Quando si pensa al Giappone, la prima immagine che viene in mente è spesso un piatto di sushi. Ma cosa succede quando questa icona della cucina giapponese incontra uno dei luoghi più iconici del mondo, l'Egitto, con le sue maestose piramidi? L'idea può sembrare insolita, ma la globalizzazione e l'amore per la cucina internazionale rendono possibili abbinamenti sorprendenti. Questo articolo esplora l'evoluzione del sushi, la sua crescente popolarità in tutto il mondo e l'inaspettato arrivo di ristoranti di alta cucina, con influenze asiatiche, proprio all'ombra delle piramidi egizie.
L'Evoluzione del Sushi: Dalla Conservazione alla Delizia Globale
Il sushi tradizionale giapponese è un piatto molto più semplice e raffinato di quanto si possa immaginare, basato su ingredienti freschissimi e su un equilibrio perfetto tra riso, pesce e alga nori. Niente salse, niente maionese e soprattutto niente Philadelphia. Il sushi giapponese non è nato come lo conosciamo oggi, con i suoi nigiri perfetti e i rotolini colorati.
Centinaia di anni fa, nei paesi del Sud-est asiatico, si scoprì che mettendo il pesce sotto sale e poi nel riso fermentato si poteva conservarlo più a lungo. Con il passare del tempo, questa tecnica arrivò in Giappone e divenne il narezushi, una preparazione molto antica in cui il pesce fermentava nel riso per mesi (nare significa infatti fermentato). Ma da lì iniziò l’evoluzione.
Nel periodo Edo (1603-1868), a Tokyo nacque il nigirizushi, la forma moderna di sushi. Nigiri significa letteralmente “afferrare con la mano”: si tratta infatti di una piccola porzione di riso modellata a mano con sopra una fetta di pesce fresco. All’epoca era considerato uno street food veloce, perfetto per chi aveva poco tempo durante la giornata. Col passare dei secoli, il sushi è diventato un simbolo del Giappone e della sua filosofia gastronomica: poche cose, ma fatte alla perfezione.
Tipologie di Sushi: Un Viaggio attraverso i Sapori e le Tecniche
In Giappone, il sushi non è tutto uguale: ne esistono diverse tipologie, ognuna con la sua storia e tecnica di preparazione:
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- Nigiri: Il termine deriva dal verbo giapponese nigiru, che significa “afferrare” o “modellare con la mano”. È infatti composto da una piccola pallina di riso pressata a mano, con sopra una fettina di pesce crudo, spesso salmone, tonno o gambero.
- Maki: La parola maki significa “arrotolato”. È il classico rotolino di riso e pesce (o verdure) avvolto nell’alga nori.
- Temaki: Letteralmente te significa “mano” e maki “arrotolato”: temaki vuol dire quindi “arrotolato a mano”. È un cono di alga nori ripieno di riso e pesce o altri ingredienti, che si mangia senza bacchette.
- Oshi-zushi: Oshi significa “pressato”. Tipico della regione del Kansai, soprattutto di Osaka, viene preparato pressando strati di riso e pesce in uno stampo di legno chiamato oshibako.
In molti ristoranti giapponesi, soprattutto nei sushi bar tradizionali, il sushi viene preparato direttamente davanti al cliente. Lo chef serve i pezzi uno per volta sul bancone, in un’atmosfera silenziosa e quasi cerimoniale. Ogni gesto ha un significato: dalla quantità di wasabi al modo in cui viene tagliato il pesce.
L'Occidentalizzazione del Sushi: Uramaki e California Roll
Forse non tutti sanno che i famosi uramaki (rotoli al contrario) non sono affatto una creazione giapponese. Gli uramaki nascono in Canada, alla fine degli anni Sessanta, grazie all’intuizione di un sushi chef che voleva rendere il piatto più appetibile ai palati occidentali. All’epoca, infatti, molti clienti non gradivano l’aspetto scuro dell’alga nori, così lo chef decise di “nasconderla” all’interno del rotolino e rivestire l’esterno con il riso.
Da lì è esploso il successo del sushi all’occidentale, colorato, ricco di ingredienti e salse. Il più celebre è il California Roll, nato a Los Angeles: al suo interno ci sono avocado, cetriolo e surimi, spesso arricchiti da maionese o salsa piccante. Tutti piatti gustosi e scenografici, amatissimi in Occidente, ma che in Giappone difficilmente troverete in un ristorante tradizionale.
Consumo di Sushi: Differenze Culturali tra Oriente e Occidente
Contrariamente a quanto molti immaginano, il sushi in Giappone non è un piatto quotidiano ma qualcosa di speciale, riservato a momenti particolari. In media, un giapponese mangia sushi una o due volte al mese, spesso in compagnia o durante una ricorrenza: un compleanno, una promozione, una cena tra amici o colleghi.
Noi occidentali, invece, siamo molto più “sushi addicted”. Chi ama questo piatto lo consuma anche una volta a settimana, spesso nei ristoranti all you can eat, dove l’esperienza è più informale e accessibile. Il sushi giapponese autentico è un’esperienza di equilibrio e armonia, dove ogni boccone racconta secoli di tradizione.
