"Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo". Con queste parole, Stendhal esprimeva il suo amore per Napoli, includendo sicuramente nel suo onnicomprensivo accenno ai quartieri anche il lungomare. La promenade che si estende da Santa Lucia fino alle pendici di Posillipo rappresenta non solo uno dei luoghi più iconici della città, ma anche una vetrina d'eccezione per la gastronomia napoletana. Contrariamente all'opinione comune che associa i luoghi turistici a una cattiva ristorazione, il lungomare di Napoli offre un'ampia varietà di proposte culinarie, dalla tradizione all'innovazione, dai sapori del mare a quelli della terra, tutte accomunate da rigore, passione e attenzione alla qualità.
La storia culinaria del Borgo Marinari
Poco più avanti, al Borgo Marinari, si respira la storia della ristorazione napoletana. Ristoranti come La Scialuppa e la Bersagliera, ancora oggi gestiti dai discendenti di storiche famiglie, celebrano la cucina di pesce e i primi piatti della tradizione partenopea. Questi locali, situati a pochi passi dai grandi alberghi napoletani, rappresentano un'autentica istituzione per gli amanti della cucina napoletana verace.
B-Factory: un tempio della carne inaspettato in Via Nazario Sauro
In via Nazario Sauro, una zona rinomata per la ristorazione a base di pesce, si distingue un piccolo locale apparentemente classico e fuori luogo: B-Factory. Questo locale, che all'apparenza sembra un pub con interni minimali e un dehors carinissimo fronte strada, è in realtà un tempio della carne, un ibrido tra la concezione italiana di "locale giovane" e una steackhouse di americana memoria.
Il punto forte di B-Factory è la possibilità di personalizzare le ordinazioni a partire dai tre capisaldi dell'offerta: hamburger, polpette e carne alla griglia. I tagli e i tipi di carne a disposizione sono numerosi e il personale, cordiale e preparato, è sempre pronto a consigliare l'avventore occasionale sulle scelte e sulla filiera di produzione delle carni. La collaborazione con un grossista del territorio, noto per i rigorosi controlli e la sicurezza delle carni, è ben specificata sia a voce che sui canali di comunicazione principali del locale.
Imperdibile, in una cena da B-Factory (aperto tutte le sere e a pranzo solo nel weekend e nei giorni festivi), è una porzione di polpette, soprattutto nella quantità perfetta di un poker. Oltre alla tradizionale versione al ragù, meritano una menzione speciale la versione in agrodolce e la variante al peperoncino verde, un altro must della tradizione partenopea.
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La Cantinella: un'istituzione della gastronomia napoletana dal 1976
La Cantinella, situata in Via Cuma, angolo Via N. Sauro, rappresenta uno dei locali storici della gastronomia partenopea. Fondata nel 1976 da Giorgio Rosolino, la Cantinella si distingue per l'arredamento storico, le stampe d'antiquariato raffiguranti Napoli e l'atmosfera elegante e raffinata. L'incannucciato a bambù, uno degli elementi d'arredo più copiati, contribuisce a creare un'atmosfera unica e suggestiva.
La cucina della Cantinella è prettamente tradizionale e segue la stagionalità dei prodotti. Il km 0 è alla base della carta, proprio come negli anni '70. Ad esempio, è impossibile trovare orate pescate in uno specchio d'acqua diverso da quello tra Pozzuoli e Procida. La pizza, cosa rara a Napoli anche in ristoranti di alto livello, è assente dal menu da anni, lasciando spazio ad altri piatti che offrono un'esperienza verace della cucina napoletana.
Tra i piatti da provare, spiccano l'insalata di mare con misticanza croccante cotta al momento, le linguine alla Santa Lucia (con diverse varietà di frutti di mare e molluschi) e la spigola alla mediterranea. Questi piatti rappresentano un vero e proprio inno alla tradizione e al territorio.
Nonostante un'offerta à la carte varia e differenziata, per comprendere appieno la rivisitazione della tradizione proposta dalla cucina della Cantinella, è consigliabile scegliere il menu degustazione "I nostri classici napoletani" (45 euro). Questo menu offre una reinterpretazione originale e creativa dei piatti tipici napoletani, come il flan di friarielli e straccetti di maiale, il babà napoletano salsiccia e friarielli, il timballo ragù e polpettine, il fritto di mare e la sfogliatella all'arancia.
