ansia, sintomi depressivi secondari a disgeusia.
  • Patologie del sistema nervoso: Cefalea, disgeusia (inclusa ageusia), capogiri, parestesia, ipoestesia, anosmia (inclusa anosmia permanente e iposmia).
  • Patologie dell'occhio: Compromissione della vista, visione offuscata, riduzione dell'acuità visiva.
  • Patologie dell'orecchio e del labirinto: Tinnito, ipoacusia, alterazioni dell'udito.
  • Patologie vascolari: Vasculite.
  • Patologie gastrointestinali: Gonfiore addominale, dispepsia, nausea, dolore addominale, diarrea, pancreatite.
  • Patologie epatobiliari: Insufficienza epatica, epatite, ittero, colestasi, aumento dei livelli degli enzimi epatici. In rari casi, si è verificata insufficienza epatica con successivo trapianto di fegato o morte.
  • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Eruzione cutanea, orticaria, reazioni di fotosensibilità (es. fotodermatosi, reazioni di fotosensibilità allergica ed eruzione polimorfa da luce), eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP), eruzione cutanea tossica, dermatite esfoliativa, dermatite bollosa, eruzioni psoriasiformi o esacerbazioni di psoriasi, alopecia, eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
  • Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Artralgia, mialgia, rabdomiolisi.
  • Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Affaticamento, piressia, sindrome simil-influenzale.
  • Esami diagnostici: Perdita di peso, aumento della creatininfosfochinasi ematica.

È importante segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta al proprio medico o farmacista, in quanto ciò permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Fertilità, Gravidanza e Allattamento

  • Fertilità: Non sono disponibili dati clinici nell'uomo. Studi nei ratti non hanno mostrato effetti indesiderati sulla fertilità maschile e femminile.
  • Gravidanza: A causa della limitata esperienza clinica nelle donne in gravidanza e della lunga durata di trattamento, le compresse di terbinafina dovrebbero essere utilizzate solo in gravidanza dopo una rigorosa valutazione del beneficio/rischio. Studi su animali non hanno dimostrato alcuna tossicità per la riproduzione.
  • Allattamento: La terbinafina è escreta nel latte materno e può accumularsi al suo interno. Poiché non è noto se la terbinafina provoca effetti indesiderati nel bambino allattato al seno, le madri che allattano non devono essere trattate con compresse di terbinafina. Se il trattamento è necessario, l'allattamento al seno deve essere interrotto.

Effetti sulla Capacità di Guidare Veicoli e Utilizzare Macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti di terbinafina compresse sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, è importante considerare che gli effetti collaterali del farmaco possono influenzare tali capacità.

Sovradosaggio

In caso di assunzione di una dose eccessiva di terbinafina, possono manifestarsi nausea, mal di testa, capogiri e dolore addominale. La somministrazione di carbone attivo può essere utile per ridurre l'assorbimento del farmaco in eccesso. In qualsiasi caso, qualora si sospetti un sovradosaggio da terbinafina, è necessario contattare subito il medico o rivolgersi al più vicino centro ospedaliero.

Meccanismo d'Azione

La terbinafina è un'allilammina che agisce inibendo la squalene epossidasi, un enzima coinvolto nella sintesi dell'ergosterolo, uno sterolo essenziale per la membrana cellulare dei funghi. L'inibizione di questo enzima provoca una riduzione del contenuto di ergosterolo nella membrana cellulare, alterandone la permeabilità e compromettendo la funzionalità delle proteine di membrana. Inoltre, l'accumulo di squalene all'interno della cellula fungina diventa tossico, portando alla morte della cellula stessa.

Eccipienti

Le compresse di Terbinafina Hexal contengono i seguenti eccipienti: sodio amido glicolato (tipo A), ipromellosa, silice colloidale anidra, amido di patata, magnesio stearato.

Conservazione

Per proteggere il medicinale dalla luce, conservare il flacone nella confezione originale o lasciare i blister all'interno della scatola.

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