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Sushi vicino alle Piramidi: Un'Impresa di Giorgio Diana
La location sicuramente non manca a Giorgio Diana, brand chef e socio del gruppo Pier 88, che si appresta a inaugurare il suo sesto ristorante in Egitto. All’ombra delle Piramidi. La NotiziaNon si ferma la campagna d’Egitto di Giorgio Diana, trentenne di origini sarde cha da 4 anni officia nel paese del Nilo. Già alla guida dei ristoranti del gruppo Pier 88, che macinano coperti grazie a numeri impossibili in Italia, si prepara a una nuova inaugurazione ai primi di febbraio.
Perché non c’è 5 senza 6, 7, 8… E non sarà un ristorante qualsiasi: ospitato nel complesso residenziale di lusso denominato Pyramids Hills, porterà il suo nome (Pyramids Hills by Giorgio Diana) nell’hot-spot del turismo mondiale, fra Cheope e Chefren. A dimostrazione che l’alta cucina è sempre più globale.
“Attualmente è in corso il soft opening e presto sarò socio a tutti gli effetti, oltre che brand chef. Ma non abbiamo intenzione di fermarci: in agenda ci sono altre due aperture fuori dai confini nazionali, a Cipro e a Beirut, nel corso del 2020”, dice. “Proporremo una cucina mediterranea internazionali, con influenze asiatiche e tecniche molecolari. Siamo probabilmente i primi a tentare un’impresa del genere in Egitto, paese che peraltro sta crescendo, in termini turistici e non solo. Abbiamo una cospicua clientela autoctona, composta di egiziani che viaggiano e non hanno certamente problemi nell’approcciare la nostra tavola. Un target in evoluzione: quando sono arrivato chiedevano la pasta ben cotta, mentre adesso va bene solo al dente”.
Il mercato sembra quindi pronto per un degustazione senza carta, nelle formule da 4, 6 o 8 portate, rigorosamente stagionali, al prezzo di 35, 50 e 65 euro senza wine pairing. I coperti sono una quarantina, i cuochi addirittura 16, più 4 lavapiatti, in gran parte arabi. “Vogliamo proporre una nuova interpretazione del cibo, nel rispetto delle tradizioni locali, ma al passo con la contemporaneità. Oriente significa wagyu, coriandolo, wasabi, soia. Ma non avrebbe senso proporre il maiale, a dispetto della presenza di cristiani. In Egitto ho scoperto prodotti straordinari, sconosciuti o snobbati in patria. Per esempio le lumache del deserto, che prosperano vicino al laghi naturali e sono un po’ più grandi delle nostre; gli asparagi selvatici e certi gamberi di fiume che sembrano aragoste; la yucca, una palma in miniatura che qui non pensavano fosse commestibili, le anatre e tanta altra roba. Anche se il grosso continua ad arrivare dall’Italia e dal resto del mondo, come il dentice glacier 51, che vive alla profondità di 2000 metri e ha carni bianchissime”.
L’omaggio all’Egitto è anche in piatti come la molokhia, solitamente una zuppa, rielaborata in forma più moderna con una gelatina del vegetale e la mousse di melanzane alla brace. La stessa carta dei vini passa in rassegna le regioni e i blasoni nazionali, da Jardin du Nil a Château de Granville, a base di vitigni europei, italiani e soprattutto francesi. “La produzione nazionale sta crescendo, grazie all’impianto di varietà alloctone.
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Lusso e Divertimento al Cairo: Sheraton Cairo Hotel & Casino
Mentre ci troviamo in Egitto, vale la pena menzionare un'altra esperienza che unisce lusso e divertimento: lo Sheraton Cairo Hotel & Casino. Situato in posizione strategica sulla sponda occidentale del fiume Nilo, questo hotel offre una combinazione unica di comfort, intrattenimento e viste mozzafiato.
Informazioni Utili:
- Casinò in loco: Per chi ama il gioco, l'hotel offre un casinò interno con blackjack e altri giochi.
- Camere lussuose: Letti pillowtop con biancheria da letto premium garantiscono un riposo confortevole. Alcune camere offrono balconi privati con viste sul fiume Nilo.
- Cucina italiana autentica: Il Giannini's propone deliziosa cucina italiana, inclusa pasta e carne Angus.
- Club Lounge esclusivo: Al 26° piano, il Club Lounge offre un servizio di alto livello e viste panoramiche.
- Centro fitness: Un centro fitness ben attrezzato è aperto 24 ore su 24.
- Ristorante Sapporo: Per un'esperienza culinaria emozionante, il ristorante Sapporo offre teppanyaki e sushi fresco.
- Spa rilassante: La spa offre una varietà di massaggi, una vasca idromassaggio e un bagno turco.
- Piscina all'aperto: Una piscina all'aperto offre un'atmosfera tranquilla per gli ospiti.