I Lazzari: una cucina partenopea di qualità a prezzi accessibili
I Lazzari, situati non lontano dal lungomare, sono un'iniziativa di tre amici che hanno trasformato la loro passione per il buon cibo in un'attività imprenditoriale. Nonostante la posizione non centralissima, questo locale si sta facendo spazio nella gastronomia partenopea grazie alla sua cucina di qualità e ai prezzi accessibili.
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Dal lunedì al venerdì, a pranzo, I Lazzari offrono un menu low cost a 10 euro che permette di avvicinarsi alla loro cucina, strettamente legata a prodotti di alta qualità, senza spendere troppo. Le proposte del giorno, "pescate" dal menu à la carte, includono specialità tipiche come la "pasta patate e provola" o la "fagioli e cozze".
Oltre alla tradizione, I Lazzari propongono anche piatti innovativi, come la tartare di manzo con papaya, sedano ed erba cipollina, le crespelle ripiene con verdure di stagione e fonduta di formaggi (un omaggio alla cucina francese) e la millefoglie di caprese (salata) con pesto di basilico.
Zi Teresa: un secolo di storia e sapori napoletani
Zi Teresa è un locale storico nato come un "basso" dove far mangiare i pescatori e diventato, in più di un secolo, un punto di ritrovo per teste coronate, attori e personaggi illustri come Pirandello, D'Annunzio e Greta Garbo. Ancora oggi, il ristorante mantiene intatto il suo fascino e il suo stile elegante, con camerieri in linea con il locale e gestito dai membri della famiglia proprietaria, che tramandano la passione per la cucina di generazione in generazione.
La Luciana: un'oasi di tradizione al Borgo Marinari
La Luciana, fondata nel 1919 da donna Emilia Del Tufo, è un altro locale storico del Borgo Marinari, inserito nella lista dei Locali storici d'Italia. Come Zi Teresa, anche La Luciana nasce come piccolo esercizio per i pescatori e poi cresce, grazie alla vicinanza dei grandi hotel, diventando un punto di ritrovo per napoletani e turisti. La cucina è rimasta la "Luciana verace" di una volta: piatti legati alla tradizione, preparati a regola d'arte e con grande attenzione alla qualità delle materie prime, senza rivisitazioni o incursioni nella cucina contemporanea. Oggi lo chef è Raffaele Sannino, idealmente erede dei "monsù" che hanno lavorato in questa cucina.
La Scialuppa: sushi napoletano e altre delizie di mare
La Scialuppa, nata nel 1860 come Gran Ristorante Starita e trasferitasi nell'attuale location trent'anni dopo, è un altro punto di riferimento per la ristorazione al Borgo Marinari. Il proprietario, Salvatore Starita, è un onnipresente e finissimo pasticcere, responsabile di tutti i dolci del ristorante (la pastiera napoletana è una delle migliori della città).
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L'offerta culinaria è imprescindibilmente legata al pesce fresco, scelto giornalmente dal proprietario, che è fiero di servire quello che chiama "sushi napoletano": una serie di crudité di pesce freschissimo da provare. Fra i primi piatti, spiccano i paccheri alla Sasà (gamberoni, polipetti e cozze), le linguine alla Scialuppa (ottime linguine allo scoglio) e le trofie con crema di zucca, vongole e bottarga.
Officina del Mare: i sapori del Golfo partenopeo dal peschereccio al ristorante
Officina del Mare nasce dalla passione di Don Vincenzo, che già nel 1870 pescava i più prelibati prodotti del Golfo partenopeo con il suo peschereccio di famiglia. Carlo, erede di questa tradizione, ha deciso di servire in prima persona il proprio pescato aprendo un ristorante al Borgo Marinari. Oggi, Officina del Mare conserva ancora la passione per la cucina genuina e raffinata, con piatti preparati conservando il gusto semplice della tradizione mediterranea, mescolato a ricette più ricercate come il carpaccio di polipo con olio alla vaniglia o la cruderie di pescato del giorno.
Un lungomare di sapori: da Via Nazario Sauro a Mergellina
Il lungomare di Napoli, uno dei più lunghi e belli d'Italia e del mondo, si rivela una vera e propria vetrina della gastronomia partenopea di qualità. Da via Nazario Sauro fino a Mergellina, una promenade del gusto attende i visitatori, offrendo un'ampia varietà di esperienze culinarie.
Caruso Roof Garden: alta cucina con vista sul Golfo
Il Caruso Roof Garden, situato al nono piano dell'albergo Excelsior, offre uno splendido panorama del Golfo di Napoli ed è parte della storia della città. Il ristorante, dedicato al tenore Enrico Caruso che elesse questo albergo a sua casa, propone un'eccellente cucina mediterranea declinata in una versione "alta", sia che si tratti di pesce che di carne. Tra le preparazioni più simboliche, spiccano il polipo con lenticchie all'aroma di Aglianico e il pesce spada ai pistacchi. Per i romantici, è imprescindibile l'assaggio dei "bucatini alla Caruso", un primo piatto totalmente vegetale con pomodori S.Marzano, peperoni, zucchine fritte e una spolverata di peperoncino. Il servizio, doverosamente eccellente in un ristorante di questa fascia, è stemperato da un'accoglienza tipicamente partenopea, che riesce a far sentire a casa propria nonostante l'etichetta richiesta (la sera è richiesto il vestito per le signore e la giacca per gli uomini).
Mozzarella & Mozzarella: l'oro bianco campano protagonista
"Una mozzarella per cominciare", ma anche per continuare il pasto e per concluderlo. L'oro bianco campano è al centro dell'offerta gastronomica di Mozzarella & Mozzarella, un locale incastonato nella lunga sequela di locali che assiepano via Partenope. Nato dall'idea di due amici, poi soci, questo locale propone un arredamento moderno e in perfetta sintonia con la filosofia del locale, a partire dal logo che riporta la sagoma di una bufala.
Chi si aspetta i classici abbinamenti gastronomici a cui si relega la mozzarella resterà deluso: gli ingredienti tradizionali sono reinventati e incrociati con pesce, carne e frutta in un continuo susseguirsi di ricette innovative e talvolta vicine a cucine diverse da quella partenopea. Il menu è vario, dagli antipasti fino ai dolci, e il matrimonio con la pasticceria americana regala delle cheescake veramente notevoli.
Mammina: tradizione e specialità regionali con un occhio al commercio equosolidale
Mammina, un locale apparentemente come tanti altri sulla curva di via Partenope, strizza l'occhio alla tradizione italiana che vuole le mamme come dei veri assi in cucina. In realtà, oltre le tovaglie a quadri e l'imponente uso del colore rosso, c'è una cucina che fa della promozione delle specialità regionali e dei prodotti tipici certificati il suo cavallo di battaglia, accompagnando ricette e materie prime con metodi di preparazione decisamente tradizionali.
Di rottura, rispetto all'immagine patinata di questo particolare pezzo di passeggiata e del locale stesso, è la scelta di inserire all'interno dell'offerta gastronomica alimenti provenienti dal commercio equosolidale, per andare "oltre" e "superare" l'ormai classico km 0. Le ricette sono altamente tradizionali, tanto che uno degli antipasti più richiesti è il classico "crudo e mozzarella", dove la mozzarella in questione è una bufala dop, intera e impiattata con un garbo notevole. L'attenzione all'estetica si ritrova in tutte le preparazioni di questo locale fresco, particolarmente adatto a una clientela giovane ma attenta a determinate necessità alimentari. Le linguine all'astice sono tra i piatti assolutamente da provare.
Officina Alimentare Partenopea: una cucina ricercata e moderna basata sui prodotti del territorio
Officina Alimentare Partenopea è il sottotitolo che Marco Varriale, l'imprenditore a capo di questo locale, ha voluto dare alla sua creatura. Questo sottotitolo riassume la filosofia alla base di tutta la carta: una cucina ricercata e moderna, basata esclusivamente su prodotti del territorio e legata rigorosamente alla stagionalità. In questo locale, non sarà difficile sentirsi rispondere "mi dispiace, non ne serviamo, deve provare in un altro ristorante" all'avventore che chiederà un piatto a base di cozze, mitile fuori stagione anche e soprattutto per la tradizione secondo cui "nei mesi con la r non si pescano". L'arredamento moderno e innovativo si distingue dagli altri locali del lungomare, caratterizzati da pizzerie e trattorie più tradizionali.
Dario Picchiotti: la cucina di mare si sposta da Bologna a Via Nazario Sauro
Lo chef Dario Picchiotti ha portato la sua cucina di mare da Bologna a Via Nazario Sauro. Il suo nuovo ristorante, ambassador della Maison francese di Champagne Krug, propone una cucina semplice ma divertente, con un'attenzione particolare alla qualità degli ingredienti e alla valorizzazione dei sapori del mare.